C^otv f(ojp 'djrfrvù) SC>nw ;^w/-
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TRATTENIMENTI
SULLE VERNICI,
ED ALTRE MATERIE
UTILI, E DILETTEVOLI
SPARSE NELLE OPERE
DI MOLTI ACCREDITATI AUTORI ,
"Particolarmente nel Trattato affai filmato
DEL P. FILIPPO BONANNI;
RACCOLTI, ED ORDINATI
DA FRANCESCO AGRICOLA,,
Cd Ravenna nella Stamperia Roveri pretto i Fratelli Fav%.»
Qtn Licenza d* Superiori*
««H**
Fodi mihi fòntem proprium,cui non
communicet alienus , de diverfis
Scriptoribus quafi flores excipiens ..
Cajjìodor. Libr. de Amk'tt^
Xnix
A SUA ECCELL. IL N. tì.
IL SIGNOR
ALVISE CONTARINI 2.*
CAVALIERE DELLA STOLA D* ORO,
CONTE DI ZAFFO, E SIGNORE DI ASCALONJ*
D
Al moment 9 , in etti io ebbi la forte ài eont*
/cervi , o Signore , e d% ammirare doviziofa*
mente allignare in Voi tutte quelle virtù , che eo«
flit ut) "cono un vero Eroe , devo fijfar V epoca delle
infinite obbligazioni , che vi profeto . Da tal for»
tunato incontro incominciafle Voi a ricolmarmi di
favori , di beneficenze , di grazie per tal gutfa ,
che
Xivx
che quefie coli* andar degli anni fempre maggiori
fono divenute . Da gran tempo pertanto bramar»
auret di dare al? Eccell. V. un pubblico atte/lato
del mio ojfequio , venerazione , e riconofcenxa ,
non che dell1 inalterabile mia fervitu , ed attaccamene
to confidante alla raguardevoliffima Perfona voftra ,
ma la Modefita > di cui andate fornito , fino ad ora
efprejfamente me V ha proibito . Per follevarmi al-
cun poco dalle ferie mte occupazioni , ho creduto
di far cofa grata , e giovevole al Pubblico col pro-
curare y che fi produca alla luce la prefente Operet-
ta y la quale febbene non pojfa allettare il Lettore
con pellegrini , e fi?ìgolari penfieri , ne e»* fiori
delV Eloquenza , contiene non pertanto materie uti-
li alla pubblica felicità . Una tal Opera efigeva V
appoggio d* un qualche diftinto , ed autorevole Per-
fonaggio , che coli1 accettarne la Dedica , infegnaf-
fe a far più conto delle cofe , che di jlravaga?iti
fantafie , e di fonanti periodi . Quefta , che pub
molto condurre a perfezionare varie Arti , e che con-
tiene molti capi profittevoli alla domeflica economia ,
cortefemente degnato vi fiete di permettere , che fu-
perba porti in fronte V inclito voflro Nome , e [ot-
to i voftri benefici aufpicj venga alla luce * mentre
tutto ciò , che intere/fa il bene de9 Popoli fempre-
rnai confiderato V avete come il voflro proprio be-
ne . Deflinato dalla faggi a voftra Republic a al go-
verno di Città , e Provincie , Voi avete impiega-
to tutte le voflre premure a render j elici , e fortu-
nati i Popoli a Voi foggetti j ed io benché efiero ,
pojfo con tutta verità atteftare , che vi fiete riufei-
to con sì profpero fuccejfo , che o dimorando io in
tflranei Lidi , oppure pajfando per quei Luoghi , do*
ve
XVX
vv già eravate flato al governo , ho feniito , e tro-
varo apprejfo di tutti la voflra Memoria in benedi'»
ztone , ed il vo/ìro Nome /colpito con indelebili ca-
ratteri di riconofcenza ne' cuori de* Popoli , dei
quali tutta la benevolenza a Voi attrae/le . Queflo
era un tributo , che fi rendeva alla voflra Giufli-
zia , alla voflra Prudenza , al voflro Dijfintev 'ef-
fe , ed alla Senfibilità del voflro cuore paterno, ed
era altresì un tributo tanto più veritiero , quanto
più libero , e meno interejfato . Benché le comuni
voci dt quelle genti grate alle beneficenze voflre prò*
ducejfero in me una dolcijjima impresone , non ne
reflai però forprefo y fapendo , che quefle virtù fo-
no ereditarie nella voflra "Famiglia, Mi fovveniva
al penfiero la memoria del celebre , ed immortai
Giorgio inve fitto della Contea , e Signoria di Jop-
pe , e cP Ajcalona , che col configlio , e colla ma-
no foflenne in capo alla Regina di Cipro la vacil-
lante Corona , e che confervando il Regno a Cata-
rina Cornaro , lo conferva alla Republica ; ne mi
dimenticava quanti àè voflri Antenati fono flati
condecorati dalla Republica delle più fublimiy e co»
fpicue Dignità . Otto rivefliti del Ducale amman-
to fi f«no veduti affi fi full' Auguflo Trono ; più di
quarantotto fono flati fublimati al grado di Procu-
ratori di S. Marco , i quali furono di sì ragguarde-
vole Dignità il luflro , e V ornamento . Non pnf.
fono numerarfi quelli della voflra Profapia , che fo-
no flati impiegati alla tefta delle Armate maritti-
me , e terreflri , quelli , che fono flati deflinati a
pubbliche Ambafciarie negli affari p<ìt difficili , ed
ardui dello Stato , ed- a Governi di Provincie. Il
gtudizio di quefta Madre # Erti nella fcielta dei
XVI )(
Soggetti a Cariche sì ragguardevoli , è una prova
fenza contrailo del merito degli Avi voflri , e fpe~
etalmente del loro particolare attaccamento al pub*
blico bene . EJJI incominciarono fino dal nafcere del-
la Republica in qualità di Tribuni a vegliare alla
fua ficurezza , e tranquillità , e fi pojjono contare
ie Opere egregie della voflra Famiglia in prò dello
Stato dagli anni ftejft della Republica . Voi di tut»
ti ne feguite efattamente le treccie immortali , e
fiete il giuflo erede non folo del loro Nomey e del»
ìe loro Dignità , ma altresì delle toro virtù . La
Moderazione voflra non mi permette , che dica d?
avvantaggio >e quanto bramarebbe il mio cuore. Mi
reftringo pertanto a rendervi infinite grazie dell9
onore > che concedete òlla prefente Operetta del vo-
ftro favore , ed a me della grazia di potervi pub"
èlicamente attedare V umilijjima mia ferviiù , e le
innumerabili obbligazioni , che vi profejfo , le qua»
li fempremai mi -daranno il vantaggio di potermi
portare £ ejfere
Dell' Ecc. V.
Vmiìmo Dcvmo Ohhligfno Servìdors
X' Edi t»re.
NO
X vii X
NOMI DEGLI AUTORI,
JL ▲ Filippo Bonanni della Comp. di Gesù =* Trattato fp-4
pra la Vernice detta comunemente Cinefe : ftampato in
Roma T anno 1720.
Alberto Guidetti =: Metodo facile per formar qualunqne Tor-
ta di Vernici della Cina # e del Giapone : itamparo in
Rimino l' anno 1784.
Giorgio Lewis zz Supplemento al Dizionario univerfale del-
le Arti , e Scienze di Efraimo Chambers .♦. in Venezia
1' anno 1765...
Efraimo Chambers =: Dizionario univerfale &c.
Secrets concernant les Arts , oc Metiers *- a Bruxelles l' an-
no 1760.
L' Agronome t ov Di&ionaire Portati! du Cultivateur : a
Paris 1767.
Galipidio Talier =3 Nuovo Plico di ogni (èrta, di Tinture &c.
in Venezia 177 io
Trattato di Miniatura &c. in Venezia 1760.
.Trattenimenti fulla< Pittura , o fia veriflìma maniera di di-
ventar Pittore in tre fole ore . Traduzione dal Francefe .
In Venezia 1767»
D. Ignazio Arena da Piazza s Della Natura , e Coltura
de' Fior,i tificamente efpofta . In Palermo 1768.
D. Alefiìo Piemontefe =3 Secreti &c.
Shaw =3 Lezioni .
R. P. Charles Plumier , Religieur Minime =3 L' Art de
Tourner en Perfeclion . A Paris anno 1749.
Francefco G rifelini , e Marco Fafóandoni =3 Dizionario 4elL*
Arti , e Meltieri % compilato .
Giornale Litterario ai confini d* Italia. In Firenze negli an*
ni 1785. , e 1784.
Alcuni M. S. curiofi .
Nicolò Lemery a Dizionario univerfale delle Droghe fere?
piici •
Sig.
X vili X
Sig di VaTmont di Bomarc a Dizionario Ragionato di Sto-
ria Naturale .
Guilielmi Pifonis =3 De Medicina Brafilienfi .
Georgi Margravi de Liebftad =r Hiftoria "rerum Naturalium
Brafiliae .
Roberto James =2 Nuova Farmacopea univerfale .
Signor Francefco Alberti =: Dizionario del Cittadino Jkci
Altri Autori fi citano peli' Opera &c.
JRAT-
TRATTENIMENTI
Sulle Vomiti , ed altre materie utili 5
e dilettevoli .
PARTE PRIMA
SULLE VERNICI.
JJefto termine Vernice ( i ) ha differenti fìgni-
ficati . Prima dicefi una certa tonaca lu-
ftra , di cui fi cuopre ogni Torta di Vafel-
lami d' Argilla , Majolica, Porcellana &c.
per renderli lifci , e luftri . Il Piombo liquefatto è
la vernice , che d' ordinario fi adopera per i pri-
mi , e lo fmalto per i fecondi. (2)
La vera Vernice ufata da' Chinefi , e Giappone!!
per dar quel luft.ro inimitabile alle loro Porcellane ,
è uno de' grandi fegreti di tale manifattura, e quafi
la fola cofa, che ancora manca nell' Europa per far,
che la Majolica d' alcuni Regni gareggi colla Cinefe .
Diverfi Autori ne hanno deferitto la preparazione ,
particolarmente Kircher , ma nefluno è riufeito alla
prova , ( 3 ) come vedrai!! al Trattenimento XV.
Vernice è anche un termine applicato a' colori ,
che le Medaglie antiche acquiftano nella terra . (4)
B II
( r ) In Latino Vern'tx , in Francefe Vernìs^'m Spagnolo Varnìz.
(2) Vedi Lewis nel fupplemento al Dizionar. di Chambers,
voce Vafajo : in Spagnolo Vidriado , e Vidriar : Francefe Ver-
ni , o Vernir .
(3) Lewis voce Porcellana , e GrifTelini Dizionario dell'Ar-
ti , e de' Mertieri , voce Majolica , e Porcellana ,
(4) Lewis come fopra voce Medaglia.
i Vane I. DS Trattenimenti
II valore d'una Medaglia viene efaitato da uni bel-
lezza , che la Natura loia è capace di dare , e che
l'Arte non è ancora giunta a contrafare ; cioè il co-
lore, o vernice, di cui certi terreni tingono le Me-
daglie; altri d' un Turchino y quafi tanto bello quan-
to quello della Turchina pietra preziofa; altri d' un
colore vermiglio inimitabile ; ed altri d' un bruno
luitro , e lucente , che di gran lunga fupera quello
del Bronzo .
I a Vernice la pili ufuate è un bel verde , il qua-
le fi attacca a' più delicati delineamenti lenza can-
cellarli , molto più tenacemente, che non fa lo smal-
to il più fino l'opra i metalli . 11 folo Bronzo è fufcet-
tibile di ciò ; mentre 1' Argento fempre viene gua-
dato dalia ruggine verde, la quale su quello viene,
e la quale con aceto , e fugo di limone conviene
cavarla .
Evvi 2nche una Vernice falfa , e moderna , la
quale i fallificatori celle Medaglie applicano su loro
finti lavori , per dare ai medelimi un' apparenza di
antichità ; ma ella fi fcopre dall' effer più molle ,
che la Vernice naturale , la quale è tanto dura quan-
to lo Hello metallo . Alcuni mettono le Medaglie
falle fotterra , ove le dette contraggono un grado
di Vernice , che può ingannare i meno accorti ; al-
tri fi fervano di Sale Ammoniaco mifto con aceto ;
ed altri di carta bruciata .
Ho premeiTo le dette nozioni differenti del termi-
ne Vernice per evitare qualunque confufione con la
vera , e genuina Vernice , la di cui eiìenza , divi-
fione , e componenti , cioè conftitutivi , fi efporranno
ne' Trattenimenti feguenti , raccogliendo quanto di
più fcielto fi trova negli Autori , che trattano delle
Vernici : ma il tutto con brevità .
TRAT-
L
Su le Vernici . 3
TRATTENIMENTO l
Vernice legittima , e fua divi/ione .
A vera Vernice , di cui fi fervono i Pittori ,
gì* Indoratori , e varii altri Artefici , è un li-
quore grado , oliolò , vifcidOj e viticolo , luftro , e
lucente . L' adoprano per dar il luftro alle loro fat-
ture , come anche per aiiìcurarle dall' intemperie dell'
aria , dalla polvere Scc.
Per quefto le voci verniciare , vernicare , e in-
verniciare lignificano applicare detto liquore per da-
re il luftro , e per ottenere 1' intento pretefo.
Si fanno tante forta di Vernici , che farebbe dif-
ficile ridurle tutte ad una efatta enumerazione ; non
oiìante che fiano moltiiìime le maniere di manipolar-
le , fi efporranno le più principali , ed ufuali .
Si devono però diftinguere in genere due forta di
Vernici , le une chiamate Vernici a Spinto di Vi-
no , o Vernici afeiutte , perchè li afeiugano pronta-
mente ; e 1' altre che chiamano* vernici graffe , ed
oliofe.
Vi fono diverfe forta di Vernici tutte fatte di
Gomme difciolte in fpirito di vino .
Quelle Vernici fatte collo fpirito di vino ( 1 ) fo-
no compofte di materie refinofe tenute in diffoiuzio-
ne nello fteffo fpirito. Quando fi applica quefta Ver-
nice , lo fpirito fvapora , e lafcia le foftanze refino-
fé fotto la forma d' una tonicelia , o d' intonaco
rifplendente , iifeio , e luftro a guifa d* un vetro.
Ma tali Vernici hanno P inconveniente , che fi
feccano molto all' aria , e fi fendono , e crepano ;
in-
( 1 ) In Spagnolo Aguardicnte refì-riado .
4 "Parte I. De* Trattenimenti
inconveniente al quale non fono efpofte le Vernici
graffe , ed oliole .
' Se ne fanno di quelle Vernici graffe di moltiffi-
me- fpecie , le quali tutte fi diverfificano per le di-
verfe Refi ne , che in effe fi adoperano , come anche
per la dofe , e proporzione di quelle Refme , locchè
fi efporrà , quando fi parlerà dì ciascuna* in partico-
lare .
Per ora badi il fapere , che quelle Vernici graffe
fi fanno collo fciogliere negli olj col mezzo del fuo-
co i Bitumi , e le Refine , fopra le quali lo fpirito
di vino non può efercitare la fua azione . Quelle
Vernici non fono foggette ad effere alterate dall' ac-
qua , ficcome lo fono le Vernici fatte collo fpirito
di vino , ma. per lo più fono colorite , e più diffi-
cilmente fi afciugano .
Alcuni Artefici fono giunti a fare una Vernice
graffa trafparente d' una fomma bellezza , che fini-
fce di dare un eccellentiffimo iuflro alle Carrozze ,
e ad altre opere , fu cui fi diilende , coprendo le
pitture come di una fpecie di vetro .
Ordinariamente fi vendono lei forta di Vernici, cioè/
I. La Vernice fecca , e afciutta , la quale è olio
di Spigo , o Lavanda , Trementina fina , e Sanda-
raca liquefatte infieme . ( i )
IL La Vernice bianca , detta anche comunemen-
te Vernice di Venezia, compofta di olio di Tremen-
tina , di Trementina fina , e di Maftìce .
Quella Vernice fi fa ancora di Gomma Sandara-
ca , e di Gomma Maflice , difciolte in fpiriti ; fi
Jafcia ripofare due giorni , poi fi fpreme, e cola per
un panno lino ; e dopo che fi è lafciata Ilare qual-
che
(i) In Spa gnol. Efplìe&'-i
Sa U Vernici . 5
che tempo, fé ne vena la parte più netta in fiafehi
per farne ufo .
I più curiolì Artfti diifolvono le due Gomme fe-
paratamente , e di ciafc'una avendone fatto" Vernice
l'eparata , le melehiano quando occorre, fecondo che
i loro lavori richiedono Vernice più dura , o più
molle .
Mi per la miglior Vernice bianca vi vogliono più
Gomme , cioè ; Trementina di Venezia , Gomma
Copil , Gomma Eiemi , Ben^iui , Anime , e Ra-
gia b:anta , cioè Renna di Pino , 8cc.
' 111. La Veriiice di fpirico di Vino , la quale è
Sanciraca , Carabe bianca , Gomma Elemi , e Ma-
ilice , meicoiati , e liquefatti nello fpirito di vino.
IV. La Vernice dorata fatta con olio di Lino , ( 2 )
Sandraca , Aloè , Gomma Gutta , o Guttagamba ,
e Litargirio d' oro . ..*
V. Vernice a bronco , la quale fi compone con
Gomma Lacca , Colofonia , Maiìice in lagrima , e
ipirito di vino. Quella Vernice fi chiama anche Ver-
nice della China , ma aitai impropriamente .
VI. Vernice comune , la quale non è che Tre-
mentina comune liquefatta con olio di Trementina .
Oltre le dette vi fono altre forta di belle Verni-
ci , cioè :
Vernice di Lacca ^ che fi fa di Lacca gomma , e
di fpirito di vino frequentemente rimefcolati, finché
la Gomma fia difciolta; indi fpremuto ciò, la parte
più chiara fi verfa in un fiafeo come le altre.
Conviene però , che la Lacca fia della fpecie det-
ta Lacca di feme , o feme Lacca, cioè la prima più
bella , e dura . Sebbene per inverniciare legni ordi-
nar;
( 2 ) In Spagnolo Acent de Linaza . Aloè in Spag. Ac'tbar , Sabìla*
"A
6 Ratte I. De Trattenimenti
narj fi adopera fovente Lacca di Conchiglia ; ma que-
lla non refi fiera alle ingiurie del tempo .
Vi fono ancora le Vernici dure , e le molli ado-
perate dagli Intagliatori , e Scultori ad acqua forte,
oltre le Vernici della China , e del Giappone 5 del-
le quali fi parlerà dippoi con commodo . ( i )
TRATTENIMENTO IL
Ingredienti da adoprarji per far le Vernici.
L' ingredienti ordinari, che entrano nella com-
pofizione delle Vernici , fono Gomme , Rcli
ne , Olj , e fpirito di vino . Per ora fi porranno l'or-
to 1' occhio le Gomme , e le Refine , rifervasdo
per il Trattenimento leguente gli O'j , e lo fpirtta.
Gomme , e Refi?ze.
La perfetta notizia della qualità di tutte le Gom-
me , e Refine fino ad ora non fi è per anco potuto
ricavare , non ottante che molti abili Proiettori di
chimica iìanli grandemente affaticati intorno alle me-
defime .
Per aver qualche notizia di effe , primieramente
devefi avvertire ( z ) , fra le Gomme , e Refine al-
cune effere calide , altre frigide , alcune umide , al-
tre fecche . La Gomma di Pino , che chiamali vol-
garmente Ragia , è feccante ; così anche la Gom-
ma Copal ; la Gomma di Abete , detta Trementi-
na , ovvero oglio di Abezzo , ha del calido, e dei
confolidativo ; la Gomma di Pruno , e limili , è u-
niida , e frigida .
Di più fi deve avvertire , che molte , le quali
co-
( r ) Lcvis cit. voce /colpire con acqua forte . ( 2 ) Coti il Dot-
tor Giufeppe Monti Botanico famofo .
Su le Vernici . 7
comunemente vengono chiamate Gomme , non fono
tur ce Gomme , ma fono Re lì ne dure , come la Co-
pal , la Guttagamba , 1' Anime , &c.
La Gomma lecondo M. Geoffroi è un fugo vege-
ta le , concreto , che fi difeioglie facilmente neli*
.rolla , £he non è in modo alcuno infiammabile , ma
che (coppia , e crepici nel fuoco • (3) Le Gomme
dunque lì hanno a fciogliere con ingredienti acquo-
fì , della qui!e ipecie è lo fpirito di vino , e limi-
li , oppure che tendono all' oliofo . Tali fono la
Gomma A rabica, quella dell' Ibopei albero del Paraguai ,
che è la vera Accada , la Gomma del Senegal , ed
alfe fìmili . ( 4)
La Refina è una materia vegetabile , oHofa, graf-
fa , la quale contiene poca acqua , e molto olio ;
perciò non fi lciogìie neli' acqua , ma in cole olio-
ie , e relìnofi ingredienti .
Trovanti due i'pecie generali di Refme , una liqui-
da , e P altra dura , e lecca. La prima lì conferva
nella medelìma confidenza, che ha quando viene fuo-
ri dall' Albero , e lì chiama Trementina . In quella
claffe mettono alcuni Chimici i Ballami nativi . La
feconda non differiice dalla prima in altro , che in
quanto il calore del Sole l' ha condenfata , oppure
il calore del fuoco; e denominali Pece Greca , o Co-
lofonia . In quella claffe pongono il Maftice , o la
Maftica , 1' Incenfo , la Gomma Copal , la Elemi ,
ovvero Icica , ed altre molte .
La Gomma , lecondo il parere di Geoffroi , è com-
porta d' una picciola porzione di Zolfo unita con
terra , acqua , e fale , talché codette cofe unite in-
fieme
(3") De Materia Medica . (4) James Farmacop. univerf. voce
Ghȓiȓ .
8 Parte I. Dt? Trattenimenti
fìeme formano una mucilagine , un corpo mucofo ,
nudritivo .
Si dà pur anche il nome di Gomma Reflua alle
foftanze, che partecipano infieme della proprietà dei-
la Gomma , e di quelle della Refìna propriamente
detta . Tale è la Gomma Serafica , o Sagapina; el-
la fi accende al lume d' una Candela , e fi abbru-
cia in parte / ma tacendola con fumare fui fuoco ,
nel vino , e nell' aceto , fi diicioglie intieramente.
Sarebbe uno sbaglio grande il confonder le Gom-
me con le Refine , e li deve avere attenzione , che
la Refina è differente dalla Gomma per effere più
oliofa , più facile a romperfi , e a difcioglierii negli
olj , e ne' gratti -y laddove la Gomma non può èfler
difciolta , che da liquori acquoiì , e falfi, come dal
vino, dall' aceto , da fughi delle Piante .
Gomma , o Reflua Copale*.
La principile Refina molto defìderata per le bel-
le, e durevoli Vernici è la Copal , o rancopal, det-
ta erroneamente Gomma. Secondo Monardes , ed al-
tri è una bianca , ( alle volte un poco gialla ) ri-
lucente, diafana Refìna , che {lilla da un Albero in
America . Quello Albero fi trova nelle due Ameri-
che , cioè nella Settentrionale , e nella Meridiona-
le .( i )
Si sa effervi due fpecie di tal Refìna , una è *fi-
mile all' incenfo , perchè partecipa del gialletto , e
della foave fragranza del medefimo ; l' altra è di mi-
glior
( i ) Calceolarie) in Mufeo feti. V. Pomet Ijìor. delle Droghe
Uè. VII. Cap. 41. Nicola Lemeri Dizionar. un'tverf. delle
Droghe f empì tei , voc. Copal . Roberto James Farmacopea,
un'tverf. l'tbr. III. Cap. I. voc. Gummi Copal.
Avverte James, che i Vernicatori la fciolgono nell' olio di
Spica , cioè di Spigo , nominato anche dai Latini Sp'tcha .
Su le Vernici. g
glior qualità in quanto al colore chiaro , e trafpa-
rente , e non la cede al detto nell' odore aifai aro-
matico . In fatti il adopera dagli Indiani Ciqu'tti nel
Paraguai nelle lóro Chicle in vece d' Incenlo , e fé
ne Servivano i Mefficani per i fuffumigi .
Goni ara feri ve la Copal eilere umida in primo gra-
do , che perciò ha virtù di mollificare , a motivo
delle parti acquofe , che in Te racchiude . Secondo
Lemeri ammolilce , e rifolve , aftringe , e difecca.
James dite , che la Relìna Copal non è molto in
ulo prefiò i Filici , ma bensì pretto i Verniciatori .
Nei Paraguai vi fono degli Alberi, dai quaii fca-
turifee quella apprezzata Relìna . (2) Gli Spagnoli
vici-
(2) Gl'Indiani Ciquiti lo dicono Oàpaquìos .GY Itmm Mo-
ri , li Baia Guarnito , ed il frutto , la di cui farina man-
giano , Guarnii .
Guillelmo Pilone Hiftor. Natta. Brafiliti libr. IV. cap. Vili,
deferive efattamente 1' Albero , fatto nome di Jataiba .
Della fua lagrima, o Refina dice . „ Ex ipfa antera arbo-
„ re lachryma, leu Refìna defiillat pellucida, & mine albi-
„ cans, mine flavens , lucci no fìt maxime fìmilis colore ,
„ & duritie ( Brafilianis letaicica , Lufìtanis Anime voca-
„ tur ) & primis impofita fuaviflìmum pnebet fuffitum ,
„ facillimne autem eli confumptionis . Hoc Gummi genus
„ per meatus corticis interiores decidere certifiìmum eli ;
„ illud enim , tellure effoiTa , fub arboris trunco , & ra-
„ dice occultatum extrahere iolent , &c.
Giorgio Marcgravio , Hifioria Piantar. Br a filiti , va d' ac-
cordo con Pifone , e fcrive libr. II. Cap. V. „ Ptec arbor
„ dat Refinam odoriferam , quam Brafilienfes vocant leti-
„ cacica , Lufitani vero Anime , quia fìmilis & Anima; ,
„ qua? ex India Occidentali affertur. „
Rai in Hifior. Piantar, chiama 1' Albero Rhus virginianum
lenti/ci foliis . Gli Alberi del Paraguai , e della Nuova
Spagna non hanno foglie fimili a quelle del Lentifco . L*
Albero con fimili foglie lentifcine fi denomina Aguarai 9
la di cui Refina è bella , e fragrante.
io Parte I. De* Trattenimenti
vicini della Città dell* Affunzione nominano detti
Alberi colla voce guaranica , o degl' Indiani Gua-
rani , cioè latai . Vi fono due Alberi della (letta
fpecie , la di cui differenza folamente confitte nella
maggiore , o minore grandezza degli fleliì.
Dal fin qui detto fi conofee lo sbaglio commetto
da Alberto Guidotti , (i) appoggiato alla relazione
del P. Serafino Capuccino , il quale fu nei Brafile .
Quello Reiigiofo prefe per Refina Copal il Balfamo,
o Y olio di Capai , Copaìba , Balfamo, ovvero olio
affatto diverfo dal Copal , come fi dirà più avanti .
Forfè il fuo inganno ebbe fondamento da una rela-
zione avuta da qualche Portughefe poco intelligente,
o dall' odore foave del fugo deli' Albero Cupai , da
cui fìilla ; o finalmente dal nome di Copaìba .
Qiiando fi raccoglie la Refina Copal fra le radici ,
e tronco dell' Albero latai , è bianca , e trafparen-
te , quando però non fia mefehiata con polvere , o
terra ; col tempo rtulladimeno fi fporca , e ingial-
lile un tantino a poco a poco .
Quando fia trafparente , e chiara , è ottima per
le Vernici , ma fi feioglie difficilmente collo fpirito
di vino a motivo delle parti acquoìe, che in le con-
tiene .
Metodi per fcioglierla.
I. Si perla minuLiflìmamente , riducendola a fìnif-
fìma polvere , pacandola per tamifo fino ; dipoi li
mette in olio di fpigo purificato , e unitamente Ci
pone in un faggiuolo di vetro , facendo, che V olio
fopravvanzi due dita .• ciò fatto ponefi a fcaldare a
fuoco temperato , le è d' Inverno , e fé è di Efia-
te al calore del Sole , maneggiandolo di quando in
quan-
( i ) Nella fua Operetta pag. 8.
Su te Vernici . i r
quando , ed in tal modo a poco a poco fi fcioglie-
rà , e reltarà in fondo , come una colla .
1 er fare detta Refina maneggiabile , ed atta ad
incorporarli ad altre Gomme , o Refine , fi decanta
tutto 1' olio di Spigo, e dopo le gli aggiunge acqua
di Ragia ottima in quella quantità , che li vuole ;
ciò fatto , turatela con turacciolo , o (ia ltopaccio-
lo , e fopra vefeica , o carta pecora ben legata , e
pofeia incollate carta nella legatura della carta peco-
ra , con fcaldarlo , e maneggiarlo , li feioglierà.
II. Ridotta in polvere , come fi è detto la Co-
pai , fi pone nell' olio di Cupai ; fi feioglie pron-
tamente fé lì riicalda alcun poco il vafo , e così ie-
lla aliai ìuftra , e fi mefcola collo fpirito di vino ,
come è provato dal Guidotti,e praticato nel Brafile.
III. Pedata bene la Copale fui porfido , o pietra
de* Pittori , che fia un poco caldo, mettendogli fot-
to il fuoco , acciocché confervi un grado moderato
di calore ; fcaldata la pietra , fi mette fopra la Co-
pai infieme con olio di fpigo , e col macinino di
pietra caldo fi macina la Refina coir olio di fpigo ,
e ciò fatto fi pone fpirito di vino , col quale s' in-
corpora .
IV. Ridotta in polvere finiflima la Copal fi pon-
ga dentro ad un faggiuolo , nel quale vi iìa fpirito
di Rofmarino , e col fuoco fi faccia feiogliere j il
qual modo viene dato per ficuro .
V. Collo fpirito di Trementina afferma il P. Bo-
nanni feiogiierfi affatto la Copal , come- la Gomma
Arabica :
VI. Lo ftefTo dice , che peftata groflamente la
Copal , e pofta in acqua di Ragia , fi fa bollire al
fuoco , e fi disfà , e poi vi fi getta a goccia a goc*
eia acqua vite tepida a diferezione *
VIL
12 Varte t. D?' Trattenimenti
VU. La Copal in polvere fi fa cadere a poco a
poco nella Trementina calda , ovvero olio di Abez-
zo , o Terebinto , come fu provato dal P. Bonan-
ni ; ma così refta affai viichiola , e diffìcile a lec-
carli . Avverte però il fuddetto, che gioverà fa r
quello modo per le operazioni neceflàrie ad una buo-
na Vernice , che noi dopo deicriveremo .
Sarà bene avvertire eziandio , che per le Verni-
ci oliofe , la Copal viene dilciolta o collo fpirito ,
o coli' olio di Tremeritinaxidi Icica) , oppure coir
olio d' Abezzo.
Gomma , o Reflua Anime.
GÌ' Autori fanno menzione di divede fona di que-
lla Gomma ., o Refina detta Anime . Ella fi porta
in Europa dall' America Spagnola. Dagli Scrittori
moderni è creduta il Sumato della Virginia . Lice
dall' inciHone fatta in un Albero di grandezza me-
diocre , che ha le foglie fimili a quelle del Mirro.
Contiene gran quantità di olio , e di iaie eilenzia-
le . ( i )
La miglior Gomma Anime deve effer bianca, fec-
ca , fìritolabile , facile a romperfi , netta , di odo-
re grato , e la quale gettata al fuoco , prefto fi confuma . J
Pilone , e Margravio fcrivono , che la Gomma,
o Refi.a dell' Albero fatai , la quale fenza dubbio
è la Copal ■ fi ailomiglia alla Reiina Anime dell'In-
dia Occidentale . Ma io fono d] opinione, che non
fono Relìne differenti . In fatti f Brafiliani chiama-
no Anime la Ballamica Relìna deli' Albero Cupat ,
creduta da loro la Copal .
Chambres dice ( 2 ) che i' Anime è una fpecie di
Gom-
( r ) Latine Gumm't Animi .Vide Lemeri, e James voc. An'y
me . ( 2 ) Dizionar. dell' Arti , e fcienxe . Voc. Anime .
K*
s
Su le remici . i L
Gomma dall' Amerifca tri 'portata , e del colore fi*
mi!e al colore dell' Incerilo : il Tuo odore è grato ,
e lì confuma facilmente nel fuoco . Trovali di colo-
re pallido , refinofò/, ed ancora bianca , e chim-,
ed ulafi ne' fuflfumigi . Le fue virtù medicinali fi
1' ifteffifime di quelle della Refina C opal . Non vi
bifogna di più per provare la identità .
Per difeiogliere quella Gomma , o Refina , fervo-
no gì' iiìeffi metodi $ co' quali fi feioglie la Copal.
Gomma Re fin a Caricamo .
Accade non rare volte , che i fiumi Para-ria , e
Paraguai nelle loro corrènti , e innondazioni porti-
no pezzi di Gomma particolare , e per dir meglio
melcugli di Gomma , e R-rlìna . Sono inclinato a
credere , che quefìi pezzi non fono il prodotto d'
un folo Albero , ma una radunanza di molte fpecie
di Gomme , o Ragie aderenti le une alle altre . I
fughi diverfi ufeiti dagP Alberi , gì' uni gommofi ,
gP altri refinofi , ftraìcinati dalle acque , s' incon-
trano a calo nella ftrada , e prima di reftare affat-
to induriti , o ben mollificati coli' acqua , fra le s'
unifeono .
Secondo le parti , che fi Vendono in tali pezzi ,
fi conoice , che vi li trova la Refina dell' Albero
latat , quella dell' Abaùtimbabui , ed altre , come
nella Gomma Refina detta Caricamo fi fcoprofio dif-
ferenti foftanze , ciafeuna delle quali ha il fuo co-
lore fé parato .
La prima ralTomiglia all' Ambra , fi liquefi al ca-
lore del fuoco , ed hai' < dorè della Gomma Lacca ,
e s' incende alla fiamma di una candela . La fecon-
da è nera , fi liquefa anch' ella al fuoco , . e rende
un odore più foave della prima . La Terza è lenza
odore. La quarta è bianca, ed è la Gomma Anime.
Dice-
14 Parte L Dt? Trattenimenti
Dicefi , feri ve Lemery , ( i ) che quelle Gomme
featurifeano da un Albero di mediocre altezza ^ le
di cui foglie raflbmigliano a quelle del Mirto . Na-
{cq neir Africa , nel Braftle , nelP Ifola di S. Cri-
ftofaro . Retta infirmato , che nel Paraguay la det-
ta Gomma Refìna è il prodotto de' differenti Albe-
ri . Il citato Lemery dice, che fi foftituifee ai Can~
camo intero la fola gomma Anime .
Per fervirfi di quefta radunanza di Gomme, e Re-
fine , farà di bifogno valerfi di quei ingredienti, con
cui ciafeuna fpecie fi feioglie .
Gomma , o Refina Lacca»
E* una fpecie di Gomma refinofa , bruna , dura,
chiara , trafparente . Quefta Gomma è di tre forra .
La prima è di Manza refinofa , dura , e iiritolabi-
le , di fuperfìcie ineguale , e granellofa , di colore
roffo , di fapore refinofo , e di odore grato , men-
tre fi abbrucia . La feconda , la quale confitte in
granelli refinofi , duri , e ftritolabili , di colore rol-
lò , e pellucido , ha lo fletto fapore , e odore, che
la prima. La terza fi fa de' granelli più puri, squa-
gliati in una malfa , di colore rofficcio , e quafì
trafparente .
Si pretende , e forfè bene , che la Lacca Ila fat-
ta da formiche . Secondo altri producefi dal fugo di
un* albero , il qual fugo in tempo del caldo trape-
lando dalla corteccia de' fuoi rami , sii loro fi ad-
denfa , e s* indura . (2)
Nel Paraguay crefee un' Albero di mediocre gran-
dezza, il di cui nome nella Provincia del Tucuman
è
(1) Dizion. univerf. voc. Cancamum. (2) Idem voc. Lacca,
James voc. Jujuba Indica , dice efTere quello V Albero del-
la Latra .
Su le Vernici . . 15
è Tnfca . E' del genere di quei Alberi , che fanno
le Guainclle , o Carube , lono fpinolì , ed hanno le
foglie minute , e contorniate in ala . La guainelia
non è commeftibile , {blamente piace a certi quadru-
pedi piccoli , detti Volpi , in Spagnolo Zorros .
Per il tronco, e rami della Tufca fi ofiervano efer-
c:ti di Formiche in un continuo moto di (alita , e
dttcefa . Tutto V affanno di quefti infetti ha per fi-
ne di lavorare certa qualità di cera , o bitume vif-
cofo , e confidente . 11 colore naturale di quella ce-
ra è rotto alquanto ofeuro . Si disfà al fuoco , e
manipolata debitamente , fervirebbe come la Lacca,
La detta cera non fi vede nel tronco dell' Albero ,
perchè la formano ne' rami .
Oltre di quefto fi trovano nel Paraguay altre fpe-
cie di Formiche , le quali fanno un Bitume limile
alla Lacca , benché di colore differente , perchè fi
vede di colore bruno fporco , e di colore bianco bel-
liiiìmo . Il primo Ci raccoglie abbondantemente nel-
le terre della Dottrina nominata IaPeyu ; e il fe-
condo nella Popolazione detta Curuguati , le ambedue
nominate Lacche , o Bitumi , fono lavorate fopra
rami di alcune piante . Ecco verificata 1' opinione
di quei Naturalifti , che diffondono effere la Lacca
lavoro delle Formiche .
Gomma , 0 Pcftna dì Curry .
Per la conneiììone colla precedente materia metto
qui la detta Refìna dell'Albero Curiy , e potrà chia-
marfi Lacca Vegetabile. Il Curiy è un Albero gran-
de quanto un Pino, Europeo , graffo , e di legno
bianchiccio con linee roffe , duro , e affai bello per
molti lavori . I Spagnoli lo chiamano Pino per la
forniglianza , che ha col medefimo nelle foglie , e
nel frutto . Quello ha una Pigna grande poco me-
no,
io Parte I. De* Trattenimenti
rio , che la tefta d' un Uomo* I pinocchj non han-
no la gulcia dura , ma come quella delie Caftagne,
groiìi come le Mandorle , e aliai faporiti .
Da quefto Pino /americano , che forma Pignete
di grande eftenfione , ftilla una Ragia , o fia Refi-
na abbondante , darà , ftritolabile , e di colore rof-
fo di Lacca , molto bella per le Vernici, che richie-
dono la Lacca . Ne' terreni , che guardano il Ma-
re nell' Urugay crefeono quefti Alberi , e per curio-
fìtà fi trafpiantano alcuni negli Orti. Dunque fi tro-
va anche Vernice , la quale featurifee da alcuni Al-
beri , e potrà dirli Lacca .
Avvertimento . Di detta Gomma Lacca ne viene
portato in Europa ridotta in tavolette , mefehiata
colla Ragia di Pino , la quale non tiene la fua du-
rezza nativa , ma ha del refinofo , e dell' untuofo ;
e perciò non è così buona per Vernice , come la
naturale .
Maniera di nettare la Gemma Lacca.
Il metodo d' ottenere la finiffima Gomma Lacc/t
pei Pittori da quefta foftanza , potrafìi far confiftere
nella feguente fempliciffima operazione.
Farai bollire i fufcelli, o ftecchi di Lacca nell'ac-
qua , ne filtrami il decotto, e ne farai trafportare il
liquore chiaro fino all' aridità fopra un foaviffimo
fuoco . L' occafione di quefta agevoliffima feparazio-
re fi è , che il bslliffimo colore roffo quivi fepara-
to , ftà attaccato foltanto leggerifììmamente ai lati
efterni delle ftecche, e fufcelli rotti, e ftrappati dall'
Albero imìeme , e di conferva colla Gomma Lacca ,
e comunica intieramente fé fteifa all' acqua bollente.
Alcuna parte di quefta materia tenace , che tro-
vafi del pari aderente alla Gomma ftelTa , farà cofa
dicevole farla pur bollire infieme con tutto il rima-
nen-
/
Su le Vernici . 17
«ente , avvegnaché la Gomma non arrechi il meno-
miiììmo pregiudizio al colore , né difciolgafi entro
i* acqua bollente .
Di maniera tale , che dopo la divifata operazione
la Gomma refta intieramente , e perfettamente buo-
na per formartene la cera da Sigilli , ( 1 ) come lo
era per innanzi, e prima della divifata bollitura, co-
me anche per ogni , e per qualunque altro ufo, che
fion richiegga , o non voglia il fuo colore . ( 2 )
Tintura di Gomma Lacca,
Una Tintura poi di Gomma Lacca potrà efTere
procurata , ed ottenuta nella leguente maniera.
Prenderai due oncie di Gomma Lacca , la ridur-
rai in una finiiiima polvere , e la ridurrai in una
tegnente palla con dell' olio di Tartaro per deliquio :
collocherai quella pafta in vafo di vetro feoperto ad afeiu-
garli fopra il fuoco mezzaniffimo , non troppo attivo*
quindi la levarai , e la porterai all' aria aperta, af-
finchè ella poffa allentarli , ed ammorbidirli . Ciò
fatto T anderai feccando , ed afeiugando di bei nuo-
vo , e ti farai a ripetere altre due , o tre fiate, al
termine delle quali il corpo duro di quella retina,
verrà trovato difciolto in un liquore di color por-
porino .
Quello liquore può efler di nuovo fatto feccare ,
e poiché farà bene afeiutto , e riarfo , fa di meflie-
ri ridurlo in pólvere, e appunto quella polvere com-
partirà bravamente una finiffima gagliarda tintura al-
lo fpirito di vino , fé farà fatta bollire entro il me-
defimo fpirito in vafo di vetro alto ad un calor di
arena per lo fpazio di due , o tre ore .
Coli' operazione medefima , e per cotal mezzo
C fi
< 1) In Spagnolo Lacre, (2) Shavv Lezioni pag, 178.
i8 Parte I. De Trattenimenti
fi potranno procurare delle energiche, e gagliarde tin-
ture altresì dalla Mirra , dall' Ambra , dalla Gom-
ma , dal Ginepro, e da fimili dure lollanze, le qua-
li non fomminiftrano tinture di forza al folo fpirito
di vino, fé vengono fatte fecondo i metodi ordina-
rj , e comuni . ( i )
Altri modi di purgare detta Gomma.
I. Si ha da pettare groìfamente in un Mortajo la
Gomma, e così periata unendola a porzion fuffìcien-
te di lapone fatto in minuzzoli , chiuderla in un
panno di lana , ed infonderla così unita in un vafo
con acqua tiepida ben chiara , e polita $ lalciandola
in ella per dodici ore in circa : pailatd il qual tem-
po deefi sbattere , finché (ìa dei tutto fvanita la tin-
tura roda ^ o gialla che fia , o per dir meglio , fin-
ché fia diventata quali bianca .
II. L' altro è di metterla così all' ingrolTo polve-
rizzata irì una fcodella , o catinella con ranno , o
lifcia dolce tiepida per ore fei in infufione ; dopo
levarla ^ ed avere acqua corrente , o di pioggia pu-
re tiepida , ed in quella agitarla bene , ad effetto
che fortifea il colore , e reitera purgata .
Modi di f dogli er< la Gomma Lacca.
t. Ridotta in polvere finiflima fi metta con olio
alcalino , aftinché la palla refti in confiftenza di una
polenta . Quella polenta , o palla fi mette in un va-
fo di vetro , il quale deve porfi in un fornello cal-
do , dove a poco a poco diventi fecca la polenta .*
quando farà fecca fi mette in difparte il vetro , e
fi pone all' aria aperta fenza fuoco . Allora fi lique-
fa un' altra volta 1' olio alcalino mercé 1' azione
deli' aria * Dopo per un' altra fiata fi colloca il ve-
tro
( i ) Shavv Lezioni pag. 203.
Su le Vernici . ì§
*:ro fopra il fornello caldo , acciocché fi fecchi V 0-
lio . Con quella liquefazione alternativa , e ficcità
per ultimo ti difcioglie la criftallina tenacità della
Gomma Lacca , e rimane un liquore di colore bel-
lo purpureo . ( 2 )
Fintantoché un'altra volta diventi lentamente fecca
fi cava con diligenza dal vetro, e così rimane in difpo-
fizione di fare una bellilììma tintura coli' Alcohol . (3)
Per lo lteifo mezzo li fciolgono la Gomma di Gi-
nepro , la Mirra , il Sangue di Drago , la Refina
del Curty , quella del Mangaycis ^ ed altre .
II. Abbiafi fpirito di vino fenza flemma , ovvero
Alcohol ; prendafi un' oncia di Gomma Lacca pe-
ttata fottilmente , e pallata per (laccio di feta fot-
tile , o meglio macinata fulla pietra de' Pittori ; co
sì polverizzata polla in un faggiuolo con entro on-
de fei del fuddetto fpirito di vino. Il faggiuolo de-
ve effere di capacità di due terzi di più della mate-
ria , che vi è^dentro ; cioè fé è di mezzo Boccale
di fpirito , vi deve edere di vacuo per un' altro
Boccale di detto fpirito , e ciò ad effetto , che po-
nendolo al caldo nell' agitarli lo fpirito non faccia
crepare il faggiuolo . Polla in quello fi deve agitare
per una buona mezz' ora detta Gomma con lo fpi-
rito j e lalciar il tutto almeno per due giorni in di-
ge-
( 2 ) Roberto James nella Farmacopea univerfale l'tb. 1. cap.
7. fcrive de' Melimi , e diflblventi , e fra quelli degli Al-
calini , delle Tue proprietà , e forza . ( 3 ) Jìlcohol è lo fpi-
rito di vino ridotto all' ultimo grado di perfezione , ed è
il fluido più leggiero , che vi fìa dopo 1' aria . . . Con ac-
qua, con aceto, con olio , con quaififia liquore acido , e
con fali alcalini puri , e volatili fi lafcia milchiare, equa-
fi con equabilità, e rifolve le foflanze gommofe, e refinofe . Ve-
di James loc. citat. l'tb. 3. cap. 4.
2ó Parte I. De* Trattenimenti
geftione,e pofeia tornare ad agitare per qualche altro
i'pazio di tempo . Se la ftagione è di eftate fi pone
al Iole tutto il giorno , e fi leva avanti il tramon-
tar di quello ; Te è d' Inverno bifogna porlo vicino
al fuoco con calore moderato , ed agitarlo più , e
più volte il giorno .
Serve per tare le Vernici fine.- per le Vernici or-
dinarie fé ne parlerà, quando fi tratterà di quelle.
Il Pi Filippo Bonanni così fcrive. „ Quella Gom-
5) ma Lacca portata in Europa non fi trova in mag-
5, gior mole , che in granelli mefcohti con terra ;
5, e fimile impurità fi purga , e fi rende pafta , co-
5i me fi fa della Colla Tedefca , o altra detta Cer-
n vona , che fi ftende , e lecca in foglie per ufo di
5) comporre Vernici , ma quale fia 1' umore , con
,j cui fi feioglie , e fé ne fa pafta fin' ora non mi
5) è noto . Senile nell' anno 1720., o prima , cofic-
chè non ebbe notizia degli Autori pofteriori , che
pongono la maniera di fcioglierla .
Non oftante aggiunge il Pomet nel Trattato del-
le fue Droghe Lib. 7. Cap. 43. , che liquefatta
fi ftende fopra una pietra piana , ove fi fecca , ma
non dice come s' impafti . Così difpofta più facil-
mente fi feioglie con lo fpirito di vino , il che non
fi ottiene con altri liquori umidi , benché bollenti .
Il Lemery ( 1 ) dice , che la Lacca non fi feioglie ,
né fi liquefa nell' olio d' oliva , quantunque fi rif-
caldino infieme fui fuoco . L' olio non prende ve-
run colore , e la Lacca refta nel fondo del vafo in
una foftanza gommofa , dura fragile , grumofa, rof-
fa , bruna ; il che fa vedere , che quella Lacca non
è una Refina pura , come molti hanno creduto ;im-
peroc-
( 1 ) Dizion. di Droghe voc. Lacca .
Su le Vernici . 21
perocché fé fotte tale , fi feioglierebbe facilmente
nell' olio , ficcome fanno le altre Refine .
Non fuccede affatto il medelimo della Lacca infu-
fa, e rifcaldata nell' olio etereo , che chiamafi Spi-
rito di Trementina , imperocché quantunque una
parte della Gomma , vi refti indiiìblubile , ella pe-
rò dà all' olio una tintura rolla tendente al giallo .
Quelli differenti effètti degli olj di uliva, e di Tre-
mentina , vengono , perchè 1' olio etereo , o fpirito
di Trementina rinchiude più acido dell' olio d' uliva.
Se fi mette la Lacca in infufione nello Spirito di
Vino rettificato , fé ne cava una tintura rolla fmor-
ta , e refta nel fondo del vafo una materia gommo-
fa , roffa bruna ; le fi mefcola quefta tintura con
fette , o otto volte altrettanto di acqua , fi farà
un latte , da cui (ì feparerà , e precipiterà una Re-
tina bigia , bianca .
Si vede , che i liquori folfurei , gli aleatici , e
gli acidi fono i diiiolventi della Gomma Lacca.
Nota . La Gomma Lacca fatta bollire nell* acqua
cogli acidi rende un colore d' un rollo beliiffimo .
GÌ' Indiani fé ne fervono nella tintura delle loro te-
le . I Levantini per tingere roiTi i loro Marocchini ,
gì' Inglefi , e gli Olandefi ne fanno una forta di
Scarlatto ; altri la fanno entrare nelle Vernici , nel-
le Pitture, e nella compofizione della cera di Spagna.
Effa riceve diverfi nomi fecondo le varie for-
me , che gli vengono date da' Foreftieri . La Lac-
ca in Barioni è quella , che fi trova tal quale vie-
ne portata dall' Indie . Allorché la foftanza più pre-
ziosa n' è ftata fpremuta per mezzo del Torchio, fi
chiama Lacca in grana ; quella che è ftata diiciol-
ta , e ftacciata fu d' un marmo , chiamafi Lacca
piatta . Francefco Alberti Dizionario del Cittadino .
Voc. Lacca . Ma/it-
22 Parte I. De1 Trattenimenti
Ma fi ice , e S andarne a .
Il Maftice (i) è una Gomma Ragia , o piuttcK
fto una Ragia pura , che ftilla in tempo di Eftate
lenza incifìone , o con incifione dal tronco , e dai
rami grofìi del Lentifco in grani , o lagrime grolle
come grani di Ginepro , o un poco più minute , di
color bianco tendente al cedrino , rilucenti , e traf-
parenti ,
Il Maftice migliore fi è quello , che viene dall' I-
fola di Scio dalie piante del Ginepro , ovvero del
Lentifco, che nafee abbondante nelP Ifola Scio , o Ch'io .
Si adopera il Maftice. in molte compofizioni di
Vernici . E' una Relina fecca , trafparente , e di
colore pallido , o gialla , ed è di fapore refinofo, e
di odore fragrante . Quella è la più ftimabile , che
ha 1' odore dolce , che è lucida , rifplendente , fec-
ca , ftritolabile , e non adulterata . (2)
Nafce nel Paraguay , e nel Braille un beli' Albe-
ro ( 3 ), la di cui Refina è affai fragrante , e fieni-
le a quella del Lentifco . Ve ne fono due di que-
lla fpecie d' Alberi , e tutti due grandi , e frondo-
fi , fti marittimi dagl' Indiani. La di loro Refina può
adoprarli come il Maftice .
S andar aca , 0 Sandracca.
E' una Gomma Refina chiara, rilucente, diafana,
di colore bianco 3 tendente al cedrino , ftilla per via
di
X. 1 ) Lemery Ioc. cit. v. Maflìce.. (2) James Ioc. cit. v. Lcn~
t'ifcus . (3) Nel Paraguay fi chiama Aguaray , nel Brafile
Àroetra . Vedi Pilone De Facultatìb. fimplìc. lib. 4. cap. 1 r.
Giorgio Marcgravio Hijior. Piantar, lib. 3. cap. 1. dice .
Arcsira Lufitanis , Lentìfcus Laùn'ts . Gli Spagnoli lo chiar
mano Molle . Francefco Ximenes fcrive : Exfudat certam la-
ehrymam , qua non m'tnus quam twncus , & folta , redole*
Lenti f e uni .
0*
Su le Vernici . 23
di tagli dall' OiTicedro , e dal gran Ginepro , che
crefce altiiìimo , e in gran quantità in Africa . Ha
quejìa Relina gommola grande ufo predò ai Verni-
ciatori . Le piante del Ginepro fono notiffime anche
nelP Europa . (4)
Quefta Gomma refìnofa , e la precedente , cioè il
Maitice facilmente lì lciolgono con lo fpirito cri vino.
Siccome quella Retina Gomma non è Droga rara,
fi adopera nelle Vernici , ed è uno de' principali in-
gredienti . Con la Sandaraca fi ottiene la Vernice
chiara , e luftra , ma aliai morbida ; perciò fi meì-
chia con la Gomma Lacca, e Gomma Elemi, e perque-
iìo mezzo la Vernice rimane più loda, e durevole .
Il Cedro del Paraguay ( 5 ) dà una Retina Gom-
ma , la quale può paragonarli con la Sandaraca. Un
P. Milionario Gefuita compofe Vernice con la Re-
fina gommoìa di quefto Cedro Americano , li riufcl
tanto bella, come fé folle fiata fatta con la Sandara-
ca ; ma era alquanto molle, perchè 1' adoperò fola,
e lenza Lacca , ed Elemi . {6) La
(4) Quefta Gomma ha dato il nome alla Vernice de' Pittori,
perchè efla ne fa la bafe. In Latino fi dice Vern'tx , e San-
daracba Arabum . E' molto diverfa dalla Sandracca degli an-
tichi Greci , la quale non è Gomma, ma un Minerale, fpe-
cie di Orpimento . ( O Tale Cedro nell' idioma Guarani fi
dice Tgary . GÌ' Inglefi chiamano Legno dì Cedro certi Al-
beri nativi delle Indie Occidentali, aliai diverfi dai Ginepri.
Pare che fìano i legni de%l' Tgary : con quelli lavorano po-
liti utenfilj da Camere. (6) Per dar più corpo a tale Verni-
ce fi mefchia della Lacca , o un poco di Gomma Elemi , al-
lora la Vernice è più foda,ma perde una parte della fua bian-
chezza . Nota . La Sandracca in polvere ferve aitresì ad in-
verniciare la Carta , e a darle più confidenza , e ad impedi-
re 1' afibrbimento , ipecialmenre ne1 lìti , ove fìa Irato d' uo-
po di rafchiarla per levare la fcrittura. Bomare Dizionar. pa-
rola Ginepro ,
a4 Parte I. De* Trattenime?ttì
La Gomma Refina del Cedro Americano ftilla fpon-
taneamente dall' Albero , e vedefi in terra , o at-
taccata alle corteccie della pianta . E' follanza chia-
ra , diafana , rilucente, di colore bianco, che tende
al clorato debole .
Gomma Refina Eterni.
E' una Refina bianca , tendente al verdiccio , o
pallido , e glntinofa , come la Trementina; è fra-
grante , e di grato odore, e fi fomiglia un poco all'
odore dell' Aneto recente.
Nei Paraguay, ed in altri Paefì dell'America Me-
ridionale crelce abbondantemente l' Albero , da cui
fcaturiice quella Refina , la quale dagli Spagnuoli fi.
dice Icica ( i ) . La deferizione dell' Albero potrà ve-
derli negli Scrittori infracitati .
La Refina luca , fecondo Guilelmo Pifone, è af-
fatto
(l) Raj in Hilìor. Plant. fcrive: La Gomma Elemi è prodot-
ta dall' Albero detto , Arbor Brajuienfibus Gummì Elem't fi-
ntile fundens , foliis pinnatis , fioficulis verticillatis , fruBu
Oliva figura , & magnitudine . Compendiofa deferizione dell'
Albero hai .
Pifone De jacultatibus fimplic. lib. 4. cap. 7. fic : Cortex hujus
Arboris ( Icicariba ) alte vulneratus , plenilunio imprimis ,
fiatim , nonumquam , pofiridie , aut tento poft die , gammi t
feu refinam fundit odoratijfimam ( odori s infilar Anetbi recen-
t'ts contufi ) prefi antijfimamque , colore albicante , & vireficen-
te . Efi gammi Elemi piane filmile , quod tamen nojìro offici-
narum , utpote recentius , odore , & qualitate efficacius.
Marcgravio , Hifior. Piantar. Brafilia lib. 3. cap. 4. dice : Cor-
tex quippe vulneratus una netìe fundit refinam odorati ffimam ,
edoris infilar Anetbi recentis contufi , qax pofiridie colligi po-
tè fi . Lufiitani vocant Almacigam ,vel Almeccgam , ideji Ma-
fitichen . . . Infitgnis efi ad vulnera capitis , & ad omnia , quA
gummi Elemi ufiurpatur . Affertur hxc Refina e Nova Hifi-
pania magna copia , atque etiam ad eundem modum oolligitut
in Brafiilia ( & in Paraguaria ) jueundi od$ris .
Su le Vernici . 25
fatto fimile alla Gomma Elemi, anzi nelle Tue qua-
lità più efficace . Giorgio Marcgravio fcrive , che la
Icica è aliai utile per tutte quelle cofe , nelle quali
fi prelcrive la Gomma Elemi . Se fi attendono le
qualità attribuite alla Gomma Elemi , e le attribui-
te all' Icica , i nomi fono dipinti , ma non la Gom-
ma lignificata .
Trementina .
E' una Ragia liquida , o un liquore vifcofo , ra-
giolo , oliolo, chiaro, trafparente, colla confidenza,
e colla qualità de' ballami naturali. Si cava per via
di taglio , o lenza tagli da molte fpecie di Alberi,
che crefcono ne' Paefi calidi , come dal Terebinto ,
dal Larice , dal Pino , dall' Abete , e d' altri.
La Trementina comune efce dal Pino filveftre. La
Trementina , che efce per via di tagli , è chiama-
ta volgarmente Trementina di Venezia . Quefta è
il prodotto del Larice , ed è una foftanza liquida ,
della confidenza del miele nuovo , di colore giallic-
cio , di fapore acre , e amaretto , e di odore grato ,
e fragrante .
Evvi parimente un* altra fotta di Trementina, che
fi cava dal Terebinto . La migliore è quella, che fi
porta dalle Ifole di Scio, e di Cipro , che è di co-
lore bianchiccio , chiara , e quali trafparente ; più
groffa , e più tenace della Trementina di Venezia.
La Nuova Inghilterra produce Trementine , che
molto fi ralìòmigliano ai balfami più fini . Lo fteilo
può dirfi del Brafile , e del Paraguay . Il P. F.
Carlo Plumier (2) pretende, che gì' Àlberi gommo-
fi
( 2 ) Detenzione di alcune Piante dell' America . Bomare Di-
zionar. d' Iltor. Naturai, voc. Gomier. Idem ibid. voc. Mol-
le , o Peperiere del Few .
20 Parte I. Dcr Trattenimenti
fi Americani (quali fono quelli della Icica) non dif-
feriscono dalli Terebinti Europei in altro , che nei
loro fiori , che fono ftaminofì. Clufio, ed altri Scrit-
tori 1' Albero Aguarai -guaza chiamp.no Lentilco del
Perù ; altri Molle Indiano , e Terebinto . G ufeDpe
Tournefort ( i ) pone fette fpecie d' Alberi di Tre-
mentlua, o Terebinti , la fettima è il Terebinto A-
mericano, il di cui frutto è fimile al Ridacchio, ma
incomrneftibile . Tale è il frutto dell' Albero Icica ,
e la Relina , che efce da una fpecie di quefti Albe-
ri è chiara , e bianca .
La Refina Icica , anche per alcuni ufi curiofi fup-
plilce beniiiimo alla Trementina adoperata nell' Eu-
ropa . Netta , e bene purificata la Icica chiara , e
bianchiccia può ufarii nella compofizione delle Ver-
nici . Io la vidi , meifa fopra legno, prima inargen-
tato , ed il colore prele apparenza d' indorato aliai
bello . Vidi pure adoperarla per attaccare fopra una
laftra di vetro una ftampa , e di poi dipingerla, co-
me fi là con la Trementina , e riufcì a meraviglia .
Veggafi Gomma Refina Elerni .
TRATTENIMENTO III.
Altre Gomme , Refine , e Bitumi .
Sangue di Drago .
E' un fugo gommofo refinoiò, di colore roflìccio,
e anche rollò come fangue . Efce per incifione
da un Albero grande , il quale crefce abbondante-
mente ne' lidi de' Fiumi Parana y Paraguay , Uru-
guai,
(i ) Inft'ttutìones Rei herbar. pag'in. 179. I frutti dell' Agna-
rai , o Molle non fi mangiano.
Su te Vernici ■. 27
guai , ed altri . Nel principio (lilla liquido , ma col
tempo (i coagula , i\ fecca , e facilmente fi rom-
Pe • (2)
Il più bello, e il miglior Sangue di Drago è quel-
lo , che fìilla il primo in lagrime chiare , trafparen-
ti , di color roiììliìmo . Per le Vernici li deve Icie-
glitre il Sangue di Drago netto , puro , ragiofo ,
lecco , facile a romperli , e aliai rollo . James ( 3 )
^.uiama quella Gomma vera Renna .
Il Sangue di Drago in lagrima macinato con fa-
pone bianco nella Pietra de* Pittori , ed in poco d'
acqua gommata dà un bel color rollo : credendovi
il lapone , fi ha un color cremefi ; tornando ad au-
mentare la quantità del fapone , elee fuori un' altro
bel rofib Perlichino / e ponendovi meno di fapone
il colore fi fa di Carmino .
Gomma Rejìna del Guaiaco,
Dall' Albero Guaiaco, o Legno fanto efee per in-
cifione , ed anche fpontaneamente una Gomma Teli-
nola , bruna , quafi nera , netta , rilucente, lpezza-
bile , e alquanto odorifera .
Le Donne infedeli della Nazione Mbaia , o Guaicum
adoperavano quella Refina per inverniciare alcuni dei
loro utenfili , e riufeiva una Vernice nera , luftra y
la quale non fi feioglieva dall' acqua , neppure
communicava alla ftelìa acqua fapore ingrato, o ama-
ro . Per le Vernici nere farebbe ottima , (4) e po-
trebbe fare le veci dello Spalto .
Gomma Gutta .
Molte fono le opinioni intorno alla generazione di
que-
( 2) L' Albero in lingua Guarani fi chiama Cahberai : in Spa-
gnola Drago. (3) Pharm. Univerf. voc. Draco arbor. (4^
Guaìactì fi chiama ancora Legno Santo , e Guaiacan .
2,8 Parte L De1 Trattenimenti
quefta Gomma . Alcuni vogliono che fia naturale ,
ed hanno ragione , ed altri fattizia . Quanto a noi
nel Paraguay la crediamo il fugo concreto di certi
Alberi , che crefcono vicini al lido orientale del fiu-
me Paraguay verfo i gradi 18. , e 17. di latitudine.
Il Boulduc la reputa un fugo refinofo , per effer
re infiammabile ., rendendoci fluida al fuoco , e qua-
li intieramente fciogliendofi nello fpirito di vino .*
laddove al contrario , mefia dentro i melimi acquo-
si , fi dilata in una foftanza lattea , e poi va ai fon-
do . Si adopera in alcune Vernici . ( 1 )
Pece Greca .
La Pece è una Ragia , o una Trementina grofib-
lana , che efce dai Pini, e da molti Alberi per via
di tsgli , o lenza tagli . La prima , che elee dalla
Ted -. de' Pini vecchj per via del fuoco , è liquida;
quella, che la fiegue, è denia, s' indura, e chiamali
Reiina , ovvero FUgia di Pino . La più bella Ragia
deve effere netta, e di colore gialliccio , o bianchic-
cio , rilucente .
La Pece , che per via di tagli efce dal Pino , e
che non è fiata cotta , chiamali Barras , e Galipot.
Quella fi liquefa fui fuoco ; ed è ciò , che fi chia-
ma Trementina grolla , o Trementina comune . Efia
ferve agli Stampatori per Inchioftro ; entra altresì
nella compofizione della Vernice grolla .
La Colofonia è la iteifa Pece Greca , o una Tre-
mentina cotta . La migliore è Trementina fina, fat-
ta bollire , o che fia cotta nell' acqua , finché fia
divenuta foda , bianca , e fragile .
Dicefi Greca la Pece non per altro , fé non per-
chè
( i ) Vedi Lemery loc. cit. Gummt gutt* , e James loc, cit. v.
Gutta Gamba .
Su le Vernici, iq
che ftilla digli Alberi della Calabria , anticamente
chiamata Magna Grecia . Si aiiomiglia anch' ella nel
colore giallo , e rifplendente all' Ambra , ma è più
tenera , e più facilmente fi liquefa al caldo . Il mo-
do di purgare la Pece per le Vernici fine fi pone
nel Trattenimento IV.
DdF Ambra , o Carabe .
I Naturaliili fono flati di diverfa opinione full' ori-
gine , e Natura dell' Ambra . (2) Ma 1' opinione
più verifimile , e la più ricevuta prello ai Moderni
è , che 1' Ambra è un vero prodotto della Terra ,
contenuto dentro le fue vene -,
La maniera poi , colla quale quello bitume fi ge-
nera , pare che fia quella : Dai legni vecchj follili ,
e bituminoli , mediante il calore lotterraneo , trafu-
da un' olio fimile al Nafta , o al Petrolio , il qua-
le infinuandofi nello llrato foggiacente , palla per
miniere vitrioliche , dove mifchiandofi coli' acido di
quelle , fi condenfa , e acquilla una forma re fino-
fa. (3)
L' Ambra è di varj colori; ma la migliore è quel-
la , che è pallida , e intieramente priva di macchie .
Dopo la pellucida ftimafì V Ambra bianca , dopo
quella la gialla ; la bruna è i' inferiore di tutte .
Quella Gomma , o fia Bitume è difficile da fcio-
glierli . La maggior facilità di fcioglierla , dicono
efler quella dello fpirito di vino perfettamente sflem-
mato , con fuoco mite 1' Inverno , e F Ellate con
il calore del fole cocente , cui deefi efporre la ma-
teria , e ritirarla avanti che tramonti . Quella è una
manipolazione che va alla lunga , e però riefce me-
glio col fuoco di fornello . Al-
(2) James fopr. citat. voc. Suceinum9 e Ambra grifea , (2)
Lewis fupplem. voc. Ambra,
3® "Parte 1. De1 trattenimenti
Altro modo. Prendanfi due oncie di Carabe, ed una
libbra di fpirito di vino ; il Carabe deve eitere pe-
tto fottilmente , e fìacciato ; nel detto fpirito uni-
to a detto Carabe , devefi aggiungere un' oncia di
fale di Tartaro , o in mancanza di quefto , un' on-
cia di Salnitro fillo , e poi lutarlo bene , e metter-
lo al Sole , agitandolo fpeffe volte ; ciò fatto , fé
vedi che il Carabe non fi fciolga , mettilo al fuo-
co di lucerna per dodici ore , e poi levalo con di-
ligenza , guardando che non divenga flemma lo fpi-
rito di vino tinto , e mettilo da parte in una boc-
cia di vetro , che dovrai chiuder bene. Dopo ritor-
na a metterlo fopra il Carabe, che è reftato nel fag-
gi uolo , coli' aggiungervi un' altra mezz' oncia di
Sai di Tartaro , o Salnitro fiffo , e fare come face-
Ai la prima volta • indi decanta 1' altro fpirito tin-
to , ed unito all' altro cavato di prima , mettilo in
un' orinale di vetro , che abbia del corpo , acciò
non crepi ; ciò fatto adattavi il fuo recipiente , ed
a fuoco lento diftilla perfino che cali un buon ter*
zo , e più : Così avrai nel fondo dell' orinale la Ver-
nice con un corpo dura , e perfetta .
/litro modo . 11 Carabe fi Icioglie con uno fpirito
volatile urinofo , fatto di due parti di fai di Tar-
taro , ed una di fale Ammoniaco , collo fpirito di
vino. Vedi il* Trattenimento II. il metodo di Shavv.
Vedi il Trattenimento XI- num. i. , e 2.
Altro . Il Carabe fi prepara facendolo bollire nell'
acqua un quarto d' ora ; poi verfata queft' acqua ,
mettendovi dell' altra acqua , che fi fa bollire un'
altro quarto d' ora ; dopo s' infonde per due ore
nell' acqua vite , da dove cavatolo fuori , fi faccia
feccare fino al giorno feguente , ed avendolo fatto
in fottiliffima polvere fopra il marmo , fé ne mette
poi una certa dole nello fpirito di vino . Al-
Su le Vernici . 3 1
/litro -metodo fpedito,e tacile, li Signor Neuvman
di Berlino pubblicò una Diilertazione fopra 1' Am-
bra ( 1 ) In qu.lìa propone per lcioglierla il feguen-
te metodo : Metteli nello fpirito di vino sflemmato,
purificato in grado eftremo , e tartarizzato la duo-
dci ma parte d' Ambra divila in piccioli pezzi , o
ancora nel lolo fpirito di vino rettificato (enza Tar-
taro in un vaio di vetro , il quale lì porrà fopra
un fuoco tale , che fia lufficiente a fare , che lo ipi-
ritx) cominci a bollire .
Nota . Nelle belve del Paraguay crefce un' Albe-
ro ( a ) alto , dritto , e non molto groiìo, dal qua-
le l'uda (pontaneamente, ed anche per via di taglio,
una Refina nel principio liquida , e poi s' indurifce
come una Pietra . L' Albero , il di cui legno
ha colore giallo , dà la Refina gialla , talmentechè
pare un' Ambra ; con quefta fi fanno Maniglie, Ro-
iarj , ed altri lavori aitai belli . La Refina dell' Al-
bero , la di cui loftanza legnofa è pallida , e bian-
chiccia , la dà chiara , e criftallina . Così 1' una ,
come 1' altra potrebbe adoperarti in quelle Vernici ,
nelle quali fi mette 1' Ambra , o Succino.
Dello Spalto .
V Asfalto , o Spalto (3) è una foftanza folida ,
fragile , e pelaute , di color rollo, nericcio, o fcu-
ro,
(1) Tranfac. Filofof. num. 43 <. ( 2 ) In Lingua Guarani fi
chiama Abat'tmkabui , e Tembetari . ( 3 ) In Latino fi chia-
ma j4fpbaltus , & Bitumen Judaicum : E' {lato denomina-
to anche Gufami funerum , e Mumìa , perchè la gente or-
dinavia , tra gli Egizj , fé ne fervirono per confervare, e im-
balfamare i Corpi morti .
Dal luogo , onde viene cavato , che è il Lago Asfaltico , »
Mare mono , dove erano una volta le Città di Sodoma ,
e di
3* "Parte I. De9 Trattenimenti
ro , che s' infiamma facilmente , ed è di odore ga-
gliardo, e bituminolo , e fpecialmente quando è cal-
do , e difciolto al fuoco : E* da prima così molle,
viicofo , e glutinofo, che difficilmente fi fiacca dal-
le cofe , alle quali fi applica * ma col tempo fi fa
anche più duro della Pece , e fi raffomiglia molto
alla Pece nera . Deve fciegìierlì netto , di un bel
nero , rilucente , faldo, più duro della Pece.
Adoperali quello Bitume per fare i bei neri rilu-
centi della Cina . Gli Arabi fi fervono di quello Bi-
tume per impecciare i loro Vafcelli , come fi fa in
Europa della Pece .
Oltre le fopraddette Gomme , e Refìne molte fc
ne rlferifcono dalli Naturai ifìi , e Ifiorici ; poiché
ftillano dagli Alberi la Gomma Arabia , ( i ) quel-
la di Sufino , o Brugno , di Cerafo ; ltilla anche
dall' Edera , (2) e dal Perfico . (3) Vedafi Rober-
to James . (4) Si
e di Gomorra , chiamafi ancora Carabe di Sodoma , poiché
gli Arabi ulano talvolta il nome di Carabe y per efprime-
mere un bitume folido . Vedi Lemery Dizionar. delle Dro-
ghe /empiici voc. Bitumen Judaicum , il quale dice -, che
fi chiama con il nome di Bitumen Babylonicum . James
Pharmacop. univerfal. lib. 3. cap. 3. voc. Afpbaltus .
( 1 ) La Gomma degl' Alberi nominati Ybopei , cioè Carrebi
del Paraguay è la vera Gomma Arabica , e gì' Alberi 1'
Acacia . Come anche la Gomma dell' Albero denomina-
to Curupaj . La Gomma dell' Albero Mangai è vera Re-
fina , affai elaftica » Ancora quella dell' Ayui Nanài , che for-
fè è il Terebinto .
( 2 ) Nel Paraguay non nafce 1* Edera Europea , ma bensì
alcune fpecie di piante fimili all' Edera , le quali hanno
nome lei pò .
(3) Tutte le fpecie di Durazni danno Gomma abbondan-
te , la quale alle volte foffoca gP Alberi , Duralo è lo
fìefto , che Perfico .
(4) Farmacop. univer/al» citat. voc. Qummi»
Su le Vernici . 53
Si deve avvertire , che molte Vernici fono olio-
fe , e per manipolarle tutte le Gomme fopranomi-
nate non fono ugualmente buone; mentre quelle, che
contengono dell' umore acquofo , non fi unifcono
giammai con 1' olio ; e così è neceilario adoperar
quelle , che hanno poco , o niente di acquofo , e
che liano Telinole 3 oiiofe , e viicofe . Vedi il Trat-
tenimento IL
TRATTENIMENTO IV.
Degli Olj , e dello Spirito di Vino»
QUello , che più coopera allo fcioglimento del-
le Gomme , e Relìne fono gli olj , o lo ipe-
rico di vino . Il P. Filippo Bonanni riferifce modi
diverfi di preparare l' olio di Lino per le Vernici ;
1' olio migliore a parere di detto Padre , eccellente
compofitore delle Vernici , è quello di feme di Li-
no cotto .
Il modo praticato da alcuni Scrittori , e Droghie-
ri in fare 1' olio cotto, è di fare bollire olio di le-
me di lino folo , e non di noce , o altro , metten-
dovi dentro litargirio, ( 5 ) e Minio (<5), ma di que-
llo ultimo in minore quantità, e lo fanno aliai bol-
lire , per fino che viene a quella confiftenza > che
da loro è chiamata Cottura .
Ma liccotne la bontà di tutte le Vernici oiiofe
dipende dalla cottura , e preparazione dell' olio ; co-
D sì
( 5 ) Latine Lythargyw.s : queflo non è altro , che piombo
vetrificato o folo , o mefchiato con rame : trovafi ora co-
lorito come oro, e ora come argento . James Pharm. univ.
L'tb. 3. cap. 3. voc- Lythargyrus ( 6 ) Mìnio in Spagnolo
Bermellon . Il colorito come oro fi chiama Litargirio d1 tr* *
$4 Parie I. De? Trattenimenti
SÌ per avere 1' effetto defiderato , metterò qui quei
metodi infegnati dal P. Bonanni nel fuo bel Libro ,
o Trattato ibpra la Vernice Cinefe .
i. Il modo più comune ^ ed univerfalmente prati-
cato , è fare bollire 1' olio fino a tanto , che ab-
brucci una penna in elio immerfa. Alcuni vi aggiun-
gono una mollica di pane fecondo la quantità, per-
chè quefta s' imbeve della graffezza dell' olio , e lo
rende più feccante .
Gli Stampatori di figure intagliate in rame per
farlo più denfo, e feccante fogliono dargli fuoco do-
po , che ha bollito per qualche tempo , e lafciano,
che la fiamma concepita confumi la graffezza dell'
olio, e poi con un panno bagnato chiudono la boc-
ca del Vafo , il quale deve effere di rame , acciocché
non crepi , e foffògano la detta fiamma ^ onde così
acquifti denfità fimile a quella del miele -,
2. Si prende erba acetofa, e fi fa bollire heil' ac-
qua , e poi fi cola , Queft' acqua fi pone in vafo
di fragno non profondo , ma largo , e fopra 1' ac-
qua fi pone 1' òlio , e per alcuni giorni difefo dal-
la polvere > fi tenga al fole di Eftate , ne' quali le
feccie i e parti più graffe calano nell' acqua , e fi
raccoglie 1' olio molto chiarificato , ma però non è
cotto , onde non acquifta virtù feccante neceffaria
alle Vernici . Provato dal P. Giovanni Zahn Pfe-
moftratenfe , Lib. 3. oculi Artifici alis pag. 16$.
3. In Inghilterra, e altrove fi ufa il modo feguen-
tc . In un vafo invetriato fi pone , a cagion d' efem-
pio , una libbra d' olio di lino , e fi nota la mifu-
ra di effo in un baftoncello. Poi nell' olio s' infon-
de altrettanto d' acqua , fopra cui 1' olio ftarà a
galla . In detto olio fi deve infondere un facchetto
pieno di alcune polveri diftribuite in parti uguali in
mo-
Su le Vernici . 3 5
modo , che tutte infieme pefino circa oncie cinqui
e faranno Biacca, Terra d' Ombra, Litargirio d' oro,
Minio , e Verderame , le quali tutte hanno virtù
feccante ; febbene tal dofe non è neceflaria , onde
alcuni fi fervono del folo Litargirio , o inlieme col
Minio in minore quantità . ( 1 ) Poi fi faccia bollire
fin tanto che tutta V acqua fia sfumata , il che fi
conolcerà mifurando V olio con il dstto cartoncino .
Si deve però avvertire , che prima di tutto il con-
fumo dell' acqua farà bene torre il facchetto delle
polveri , acciocché non refti abbrucciato dall' olio ,
e reftino con elio mefcolate le polveri .
Alcuni però fenza tanta diligenza pongono il Li-
targirio , e Minio a bollire unito con 1' olio , qua-
le decantono dopo che fiano caduti , e pofati nel
fondo . Così fi avrà olio cotto , e più chiaro del
confueto .
L' olio di lino cotto a perfezione ha qualità me-
no graffe , ed è più feccante , che 1' olio di noce.
4. Si prende 1' olio di lino , e portolo in un va-
fo , vi s' infonde uno ftoppino di bombace poco più
groifo di quello , che fi fuoie adoperare nelle lucer-
ne , e diiporto talmente , che una eftremità di erto
cada in un' altro vafo alquanto più baffo , e fi ef-
ponga al fole caldo , e fi vedrà T effetto del Sifo-
ne piegato , con cui fi cava T acqua , mentre Y o-
lio rifcaldato colerà a goccia a goccia nei vafo vuo-
to , e farà chiariffimo , e poco odore d' olio riter-
rà . Si prenda poi detto olio , e fi faccia cuocere
con 1' acqua nel modo detto di fopra infieme con
un
( 1 ) Biacca in Spagnolo Alvayalde . Latine Ceruffa , San-
dix , o Piombo bianco in Italiano . Verderame in Spagnolo
Cardenillo .
^6 Parte I. De* Tr fot esimenti
un bottone di tela , il quale contenga (blamente Li-
targirio d' oro , Criftallo macinato , e un poco di
Biacca . Così fi aura un' olio chiaro , e feccante a
maraviglia .
Quello modo fu inventato dal P. Domenico Sta-
nislao Rizzari della Compagnia di Gesù , Lettore di
Filosofìa nella Città di Siracufa 3 e dal medeiìmo
comunicato al P. Bonanni .
Tutto il detto fi deve fare a fuoco lento , e fi
avverta , che fi devono torre le polveri prima, che
del tutto fia confumata 1' acqua , la quale quando
è verfo il fine cagiona un bollore piacevole, e quan-
do vi è tutta , e bolle con 1' olio, il bollore è più
veemente .
Queft5 olio così chiarificato , e feccante deve (li-
marti ottimo per incorporare con i colori ; che del
reilo quando la Vernice deve eifere nera infieme col
Bitume Giudaico , ìa chiarezza non è neceflaria .
P. Bonanni .
Dìverfi Seccatiti .
Alcuni (ì fanno con vetro , ovvero criftallo ma-
cinato fottiliiiìmamente . Altri fi fanno con 1' olio
di R.agia ftillato . FaiTi anche con V olio di Noce ,
e polvere di Litargirio , sbattendolo bene dentro un
fialco » Dopo quelli vi è 1' olio di Sailo . Sopra tut-
ti è feccante i' olio di Cupaiba ( nel Paraguay fi
chiama Cupai ) ; ma perchè cofta circa un Teftone
r oncia in Italia, torna poco a conto . Nel Braille
però i Pittori ie ne fervono , perchè fi raccoglie
abbondantemente .
Avvertimento . Bi fogna aver riguardo di non ca-
dere in un errore , in cui cadono molti poco prati-
ci in comporre Vernici , ed è quello di mettere le
Gomme , e Refine nell' olio prima , che (la perfet-
ta-
Su le Vernici . 37
tameiitc cotto , e fpecialmente la Sandracca, 1' In-
cenfo , il Maftice , e limili ; ma fi deve avvertire,
dopo che 1' olio farà cotto, di lafciarlo raffreddare,
e pofcia porvi dentro la Sandracca, e a lento fuoco
farlo incorporare , come (ì Ipicgarà dopo.
Olio di Tronentina .
Si prenda la quantità , che fi vuole di Trementi-
na , fiata squagliata lopra un fuoco lento ; fé ne
metta in una Storta di vetro quanto baili a riem-
piere la metà , e poi aggiuflandovi il recipiente , fi
faccia dillillare in un calore di arena con fuoco len-
to . Ne fortirà uno fpirito acido , e allora aumen-
tandofi il fuoco a poco a poco , ne verrà un' olio
limpido , detto comunemente Spirito Etereo ; e fi-
nalmente un' olio giallo , lafciando la Colofonia nel
fondo ; da quella ravvivato il fuoco all' ultimo gra-
do , fi caverà parimente un' olio roiìo, e rofio oicu-
ro , che pallerà per gì' altri liquori , e anderà al
fondo del recipiente .
La Refina Icica , ia quale ha ancora nome di Ca-
ragna , di Tacamahac , d' Elemi &c. fatta diftillare
nella fìeffa maniera dà un liquor acido, ed un' olio
empireumatico .
La Trementina , ( lo fteflb della Icica ) fatta di-
ftillare nel Lambicco , con quattro volte altrettanto
d' acqua , ci dà un' oiio limpido , che lafcia al di-
dietro la Colofonia , dopo che fia fvaporata tutta
F acqua , che può tenerli per fervirfene .
Dopo le dìftillazioni , la Refina gialla refta nel
lambicco . Qiieft' olio talvolta , febbene impropria-
mente , viene detto Spirito di Trementina .
Altro modo . Prendi qualche quantità di Tremen-
tina , e ponila in un' Orinale di vetro , con una
terza parte di Arena* , e diitiiia a fuoco lento ; pri-
ma
38 Parte I. De* Trattenimenti
ma ufcirà lo fpirito , che fembrerà argento , e poi
fortirà P olio .
Altri danno altra dofe , che è quella di porre in
ogni libbra di Trementina due oncie di Arena . Co-
sì anche fi fa 1' Acqua di Ragia , con cui efce an*?
co P olio , che poi fi fepara dall' acqua .
Si cava ancora lo fpirito di Trementina , il qua-
le fi ha mediante una nuova diftillazione dell' olio
di effa . Con quello fpirito fi fcioglie P Ambra , o
fia Carabe ,
Olio dì Copriva .
Si prendano di balfamo di Copaiva due libbre , fi
facciano diftillare in una Storta . Vedi più oltre
Olio di Legno y e fopra Diverfi Seccanti .
Olio di Lavanda .
Si prenda la quantità , che fi vuole della pianta
di Lavanda , o Spigo , che fia diseccata leggermen-
te all' ombra, e sminuzzata; d'acqua l'ergente quan-
to bafti per tenere la Lavanda a galla . Si lafci ila-
re in digeftione per otto giorni , e poi fi faccia di-
ftillare in un Lambicco a fuoco alquanto più gagliar-.
do di quello , che fi ufa ordinariamente per diitii-
lare le acque . Allora fi fepara P olio dall' acqua.
Olio di Saffo , 0 Pietra .
E' una foftanza grafia , e liquida , di color ne-
ro , e di odore gagliardo . Ve n' è di due forta y
uno naturale , che efce dalle fìfsure delle pietre , e
dai fafìì . Nella Giurisdizione della Città di Tarija
rei Perùviiono Scaturigini di queft' olio .• altro è ar-
tificiale , che fi trae per diftillazione dal carbone di
legno , e dalle cofe follili . Chiamali Petrolio.
Olio di Legno .
E' P olio di Cupai , o Copaiva . Alberto Gui-
doni dice , che per feiogiiere la Gomma Copale h
un
Su le Vernici , 39
un modo afcai facile quefto : In tempo di Eftate , non
al fole , fi mette una porzione di detta Copale lot-
tilmenie polverizzata , e fi gitta entro del Balfamo
di Copaiva , la quale immediatamente toccato, che
abbia la polvere nel Balfamo, fi squaglia tale, qua-
le è detto Baliamo ; e dopo s' incorpora collo fpi-
rito di vino con tutta la facilità credibile . ( 1 )
Avvertimento . Conila dall' efperienza latta da
Federico Oft'man fopra gli olj eflenziali , che quelli
non fono altro che Refine fottili , e liquide , incor-
porate con flemma, e con un poco di fpirito etereo.
Gli oij come lottili , e liquidi penetrano dentro li
pori della cofa inverniciata, li otturano, e le Gom-
me , o Refine ancora chiudono detti pori , e fi for-
ma un' intonacamento , o crofta , con la quale re-
tta a coperto la pittura , o legno inverniciato ; per-
chè non vi polla agire contro 1' intemperie deli' aria
elterna .
Preparatone della Pece .
Per levar dalla Pece Greca la pinguedine , che in
fé contiene , fi farà ciò , che fegue . Pigliafi della
Pece , che fia ben gialla , e trafparente a fimilitudi-
ne deli* Ambra , ma che non abbia parte alcuna di
terra , e rotta in pezzi minuti , fi mette fopra una
pezza di tela bianca , e fi efpone al Sole nell' efta-
te a fquagliare ; e fi feguita ad efporla , ed a fpez-
zarla finché fia divenuta arida , e che il Sole non
trovi più in eifa alcuna vifeofità da diftruggere.
Ma
( 1 ) In Spagnolo fi chiama Aze'tte de Palo e A?£tte de Ma-
rta , perchè all' Albero , che lo ftilla danno il nome
Marta . Nel Paraguai vi fono gì' Alberi Ayu'mandi y oNan-
d'tta , e Cupa} , in lingua Guarani; vi fono ancora le Pal-
me Mbocaia , e la Jatai , e tutti danno olio eccellente j
che poilono dirfi olj di legno .
40 Parte I. De1 Trattenimenti
Ma ficcomp accade di adoprarla ancora P Invera
no , in cui manca il calore del Sole , perciò allora
fi può purgare in quefta maniera . Si fa liquefare la
Pece al fuoco , e così calda , e iciolca fi gitta in
un vafo pieno d5 acqua fredda , in ella maneggian-
dola con le mani fintantoché ila divenuta dura per
modo , che non fi poiia più maneggiare ; pofcia lì
liquefa di nuovo., e nuovamente gittafi in altra ac-.
qua fredda , e fi maneggia , e ciò fi replica fintan-
toché fia divenuta dura , e lenza vifcofità . Dipoi
fi fa in polvere affai lottile, e fi fa liquefare a fuo-
co lento in acqua di Ragia , rimenandola con fpa-
tola di legno . In quefta maniera, manipolata è otti-
ma per le Vernici fine , adoperandola tiepida .
Ogni volta , che fi mette la Pece nelle Vernici ,
non è neceflàrio , che fia fempre purgata .
Lavata la Trementina a più , e più acque , per-
de ancor effa la vifcoiìtà .
Dello Spirito di Fino «
In molte Vernici entra lo Spirito di Vino , ma
quefto deve effere perfetto , e fenza flemma , onde
farà bene rettificarlo dopo la diftillazione . Ciò fi fa
con porre in elfo dentro una. pezza del Sale di Tar-
taro , in modo che non tocchi il fondo del vafo ,
il qual fale attrae a fé tutta la flemma acquofa , e
la fepara dallo ipirito , il quale refta a galla . Fat-
ta quella feparazione , fi deve per imbottatore di
vetro paiTare in modo , che quando fi vede ufcire il
fale coli' umido , fi chiuda 1' imbottatore con uno
ftecco , il quale abbia in punta del bombace ; e il fa-
le afe iutto potrà fervire per altre volte.
Dicefi fpirito alla prova quello , che è il più fil-
mato , Lo Spirito rettificato dicefi quello , che è
flato fpogliato di tutta 1' acquofa umidità , o alme-
no
Su le fornici . 41
no della maggior parte di eflfa . Ridotto poi lo fpi-
rito di vino all' ultimo grado di perfezione , è det-
to Alcohol , ed è il fluido più leggiero , che vi (la
dopo 1' aria . Conferva i corpi degf Infetti , de*
Pelei , degli Uccelli , e di altri Animali dalla cor-
ruzione , e da ogni alterazione per fecoli intieri ,
purché li mettano in vali ben chiufi inlìeme con
eiso. Con acqua, con aceto , con olio , con qualfi-
fia liquore acido , e coi (ali alcalini puri , e vola-
tili fi lafcia mifchiare , e quafi con equabilità, e ri-
folve le foftanze gommole , e refinofe .
Per fare lo Spirito di Vino rettificato fi prende la
quantità , che fi vuole di Spirito di Vino, o d'Ac-
quavite di Spagna , o di Francia . Se ae caverà per
diftillazione , con fuoco molto lento la metà fo-
lamente . Quefto Spirito , tenuto due giorni in di-
gellione , con una quarta parte di Sale di Tartaro
ridotto in polvere , e molto fecco , e poi dìftillato
da una cucurbita di vetro., con un calore aliai leg-
gero , è quello che fi dice Alcohol .
DigreJJtone .
GÌ' Uccelletti colle loro piume , ed anche altri
Animaletti coperti da dure fquame , immerfi nell'
Alcohol caldo , fi confervano con tutta la fua bel-
lezza, perchè V attenuazione delle parti loro, quan-
tunque fia vera , e reale , pure è nafeofta al di fot-
to le loro piume , e fquame. Quefti Animali dopo
d' efTere flati macerati per qualche tempo nell' Al-
cohol puriiììmo , fino che ne fieno ben penetrati ,
ed inzuppati , pofeia eftratti , e difeccati in un for-
no caldo , ma non ardente ; indi mefli in vafi di
vetro , difelì da ogni influenza dell'aria efterna, pof-
fono confervarfi nelle loro forme , e figure per mol-
ti fecoli , con gran profitto , e vantaggio della Sto-
ria,
4i Parte I. De1 Trattenimenti
ria , sì naturale , che medicinale ; perchè ci prefen^
tano i veri , e certi Caratteri , pei quali fi diftin-
guono tra loro .
Aequa di Ragia .
Il fugo refinofo , che fcola dall' incifione pratica-
ta nel piede de' Pini , è il fugo vergine . Quando
qutfìo fia cotto , è la Pece fetca , la quale fi no-
mina Ragia . L' Olio effenziale eftratto col mezzo
della diftillazione fi chiama Acqua di Ragia , di cui
fervei! per mefchiarla nelle Pitture ordinarie , affine
di renderle più fcorrenti . Ciò che rimane nel fondo
del vafo , è una Colofonia , o Pece lecca .
Qjando fi abbia una fufficiente quantità di tal fu-
go refinofo , le gli dà una cottura , che lo conver-
te in Pece fecca , o in Refina . Si potrebbe anche
diflillare cotefta Refina coli' acqua , per eftrame T
olio eife-ziale , che fi dice Spinto di Ragia.
La foftanza relinofa, quando è liquefatta , e ben
purgata da ogni lordura , e fi coagola , è bruna , e
fragile , e quella è quella , che fi nomina Pece fec-
ca . Valmoyit di Bomare Dizion. Parol. Pino.
Nota . La Ragia è una materia oliofa , che eke
in liquore da fé medefima , o per incifione da mol-
te fpecie d' Alberi, come dal Pino, dall' Abete, dai
Larice , dal Cipreflò , dal Terebinto . Sino che è
liquida fi chiama Trementina , ma quando fia indu-
rita dal fole , o dal fuoco fi chiama Ragia , Colo-
fonia &c. Tratt. di Miniat. Cap. z. §. n. pag. 2$,.
Si dice anche Acqua di Rafa &c.
Della Re/ina .
Quando il fugo refinofo è nel crogiuolo ben depu-
rato , e ancora caldiflìmo , vi fi mefcola dell' ac-
qua , che fi fi rifcaldare , ma che non s' è lafciata
bollire . Si agita fortemente il mefcuglio con fpato-
la
Su le Vernici . 43
la di legno . Diventa giallo a mifura , che fé gli dà
dell' acqua ; e quando il calore è giunto a quel fe-
gno , che (i delìdera , fi fa lcolar la materia negli
iìampi , dove s' indura , e quella è la Refina .
Trementina .
Il fugo refinofo , che cola dal Pino , è una fpe-
cie di Trementina , meno fina , meno trafparente,e
meno feorrente di quella, che fi tragga dall' Abete, e
dal Larice. Con la cottura fi converte in- Pece fec-
ca . Quando è cotto abbaftanza , ficchè abbia pretò
un leggiero color dorato , fi icola , e fi là pai! are
dal crogiuolo dentro di botticelle , dove conferva lo
flato di fluidità di un firopo denfnTimo .
Olio di Tremcnt'ma .
Meda la detta Trementina con dell' acqua dentro
d' un Lambicco , fimile a quello, che fi adopera per
1' Acquavite , fé ne cava per diftillazione un liquo-
re di un' odore penetrante , ed acuto, e molto fpia-
cevole , e quello è 1' olio di Trementina , Spirito
di Ragia , ed Acqua di Ragia . Vedi la Nota.
TRATTENIMENTO V.
Compojìzioni di Vernici bianche .
PEr le Vernici Bianche, s' intendono ancora quel-
le , che fono chiare , e luftre. Di tutte fi pon-
gono alcune nel prefente Trattenimento; ognuno po-
trà fcegliere fecondo il bifogno , e il fuo volere.
1. Onde dieci di Spirito di vino , e oncie due
di Sandracca , e due di Terebentina , o fia olio di
Abezzo . P. Zahn fopra cit. Alla Prafii 2. Cap. 9.
2. Si prendano due dramme per forta di Gomma
Anime , di Gomma Elemi , d' Incenfo bianco , e
An>
44 Parfc I. De* Trattenimenti*
Ambra bianca , e ridotte in polvere fottile fi pon-
gano in Aceto ftillato , e dopo averle ben cotte ,
lì decanta V Aceto , e fi fanno feccare , ma prima
fi devono ben lavare in acqua calda , finché diven-
tino ben bianche ; feccata tale materia di nuovo fi.
riduca in polvere , e fi aggiungano due dramme di
Gomma Dragante ( i ) , e quattro di Zucchero can-
dido , e tutto ridotto in polvere fi pone in una lib-
bra d'i fpirito di vino , e per qualche tempo fi agi-
ta , e sbatte la Caraffe , la quale in bagno Maria
fi deve far bollire per due ore, e tolta poi dal fuo-
co, fi lafcia polare la materia più grolla , e fi de-
canta in altro vaio ; così fi avrà Vernice chiarilìi-
ma , e ottima . P. Zahn Prajji fe$a .
3. Si prendono due oncie di Copale , un' oncia
di Sandracca, ed una di Maftice , il tutto in polve-
re fi fa bollire in una foglietta di fpirito di vino
in vafo di vetro chiufo . E,' Vernice bianchiffima .
4. Altra Vernice chiara fi fa ponendo nello fpiri-
rito di vino libbra una, di Sandracca oncie quattro,
di Maftice una mezz' oncia , di Canfora oncie una,
e incorporate che fiano a fuoco lento , fi ottiene la
Vernice .
5. Una poco diffimile fi compone con Ambra bian-
ca oncie quattro , Copal , e Gomma Anime un'on-
cia . Quefte fi fanno liquefare in una libbra di fpi-
rito di vino in vafo di vetro chiufo iopra cenere
calda , o al Iole , e fi far* Vernice bianca .
6. In primo luogo fi deve avere chiara di Vova ,
che fi fa feccare al fole , o alla tramontana lopra
un piatto di Majolica , ove diventerà come Gom-
ma,
( 1 ) Vedi James Pkarm. Chat. lib. 5. cap. 1. voc. Gummi
Tragacanta .
Su le Vernici . 45
ma , e fi confervi . Si prende di quefta una dram-
ma , di Sandracca bianca onde urta , Maftice bian-
co dramme due , di Canfora mezza dramma; il tut-
to li riduce in polvere , e fi pone in mezza libbra
di lpirito di vino , e fi fanno liquefare al fole , o
al caldo di fuoco : liquefatte che faranno , fi cola-
no per cartoccio . Volendone maggiore quantità , fi
raddoppia la dote, e così fi fa ottima Vernice bian-
ca , e chiara .
7. Con chiara di Vova fi fa altra Vernice . Si pren-
de Chiara vecchia , e fi sbatte bene in modo , che
alzi la fchiuma , e quefta fi getta : con il fondo ,
che refta s' incorpora Zucchero candido , ed Acqua-
vite , e quando farà tutto bene incorporato , fi av-
rà una Vernice chiara .
8. Ragia di Pino bianca , e pingue oncie dodici ,
Gomma di Sufino oncie due , Trementina di Vene-
zia un' oncia , olio cotto oncie due . La Gomma
fi fa fciogliere in olio comune di oliva , e poi fi
cola. Ciò fatto fi unifce V olio cotto colla Tremen-
tina , e Gomma fciolta, ed a fuoco lento ogni co-
fa fi va mefcolando infieme , fintantoché il tutto
refti bene incorporato . Preparata così una tal Ver-
nice , fi conferva ; e volendola adoperare fi deve
fcaldare , e per renderla ancor più chiara , le oc-
corre , fi fa coli' olio di Spigo .
9. Incenfo mafchio , e Sandracca in polvere parti
uguali . Quelle polveri fi pongono a poco a poco
in Trementina liquefatta a fuoco lento ; indi fi co-
la , e volendone fare ufo , fi adopera calda .
io. Olio di Saflo , o di Spigo , e fi fa fcaldare;
caldo che fia , s' infonde in elio lagrima d' A bezzo
bianca ridotta in poivere , e fi fa fciogliere, ed uni-
re all' olio fuddetto : Indi fi conferva bene turata.
La
4^ Varie L De* Trattenimenti
La lagrima di Abezzo altro non è che la goccia del-
la Trementina , la quaìe refta neh' Albero cotta
al fole .
ii. Olio d' Abezzo onde tre , olio di Spigo on-
de tre , olio di Saffo onde tre . Quefti tre olj u-
niti infìeme fi fanno ftare efpofti al Sole eftitfo, fin-
ché reftino ben bene incorporati , non ommettendo
di andarli di quando in quando, e fpeffoancora agi-
tando . In vece dell' olio di Saffo può ufarfi lo fpi-
rito di Trementina . E' Vernice chiara , e feccante .
12. Olio di Trementina un' oncia , un' altra on-
cia di quello di Spigo , olio di Abezzo mezz' on-
cia , Maftice eletto un' oncia , Sandracca un quar-
to . Si unifcano infieme a fuoco lento li tre olj ;
uniti che fieno , s' infonda in effo loro il Maftice,
e fi faccia bollire ; quando poi il Maftice è difciol-
to , fi uniica alla malia la Sandracca. Ciò fatto , fi
coli , e fi confervi . Viene chiara come vetro .
13. Acqua di Ragia onde fei , Pece greca chiara
onde quattro .* pongali il tutto in un pignattino nuo-
vo invetriato , e capace, e in effo fi faccia fciogliere
la Pece a lento fuoco . Difciolta che fia , fi fa bol-
lire la miftura , onde fi poffa incorporar bene infie-
me , e perchè s' incorpori , fi deve andar mefcolan-
do con una fpatola di legno . E' Vernice luftra.
14. Spirito di Vino rettificato oncie fei, Pece gre-
ca chiara dramme tre, olio d' Abezzo dramme due,
facciafi bollire il tutto a Bagno Maria in un faggi-
nolo opportuno , finché fi trovi bene unito. E' Ver-
nice luftra .
15. Sandracca bianca un' oncia , Maftice bianco
dramme due, Canfora mezza dramma, chiara di Vova
ben battuta , e fchiumata , e pofcia feccata al fole,
e alla tramontana una dramma, (pirito di vino pu-
rifi-
Su le Vernici . 47
Hficatittlmo oncie fei . Riducefi ogni cofa in polve-
re finilììma , e fi pone in un faggiuolo collo fpirito
di vino , sbattendo il tutto infieme , perchè s' in-
corpori ; apprettò fi mette la materia a fcioglierfi
del tutto al Iole , o al fuoco , e iciolta che Ha fi
cola , e fi conferva . Viene luftra come un crittal-
lo . Vedi Num. 6.
i(5. Gomma Carabe della più bianca, Gomma Co-
pai , e Mailice eletti un' oncia di ciafeuna cofa ,
fpirito di vino lenza flemma una libbra ; psfta le
Gomme fottilmente , e falle pattar per tamiio di fe-
ta , poi mettile in un faggiuolo collo fpirito di vi-
no , e le porrai fopra un capello cieco , o un' al-
tro faggiuolo di rifeontro, poi con una vefeica ba-
gnata , o con colla ftropperai le giunture, e afeiut-
to che farà, lo feppellirai nella cenere in vafo dop-
pio , o in Bagno Maria , e lo farai bollire per do-
dici ore , ma con fuoco lento , e farà fatta.
17. Gomma Lacca un'oncia , Sandracca mezz' on-
cia , Spirito di Vino sflemmato mezza libbra; pefìa
le Gomme i e tamifale feparatamente .
Nota . Per levare poi il colore alla Gomma Lac-
ca ,la metterai così polverizzata in una fcodella con
lafciva dolce tiepida per fei ore , che fi chiarificarà ; poi
difeccala , e infierite con quella di Sandracca la metterai
nello fpirito di vino in un faggiuolo , quale lutarai
molto bene ; poi la lafcierai al fole fervente nella
eftate per dieci giorni , o pur in digeftione fopra
le ceneri calde , e farà fatta , e chiara .
Ma fé la vorrai fare di color rotto , vi metterai
due dramme di Sangue di Drago ; e fé la vorrai
gialla , vi aggiungerai due grani di zafferano .
18. Refina di Pino , detta Ragia un' oncia , fpi-
tito di vino rettificato a fuffìcienza , perchè la Re-
tina
4-S Parte I. De' Trattenimenti
fina refti coperta . Prima fi macina bene la Retina,
e fi ftaccia ; macinata , e purgata fi pone in una
fiafca , o bottiglia -5 la quale fia capace di una fo-
glietta di fpirito , che fé li vuota fopra . La botti-
glia immediatamente fi mette fopra cenere calda , e
farà meglio .metterla fra la cenere , e fi lafcia fin-
tantoché il tutto fia bene incorporato ; allora fi le-
va dalla cenere , ed il liquore fi cola per un panno
lino polito . Si conferva nella fiafca bene chiufa .
Quefta Vernice facile , e bella ferve per cofe , le
quali non fiano efpofte ali' acqua , e le dà un lu«
itro affai bello ; fi lecca in pocne ore .
19. Prendete due oncie di Trementina , mettete-
la in una pignatta nuova , e bene verniciata , che
accoftarete ad un fuoco lento . Quando còmincierò
a cuocerli , prendete quattro oncie di Sandracca fat-
ta in fottiliffima polvere , che verfarete dentro po-
co alla volta pian piano , mefcolando fempre con
una fpatola di legno . Quando ogni cofa farà ben
incorporata , la gettarete in un piatto pieno di ac-
qua frefca , in cui fi unirà infieme a guifa d' una
pietra , il che accade fovvente 3 quindi bifognerà ripeftar-
la , e ricominciar la detta operazione . E* Vernice
bianchiffima .
20. Prendete Trementina , e mettetela in una pi-
gnatta piena d' acqua , facendola per cinque , o fei
ore bollire , dopo di che fi tirarà fuori ciò , che
farà in fondo della pignatta , facendolo ben feccare
fopra una carta , e il giorno feguente polverizzan-
dolo . Prendete poi un' oncia di quefta polvere , e
la metterete in una caraffina con cinque oncie di fpi-
rito di vino rettificato . Bifogna ben turarlo , e la- ,
{ciarlo in ripofo dalla fera al giorno feguente .
Notate j che fi dovrà tirar fuori dalla pignatta 1*
Tre-
Su le Vernici . 49
Trementina dopo di aver bollito tre ore in circa ,
e maneggiarla bene tra le mani ; dopo di che fi la-
fcierà finire di cuocerli , perchè fi polla poi facil-
mente polverizzire .
21. Prendete venti fette oncie di fpirito di vino ret-
tificato , due oncie di Trementina cotta , due on-
cie di Carabe , e quattro oncie di Sandracca prepa-
rata .
Nota . La Sandracca fi purifica così ; prendete Ka-
Ji, o lìa Soda, (1) fatela bollire due ore nell' ac-
qua ; dopo di che avendola colata , oppure verfata
fuori per inclinazione , metterete in quelV acqua la
Sandracca , che lavarete con due , o tre mani di
ella acqua .
22. Facciafi bollire un poco di Trementina bene
purgata nel!' Olio di Noce, quando avrà bollito per
qualche tempo, aggiungafi un pochettino d' Acqua-
vite , e facciafi ancora bollire * Se quella Vernice
riulciile troppo denfa, aggiungafi un poco di olio di
Noce ; e fé folle molto chiara , o rara , aggiunga-
fi un poco di Trementina . E' Vernice chiara per
ogni forta di colori . Mefcolanfi i colori , che lì
vogliono .
23. Prendete quattro oncie di fpirito di vino ,
Gomma Lacca mezz'oncia, Sandracca due grofii(2),
Mafhce un grolfo ; fi riducano in polvere , e pon-
gano* in una ampollina quadrata , la quale fia fola-
mente mezzo piena, e fciolgafi il tutto a fuoco len-
to ; V ampollina deve eiìere bene otturata con fu-
gherò , pelle , e cera gialla .
E 24
( 1 ) In Spagnolo Sofà , Vantila , e Vicinerà : nella Provin-
cia di Tucuman fi chiama Xumì . ( 2 ) Un GrofTo è 1' ot-
tava parte di un' oncia , o una Dramma ,
50 Far te I. De1 Trattenimenti
24. Prendete una libbra di fpirito di Trementina ,6
una libbra di Trementina di Venezia, mettete il tutto in
un Matraccio di vetro , che fìa almeno un terzo
più grande , che fia di bifogno per contenere le det-
te materie • poi otturarete il Matraccio con altro
Matraccio piccolo di rincontro in maniera , che il
collo di elio entri nel collo dell' altro , nel quale
è la Vernice , poi lutarai b?ne i due colli con car-
ta , e colla di farina ; dopo porrai il Matraccio l'o-
pra il bagno d' arena , e fi farà bollire la Vernice
dolcemente un' ora , di poi la levarai dal fuoco ,
e fi lafcia raffreddare il Matraccio : ciò fatto porrai
la Vernice in un' ampollina di vetro .
Molte altre fono le compofìzioni delle Vernici
bianche , chiare , e luftre da darfi fopra diverfe co-
fe , le quali potranno vederti nella Parte feconda ,
perchè adefìo giudichiamo f ufficienti le inlìno qui
delcntte
TRATTENIMENTO VI.
"Delle Vernici di color £ Oso .
*• O ì prenda Una cjuarta di Belzuino , ed una di
vj Maftice , e mezza di Sandracca , e tutte ri-
dotte in polvere; prima fi ponga al fuoco il Mafti-
ce con Acquavite rettificata , e quando fi vede li-
quefare^ ponga la Sandracca , e poi il Belzuino.
( 1 ) Liquefatte le dette materie vi fi aggiugne un'
ottava di olio di Abezzo , ed Aloè fuccotrino (2)
ridotto in polvere , quanto ne capirebbe in un gu-
fcio
( 1 ) Tri Spagnolo Bengu't , è foftanza refinofa , ora di colo-
re rofliccio , ora pallido , o gialliccio , come d' oro . ( 2 )
In Spagnolo Aàbar , e S abita .
Su le Vernici . $i
fcìo di noce . Quindo fi vedrà tinta quella comDo-
fizione, fi leva dal fuoco , e con ella lì tingono i
lavori di Argento .
2. Di Gomma Lacca onde una , Aloe fuccotrino
in polvere dramme due , olio di Trementina oncie
otto , Zucchero fino in polvere una libbra ; s' in-
corporino 'inlieme , e [\ pallino per itaccio , e fi
con fervi no per gli ufi .
3. Aloè fuccotrino dramme due, olio di Tremen-
tina oncie otto , Zucchero candito un' oncia. L' A-
loè , e il Zucchero lì devono foli pelhre fottìi-
mente . Pofcia fi prende V Aloè , e s' infonde il
primo nelF olio ben caldo , indi vi fi aggiugne il
Zucchero .
4. Olio di Lino , Sandracca , Aloè fuccotrino ,
Guttigomma, o Guttagamba , e Litargirio d' oro .
Così Pietro Pomet nella Storia generale delle Dro-
ghe , ma non pone la quantità delle dofi .
5. Belzuino , Aloè in polvere , e un poco di
ZarFarano , il tutto disfatto in Acquavite come nel
Num. 1. Con quefta Vernice fi coprono più volte i
lavori d' Argento , facendo leccare la prima mano
avanti la feconda .
6. Si prende Ambra gialla , e fi fa bene abbru-
ftolire in padella di rame oncie due , e poi fi pone
in infufione nello fpirito di Trementina per due , o
tre giorni fopra arena calda , maneggiando qualche
voita la Caraffa , che la contiene , e i) avrà lo fpi-
rito tinto in bellifiimo color d' oro , e dato fopra
V argento fi fecca in breve .
7. E' ottima la feguente più volte efperimentata
dal P. Bonanni , benché nella compofizione di elfo
non abbia mantenuta la dofe de«P ingredienti , i
quali la compongono . L' efperienza infegnerà l'ac-
cre-
52, Parte I. De* Trattenimenti
crefcere , o diminuire ciò , che fi richiede ad una
ottima compofizione . Ecco il modo .
Dopo di-fatta la Gomma Lacca nello fpirito di
vino 5 polla nel vafo Curcuma ( i ) ridotta in pol-
vere , e aggiuntovi un poco di Zaffarano fecco , e
fatto in polvere , e di più del Sangue di Drago in
polvere . Quella compofizione ben disfatta , e in^
corporata al caldo temperato fi lafcia per qualche
tempo , acciocché pafTmo al fondo le fectie , e fi
adopra la Vernice , che fopra quelle galleggia , o
pure fi può paifare per carta volendofi più limpida,
e fi adopra alquanto calda al fole , coprendo 1' ar-
gento con franchezza fenza rimefcolarla col pennel-
lo , e fi lafcia al fole ; feccata che fia dopo qual-
che ora , fi copre di nuovo tante volte , finché fi
giudichi effere limile al color d' oro ; e fé quello
non fi otterrà bello > fi potrà aggiugnere o Zaffe-
rano , o Sangue di Drago , finché fi abbia ottenu-
to 1' intento .
8. Prendete Carabe oncie otto , Gomma Lacca
due oncie . Sciolgali prima il Carabe in una pignat-
ta di majolica , o in cucurbita da Lambicco a fuo-
co gagliardo . Quando farà difciolta , pongali den-
tro la Gomma Lacca, la quale fi iafcierà fciogliere
da per fé . Pofcia levili dal fuoco , e lafcifi un po-
co raffreddare , offervando con un bastoncello, fé la
materia fia bene liquida • e dopo mefcolinfi con ef-
fa fei , o otto oncie di olio di Trementina , ed a-
gitifi fpeflo con un legnetto , ed aggiungafi una cuc-
chia-
( i ) E' la Radice dell' Albero Urucuy , e quella della Pian-
ta Ic'tpoìu . La Curcuma è certa radica, dice il P. Bonari-
ni , che tinge di colore giallo . La Radica della Urucuy ,
e dell' Ic'tpoìu , nomi del Paraguai , nell' idioma Guarani.
Su le Ferma . 53
chiarata di olio di Lino cotto infieme coli' Aloè epa-
tico in confidenza di Balfamo ; e per rendere più
chiaro quefto Balfamo , e renderlo in confidenza di
fìroDpo,aggiuneafi dell' olio di Trementina tinto con
il Rocou , tanto quanto l'ani neceifario . (2)
Nofà . Per cuocere V olio di lino coli' Aloè, me-
fcolate quattro oncie di Aloè in polvere con una
l'bbra di detto olio, e cuoceteli bene , finché abbiano
la confidenza di firoppo detifo, e che 1' olio comin-
ci a far fchiuma , e alzarfi molto ; allora fi colarà
per un pannolino , e (ì lafciarà raffreddare, e fi con-
fervarà per gli ufi • Fa colore bello di oro.
Per cavare la tintura del Rocou, pongafi in quat-
tro oncie di olio di Trementina, facendolo rifeaida-
re .un poco in una pignatta da Lambicco a fuoco
piccolo , e lubito che 1' olio cominciarà a bollire ,
levali dal fuoco , agitandolo bsne con un bàiìoncel-
Jo , e poi fi coli per tamifo di carta , e fi confer-
vi per P ufo .
9. Prendete otto oncie di fpirito di vino , den-
tro delle quali feioglierete un grofiò , o una dram-
ma di Zafrarano ( 3 ) , e mezzo groflò. di Sangue di
Drago ; peliate il tutto , e ponetelo al fuoco infie-
me colla Vernice di Gomma Lacca, e due grofli di Aloè
fuccotrino . Quella Vernice ferve -per indorare fenza oro .
io. Olio cotto a perfezione due Libbre , Ragia
di Tino otto oncie 3 Sandracca oncie otto , Aloè
Epa-
( 2 ) Li Francefi chiamano Rocou il colore , che nel Paraguai
fi denomina Urucu , e nei Libri , ed altre parti dell' Ame-
rica Achote . Guillelmo Pifone De f acuitati bus Jìmplic. lib.
4. cap. il deferive 1' Albero Urucui . Giorgio Margravio
H'tjlor. Piantar, lib. 2. cap. 3. ( 3 ) In luogo del Zajfara-
no fi può fofrituire il Icipotu , Pianta , la di cui radice fup-
plifce nel Paraguai al Zaffarano vero .
54 Parts I. De Trattenimenti
Epatico oncie quattro ; fi pefta il tutto Totalmente >
e fi pone nell' olio , e fi mefcola aliai , ad effetto,
che le polveri non fi aggrumaflero infieme , e ciò fi
fa a forza di fuoco, lento . Ottenuto un tal fine ,
fi deve accrefeere il fuoco , e continuare a mefcola-
re ogni cofa , onde il tutto fi polla lciogliere per-
fettamente ; e i\ feioglierà le fi lafciarà, bollire len-
tamente per buona pezza di tempo , onde prenda
corpo . Se fatta V operazione il colore fembrafiè
troppo pallido, aggiunganfi alla Vernice altre due on-
cie di Aloè Succotrino . Prima poi , che la Verni-
ce fi riponga , fi porrà a colare in un colatojo , on-
de per eflo fi pofia fpurgare dalle molte feccie , che
probabilmente in lei fono . Fatto quello , fi guardi
la Vernice colata dalU polvere . Serve per tingere
la Pelle inargentata di colore dell' oro. E' di Aiut-
ilo Piemontefe nel Libr. V. a carte 211.
11. Prendete Verde -Gris quanto volete , pefiate-
lo con aceto , e ponetelo in un pezzo di pafta di farina , e
fi farà cuocere come il pane; di poi fpartite la Mal-
fa , e levato il Verde -Gris , mefcolatelo con Ac-
quavite , o Spirito, di vino , e colatelo ; dopo ag-
giunganfi quattro oncie di Gomma Arabica: in fine
fi polifce , ed è vernice eccellente .
12. Prendete un' oncia di Gomma Lacca ben chia-
ra , e netta , un' oncia d' Ambra gialla , un quar-
to d' oncia di Gomma Sandracca , un' oncia di A^
loè Epatico . Fate bollire tutto quello a fuoco len-
to con olio di Spigo in: un Matraccio chi ufo giu-
fla V arte 5 e nel tempo che bollirà infondetevi un
cucchiajo d' olio di lino . Poi eilendo quafi freddo
pallate ogni cofa per una tela fina , e lalciate , che
ripofi. Voi metterete con un pennello quella miftu-
xa fopra le foglie d' Argento , o di (Ugno fino >
che
Su le Vernici . 55
che terrete in pronto , appiicandovela (opra con un
poco di Gomma Arabica (temperata nell' acqua , o
con colla di Pergamena, e poi le darete (opra due ,
o tre mani di Vernice bianca chiarificata con ipiri-
to di vino , e di Trementina. E' Vernice indorata.
Nota . Quella materia «lutinola , tenace , molle
da prima , ma che poi s' indura , la quale è fiata
nominata Propclts , che raccolgono le Api , e fi
trova nelle Arnie , può fervire ottimamente per al-
cune Vernici , perchè alcune esperienze fecero rile-
vare a M. di Reaumur , che la Fropoìis difeioita
nello Tpirito di vino , e nell* olio di Terebentina ,
potrebbe eifere foftituita alla Vernice , che impie-
gali per dare il colore d' oro all' Argento , o allo
itagr.o ridotto in fogliucce .
Se per d'empio s' incorporile col Mafìice , o col-
la Sandracca , ella farebbe buona nella manifattura
dei Cuoi dorati . Gli Spagnoli Guadameciles .
La Propolh non è iempre la medelima in con-
fiftenSa , in odore , e in cai ore , ma quando è ri-
scaldata ordinariamente efi-ìa un' odore aromatico ,
cofìcchè ve n' ha , che merita di rifere collocata
nella ferie de' profumi . Fila è di un colore bigio
roiìieno al di fuori, e giallaiìro al di dentro. Qual-
che volta tra gì' Indiani Guarani fervi va in luogo
d' incenfo .
i p
TRATTENIMENTO VÌI.
Ccmpojizioni di Vernici Olccginofe .
Rendi Gomma Elemi , Gomma Anime , In-
cenio, e Ambra bianca dramme due per Cor-
ta
5<5 Parte I. De Trattenimenti
ta, e fatte in polvere , cuocile in vafo di vetro con
Aceto ftillato. , ed aggiungi due dramme di Gomma
Dragante , e dramme quattro di Zucchero candido ,
fa poi feccare il tutto , e riduci in polvere , con
quefta meicola una libbra d' olio di Spigo , ovvero
di Trementina , ed aggiungi onde fei di Trementi-
na Cipria , e fa cuocere in bagno Maria , e quan-
do la Trementina farà disfatta , poni le polveri fo-
pra ella , e mellola con fpatola , falle bollire per
tré , o quattro ore , e a-vrai una Vernice rariilìma.
P. Giovanni Zahn Tom. III. Oculì Artifici al. pag. \66.
2. Prendi Olio di Spigo oncie due, Maftice, e San-
dracca ridotte in polvere oncie una , Trementina
mezz' oncia . Poni P olio a bollire in Bagno Ma-
ria , e quando è caldo poni la Trementina , e que-
lla disfatta , aggiungi la polvere di b ali ice, e San-
dracca , e procura che il tutto s* incorpori a lento
fuoco , ed in Bagno Maria , altrimente fi accende
facilmente . Lo iìeifo Autore ..
3. Prendi una parte di olio di lino 5 e parti tre
di Pece Greca , e fi facciano bollire a fuoco lento ,
finché fiano bene incorporati . Fioravanti libro ter-
zo dei fegreti cap. 95. dice quefta. Vernice effere
compofta , e ufata dai Turchi fopra agli Archi , e
Carcafìì , e che con quefta compofìzione impartano
i colori, e ne cuoprono ciò , che ne vogliono.
Nota. Gli Stampatori di Caratteri adoperano comu-
nemente una Vernice , la quale chiamali Vernice d'
Ambra , e non è altra, che la fopradetta ufata dai
Turchi . Se ne fervono anche quelli , che cuopro-
no le laftre di ferro , o di latta nelle Lanterne , e
cole limili .
4. Olio di lino parte una , Pece Greca parti due,
Ragia di Pino mezza parte , e fa bollire infìeme :
il mo-
Su le Vernici . 57
il modo di conofcere quando è cotta , è prenderne
una goccia (opra un coltello , o fpatola , ie col di-
to fi trova untuofa , non è cotta , ma bensì fé è
yifeofa . Il medefimo Autore lib. V. cap. 07. Que-
lla Vernice è da ufarfi per lavori grotti .
5. Prendi oncie otto di Trementina , che fi de-
ve cuocere al fuoco in modo , che ne avanzi fola-
mente un' oncia , che perciò farà materia dura , e
fragile , raffreddata che lia . Quefta (ì deve ridurre
io polvere , e lì getti neli' olio di Trementina cal-
do , e fi faccia disfare in elfo : fi lafcia poi pola-
re , e le parti più chiare fi confervano psr gli ufi.
Cristofaro Love Morlev Colletlanea Chym'ica Leyden-
fia , titul. Vernice Italiana . >
6. Prendi Sandracca , e olio di Lino di mifura
duplicata , fi fa bollire a fuoco lento ; mentre bol-
le vi fi fparge dentro la Sandracca fatta in polve-
re , maneggiandola fempre i finché fi getti via tut-
ta la fchiuma . Dopo fi prende un' oncia di Mafti-
ce , e facciafi bollire dentro una mezz' oncia del
fuddetto olio di Lino , finche fi getti via la fchiu-
ma , e poi fi unifeono quelle due compofizioni a
fuoco lento , e fi colano , e confervano per co?
prire cole colorite .
7. Si prenda. un' oncia d' olio di Lino , ed un*
oncia , e mezza di Mailice Perfiana , e quella li-
quefatta, vi fi pone 1' olio , e a fuoco lento fi fan-
no incorporare fino a tanto , che (ì faccia fpuma
bianca . Quando fi vuole adoperare fi mefcola con
i colori ridotti in polvere, e bene incorporati fi. ri-
duce il tutto alla denfità del miele , e fi cuopra
ciò , che li vuole , e farà Vernice di gran durata.
Nora. Circa tal forta di Vernice comporta con la
Sandracca;, fpeifo.fi erra per non laperli il metodo
di
58 Parte I. Di Trattenimenti
ài cuocerla ; poiché fé fi pone la Sandracca prima-
che 1' olio fia cotto , refta abbruciata ; che perciò
conviene cuocer prima 1* olio , e pei fi deve laicia-
re raffreddare , freddo che fia vi fi mette la Sandrac-
ca , e a lento fuoco fi fa incorporare .
Quefta avvertenza del Fioravanti nel Capo 6%. de*
fuoi fegreti , è ottima , che perciò qualunque Ver-
nice lì faccia con olio , deve quefto tempre adope-
rarfi cotto , altrimenti non fi otterrà mai cola buo-
na . Sono varj i modi di cuocerlo , come già lì è
detto nel Trattenimento IV.
8. Ragia di Pino grafia , e bianca una libbra ,
Gomma di Sufino oncie due , Trementina un' on-
cia , olio di Lino oncie due . Vedi il Trattenim. V.
Num. 8. L' infegna Alefiìo Piemontefe Libr. V.
pag. 195.
9. Olio di Trementina un' oncia , Sandracca mezza
Dramma , Trementina un' oncia . S' incorporino
a fuoco lento , e {\ confermino per i bifogni . Cgsì
feri ve Fr. Domenico Anda Canonico di S. Spirito.
io. Vernice di Carabe , o Ambra vera . Si deve
peftare 1' Ambra fottilmente , e porla dentro un te-
game di terra , o di rame , non celiando di maneg-
giarla , e meicolarla collo fpirito di Trementina , col
quale deve elfere accompagnata . Subito (he V Am-
bra vedefi eiTer fciolta , la Vernice è fatta, la qua*
le fi può, fé vogliali, incorporare con altre Gonim..1 .
Nota . Lo Spirito di Trementina , come fi è ac-
cennato nel l' Trattenimento IV. fi ottiene ftil landò
di nuovo 1' Olio di ella , e con il detto fi feioglie
P Ambra , o Carabe . Ed è anche da notarli , chi
1' Ambra fi deve fondere non in poca quantità, né
in polvere , ma a fuoco leggero , e continuato.
Un' altro modo fi riferifee nel Libro di Crifiofo-
ro
Su le VcYìùci*. 59,
ro Love Morlev a carte 539. , cioè. Prendi l'Am-
bra refta groiiamente , e bagnala con olio di Lino,
e lì rilcaldi fintantoché T Ambra diventi nera , e
poi li getti (opra una. pietra bagnata . Raffreddata
che farà , fi riduca ir* polvere , e quella fi getti a
poco a poco in olio di Lino, bollente , e fi faccia
cuocere fintantoché tutta fia bene liquefatta.
11 P. Bonanni ftima meglio il disfare V Ambra a
fuoco lento in un vaiò capace , o di rame , o di
terra invetriata , e disfatta che fia gettarvi 1' olio
cotto caldo , e come {ara bene incorporato con V
Ambra , il che fi, conofce meicolandola con un ba-
iluncello , levarla dar fuoco ; e perchè farà troppo
denfa , fi dovrà aggiugnere primachè fia raffreddata
a poco a poco acqua di Ragia calda, ma in modo,
che non fia troppa , perchè non riefca debole la
Vernice .
11. Si piglia Gomma di Ginepro - , che è la San-
dracca , chiamata anche Vernice da Scrittori , e li
lava due volte con acqua chiara freddale poi quan-
do è afciutta fi riduce in polvere fottiliflìma . Di
tal polvere fé ne prendono due parti , e fi pongo-
no in vafo di vetro , o in un pignattino invetria-
to , e fi faccia fcaldare ai fuoco ; quando comincia
a fumare , fi pone Trementina a pelo della metà
della Sandracca , e fi mefcola con uno fìecco , poi
fi agg ugne un poco di olio di Spigo , e fempre fi
metcola fintantoché tutto fia bene incorporato ; e
tolta dal fuoco quando farà quafi fredda , vi fi get-
ta a poco a poco acqua di Ragia chiara parti tre y_
ed una di Acquavite sfìemmata perfetta , e fi met-
te a difcreìyone in modo , che fia chiara , e fen->
za corpo , e farà Vernice fmiffima , e molto lu-
ftra v Se fi vuole, odorofa , fi aggiunga alla Saru
drac«
,&<£ I •* -****& àà&ja «
6o Parte I. De* Trattenimenti
dracca ( i ) un poco di mandorla di' Belzuino .
12. Si preparilo le feguenti cofe , cioè : Sandrac-
ca , Maftice y Belzuino , Gomma Lacca , Gomma
Arabica , Litargirio d' oro , Trementina , e Pece
Greca , di cialcuna mezz' oncia , e mezzo quarto,
cioè tre quarti di oncia . Poi fi preparino Acquavi-
te sfìemmata oncie due , Acqua di Ragia onde ot-
to , Vernice d' Ambra oncie due, Spalto mezz' on-
cia , olio di Lino oncie tre . Preparati quelli ingre-
dienti , cuoci T olio con il Litargirio in pignatta
capace di un boccale. In altro pignattino fi squaglia
Ja Trementina con la Gomma Lacca, e Gomma A-
rabica {polverizzata : poi nellV olio cotto poni la
Vernice d' Ambra , e dopo la Sandracca , e il Ma-
ftice , e il Belzuino bene fpolverizzato , e Cubito la
Pece Greca , e lo Spalto , e dopo la Trementina
con le Gomme fquagliate , e mefcola bene a fuoco
lento , Poi vi fi getta 1' Acquavite , e 1' Acqua di
Ragia a poco a poco, e per ultimo iì cola per pan-
no lino , fpremendo bene il tutto fra due tavolette,
e fi conferva in vafo di vetro .
13. Prendali Vernice d' Ambra un* oncia , e mez-
za , e fi squaglia , e squagliata vi fi ponga mezza
oncia di Sandracca , e mezza di Maftice bene fpol-
verizzata , e fi faccia incorporare a fuoco lento , e
poi a goccia a goccia fi gettino due oncie , e mez-
za di Acquavite , fempre maneggiando . Mentre è
tiepida cola per pezza , e confervala .
14. Se ne fa un' altra con porre in olio cotto con
Litargirio la Vernice d* Ambra , e poi s' incorpora
con Gomma Lacca , e Gomma Arabica , disfatta
prima nella Trementina . 15.
( 1 ) La Gomma della pianta denominata nel Paraguai Cìnica
farà culaia in vece di S amilacea ,
*>
Su le Vernici . 61
\$. Un' altra fé ne fa con porre al fole caldo 1*
olio di Lino , e fecco chiaro incorporandolo a fuo-
co lento con polvere di Sandracca ; ma in minor
tenino lì ta con squagliare la Sandracca in polvere
con 1 pi rito di vino , e poi a fuoco lento vi fi po-
ne 1' olio di Lino , onde lvanirà lo fpirito , e la
Vernice farà fatta, con cuocerla alquanto . In fine
poni olio di Spigo , o di fallo per feccante 1 e li
avrà ottima Vernice. Si fa anche con la Sandracca,
e fpirito cotto al fole , o a fuoco lento.
i<5. Cuoci Trementina con acqua , e vino bian-
co , o Acquavite ; quando farà cotta difciogliela in
vino , ed olio di Trementina . E' Vernice trafpa-
rente , e lufira .
17. Pongafi in una Caraffa di vetro una libbra di
Maltice bianco , e mettali fopra tanto olio , quan-
to (ìa di bi fogno per coprire tutto il Maltice ; do-
po pongafi la Caraffa lopra carboni accefi , o in
ceneri ben calde , e fi feioglierà : dipoi quando fa-
rà difciolta , fi levi la Caraffa dal fuoco , e (ì agi-
ti ben bene , perchè il tutto C\ liquefacela . Quefta
Vernice è ottima da adoprarfi fopra Immagini, Men-
fe , Colonne , Legni &c.
18. Fate liquefare quattro oncie d' Ambra gial-
la dentro un vafo di terra nuovo fopra carboni ac-
ce- lì , di modo che il fuoco tocchi folar/iente il fon-
do del vaio , agitandolo fempre, quando fia fciolta,
con un bastoncello di legno di Abete , o di Pino,
mettetevi un' oncia di cera di Spagna; feiogliete it
tutto inlìeme , e ponete una cucchiarata d' olio di
lino cono con Litargirio d' oro ; dopo levate dal
fuoco , nmefcolando fempre tutto .• alla fine quan-
do la materia è mezzo fredda , aggiugnete olio di
Trementina quanto biiogni per far Vernice bella: li
fecca in due ore . 19.
#2 Parte I. De Trattenimenti
19. Prendete una parte d' olio etereo di Tremen-
tina , di Trementina di Venezia altra parte , e rae-
fcolate ciò a fuoco moderato . Adoperai! calda , ed è
Vernice (ingoiare di Fiandra .
20. Olio di Lino , Olio di Maftice bianco per
forta a discrezione , un poco di Trementina, Vetro
ridotto m polvere , Verde -Gris ben pefto , ed Am-
bra gialla ben pefta ; dopo ponganfi in una pignatta
di terra nuova a dilciogliere ; e quando il tutto l'a-
ra liquefatto , fi avrà una Vernice mirabile .
21. Spirito di Vino quattro libbre , Ambra bian-
ca quattordici oncie , Maftice un' oncia , Sandrac-
ca fette oncie ; lafcieranfi in digeftione ventiquattro
ore in un Matraccio ; dopo quello pongali fopra are-
na , e le li dia fuoco per il tempo di tre ore , in-
finchè il tuttofila fciolto,edevonfi aggiugnere quattro
oncie d' Olio di Trementina .
TRATTENIMENTO VIIL
Vernici Nere per coprire fondi o/curi .
1. Q1 1 prende lo Spalto del più luftro , che fi tro-
U vi, e li riduce in polvere , e (ì pone in va-
fo invetriato a liquefare fui fuoco lento in acqua
di Ragia in modo , che lo fopravanzi un dito in-
circa , e fi maneggi fempre , finché fia bene lique-
fatto , e incorporato . Quefto fi (tenderà caldo col
pennello due , o tre volte ; e fé non fcorre bene y
fi deve aggiugnere acqua di Ragia , e fé ne avan-
za , fi conferva , e rifcalda3 quando fi vuole adope-
rare .
Prima però , fé fi ha da adoperare fopra legni ,
fi devono coprire con geffo , e colla nel modo che
ufa-
Su te rer'nUi . 6^
tifano gli Artifìci prima d' indorarli- , e b?n politi
fi devono tingere neri con nero di fumo bene incor-
por lo con la co'la , e poi lì coprono collo Spalto.
i. Si prenda olio cotto ., e ad ogni oncia di elio ,
s' infonda a poco a ppeo un' oncia di Spalto, o me-
no , ridotto in polvere • mentre V olio ftà colloca-
to lopra fuoco lento , rimelcolandolo continuamente
con uno (lecco per lungo tempo , e fi faccia bolli-
re in modo , che la compofizione diventi denfa , e
alzandola con uno ilecco caderà non a goccia , ma
Uefa come uri filo , ed il pennello non potrà (ten-
derla ; e fi gettarà fopra un piatto di -maiolica, ove
lì laicia squagliare .
Quando fi vorrà adoperare , fé ne prenderà una
porzione , e fi farà di nuovo liquefare a fuOv.0 len-
to , e a poco a poco vi fi getterà acqua di Ragia
tiepida quanto bafli per elTere ubbidiente al pennel-
lo . Dà un bel luftro , ed un bel nero al lavoro ,
maflìme le è legno , e quello fìa prima tinto nel
modo tifato dagli Ebmifti riei legni diverfi dall' E-
bano . Quella Vernice è più bella dell' anteceden-
te , ma tarda più , e richiede più tempo a leccarli.
11 modo ufato dagli Ebanifìi con legni diverfi dall'
Ebano, è il feguente . Si prende Campeggio taglia-
to in fchieggie , e per una notte fi tiene in infuiio-
ne in Lifciva Vergine i cioè che non fìa infaponata.
Poi lì fa bollire , finché li veda il decotto calato ,
e di colore carico pendente al paonazzo . Con ef-
lò fi tinge il legno due , o tre volte ; fecco che
farà, fi deve tingere di nuovo con Aceto , in cui
lia fiata in infufìorte fuggine di ferro con un poco di
vitriolo , almeno due volte , e quando farà fecca-
ta , di nuovo \\ tinga col decotto di Campeggio ,
e avrai un campo di belliifimo nero per coprirlo
con
6\ Tarte I. De* Trattenimenti
con la Vernice di Spalto , colla quale fi può copri-
re più volte il foggetto. Detta Vernice fi può {ten-
dere anche con le dita , e verrà uguale , e 1 ultra.
Si deve adoperar fredda , e fi lafcia feccare in luo-
go piuttofto freddo , che caldo .
3. Olio cotto oncie fedici , Spalto onde quattro,
Maftice un* oncia : riducanfi in polvere tattile, per
pofcia farle bollire nell' olio cotto a fuoco lento in
un vaio di terra nuovo inverniciato , finché reflino
fciolti , e disfatti in eiTo tre capi d'aglio ben mon-
dato . Ciò fatto , li cola il tutto in un' altro va-
io nuovo , ed alla colatura fi aggiugne oncie due
di Gomma Lacca , ed oncie tre d' Ambra gialla
in polvere affai fina , ed a fuoco lento fi fa bolli-
re finché il tutto fia ben dilciolto . Dopo ciò tor-
nafi ad unire alla materia Spirito di Trementina , o
Acqua di Ragia , quanto fia dì biiogno , perchè la
Vernice non riefca denfa , e che polla facilmente
ubbidire al pennello .
Avvertavi , che nell' unire o 1' una , o V altra
di quefte ultime materie al corpo della Vernice , fi
ha da mefcolar fempre , perchè fi poffa il tutto in-
corporare a perfezione .
4. Spalto un' oncia , Ambra gialla, o Carabe on-
cie due per forta , bene ridotte in polvere fottile y
olio cotto oncie quattro ; in qjefto fi fanno cuoce-
re a fuoco lento , e poi fi colano per purgarle dal-
le feccie , e fé fia bifogno , fi colano una feconda
volta , finché la Vernice fi veda in buona confi-
lìenza .
5. Olio di Trementina oncie due , Trementina
un' oncia , Sandracca mezza dramma . S' incorpo-
ra ogni cofa a fuoco lento , e fi conferva .
6. Gomma Lacca quattro oncie , Sandracca , e
Colo-
Su le Vernici . 6*5
Colofonia, di ciafcuna un' oncia; riducafi in polve-
re la Colofonia , e lì faccia dilciogliere in luftìcien-
te quantità di fpirito di vino, dopo aggiugnerallì la
Sandracca in polvere , e fi maneggiarà; quando farà
dilciolta , fi aggi ugnerà la Lacca in polvere , e lì
agitarà tutto lino alla dillo! uzione perfetta ; dopo
fi cola per un panno lino , e le retta qualche cola
nel mede-lìmo , pongali un poco di fpirito di vino
per farla paiiare ; ciò tatto , prendafi nero d' Avo-
rio , o un' altro equivalente macinato nella Pietra
de' Pittori con un poco d' acqua comune ; fi lafcia
leccare , e lì meicola con un poco di fpirito di vi-
no ; di poi mettano" due oncie di quello nero nella
Vernice .
7. Si prenda Inchioftro buono quanto fi voglia ,
e mettafi in una lcodella nuova ; dopo eipongalì al
fole p.-rchè fi lecchi ; quando farà bene lecco, il
levi con un coltello dalla fcodella ; riducafi a pol-
vere lottile , e impalpabile , fi mefcoli colla Ver-
nice , e li avrà un nero affai bello .
Nota . Ai pezzi piccoli di legno fi dà colore Pao-
nazzo nei modo feguente : Si mettono dentro ad
una Pignatta i legni con Campeccio , ed acqua , e
fi fanno bollire per lo fpazio di quattro , o cinque
minuti ; fi levano via , e fi iafciano raffreddare all'
ombra . Dopo fé gli dà un bollore , e feparati dal
liquore , i\ mettono a feccare alt' ombra . Secchi fi
lultrano , e vi fi può applicare qualunque Vernice
a fuo grado .
/litro Nero . Nello flello liquore del Campeccio
fi mette un poco di Vitriolo , e fi fa come ora fi
è detto , e prenderanno un colore nero bello . Se
i pezzi fono più grandi , fi poiìbno fare le fuddette
operazioni in un vaio più capace da contenerli , o
in una Caldaja . F TRAT-
66 Tane I. De' Trattenimenti
TRATTENIMENTO IX.
Vernici Roffe^ ed altre per qualfivoglia Colore.
i. Q1 1 ponga in un Matraccio una foglietta di lpi-
lD rito di vino , Sandracca, e Malìice in lagri-
ma di ciafcuna mezz' oncia ., di Gomma Lacca tre
oncie ; Si luti ben bene il Matraccio , e fi otturi
con carta , e fi faccia bollire la materia tre ore a
fuoco , o calore di arena . Quando farà bene di-
iciolta , fi colarà per un panno lino rado . Quella
Vernice fi conferva in una ampollina per ufarla.
Se, fi ha da applicare fopra legno , è convenien-
te , che elfo fia aliai lifcio , e che tutti i pori fia-
no pieni , firoffinandoli con Pietra Pomice , ed A-
ceto.- dipoi fé gli dà una mano col pennello, quan-
do fi feccarà quefta , fé gli dà la feconda , e lec-
ca effa , la terza , ed anche la quarta , e quante
faranno neceflarie , ma con tre ore d' intervallo
dall' una all' altra , tempo necellario a feccarfi.
Se la Vernice parerà aifai afpra , fi aggiugnerà il
vermiglio , un' oncia di Cinabro fopra fei oncie di
Vernice : fi Iciolga il Cinabro con alcune goccie d*
olio di fpigo , e di poi fi mefcoli a poco a poco
colla Vernice , facendo bollire il tutto infieme qua-
fi per un quarto à' ora ,
Prima di dare V ultima mano , fi deve fregare la
Vernice gi£ applicata , coli' erba rafparella , o co-
da cavallina umettata nell' olio , e dopo con un
panno lino , e quando è affai luftro , dategli T ul-
tima mano .
Se fi vuole la Vernice Nera , o Venturina , pri-
ma fi bagna bene il legno colla Vernice , dopo fpar-
ia. la Venturina con la Vernice , e lafciato feccare
per
Su le Vernici . 6j
per tre ore , fé le applicano tre , o quattro mani
di Vernice , come fi è detto prima, fi pollice coli*
erba ralparella , e con il panno lino , e lì dà T ul-
tima mano della Vernice .
2. Si ha da digraiìàre una libbra d' olio di Spigo,
facendolo bollire un quarto d' ora con una libbra
di Litargirio : quando farà digrailato, fi prende una
libbra , e mezza di Gomma Lacca , la quale fi fa-
rà fciogliere inlieme coli' olio in un Matraccio , o
in una pignatta invetriata . Aggiungali Cinabro ma-
cinato con orina , e fubito li applicaranno tre , o
quattro mani di quefta Vernice , lanciando , che li
lecchi una dopo 1* altra per tre ore : in feguito fé
gli darà una quinta mano di Vernice comporta con
una parte di Spirito di Vino , e quattro parti d' o-
lio di Spigo , con una quantità fufficiente di Gom-
ma Lacca . Fa un RolTo belliiTimo .
Si poflbno fare Vernici Rotìe con altre compofi-
zioni , come li vedrà in apprelTo .
Vernici per ogni lorta di colori .
3. Prendi un' oncia d' Ambra bianca, di fpirito di Tre-
mentina mezza libbra, fpirito di vino rettificato quattro
ornie, Malìice, e Gomma di Ginepro un groiio di
cialcuna ; pongafi tutto in infulìone per il tempo di
otto giorni , e con fumiti fino ad una terza parte a
fuoco foave . Confervifi , e li potrà adoprare con
qualiivoglia colore .
4. Si prenda un' oncia d' Ambra bianca , un quar-
to d' oncia di Sandracca , e un quarto d' oncia di
Gomma Copal ; fi pettino infieme , e ponganli in
un Matraccio , nel quale non fi trovi alcuna umi-
dità , e fopra ponganfi tre oncie di fpirito di vino.*
turarai bene il Matraccio con tela ben aggiuftata ,
e fopra la fteffa metterai colla di farina con altra
tela,
6% Parte I. De' Trattenimenti
tela , che fi deve legare . Sopra ceneri calde fi farà
cuocere la Vernice, e fi lalciarà bollire finché tutto
fia difciolto
Ufo . La cofa , che fi ha da inverniciare ha da
effer ben polita ; dopo, fi applicano i colori ftempe-
rati con colla di Pelce , ed Acquavite , e quando
faranno fecchi , fi daranno fopra due , o tre mani
di Vernice , e fi lafciarà leccare una mano dopo T
altra , e quando la Vernice larà lecca fi ha da po-
lire con olio d' Oliva , e Tripoli , ed alla fine fi
ha da afciugare 1' olio con un panno lino .
Se fi vuole una Vernice per la Miniatura , met-
tonfi parti eguali d'Ambra bianca , di Gomma Copal ,
e fpirito di vino , che fopravanzi le polveri.
5. Prendali olio di Noce, e un poco di Tremen-
tina di Venezia ben purificata ; fi farà tutto infie-
me bollire , aggiugneratfì un poco di fpirito di vi-
no, o di Acquavite , che ancora fi farà bollire ; le
la Vernice è troppo denfa , aggiugneraiiì dell'olio „
Adoprafi con un pennello per applicarla fopra i
colori .
6. Gomma Copal un' oncia , Gomma Lacca in
grano quattro oncie,ed altrettante di Sandracca : pon-
gafi tutto in un Matraccio con due libbre di fpirito
di vino, ben sflemmato , e collochifi il Matraccio fo-
pra ceneri calde per fciogliere la materia ; per Ma-
traccio può, anche fervire un vaio di collo lungo :
il tutto bene liquefatto , fi colarà per un panno li-
no ferrato ; fopra il colato fi aggiugne una cucchia-
iata d' olio di Trementina : ciò fatto fi ponga il
liquore in una bottiglia , la quale fi efporrà al So-
le bene turata . Quando farà purificato , fi decan-
tarà per inclinazione in altra bottiglia , o in altro
vaio ben netto , il quale fi turarà , perchè non en-
tri
Su le Vernici . 6f)
tri la polvere , e conviene feparare le parti più graf-
fe , che faranno nel fondo dalle più chiare.
Ufo . Per Vernice Nera , fi mefcolarà Nero fumo
fino . Dopo li applu'ar.inno tre mani di qjefta Ver-
nice nera , e li lafciara leccare all' ombra P una do-
po 1' altra . Dopo li polirà il lavoro, e fi darà fo-
pu 1' ultima mano colla Vernice chiara , la di cui
compolìzione o di quallìvoglia altra conveniente , fi
trovarà nel Trattenimento V.
Per inverniciare bene è neceffario , che 1' opera0
riceva un calore foave , e per quefto fi mette vi-
cina , o ad un picciolo fuoco di pag'ia , o di
farmenti .
Se la Vernice fi vuole Rolla , fi deve mettere in
fpirito di vino un' oncia di Gomma Tacamahaca
( [cica ) ; e in vece del Nero fumo fi pone Cinabro
in polvere : alla fine fi fa feiogliere Sangue di Dra-
go in lagrime nella Vernice chiara , e ferve per da-
re le ultime mani .
Quando quefta ultima mano farà fecca , fi luftra,
e pollice , ftroffinandolacon un panno lino, e Tripoli.
Polìòno farfi Vernici di diverfi colori , aggiugnen-
do il colore , che fi vuole .
7. Prendete dodici oncie di fpirito di vino , met-
tetelo in una Caraffa ben chiufa ; prendete poi un'
oncia di Gomma Lacca , due oncie di Maftice s 6
due oncie di Sandracca ; macinate tutto infieme ben
bene in un mortajo , e poi gettate dentro la Caraf-
fa delio fpirito di vino , la quale effendo ben chiu-
fa la efporrete ai raggi del Sole più ardente per
ventiquattro ore , o appretto il fuoco per un' ora ?
fintantoché le gomme lì Iciolgono , e lo fpirito di
vino ne abbia prelo il colore . PafTarete in fine per
una tela ogni cofa , facendo pretto , affinchè non
fucce-
70 'Tarte I. De Trattenimenti
fucceda una troppa ("vaporazione . e così la Verni-
ce farà fatta .
Per fervirfene, fi mefcolarà il colore da adoprarfì
con detta Vernice : cioè , volendo un Rollo , fi
mefcolarà con ella il Cinabro : Volendo un Nero ,
fi mefcolarà il Nero fumo ; Un Verde il Verde di
Spagna &c. Bifogna avvertire , che, le li vorrà inver-
niciare legno , quello Ila ben lifcio , e polito.
Volendo dar la Vernice ad una flampa , bifognerà
primieramente darvi una mano d'acqua di colla, fat-
ta con piccoli ritagli di pergamena , dopo di che le
lì darà la Vernice .
Avvertimento . Quando fi dipinge fopra il legno 5
Rame , Ottone a foggia di belliflìmo fmalto fi fa co-
sì . Fatto il lavoro , che fi ha da dipingere lifcio ,
e polito , gli darai fopra una colla fatta di perga-
mena , poi macinami gulcj di vova , e fcagliola cru-
da trafparente ( i ) con acqua comune fottilmente ,
che fia impalpabile ; e ciò fatto confervarai quella
miftura in una Tazza di vetro con fopra un poco d'
acqua , che la coDri , e volendola adoprare la flem-
prarai con colla di pefce non molto fiifa , ma liqui-
da , e la darai fcpra il tuo lavoro , e lo lafciarai
afciugare ; poi di nuovo farai il mede limo per tre
volte , lafciandolo fempre ogni volta afciugare. Al-
la fine dipingerai fopra con colori ordinar) di Minia-
tura quel tanto, che vorrai. Dipinto che farà lafcia-
lo afciugare , e dagli fopra cinque , o lei volte la
Vernice \6. nel Trattenimento V.
8. Una Vernice Rolla affai bella Ci compone nel
modo feguente . Si deve prima tingere il foggetto
con Minio bene macinato , e {temperato con colla;
fec-
( i ) In Spagnolo fi chiama tiejfo Efpejuelo .
Su le Vernici . yt
fecco che f:a , fi deve velare con Lacca di Grana ,
e poi coprire quella con Carmino , (opra il quale
ponendoli la Vernice di Spirito più volte , come li
.egato , lì ottiene un bellillìmo colore; ma per-
ii Carmino fino li vende a caro prezzo , farà
beat laperìo comporre da le , come lì ufa in Fran-
cia ,da dove lì tralmette in Italia. Vedine la mani-
poi :zione nel Trattenimento XX.
9. Una Vernice colorita diafana fi fi così. Per il
Roao lì melcola con la Vernice di Lacca fina , o
Sangue di Drago, o Cocciniglia, o Chermes; il Pao-
nazzo lì fa col Tornafole, (2)0 Campeggio; il Ver-
de li fa con Verderame . o Verde giglio ; la Verni-
ce Turchina fi tà con Indaco , o Guado . Bonanni.
TRATTENIMEMTO X.
Altre Vernici per i lavori di le^no ,
di Tela , e f opra Carte . §. 1.
i.T) Rendete Colla di Pefce , affai bianca , e re-
_L cente , infondetela per 24. ore nelP Acqua,
tenendola ad un fuoco leggiero , e poi la patterete
per un panno lino , colandola così vicina al fuoco;
e;ìa manterà una liquidezza conveniente , onde poi
ribaldandola bene , vi metterete dentro del Cinabro
iottiliilimo , e del Sangue di Drago , applicandola
cosi calda iopra i legni , che vorrete , dopo averli
caricati di più mani di Cernila {temperata con Gora-
ma . Avendoli coloriti due volte , li lafciarete fec-
care,
(2) La Pianta Sermentofa , chiamata in Guarani lei pò Can-
dita dà un bel colore Paonazzo , e 1' altra Icipo pira dà
Rono . Indaco è Anil .
yi Parte I. De Trattenimenti
care , ed effendo tutto fecco , li coprirete colla fe-
guente Vernice •
Scioglierete , e incorporaretè infieme una porzio-
ne d' olio di Spigo , una eguale porzione d' olio
di Trementina di Venezia , e mezza porzione di
Gomma Sandracca , ed effendo calda , ve 1' applica-
nte fopra .
2. In un Matraccio , o in una pignatta invetria-
ta (I pongano quattro oncie di Gomma Arabica chia-
ra , aggiungali una libbra d* acqua comune ben po-
lita , e fi lafcia in irtfufìóne una notte lopra ceneri
calde • dopo fi coli per un panno lino • aggiungali
ad efla come Una noce di Miele bianco , pure cola-
to , e la quantità come mezza noce di Zucchero
candito . Serve per dare ai Tavolini *
Altra . Confervate il liquore > che fi trova fopra
le chiare di Vova ben dibattute con Zucchero can-
dito , ed Acquavite .
Altra . Sì battano chiare di Vova con olio di Tre-
mentina , ed Acquavite a difcrezione . E' bella , e
ferve per Tavolini , &c.
5. Mettete un poco d' oliò etereo di Trementi-
na una parte con la Vernice , ( 1 ) e con ìa Tremen-
tina , e con una fpazzola , o pennello groiìo ftro-
picciate la volta , o tavolato , mefcolando il Ne-
ro , o un' altro colore .
6. Date una mano di colla di farina ai baftoni ,
o canne bene ftroffinate ; dopo prendete colla fciol-
ta di Fiandra con orpimento , con un poco di que-
lla colla a difcrezione darete una mano affai eguale
ai baftoni , ed anche altra feconda fé bifogna . L*
orpimento deve effere roffo * Dopo fé li darà una
ma-
■ *»
( 1 ) Vedi nel Trattenimento IL Mafttce > e Sandracca,
Su le Vernici . 73
mano con Vernice di Trementina , e fpirito di vi-
no: dopo fi (temperi Tornafole fpezzato minuto in
eguali parti d' acqua , e orina ; e con quefto colo-
re lì darà una , o più mani ai baffoni , o canne ,
e agitandoli tra le mani per ogni verfo , refteranno
coloriti : alla fine fi applicata l'opra una mano del-
la Vernice , e fi lafciaranno leccare . E' il metodo
ufato in Inghilterra .
Vernici (opra Tele §. 2.
1. Si ftende un velo bianco ibpra un telaro , e
poi fi unge in ambedue le parti colla Vernice feguen-
te . Pigliali olio di Abezzo , e s' incorpora con ac-
qua di Ragia a freddo maneggiandoli continuamente,
finché diventi come chiara di Vova, sbattendola per
mezz' ora , e poi (ì lafcia ripofare un poco , e (i
decanta in altro vafo . Si {fenda poi con il pennel-
lo grollò fopra il velo in ambedue le parti , e con
un coltello di legno, o d' olio lenza taglio, fi ften-
da egualmente , e fi lafci feccare all' ombra in luo-
go difefo dalla polvere . Seccata che fia fi può di
nuovo ricoprire nel modo ifefìo , e fi avrà il velo
come un Criftallo .
E' Vernice chiarifììma , che fi pone fopra le Im-
magini , non bagnandole immediatamente con effa ,
ma fendendola fopra il Velo , il quale fi adatta co-
me un Vetro , o Criftallo .
2. Si prenda un' oncia di Gomma Copal chiara ,
e fi riduca in polvere fina ; quella in vafo invetria-
to s' incorpori a fuoco lento con due oncie di Tre-
mentina . A quefta compofizione ben fcioha fi ag-
giungano a goccia a goccia tre oncie di fpirito di
Trementina , fi adoperi calda o al Sole , o al fuo-
co fopra il velò > come la precedente; è più bella
della prima, diventali velo come un Criftallo, ma è
fragile, e fé fi piega, fi romperà. 3. Olio
74 Parte 1. De1 Trattenimenti
5. Olio di Lino ftillato per Lambicco un' oncia $
Vernice d' Ambra oncie tre , s' incorpora il tutto
infieme a fuoco foave ; fi cola per pezza , e fi con-
ferva ih vetro chi ufo . Si adopera per coprir con
velo le Immagini , e le Pitture .
4. Maftice , ed olio d' Abezzo, ed a fuoco lento
s' incorporano infieme > Effendo fciolto , s' aggiugne
alla materia Acqua di Ragia in tanta quantità, che
fi poffa adoprare . La pratica infegnarà le dofi. Ser-
ve per lo fteffo , che T antecedente ,
5. Olio di Saffo mezza libbra , Gomma Lacca, e
carbone fottilmente polverizzati , di ciafcuna un* on-
cia , il tutto porrai in un Saggiuolo, agitandolo per
qualche tempo , e poi lo porrai al fole gagliardo
per alcuni giorni , e farà fatta . E' Vernice di bel-
liffimo luftro per dar fopra ogni cofa dipinta.
6. Olio di Noce chiaro Ti fa fciogliere dentro
Maftice cernito , e mentre bolle gettali dentro un
poco d'Allume di Rocca abbruciato , e poi colafi
per panno lino ; e fé vuoi darla fopra i Quadri i
fa che fia alquanto calda , acciò poffa fcorrere il
pennello , e la Vernice riefca eguale * Adoprafi fo*
pra le Pitture in Tela .
7. In una pignattina invetriata poriganfi olio dt
Noce oncie due , e bella Trementina : fcaldifi la ma-
teria , e quando cominciarà a bollire, fi levi la fpu-
ma , e fi ritiri dal fuoco : applicali fubito leggermen-
te fopra la Tela con un pennello .
8. Incerare Tele . Olio di Noce , ovvero di Li-
no libbre cinque , Litargiriod' oro libbre due, Tre-
mentina oncie quattro: quelle cofe fatte bollire tan-
to , che calino il quarto , vi fi tuffa la tela , che fi
vuole incerare ; di poi ftretta, e premuta s' allarga,
e lì fa ftar tirata col mezzo di due pertiche , alle qua*»
li
Su le Vernici . 7j
li quella per il lungo fia attaccata da ogni banda ;
e quando all' ombra fia afeiutta ,e vogliali più den-
fa, tornali di nuovo nella fuddetta miftura a bagnare ,
e nel ibpraddetto modo tirata, ed allargata fi aìciuga .
Nota, Si potrebbe fare la detta inceratura con un
pennello grofTo , pacandolo per ambedue le parti
della tela fteila , e che la compofizione folte mode-
ratamente calda .
9. Altra maniera pili perfetta . Piglia un Pane
fcrolìato , e ponilo nel fondo di una pignatta inte-
ro , poi coprilo di polvere fina di mattone cotto ,
e con un coperchio , o piatto copri ogni cola; in-
di empi la pentola con olio di Noce , o di Lino ,
e lafcialo ftar così per alquanti giorni, e V olio di-
verrà candidiamo ; poi levato , e fatto bollire con
Ja quarta parte d' Aloè Succotrino nel modo Ibprad-
detto , avrai una concia perfettifTima , la quale fen-
za fetore , e diminuir colore , incererà non lo lo Te-
la fottilifiìma , ma ogni Taffetà &c. , e fi potranno
far ombrelle , ed altre cole .
Nella compofizione 7. 8. , e 0. fi poflbno mefeo-
kre quei colori , che piaceranno , macinandoli con
detto olio di Noce , o di Lino, dipingendo prima
l'opra la tela incerata .
Vernici da dar fi /opra Carte. §. 3.
t. Acqua di Ragia cinque oncie , Trementina on-
cie tre , Maflicc una dramma , Spirito di Vino un*
oncia . Si mette il tutto in un faggiuolo , e fi sbat-
te bene un' ora incirca ; indi fi fa bollire a fuoco
lento per mezzo quarto d' ora , e farà fatta a per-
fezione . Tre , o quattro mani di quefta Vernice
lì daranno fopra Carte ftampate , ma conviene che
iì lafci feccare cial'euna mano prima di dar 1' altra.
Avvertenza. Primachè ìì dia la Vernice alla Car-
ta ,
y6 Parte I. be' Ttattenimeìiù
ta , bifogna aver dato alla medefima tre , o quat-
tro mani di colla chiara di Pefce , e procurare, che
non retti colla , che faccia grani . Sembra Talco .
2. Olio di Trementina , e di Spigo un' oncia per
forta , olio di Abezzo mezz' oncia, Maftice un' on-
cia , Sandracca un quarto d' oncia . Il Maftice , e
la Sandracca fi peftano , e fi lavano con acqua te-
pida ; eifendo afciutte all' ombra, fi pongono in un
Saggiuolo di Vetro , e fi uniicono ai detti olj, agi-
tando la miftura fino a tanto , che le materie fiano
bene incorporate . Dopo ciò , o a Bagno Maria , o
a fuoco d' Arena fi fa lentamente bollire , perchè il
tutto refti bene incorporato ; poi fi cola , e fi con-
ferva . Si ufa come la precedente .
3. Spirito di Vino perfetto onde quattro , San-
dracca lavata , e poi fecca fatta in polvere onde lei ,
Maftice onde tre , olio d' Abezzo onde due . Nel
farla fi procede come nella antecedente -.
4. Maftice un' oncia , Cera vergine bianca onde
due : r una , e 1' altra fi fa liquefare in Acquavi-
te snemmata a fuoco lento ; e dopo in luogo cal-
do , o in vicinanza di fiamma , che pofia rifcaldare
la carta , che deve inverniciarfì ; con pennello foa-
ve fi dà la Vernice calda alla carta , preparata ad
un tal fine . Serve per Carte da impannate.
5. Sandracca lavata , afciutta , e pefta onde cin-
que, Gomma Copale chiara onde due, Ambra bian-
ca un' oncia . Ciaf cuna fi polverizzi a parte -, e la
Gomma Copale fi fciolga {eparatamente :• Indi in-
fufe in un boccale di Spirito di Vino rettificato V
Ambra , e la Sandracca , fi pongono al fuoco , e lì
fanno bollire perchè fi fciolgano ; effendo fciolte >
aggiungali la Gomma Copale disfatta , ed a Bagno
Maria il tutto fi. faccia a fuoco lento incorpora-
re
Su le Vernici, 77
re bene ; ciò fatto , fi coli , e fi con fervi . Serve
per dare fopra lavori , ed. ornati di carte intagliate ,
e colorite ..
6. Un Religiofo di S. Francefco foleva comporre
Fiori di carte colorite per ornamento degli Altari ,
le quali rendeva molto luftre con la Vernice feguen-
te chiariilìma .
Si prenda Gomma Arabica disfatta con acqua ,
Sandracca fciolta in Acquavite calda, un poco di
Zucchero candido , e chiara di Vova mefcolata con
la Gomma . 11 tutto deve bene incorporarli , e fi
avrà Vernice aiTai luftra mailime per le carte.
Avvertafi., che alle Vernici per limili Carte deve
precedere o colla di Pefce chiara , o di Amido .
7. Si prenda olio di Noce oncie fei , cera bian-
ca quattro oncie , Refina quattro oncie , Trementi-
na di Venezia oncie due. 11 tutto iì farà bollire in-
iieme per un quarto d' ora , e quando farà tepido
T applicarete con un pennello, fopra le carte , che
hanno da lervire per fineftre , acciocché reftino
trafparenti .
8. Si prenda Pergamena bianca , e fotti le , fac-
ciafi ftare per ventiquattro ore dentro chiare di Vo-
va , e miele bene sbattute infieme ; dopo fi lavi
bene la Pergamena , ed attacchifi alla Fineftra ; ed
effendo fecca , fé gii dà la Vernice chiara .
9. Si prenda Pergamena di Vitello , o di Mon-
tone bene rala , polita , ed affai bianca , inumidi-
fcafi , ftendafi , e fi attacchi fopra il Telajo , e fi
lafci feccarq . Dopo prendafi olio di Noce , o di
Lino una parte , un' altra parter d' acqua chiara ,
ed un poco di vetro bene macinato : pongafi tutto
a bollire a fuoco lento ia un. vafo di vetro : il fuo-
co deve effere d' arena , e la. intonocarete a voftro
pia-
78 Pane I. De* Tvattentmentt
piacere . Sembra roba di vetro, ed anche più chiara.
10. Si prenda Biacca [temperata nell' acqua , ed
eiiendo lecca, s' impafti di nuovo con elio , e con
quella fi darà una mano fopra la carta ; ma perchè
reli'fta meglio all' acqua , e pioggia, e che duri più,
fi aggiungano due mani con l'olio feguente . Si pren-
da una laftra di piombo , alla quale fi faranno in-
torno rialzi , e fi empierà d' oglio di Noce , o di
Lino , e coprendola con un vetro, fi efporrà ai So-
le , e fi farà un' olio graffo . Quefta compofizione
fi adopera (opra la carta incollata , e fopra i lem-
bi dei Vetro , o del Telajo nelle fìnefire , a moti-
vo di non incollarla di nuovo ogni anno.
11. Si iciolga una parte di Pece Renna in tre par-
ti d' olio di Spigo . Prima di applicare quella Ver-
nice alla Carta , iè gli dà una mano di colia forre
aliai chiara , e dopo che fia lecca , fi dà una ma-
no leggera con quefta Vernice .
12. Si aprano parecchi Bachi da Seta , ( 1 ) fi
traggano prontamente dal loro corpo i vafi fetofi, e
fi gettino iubito nelF acqua calda , affinchè non fi
fecchino , e fi fchiaccino quefti vafi per Spremerne
il liquore,e fare, che fi dilati nell'acqua fteila * la
detta foftanza letola vi rimarrà liquida . Dopo una
fufficiente evaporazione dell' acqua , ed avere am-
maffato con tal mezzo una piccola quantità di elio
liquore , fi dia fopra una carta flampata , reiìa
quefta inverniciata con una coperta giallaftra , nu
trafparente per sì fatto modo , che non nasconde i
caratteri al pari del vetro più fino , e che 1' acqua
non può alterare .
Sarebbe quello un fegreto per difendere le carte
d' im-
( 1 ) In Spagnolo Gufanos de Seda .
Su le Vernici, 7<7
d' importanza contro V umidità , la muffa , e le ti-
gnole , che le corrodono, giacché non li conofeono
inietti , che divorino la feta . Bomar. Dizionar, di
Storia Naturale V. Baco da Seta.
TRATTENIMENTO XI.
remici delle più filmate Refine*
i. T A Vernice d' Ambra , o Carabe viene prepa-
M a rata cesi . Quattro onde d' Ambra in un
Crogiuolo , e la squagliarai con un piccol grado di
calore ; quindi la verlarai fopra una laftra di terrò ;
quando l'ara raffreddata , la ridurrai in polvere , ej
aegiu^nerai alla mede fi ma due oncie d' olio rifeccan-
te , vale a dire , d* olio di Teme di Lino ingroffa-
to , od infptiìito col mezzo di farlo bollire col Li-
targirio , ed una Pinta (Boccale) d'olio di Tremen-
tina , e dilcioglierai il tutto inlieme , riducendolo
a Vernice liquida . (2)
Quefta Vernice per lunghiffimo tratto di tempo è
fiata un fegreto grandiiìimo , che era nelle mani di
coloro , che trafficano in cole di quefta fatta : ma
merita d' eiiere pubblicato , come quello , che ci dà
molto lume per perfezionare le Arti dell' invernicia-
re comune , ed alla foggia del Giappone . Altri mo-
di di feiogliere 1' Ambra fi veggono nel Trattenimen-
to III. , ma il lopradetto è il migliore , ed il più
fpedito .
2. Prendi una. Libbra di Spirito di Vino , ed un
poco d' Ambra chiara , la quale per quarantotto ore
almeno la farai, feiogliere nello Spirito iuddetto a ba^
gno
(2) Shaw Lezioni pag. 424..
So Parte I. De* Trattenimenti
gno Maria ; fciolta che fìa , aggiugnerai alla ftellà
un poco di Maftice , ed altrettanta porzione di San-,
dracca , ed altro poco di Trementina * e tornarai
collo fteiio mezzo del bagno di prima a far liquefa-
re ogni cola infieme : fatto lo fcioglimento , fé (i
vuole coprire un' Infetto , fi prende , fi fventrarà ,
e per alcuni giorni fi bagnarà collo fpirito di vino,
nel quale fia fiato difriolto Zucchero candido ; indi
fi copre con quefta Vernice più volte, finché diven-
ga lucido come il vetro , Per quello modo durarà
1' Inietto fenza tarlarfi . ( i )
Vernice di Gomma Lacca.
2. Quefta in tavolette ben nitida , e trafparente
pefiafi grolìamente , e così peftata s' infonde in li-
fciva dolce per tre ore , dopo le quali lì fa nuova
infufione in altra lifciva della medeiìma qualità per
nove ore . Fatte codefte infufioni , fi iava in acqua
chiara , e fi mette all' ombra ad afciugarlì . Dopo
fi riduce in polvere fottiliiiima ., e fi fiaccia.
Ciò fatto fi mette in un faggi uolo di vetro di
collo lungo , e per due terzi almeno di più capace
della materia , aggiugnendovi fpirito di vino tarta-
rizzato in quantità conveniente , e che fopravanzi
quattro dita la Gomma. Dopo (ì farà bollire il tut-
to infieme a fuoco lento , agitandolo di quando in
quando . Difciolta la Gomma , fi cava fuori dal
Saggiuolo una libbra della materia , alla quale fi
aggiugnerà una dramma di Sandracca . Ciò fatto, fi
maneggiarà ben bene la miftura , finché il tutto fia
ottimamente incorporato infieme . Vedi il Tratteni-
mento IL
2. Ver.
( r ) Vedi i Mìfcellane't cur'tofi dell' anno ottavo pubblicati nel
1689. da Giovanni Daniele Gejero .
Su le Vernici . Si
Ver ?j ice di Gomma Copale .
3. Si prendano di quefta Gomma oncic tre fottìi-
mente fpolverizzate , di fpirito di vino oncie dodi-
ci , di fpirito di Trementina oncie fei , d' olio di
Spigo oncie due . Ciò fatto , fi ponga la Gomma
Copale in un Saggi uolo , verfando fopra di eifa le
fei oncie di fpirito di Trementina coir olio di Spi-
go , agitando il tutto infieme , perchè s' incorpori-
no . Dopo li metta la boccia ben chiufa al Sole le
è di Efiate , oppure al fuoco di Arena in un for-
nello fé è d' Inverno , ufando ogni diligenza per-
chè la Copale fi fciolga perfettamente* e ciò fatto,
fi aggiugneranno alla materia oncie dodici di fpirito
di vino ; e di nuovo racchi ufo il faggiuolo ben be-
ne per facilitare l' unione , fi riporrà al fole , o al
fu -co il vetro, ed ivi fi lafciarà finché fia fatta , il
che dovrebbe fra poco tempo fua edere .
/twirtenza . La Gomma Copale deve feioglierfi
a calore piccolo , ed eguale , perchè, fé bollifse, for-
merebbe una colla , la quale non fi feioglierebbe mai
più , cotta che foffe ,
Compiuto alla fine tutto il qui detto , fi cola per
panno lino fino, e fi unifee con altre Gomme , men-
tre da fé non hi gran durezza . Vedi il Tratteni-
mento IT.
4. Un' altra Vernice di Gomma (i compone nel
modo feguente . Spirito di Vino rettificato oncie
quattro , Gomma Copale un quarto , Sandracca un*
ottava d' oncia , Maitice un' ottava d' oncia , An-
timonio un' altra ottava; il tutto fi fpolverizza fot-
tilmente ; dopo codette cofe i\ mettono da per fé
a feiogliere , come di fopra lì è detto , fi unifeono
infieme , agitandole , e maneggiandole nel Saggiuo-
G lo,
82 Parte I. De Trattenimenti
Io , che deve efifere chi ufo ; alla fine fi mettono al
Sole , o al fuoco , perchè prendano corpo , indi li
cola la Vernice , e fi conferva .
Vernice bella di Sandracca .
5. Di quella Gommi un' oncia , d' olio d' Abez-
zo un' oncia , di fpirito di vino oncie fei . 11 tut-
to fi pone in un Saggiuolo, e fi fa lentamente bol-
lire per mezz' ora , e così farà fatta . Tuo fervire
quella Vernice ancora per darla fopra i Quadri , o
al Sole , o in vicinanza del fuoco .
6. Due oncie d' olio di Spigo mefcolinfi con due
terze parti di Sandracca in polvere , e fi fcaldi a
fuoco lento . Quando fi abbia da tifare quelli Ver-
nice , bifogna , che fia un poco calda . Kelille ali'
acqua .
7. In un fhfco fi farà feiogliere al fole mezz' on-
cia di Sandracca in polvere , mefcolata in un' on-
cia d' olio di Spigo . Applicali col pennello ,^e fer-
ve per dare fopra 1' Oro , e 1' Argento .
Altra . Si macina Verde -Gris fopra il porfido con
acqua , nella quale Ila flato in infufione Zafferano
per fette , od otto giorni . Serve per lo Hello , che
la precedente .
8. In un Matraccio di vetro mettafi Sandracca del-
la più bella quattro oncie, Gomma Copale due grof-
iì , il tutto bene ridotto in polvere, aggiungafi olio
di Spigo , e di Trementina , di ciafeheduno un'on-
cia , con mezza libbra di fpirito di vino . Si lafci-
no in infufione , e dopo fi faranno feiogliere a Ba-
gno Maria . Dopo fi cola per panno lino , e fi con-
ferva in bottiglia . Serve per gli Orefici , e per i
Pittori .
TRAT-
Su le fornici. 83
TRATTENIMENTO XII.
Vernici da dar fi [opra i Metalli .
1. T) Enzoino onde tre , Maftice altre tre oncie ,
J3 Sandracca un' oncia , e mezza fi riducano
in polvere fina ciafeuna di quefte Gomme feparata-
mente ; indi i\ prenda Spirito di Vino rettificato ,
ed in elio pongali il Maftice, e quando farà difciol-
to , s' infonda nel liquore la Sandracca col Belzoi-
no , liquefatte che fieno le Gomme refinofe , fi ag-
giugne alla materia un' oncia , e mezza d' elio di
Abezzo, ed Aloè Succotrino in polvere mezza dram-
ma ; dopo fi pone fopra un fuoco foave , finché
vedali reftar tinta la Vernice di colore giallo d'oro.
Ccmparfa una tal tintura, fi leva dal fuoco . Ser-
ve per indorare i Metalli .
2. Spirito di Vino oncie fei , Gomma Lacca on-
cie due , Olio d' Abezzo un' oncia ,- Terebinto un'
oncia , ZafTàrano una dramma . Preparato il tutto ,
Ji fa feiogliere prima la Gomma Lacca nello fpirito
di vino ; dipoi fi aggiungano le altre cofe , e fi fa
tutto bollire a Bagno Maria , finché fia incorpora-
to . Serve per lo fteiTo .
3. Spirito di Vino oncie tre, Guttagamba un' on-
cia , Aloè Epatico un quarto ; fi unificano quefte
Droghe infieme nel modo teftè deferitto . Serve per
lo fteilo .
4. Benzoino , Aloè in polvere , ed un poco di
Zirfarano dilciolto nello fpirito di vino. S' incorpo-
ra tutto infieme a fuoco lento , poi fi cola , e fi
conferva in vetro il liquore .
5 Ambra gialla oncie due , fi fa abbruftolire be-
ne in una padella di rame; abbruftolita lì pone nel-
lo
84 Parte I. De" Trattenimenti
lo fpirito di Trementina per due , o tre giorni in
una Caraffa, o Saggiuolo fopra Arena calda; V Am-
bra deve effere prima ridotta in polvere . Nel tem-
po , che fi lafcia in. infufione , fi ha da fcuotere di
quando in quando , agitandolo tutto bene . Così fi
avrà un liquore di colore d' oro affai bello .
6. Spirito di vino una libbra, Gomma Lacca on-
de quattro , Gu-ttagamba mezz' oncia , Aloè Epa-
tico dramme due . Tutte codette Gomme fi riduco-
no in polvere fottiliflima , e s' infondono in una
boccia di vetro nello fpirito di vino , la quale ben
chiufa sv efponga al fole di eftate , finché le Gom-
me fi fciolgano ; neir inverno fi mette la Caraffa in
una ftuffa calda , agitando la materia quattro , o
cinque volte al giorna . Fatto lo fcioglimento , fi
coli , e fi confervi la materia colata in un' altra
boccia ben chiufa , onde non fvapori . Si dà fopra
T oro di Germania, e fi conferva ottimamente.
7. Gomma Lacca un* oncia , Aloè luccotrino in
polvere dramme due , olio di Trementina oncie ot-
to , Zucchero fino in polvere un* oncia ; s' incor-
pori il tutto infieme , e fi coli per panno lino . E*
limile all' antecedente .
8. Si prenda Gomma Lacca , e fi faccia fcioglie-
re in un vafo collo, fpirito. di vino sflemmato ; in-
di con la dovuta proporzione fi ponga nella materia
Sciolta Curcuma ( 1 ) in poi vere, ed un poco di Zaf-
farano , ed un' 'altro, poco di Sangue di Dra°o fpol-
verizzato ; dopo fi unifca il tutto a fuoco tempe-
rato , e pofto il vafo in quiete , fi lafcino preci-
pitare le feccie , per far poi ufo della Vernice , che
galeggiarà fopra ; oppure per fepararla. da quelle
lì co-
( 1 ) Si chiama anche Terra merita.
Su le Ver ti tei . 85
fi cola , e fi conferva. E' di maggior perfez:one del-
le altre iopra dei^ritte .
9. In Inghilterra , in Francia, ed altrove fi ado-
pera , principalmente negli Orologj a ruota , una
Vernice , che data iopra P arp.ento lo fa parere d*
oro , ed anche Iopra V Ottone là un nobilifiimo co-
lore . La compofìzione di ella è la leguente .
io. Prendi Gomma Lacca oncie due, Carabe gial-
lo oncie due , Guttagamba oncie due , Sangue di
Drago in lagrima grani quaranta (2), Zafferano
mezza dramma , fpirito di vino oncie quattordici .
Tutto ridotto in polvere fi ponga in infuiìone in ve-
tro chi ufo , ed al caldo di fuoco , o di fole fpeffo
maneggiandolo con il vafo , e poi fi coli per fetay
e quando fi vuole adoperare, fi deve fcaldare il la-
voro o di Ottone , o d* Argento , e parerà oro .
Vedi il Trattenimento VI.
11. Si prenda una porzione di Gomma Copale in
polvere , ed un poco d' olio cotto di lino . Quelle
cole ferviranno per farne F ufo, che dopo fi dirà .
Si fcalda una fufficietite quantità di Vernice detta
d' Ambra , quantunque nella fua compofizione non
ve ne entri , come reità fpiegato nel Trattenimen-
to Vii. Num. 3., ed in ella s* infonde la Gomma
Copale (polverizzata , e fi fa Iciogliere a fuoco len-
to : difciolta che fia , fé gli aggiugne Folio cotto,
non molto denfo , per render la Vernice ubbidiente
al pennello , e fi fa cuocere fopra il fuoco.
In vece della Gomma Copale incorporò il P. Bo-
nanni la Gomma d' Ulivo, la quale per efiere omo-
genea coli' olio facilmente s' incorporò con la Ver-
nice d' Ambra, ed ottenne un effetto non diverfo.
Pro-
( 2 ) Venti granì fanno uno Scrupolo , e tre Scrupoli fanne
una Dramma .
86 Parte L De Trattenimenti
Provò ancora di aggiugnere un poco di Spalto ,
e quello noci gì' irnDsdì 1' operazione , la quale fe-
condo 1' elpenenza del detto Padre , principalmen-
te confitte nella Vernice d' Ambra , e le Gomme
aggiunte altro non contribuifeono , che il lulìro , e
la durezza .
Quella Vernice refifte al martello , non che al
fuoco Saldandola .
Si deve qui avvertire , che quel metallo , che fi
vuol coprire colla Vernice , fi ha prima ben da net-
tare , e polire con Pomice afciutta , o bagnata che
iia, di modo che refti luftro ; indi fcaldiiì fopra il
fuoco lento , e fatto tepido le gli dà fopra una ma-
no di Vernice , la quale vuj! elìere più oliofa del-
la feconda mano; con la prima. fi unge leggermen-
te , e ,deve farli ben feccare con il calore del fole ,
o del fuoco lento fopra carboni accefi in un Trepie-
di , od altro limile arnefe ; olfervando , che quefta
prima mano non venga troppo cotta : poco dopo fi
leva dal fuoco , e fé gli dà la feconda mano . Tut-
to quello li ha da pigliare colio ftrumento infegna-
to dal P. Bonanni .
Così inverniciato con la feconda mano , fé gli dà
il nero con il fumo d' una candela nondifego, per-
che è untuofo , ma di Refina , come fono le tor-
cie dette a vento , il di cui calore ajuterà a (ten-
dere , e rendere eguale la Vernice pofta fopra il
metallo , ed anche le dà un nero aliai bello, e mol-
to luftro .
Ciò efeguito , fi pone di nuovo fopra il fuoco, e
fi laida , finche la Vernice fia vicina ad effere cot-
ta : quello fi conofeerà toccandola con un piccolo ba-
roncino di legno in un luogo , che non polla reftar
offefo , il quale fé non verrà fpogliato della Verni-
Su i tct . 87
te , fegno è , che la cottura è perfezionata ; allora
(i leva dal ì : oc 1 , e li laida raffreddar;; da per le.
Un' alt , che li Vernice lia cotta,
e raiiòdata , lì è la diminuzióne , e celiaz.one del
fumo , che 0 li alzava dalla fuperficie del
metallo inverniciato .
Sr, :
Lo Strumento inventato dal P. Bonannt , è com-
porto di tre verghe di t'erro unite in A , come di-
moitra il difegno al Nu-n. I. , le quali verghe fo-
no nella loro eitremità B C U dentate nella parte
interiore a gu.la di lega , o di lima grolla ; e nel-
la p.irte citeriore l O parimente dentate, o perme-
glio d.re , refe al prò con piccole incilìoni , accioc-
inferito un' Anello l O , polla quello fermarli
nel luogo , ove lì vuole ltringere tutto il Triango-
lo delle verghe , le quali coi denti interiori B C D
abbracciano la L.tftra pollavi in coltello , latrando-
la tutta liberamente eipolta al fuoco .
Per non avere poi 1' incomodo di foftenerla in aria
finché fofse cotta la Vernice , lì appende per mezzo
di un uncino congiunto al Triangolo in A . Ma fé
la Lamina del Rame è grande , e quadrata, o bis-
lunga , in vece di Triangolo , lì fervi va il P. Bo-
nanni di quattro Verghe egualmente dilpofte Num. III.,
le quali nello Hello modo li pollono ftringere con
1' anello , acciocché con le loro eftremità dentate
abbraccino , e foftengano il Rame .
Il numero li. è il difegno , ovvero la fituazione
del Rame lopra i carboni , acciocché relli cotta la
Vernice ; la Laftra inverniciata deve edere fomenta-
ta lopra una Graticola ; ma lìccome i traverfi non
lalciano , che il calore del fuoco operi egualmente
in tutte le parti del Rame , così fono migliori , e
più
88 Parte I. DJ Trattenims?iti
più comodi gli Srumenti del Num. I. , e TU.
Tale induftriofo , e comodo finimento ferve anco-
ra per quei Rami , ai quali fi voglia dar la Verni-
ce da intagliare , come appretto fi dirà .
Vernice per intagliate Rami .
i. Diverfe fono le Vernici , che fi danno fopra i
Rami , che fi vogliono incidere , o intagliare ad
Acqua forte . Due di quefte deferì ve Monfieur Bof-
sò , ( i ) P una \\ chiama Dura , e l' altra Tenera .
La Vernice Dura fi compone nel modo feguente:
fi prende Pece Greca oncie cinque ., Ragia di Pino
altre cinque oncie , Olio di Lino crudo oncie quat-
tro , Pece nera oncie una b lego la quantità d' u-
na piccola noce. Preparate tutte quefie cofe, fi ftem-
perano infieme a fuoco lento > finché la mafia acqui-
fti cofifien^a di Miele . Poi fi cola per tela , e lì
conferva ben difefa dalla polvere *
Prima d* adoperare quefta Vernice , fi deve polir
bene il Rame , cominciando con farlo arrotare colla
Pietra fina, che ufano gli Arrotatori di Rafoj ; e
dopo con la Pomice , ma di modo , che non refti-
no fegni , né sfogli nel Rame , il quale fi bruni fee
in apprettò . Polita che fia , fi mette fopra il fuo-
co a fcaldare , in maniera però > che maneggiar \\
polla , perlochè fervirà lo ftrUmento del P. Bonanni .
Indi colla punta di una fpatola di legno fi pone a
poco a poco fopra del medefimo la Vernice , (ten-
dendola alla meglio , che fi può , e battendola po-
feia con la palma della mano, acciochè il Rame re-
di egualmente inverniciato »
Difte-
C i ) Nel fuo Libretto pubblicato in Francefe* e tradotto poi
in Tedefco da Andrea Pehìer j e ftampato in Norimber-
ga neir anno 1652. Una quafi fimile fi riferifee dal P. Co-
ronelli nel Capo ultimo delia Epìtome Cofmografìca .
Su le Vernici . Sg
Diftefa la Vernice , conviene darle il Nero , co-
me (ì è detto fopra Num. g. , o anche col fumo
della Pece Greca avvolta irt carta , adoprando lo
ftru mento di ferro del P. Bohanni , o di quattro a-
nelli appicati a funicelle, od altro , che tornarle più
a comodo . Ciò fatto > fi mette il Rame fopra un
Trepedi , od una Graticola di ferro , fotto cui fie-
no carboni acceiì , onde fi pofsa cuocere la Verni-
ce , la quale allora lo farà i quando appariranno i
fegni indicati nel Num. g.
Vernice tenera. Cera Vergine bianca un' oncia ,
e mezza , Maftice in lagrima ridotto in polvere un*
oncia , Spalto un' oncia , e mezza • 11 Maftice , e
lo Spalto s' infonde a poco a poco nella cera lique-
fatta , e unito il tutto i primachè fi raffreddi , fi
getta in un piatto pieno d' acqua ^ e in ella fé ne
fanno piccoli pafieìli , i quali quando fi vogliono
adoperare fi pongono dentro taffetà a modo di bot-
tone , e quando è caldo il Rame , fi unge con il
detto pattei lo , e con una penna fi rende eguale ,
e poi col fumo di candela fi anrterifce , e fenza al-
tra cottura fi polifce , come la Vernice Dura • Que-
fta fi rifcrifce parimenti dal P. Coronelli nel luogo
fteffo già citato. Tutte due codefte Vernici fono fia-
te dal P. Bonanni più volte efperimentate per ottime .
Sopra effe fi lavora con ago, ovvero bolino , lco-
prendo il Rame con i tratti , o coi delineamenti
dovuti , e ricercati dal difegno , i quali poi diven-
taranno sfondati a dovere mangiati dall' Acqua for-
te , con cui fpeffe Volte fi bagnano *
Altra Vernice Dura per intagliare Rami,
2. Olio cotto onde fei, Pece Greca chiara in pol-
vere onde tre , Olio di A bezzo oncie due . Si fa
fciogliere a fuoco lento la Pece > e fciolta che fia ,
$ó "Paris ' I. De Trattenimenti
sggiungafi Acqua di Ragia oncie tre : fi lafcia la
materia al fuoco per lo ipazio d' una Ave Maria ,
poi fi leva , ed è fitta .
Serve ancora ottimamente per lo fteffo effetto la Ver-
nice} che ufano-i Cor-» mari ( i ) per dorare il Corame
Altra Vernice detta del Callot .
3. Si prenda Olio di Lino del più chiaro onci*
due , Benzoino in lagrima due Groiiì , Cera Vergi
ne la groilezza d' una nocciuolayfi fa bollire il tut
to infino alla confunzione di un terzo , agitandoli
fempre con un baftoncello . Fatta la Vernice , i
confervarà in una pignatta , o bottiglia di vetro
the abbia il collo lungo . Quando fi vorrà adopera
rare quella Vernice , fi deve fcaldar un poco la la
fìra , che fi ha da intagliare, e pigliando della Ver
nice colla punta del dito , fi ftenderà delicatamen
te fopra la laftra , non movendola quanto (ìa poifi
bile . Dopo fi annerirà con fumo di candela , e fu
bito fi porrà fopra carboni accefi, fintantoché la Ver
nice non fumi più , ed allora farà cotta . Sopra (
potrà difegnare quello , che fi vorrà facilmente coi
un Ago . Quella Vernice usò Callot per efeguire fo
pra i fuoi mirabili difegni .
Altra Vernice curiofay e facile per lo fteffo
lavoro ad Acqua forte .
4. Mettete fopra una Laftra di Rame una man(
d' Olio di Lino più eguale , che fi potrà; dopo pò
nete la Laftra fopra un piccolo fuoco , perchè poi
fa foavemente feccarfi -y e quando avrà acquiftata li
confiftenza di Vernice , fi difegnarà con la punta d'
un Ago per feoprire il Rame , e dopo pongafi 1' Ac
qua forte .
Ac-
( r ) Quegli Amili , che lavorano Cuoj per parare le Sran
xe *, tali Cuoj in Spagnolo fi dicono Guadamaciles .
Su le Vernici. pi
Acqua Forte.
V Acqua forte , con cui fi rendono profondi li
tratti dell' ago , fi compone così : Sale Ammonia-
co oncie undici , Verderame oncie otto , li quali
mefcolati fi fanno bollire per mezz' ora in un boc-
cale di fortiillmo Aceto , e raffreddato fi adopera ,
gettandolo continuamente per qualche tempo ibpra
il Rame , fecondo che parerà a chi V adopera.
5. Per intagliare nel Ferro Ci adopera altra Ver-
nice , ed Acqua forte diveria . La Vernice Ci com-
pone con Pece greca oncie tre , Ragia di Pino on-
cie tre , Trementina oncie tre , cofìcchè di tutte
quelle cole fi prendono parti eguali , e s' incorpo-
rano inlkme a fuoco lento , e con eifa calda s' un-
ge il Ferro .,
L' Acqua forte p?r mangiarlo fi fa con Sale Am-
moniaco , Sublimato , e Verderame , e un poco
di Galla . QuelV Acqua pofta fopra la Vernice, ove
fia feoperto il Ferro con ftilo acuto , lo mangia in
dieci , o dodici ore , e lafcia incavati i lavori .
Altra Acqua Forte per il Ferro .
Prendete un buon Agretto' (2) il più forte, che il
tnvarà., Alume in polvere, e un poco di Sale fec-
co in polvere , ponetelo a difeiogiiere nell' Agrefto.
Dopo pongali di queft' acqua fopra il difegno fatto
nel Ferro , fintantoché fia bene intagliato , e feo-
perto : i tratti aperti compariranno bianchi come Ar-
gento fopra il fondo .
La Vernice del Callot , la di cui compofizione fi
troverà nel Num. 3. , è mirabile per dare fopra la
Laftra , che fi ha da dileguare per intagliarla.
Ver*
( 2 ) Il fugo dell' Uva non matura , in Spagnolo Agraz .
Per la compofizione d' altre Acque forti , vedafì il Tom. L
Secrets concernam les Arts , & Meùers Cap. 1.
$ì Parte I. De* Trattenimenti
Vernice , che non fi feiogìie coli1 acqua.
Quefta Vernice è tanto forte , che con effa fi pof-
fono inverniciare i vali di legno , nei quali fi può
porre acqua calda , la quale non guaftarà la Verni-
ce . Si può anche applicare ad altri lavori , ma con-
viene , che la Refina fia bene purificata , e netta ,
e che fi faccia bollire molto tempo .
Prendete Olio di Lino polito , ponetelo in una
pignatta inverniciata , cioè di Majolica , che collo-
cante fopra un Fornello pieno di fuoco ; con quell*
Olio mefcolarete come una -quarta parte della R efi-
na ; facciafi difeiogliere il tutto ben bene a fuoco
lento; V olio al principio fi alzarà in fpuma ; ma
continuili a farlo bollire -, perchè la fpuma fi con-
iumarà . Si continui il fuoco fintantoché prendendo
con un baftonceilo un poco di q-ueft* Olio , fi ve-
da feorrere nella maniera di un Elo , come le Ver-
nici . Se foffe troppo chiaro aggiungafi della Refi-
na , e fi feguiti il fuoco , affinchè bollano in freme .
Fatto ciò , inverniciarete i lavori -, e li farete lec-
care al loie , perchè fenza quello non fi feccarebbe
così facilmente .
Vernice ottima di M. Ward Ingìefe.
7. Sandracca otto oncie , fi lava nello Spirito di
Vino , e fi mette a feiogliere in due Libbre dello
fteflò Spirito , infiefne con una di Maftice in lagri-
ma, e quanto la grolTezza di una nocciuola di Gom-
ma Elemi . Facciafi feiogliere il tutto fecondo V ar-
te ; e dopo alla medefima fi aggiunga quanto è grof-
fa una noce di Canfora , infieme con un* oncia d'
oglio di Trementina . Quefta Vernice effondo poli-
ta fi aflòmiglia al marmo .
Vernice Fr ance fé .
Prendete una libbra di Spirito di Vino rettificato,
due
Su le Verme t . 93
due onde d: Gommai Lacca in polvere , e due on-
de di Sandracca ; meiìo il tutto in un Matraccio,
fatelo iciogliere a Bagno Maria, , e colate la diilo-
luzione per panno lino. Con quella Vernice fi tem-
pra ogni lbrta di colori ; ma prima di adoperarla ,
deve il legno eiìere coperto d' una mano della Ver-
nice feguente .
Mettete per incorporarla fopra il fuoco otto on-
de d' olio di Spigo, inlìeme con cinque oncie di San-
dracca in polvere ; quando- il tutto larà ben mefeo-
lato , li applica caldo al lavoro , e fecca codetta pri-
ma mano y fi pongono i colori luddetti .
TRATTEMIMENTO XIIL
Della, Vernice Chiefe .
DI tutte le differenti fpecie di Vernici colorite ,
la vera Vernice della China è fenza contratto
la più bella , e la pi il- ftimata . Ha una durezza ,
uno lpendore, ed un luftro ammirabile . Di quetta
Vernice fono intonacate le vaghe opere , che vengo-
no nell' Europa, ed in altri Paefi, dalla China.
Quetta Vernice non è una compofizione , ne un
fecreto particolare , come fu. da molti creduto , ma
è una Refina , che fcola da. un' Albero ad un di-
prello come la Trementina. .. Con. la fuddetta Ver-
nice i Chinefi fogliono coprire non folamente Scri-
gni , Baulli , Tavolini , e firoili: mobili , ma le mu-
ra flette delle Camere , i Soffitti ,. e Pavimenti , i
quali comunemente fogliono fabbricare di Tavole ,
onde rifplendonocon grande nobiltà , e vaghezza
per i varj colori , ed, ornameAtii & oro , con i qua-
li fono abbelliti ..'
U
£4 Parte L De' Trattenimenti
II P. Martino Martini ( i ) parlò della Vernice
Chinefe , e fcrive , che nella quarta Città chiamata
"Nancheu della decima Provincia nominata Chechiang
lì raccoglie quantità di quella Gomma , o Refina ,
che dicono Cie , la quale ftilla dagli Alberi , limi-
le alla lagrima del Terebinto : Quefta fi raccoglie
nella ftagione d' Eftate , e fi purga dai Chinefi , i
quali la mefcolano con qualfivoglia colore. Il più (li-
mato è il Giallo tendente all' oro ; in fecondo luo-
go fanno molta ftima del Nero . Prima che iia kc-
ca tramanda efalazione nociva , per cui quelli , i
quali non fono afluefatti ad adoperarla diventano
pallidi , e gonfi ; ma per tal male è facile il rime-
dio . Le cofe tinte con tale Vernice fi feccano con
lunghezza di tempo , ed in luogo piuttofto umido,
che freddo .
Si è accennato con la Relazione del P. Martini ,
effere la Vernice Chinefe una forta di Bitume fimile
alla Trementina , che flilla dagli Alberi . Qual fia
detto Albero , che lo produce , non fi nomina . Il
detto Bitume fi chiama col nome di Ci , che ftilla
dagli Alberi per incifione fatta nella fcorza . Quffto
umore raccolto fi conferva per lo (pazio di venti ,
e più anni , fé fia ben cufiodito , e chiufo in va-
fo , onde il vento non lo faccia feccare , o impu-
tridire .
Prima di adoperare il detto Bittume Ci è necefia-
rio prepararlo , e lo fanno cosi . Si prende il Chia-
ram crudo 3 e con tale parola. Por tughefe s' intende
la
(i) Athlas Sin. Libro ftamparo nelll' anno t <5 5 S • pag- 115.
P. Kircher Cina illujlrata Part. V. Cap. I. pag. 1 20. pref-
fo il P. Filippo Bonanni Trattato [opra la Verme e Chinefe
Capo I. Alberti Dizion. del Cittadino &c. Voc. Lacca.
Su le Vernici . 95
la Vernice , tale quale flilla dall' Albero onde fef-
fanta con altrettanta d' acqua , ed in vaio di legno
pei lo loaz'o di un giorno intiero al Sole d'Elbte,
o fvr due in tempo d' Inverno, fi meko'i con fpa-
tola di legno ; e dopo lì conferva in vaio di i or-
ni coperto con vefeica, e quello in Lingua Por-
togliele lì chiama Chiaràna corto .
Conviene in fecondo luogo preparare deli' olio ,
detto di Girgili , fpremuto da un Seme , come in
Hurop.i lì cava 1' olio dal Sem* di Lino , e nella
China lì mangia , non e (Tendo ivi quello d' U.ivo.
(1) Il detto olio fi cuoce in modo , che diventa
alquanto giallo , e denfo. Quando poi ù vu' le ado-
perare , e comporre la Vernice, (ì prendono 6d. on-
de di Chiarana , cioè Ci cotto , come lì è detto ,
70. Dramme d' olio di Girgili , e fi mefcolano al
Sole in vaio di legno ; e fé fi vuole la Vernice ne-
ra , vi fi aggiungono alcune Dramme di Vitiiolo
disfatto neli' acqui , e poi f\ adopera .
Qui è da avvertirli , che il detto Vafo di legno
fuóle effere cinque , o fei palmi lungo , e due lar-
go , perchè polla bene sbatterli, e rivoltarli in su,
e in giù con la fpatola il fopradetto Bitume.
Prima di porre detta Vernice fopra il legno (o-
gliono li Chinefi, ma non fempre , fargli un letto ,
o imprimitura , come colìumano li Pittori prima di
dipingere, con il modo feguente .
Prendono Sangue di Porco , e lo mefco'.ano con
Calce viva in polvere , e con quella millura copro-
no il legno , come fi ià da noi con Gellò , e col-
la ; poi con Pietra Pomice , o fimile fi lifcia , lec-
cata,
(a) Detto Seme fi trova anche nella Sicilia , e fi chiama
Giurginlena , ed ivi fi mangia condito col miele . P. Bonanni »
o 5 Farte I. De* Trattenimenti
cata , che fia . Nei legni però , fopra i quali non
è neceffaria tale imprimitura , o letto , fogliono in
primo luogo coprirli con 1* olio cotto fuddetto , e
quando è fecco allora pongono la Vernice . Nelle
fuprrficie piane , ed ampie , come fono Schifi , Ta-
volini , e limili fogliono incollare una carta bene
adattata , e lifcia , e poi bene fpianata con Dente,
Ja coprano con la Vernice, la quale retta lifcia , ed
eguale , ftrofinandola iolamente quando è ben fecca
con un panno lino .
Quando la Vernice è feccata , fogliono li Chineft
riportarvi lavori , ed ornamenti di fiori , ed arabe-
fchi d' Oro , e di Argento , e fectati , che fono li
ricoprono con un velo leggero della Vernice chiara,
onde reftano difelì dalla polvere , e dall' umidità ,
dimodoché fé vi cade olio , graffo , od altro , fi
poflòno lavare , e polire con panno bagnato neli*
acqua . La medefima Vernice fi adopera nel Regno
del Tunkino , e nella vafta Ifola del Giapone.
Il F, Bonanni fece la prova di ftemperar varj co-
lori con la fopradetta Vernice non nera , e trovò ,
che con tutti egualmente bene s' incorporava , non
meno che li faccia con gli olj di Lino , e di No-
ce , o crudi , o cotti .
Quefta Vernice , non che quella del Giapone ,
quando è feccata refia dura , ed inalterabile , né fi
rifente all' umido , od al caldo , né a qua! fi voglia
fpinto folvente . Refta fopra il legna , pietra , o
metallo tenacemente attaccata , onde non fi può
fcroftare , fé non a forza di ferro , e di fuoco , ed
ha un bel iuftro .
Per compiere a dovere quello punto della Verni-
ce Chinefe , metterò qui le regole , e prefcrizioni ,
che vennero fpedite dai Miffionarj Gefuiti della Chi-
na
Su le Ver mei . 103
TRATTENIMENTO XV.
Compofizioni di fornici alla Chinefe .
ERa venuto a Roma un P. Eremitano dell' Or-
dine di S. Agollino , chiam.no il P. Eullachio
famart .* queflo componeva una Vernice , la quale,
(ebbene non era Chinefe, era però (limata tale, e mol-
to piaceva , mentre in ella fi vedeva un' apparen-
za limile alla Chinefe . Volle il P. Kircher pubbli-
carla a benefizio comune , giacché dal detto P. Ja-
mart Tuo Amico , primachè monile , gli era (lata
infegnata , ed è la feguente •
1. Si prende la Gomma Lacca ben purgata, e po-
lla in un vaio di vetro li copre con ottimo fpirito
di vino in modo , che fopravanzi quattro dita , e
al caldo del Sole , ovvero a fuoco temperato fi fa
liquefare per tré , o quattro giorni, sbattendo il va-
fo di quando in quando; e liquefatta che fia la Gom-
ma , lì coia per panno lino , e di nuovo fi efpone
al caldo . Palfato un giorno incirca fi ottiene la Ver-
nice , e fi adopera quella più chiara , che galleg-
gia , (tendendola col pennello fopra i legni prima
coloriti , lakiando feccare la prima mano , avanti-
chè Ci dia la feconda , e la terza &c.
Dopo pubblicata quella notizia Ci fono induftriati
gì' ingegni nello fpazio di un mezzo Secolo in tut-
te le
( 1 ) Tanto ne dice un Autore Iuglefe , fulla di cui autori-
tà io defidero , dice Chambers , che quefto Articolo poffa
fuffìftere con fondamento • Efraimo Chambers Dizionari»
Univerfale delle Arti , e delle Scienze , Artic. Verniciare .
D. Rulh Tom. I.
Parker ne darà inanizioni molto più ampie , e migliori : Ci
vegga il di lui Trattato OfJapannif . Foglio , Oxford, i<583.
104 Parte I. De* Trattenimenti
te le parti di Europa , per accrefcer pregio alla fo-
pradetta Vernice , ed inventare diverfe combinazioni
di Gomme , Retine ^ liquori , e Bitumi , come fan-
no palele le Vernici chiare fatte col'o fpirito di vi-
no , e quelle fatte coli' oliò, le quali potranno leg-
gerli ne' fuoi rifpettivi Trattenimenti . Ora fé ne de-
priveranno altre vantate per Vernici Chinefi.
2. Prendi Trementina > e lavala cinque Volte in
acqua tepida , e parti due di Sandracca -. Quando
quella pofta fopra fuoco comincia a fumare poni la
Trementina , con aggiugnervi un poco d' olio di
Spigo . Levala poi dal fuoco , e gittavi Una parte
d' Acquavite , e tré parti d' Acqua di Ragia , ed
avrai ottima Vernice, che fi fecca in fei giorni, (i)
3. Si prendono due oncie di Cera di Spagna pol-
verizzata > e ftacciata , fi mettono in un Matraccio
con quattro oncie d' olio di Trementina , e fi dà
un fuoco dolce , affinchè tutto fi liquefacela . Se la
Cera è Roifa , non bifogna aggiugnere , che T olio ;
e fé è Nera , bilogna mefcolarvi un poco di Nero.
Quefta Vernice ferve per la prima mano » Indi fi
prendono due oncie di Aloè , ed altrettanto di Ca-
rabe , e fi liquefa il tutto in un vafo di terra ver-
niciato in dodici oncie d' olio di Lino , fintantoché
il mefcuglio fia unito , ed incorporato .
4. Gomma Copale ridotta in polvere fottiliffima
parti due ; Vernice d' Ambra parte una: fi fa (cai*
dare la Vernice d* Ambra , perchè dicono , che ha
facoltà di feiogliere la Gomma Copale , in un pi-
gnattino nuovo invetriato , ed a poco a poco s' in-
fonde in effa la Copale polverizzata , meicolandola
incef-
( 1 ) P. Adalbcrtus Tilkouski e Soc. Jefu > Pbyfic. curio/, pag.
11 e. Vernice Tur chef e a .
Su le Pernici . 101
Ufano però maggiore diligenza nella fuperficie più
^foolta alla villa , ed in alcune cole più pregiate ,
come Bauletti , Studioli , e limili , dando alla Ver-
nice un polimento eguale, per ottenere il quale ope-
rano nel modo leguente . Secca che fia la prima ma-
no , e la feconda , o terza tintura , prendono una
pietra d' arrotare , e polvere fìniiìima di terra cot-
ta , e con ella lifciano bene la Vernice in modo, che
retti molto eguale^ e ciò tatto la coprono un' altra
volta , e leccata di nuovo la spianano ; finalmente
fi ricopre con Vernice più liquida , tifando delicatez-
za , che perciò ulano un pennello largo , come una
mano a modo di fcopettino, comporto di Capelli di
un Bambino di otto , o dieci anni . ( i )
Con quella Vernice li Giappone!! tingono Tavo-
le , Calìe , Bauli , Sciable , ed altro ; d' ordinario
lì vedono ornati gli Scrigni con fogliami , tra i qua-
li iogliono incaflrare alcuni fragmenti di colon can-
gianti , che fono tragmenti di un gufcio di Conchi-
glia molto fottile , e tenera . ( 2 )
La Vernice alla maniera del Giappone , in Ingle-
fe (ì dice Japannig i' Arte di vernicare , o tirar
figure in lui legno , nella fteiìa guifa , che fanno
gli Operaj , che Tono nativi del Giappone .
La maniera di verniciare in legno , che d* ordi-
nario fi pratica dagli Inglefi , dicefi effere quella .
Prendono una Foglietta ,0 una Pinta , cioè un Boc-
cale di Spirito di Vino bene fpogliato della fu»
fiem-
( r ) P. Boriarmi luogo citato cap. 7. e 8. ( 2 ) Lo fletto nel
cap. 7. dice , che non sa il nome di tale Conchìglia , ma
che fi poffono aver quafi fimili da certa Conchiglia bival-
va nalcente nel Mare di Trapani in Sicilia , ove fi chia-
ma Sartatitello . Di fimili Conchiglie ne fono affai nel P*~
raguaj , e nel Brafiie .
102 Parìe I. De* Trattenimenti
flemma , e quattro oncia di Gómma Lacca , la
quale bilogna rompere con bafloni , e Calcmaccj,ed
infrangerla groilamente in un mortajo , eia mettono
ad ammollare in acqua di forgente legata in un
Tacchettò di panno lino groiìolano infieme Con un
poco di Sapone di Cartiglia per lo fpazio di do-
dici ore .
Ciò fatto ne fregano vìa tutta la Tinta , e vi
aggiungono un poco di Allume , e lo ripongono in
dii'parte > poi vi aggiungono altrettanto di Maftice ,
e di Ambra bianca , diftillati in un Matraccio con
Spirito di Vino, mediante una digeltionedi due gior-
ni , rimefcolandola fpeffo y affinchè ella n-n fi at-
tacchi al vetro • indi la colano fuori , fpremendola
in altro vaio .
Ciò fatto prendono il legno , che vogliono in-
verniciare, e lo coprono con un letto di quarta Ver-
nice , finché egli ne reili fufficientemente inzuppato;
indi prendono alquanto del colore , che le Figure
devono avere, lo incorporano con fette vòlte altret-
tanta Vernice, e lo applicano con un pennello, paf-
fando foprà ciafcùna parte tré divede volte, ciascu-
na un quarto d' ora dopo 1' altra; due ore dopo lo
polifcono , e luftrano con un peitello , o con Can-
ne Olandefi .
Quanto ai Colori adoperati in queft' Arte per
un bel Rollo prendono Vermiglio di Spagna con una
quarta parte di Lacca Veneziana . Il Nero lo fan-
no d' Avorio calcinato fra due Crogiuoli . Per Tur-
chino adoprano P Oltramarino , e folo due volte
tanta Vernice, quanto v' è di colore. Gì' altri fi ap-
plicano, come fi è indicato di fopra, eccetto il Ver-
de , che è difficile da fare bello , e vivace , e che
per ciò fi ufa di rado . ( i )
TRAT-
Su le Vernici . fg
La Vernice , che i Chinefì chiamano Nientlì , è
la più pura ., e la più bella : è Nera , e rariflìma :
E quando vogliono fare la loro bella Vernice Ne-
ra , fanno {Vaporare al Sole per la metà incirca la
Vernice dai medefimi nominata Dien-tri , e vi ag-
giungono lei grotti di Fiele di Porco per ogni Lib-
bra di Vernice . (4)
TRATTENIMENTO XIV.
Vernice ufata nel Giappone .
IGiapponefi la chiamano Uruxi , e fi raccoglie da
una Ipecie d' Albero nel fine di Settembre nella
maniera Seguente . Incidono la corteccia dell' Albe-
ro dalla cima (ino al piede del tronco con fpeffi ta-
gli non profondi , e fanno cadere il liquore in vaiò
di porcellana , e poi lo coprono con carta bagnata
con olio . Quel liquore non è nero , ma di colore
piurtoiìo tendente al bianco ; e quando fi raccoglie,
ni uno Io tocca , perchè toccato cagiona prurito nel-
la carne , e fa iòllevare bolle molto dolcrofe.
Quando lì vuole adoprare la iuddetta Vernice, con-
viene prima prepararla , e difporla , il che lì fa nel
modo leguenre . Si cola per panno di lino due vol-
te , avvertendo Tempre di non toccarla , ma fi pre-
me con due tavolette , acciochè patti per la tela, e
poi fi ftende col pennello , ove fi vuole , e fi iafeia
leccare . Quando Ila leccata, fi copre la feconda vol-
ta , ma prima fi deve ri pattare alcune volte per pan-
no lino , ponendo nel panno un poco di leta , o
bom-
(4) D'izìcm. delle Arti , e dei Meflieri nella Voce Inverni'
datore .
ioo Parte I. De Trattenimenti
bombace in fiocco , e fi adopera . Si copre poi la;
terza volta , operando nel modo fegurnte , cioè fi
torna a colar due volte , ed in tre parti di e(Ta Ver-
nice s' infonde una parte d' acqua % e pofta in va-
fo vicino al fuoco fi maneggia con cucchiaro, fin-
tantoché con r acqua refti bene incorporata la Ver-
nice , la quale maneggiata al caldo per un giorno
intiero diventa di color nero, ed è perfetta; e poi
s' incorpora, con un' olio detto di Giugiulea,il qua-
le pare , che fia lo fteflò, che quello adoperato nel-
la China , o P olio di Legno chiamato dai Porto-
ghefi Aceile de Pao .
Il modo di adoperare la fuddetta Vernice è il le-
guente . Deve il legno , od altra cofa , ibpra cui fi
vuole Rendere la Vernice , edere molto lifeio , ed
eguale , e quando la fuperficie delle cofe è piana y
fbgliono porre lopra elle tele di lino lottili tutte
bagnate di Vernice nella parte -, che deve riguarda-
re il legno , a cui per la. Vernice reftano unite, co-
me reftarebbero con altra colla ; in luogo di Tela
può metterli carta attaccata con la fteììa Vernice .
Pofta la detta Tela fi ripone il lavoro in un caco-
ne , od armario , ove non poffa penetrar la polve-
re , ed ivi fi lafcia ben leccare ; poi li torna a co-
prire la fuperficie della Tela più volte , dando tem-
po da una volta all' altra , acciochè ciaicuna polla
bene indurirli ..
Compito il lavoro della Vernice , lavorano lopra
la medefìma Arabelchi , e Fogliami ti' oro , e colo-
ri ftemperati collo Hello liquore , lalciando nei la-
vori groffi , come lono Calle , Armarj , e Umili la
Vernice nel modo , che lafcia il pennello , cioè non
totalmente Ipianata , particolarmente, nelle parti me-
no apparenti .
Ufi-
Su U Vernici* 97
na al Gran Duca di Tolcana Cofmo III. con qual-
che conlìderabile quantità del lopradetto Chiaràm ,
e dell' olio non uniti, ma Separati in diverfi vafi.
Prenderai i'ellanta oncie di Vernice cruda , e d'
acqua comune la quantità medefima ; le andarai me-
scolando bene , ed a dovere inlìeme , fintantoché l'
acqua non comparifca più ; quindi porrai quefta mal-
ia in un vaio di legno della lunghezza di cinque in
fei palmi , e largo quafi due , o tre palmi ; lo an-
darai melcolando inlieme con una fpatola di legno
per tutta una intiera giornata al l'ole V Eftate , e per
due intiere giornate 1' Inverno , e dopo la conier-
varai entro un vaio di terra cotta , coperto con ve-
fcica . L' acqua non fi fepara giammai di nuovo .
Quefta fi nomina la Vernice del Sole .
L* olio di quel Legno , che viene detto dai Por-
toglieli Azeile di Pao (1), viene procurato come in
apprelìo .
Prenderai venti oncie di queir olio , che i Por-
toglieli chiamano Olio di legno ^ e dieci dramme d'
olio del frutto; farai bollire inlìeme per picciol trat-
to di tempo quelli olj , e 1' olio comparirà di co-
lore giallo ; allora lalciarai , che lì raffreddi , e vi
aggi ugnerai cinque dramme di Calce viva polveriz-
zata .
Per far il primo fondo detto Camifetta , prende-
rai di Sangue di Porco , e di Calce viva ridotti in
polvere una quantità eguale per cadauna di quelle fo-
ftanze ; Spanderai quella mefcolanza fopra il legno,
e quando quefta farà alciutta , 1' andarai eguaglian-
do 5 e lifciando con Pietra Pomice ,
H . Per
( 1 ) Oleum l'igni , in Spagnolo A-zeyte de Palo ; pare che in
quefta prefcrizione non entri 1' olio di Girgìli .
g% Parts I. Ds' Trattenimenti
Per far la Vernice Nera , prenderai della Vernice
preparata al fole fettanta onde; di Allume duro ne-
ro , che viene fuppofto una fpecie di Verderame,
( i ) fciolto in piccioliilìma porzione , d' acqua tre
dramme , e fettanta dramme d' olio di Lampana ,
detto dai Portoghefì Azeile de Candea (2). Tutte
quefte foftanze fi dovranno mefcolare infieme in un,
vafo di legno , ponendovi 1' olio di lucerna in due
volte , e dimenando il tutto ben bene con una Spa-
tola di legno .
La Vernice colore di Pece fi fa neL modo fe-
guente . Prenderai oglio crudo di legno detto di
Pao quaranta dramme , deli' olio crudo di Lampa-
na detto di Candea quaranta dramme ; li melcolarai
infieme al fole in un vafo di legno nella guifa'me-
defima , che nella prima preicrizicne viene ordina-
to , che facciali la Vernice comune > e F acqua.
Per fare la vernice Rolla, prenderai dieci dramme
di Cinabro , venti dramme di Vernice preparata, ed
una picciola porzione d' olio di lucerna , mefcolan-
do il tutto infieme a dovere .
Per far la Vernice Gialla , prenderai del colore
giallo dieci dramme , di Vernice preparata trenta
dramme , una piccola porzione d' olio di Lucerna ,
e melcolarai a dovere il tutto .
Finalmente per far una Vernice di color di Mu-
fchio , prenderai della Vernice Roffa dieci dramme ,
e della Vernice Nera quattro, dramme y mefcolarai
il tuttto ben bene . ( 3 )
£a
( r ) Pare cattiva traduzione , e deve intenderti Vttr'flo ; in
Spagnolo Caparro/a . ( 2 ) In Spagnolo Azcyte de Cande-
la , e Azsyte de Lampara . Vedi nei Trattenimento IV.
Viver fi fece anti , e Olio di Legno .{'$.) Tran/. Fihfofi.
Num. 251.
Su le Vernici . ni
avrà bollito per lo fpazio di quattro, o cinque ore,
lì cola per tela di leta , o di lìamigna , e li met-
terà dentro una bottiglia di vetro , la quale fi farà
prima Scaldare , perchè non ere dì .
Ufo . Si {temperi in un vaio di Porcellana , o in-
vidiato Cinabro macinalo rino , e bene preparato
con tanta Vernice , qu:mra lìa necelìana per forma-
re una malia di colore , la quale non fia ne multo
chiara , ne molto denia : dopo fcaldato un poco
quitto colore , quando cominciarà a sfumare , li le-
vi dal ìuolo ; di poi avendo tatto fcaldar un poco
il legno , gli darai una mano , o letto , che li la-
feiarà leccare all' ombra per uno , o due giorni .
Quando 13 rà. feccata quella prima mano , vi lì dà
la iecor.da , fenza icaldare il legno , e fi lafcia lec-
care come la prima ; dopo fi continuarà a dare al-
tre mani, fintantoché il legno fia bene coperto. Già
leccata 1' ultima mano , fi luftra , e polifce con la
Pietra fornice in polvere , ed olio di oliva ; dopo
li alciuga il legno con una pezza di lino , o di Ca-
mozza ; per dargli il luftro fi farà fcaldare un po-
chette delia Vernice , e mentre fuma fi leva dal
fuoco , e con un pennello lì applica foavemente l'o-
pra il lavoro, un tantino caldo . Quando farà lec-
ca , e dura , vi fi dà l" ultimo luftro con T olio
d' uliva , e- polvere di Tripoli finiifima , paflando-
vi iopra una pezza di camozza .
Nota . In luogo di Cinabro, fi può porre Nero ,
o qualche altro colore eoa la Vernice .
Vernice Chineje pex In Miniatura .
15. Si ponga in un Matraccio Ambra bianca un'
oncia , Canfora una dramma , il tutto in polvere ,
aggiunganfi cinque oncie di Spirito di vino , e lì
efponga al fole cocente per quindici giorni , sbatten-
do
ii2 Parte I. De* Trattenimenti
do le materie due , o tre volte al giorno ; dopo fi
farà fciogliere bene fopra cenere calda per lo fpazio
d' un' ora ; ciò fatto fi cola per panno lino , e fi
conferva in un fiafchetto di vetro .
avvertimento appartenente alla Vernice
fcritta nel Num. 4.
\6. Prima di adoperarla fi deve preparare il fon-
do , fopra cui fi vorrà ftendere la Vernice . Si lap-
pone , che debba effere legno , e di qualunque fpe-
cie {ara buono , benché il legno che ha meno ve-
ne , e pori farà migliore ; e dovrà eflere molto
lifcio , e bene fpianato col ferro , e con Pomice.
Defiderandofi , che la Vernice fortifca alfai Nera ,
ed abbia fondo di colore cupo , come il veluto fo-
lito a vederfi nei lavori Chinefi , fi può tingere il
legno con Nero di fumo ftemperato con colla ; ma
migliore farà la tintura degli Ebanifti di fopra accen-
nata nel Trattenimento Vili.
Si fonderà dunque con il pennello fopra il legno
con la maggior eguaglianza potàbile , e fottile ; e
fé farà tempo di eftate fi porrà a feccare al fole , e
fé farà troppo caldo , onde i legni poffano torcerfi,
o fpaccarfi , baftarà porli aiP aria aperta calda , ac-
ciochè fi fecchi la Vernice ; avvertendo però , che
non vi fi attacchi polvere; che perciò tal volta rie-
fce bene il porli al fole dietro una invetriata di
qualche fineftra ,
Fornello ,
Se poi farà tempo d' Inverno, fi porranno in una
Stuffa di caldo moderato , od in qualche Fornello,
il quale fi può fare in diverfi modi : poiché in al-
cuni fi può porre il carbone accefo in qualche vafo
di Rame , e chiuderli in modo , che vi fiano alcu-
rù forami, acciocché il vapore dello fteflo fuoco non
lo
Sti le Vernici . 109
feparatamente 1' una. , e F altra ; e ridotte in pol-
vere fi pongono nello fpirito di vino a feiogliere a
Bagno Mariane colata la materia per panno lino lot-
tile fi conferva al biiogno .
11. Sandracca oncie lette , e mezza , Canfora tre
quarti d' oncia, Gomma Copale oncie quattro, Gom-
ma Anime un' oncia , Ipirito di vino sfiemmato on-
cie felìanta , olio bianco di Trementina oncie due ,
Terebinto un' oncia . Preparate tutte quelle cole, lì
pone lo fpirito di vino in una fi alca di vetro , ed
in elio iniondelì U Sandracca , prima lavata , e fec-
cata all' ombra , e ridotta in fòttiliiTìma polvere .
Fatta F infulìone fi ottura il vetro con io vero , o
carta pecora bagnata , affinchè agitando fpeflò la ma-
teria , non efali , e. non venga fuori .
Apprelìo la Sandracca fi deve infondere il Tere-
binto , feioìto prima in un pignattino fopra ceneri
calde ; indi 1' olio bianco di Trementina , chiuden-
do di nuovo il vetro , ed agitando la materia , af-
finchè nello fpirito di vino fi fciolga il tutto perfetta-
mente. Ciò fatto, lì mettono per ultimo F una do-
po F altra le Gomme , e le Refine , chiudendo al-
tra volta il vetro , e continuando ad agitar la ma-
teria , finché le polveri non fi vedano più in gru-
mi raccolte . Dopo fi pone o al Sole , o al fuoco
d' Arena il Vetro , perchè meglio fi digerivano le
foftanze , e tra di loro s' incorporino ; locchè fat-
to , fi cola la Vernice per panno lino , e li con-
ferva difefa dalla polvere .
12. Si mettano in un Matraccio di Vetro Carabe
bianco , e Gomma Copale lucida un' oncia per for-
ta , Maftice in lagrima, due groffi , e- Sandracca bel-
la quattro groffi , il tutto ridotto in polvere ; ag-
giungati olio di Trementina un' oncia; chiudali con
fove-
no Parte L De9 Trattenimenti
fGvero , e vefcica bene ligata ; fi ponga la materia
a fciogliere l'opra arena a fuoco foave per lo fpazio
di due ore . Fatta P infufione , fi laici raffreddare
il Matraccio , e Cubito a poco a poco fi verfi den-
tro oncie fei di fpirito di vino . Chiudali di nuo-
vo , e fi ponga nel bagno Maria , o di arena per
altre due ore . Dopo di queir a feconda infufione tut-
te le Gomme faranno liquefatte , e fi cola il liquo-
re per pezza di lino^ fi conferva in una bottiglia.
13. Si riducano in polvere Maftice in lagrima ,
Sandracca r e Gomma Lacca , di ciafcuna cofa un'
oncia ; mettanfi quelle polveri in una bottiglia di
vetro ; aggiungane quattro oncie , e mezza di fpi-
rito di vino ; chiudafi la bottiglia , ed efpongafi al
fole. (\ quella Vernice fi unifce Vermiglio ^Cinabro,
Turchino , Nero , o qualche altro colore , fecondo
quello , che fi vuole efeguire nei diverfi lavori . Si
danno molte mani , che fi lafciano feccare P una
dopo P altra .
14. Sandracca , Maftice in lagrima , di ciafchedu-
na un' oncia , Gomma Lacca bene purgata due on-
cie , fpirito di vino una libbra , e mezza . Si pon-
ga tutto in un Matraccio , il quale abbia (ufficien-
te capacità , e mettafi fopra fuoco di arena , o di
ceneri calde ; ma qu Ito fi faccia in modo, che ab-
bia P altezza di quattro dita , talmentechè il fen-
do del Matraccio non tocchi P infocato finimento
di ferro , o altro vafo efpoito alla prova del fuo-
co , nel quale fi farà pofta P arena , o la cenere .
Quefto vaio 11 ponga fopra carboni accefi , e nel
principio fi dà fuoco efficace , ma fubitochè lo fpi-
rito di vino cominciata a bollire un tantino , fi le-
va dal fuoco parte dei carboni , lafciandone pochi ,
i quali mantengano il calore . Quando la Vernice
avrà
Su le Vernici . \oj
go , o d' Abete . Vedi al Num. 16. 1' Avverti-
mento 2.
6. Spirito di Vino rettificato oncie venti , Mafti-
ce oncie cinque , Sandracca un' oncia, Gomma Lac-
ca un' oncia , e mezza . Si umica il tutto infieme
colle necelìarie preparazioni , e ìì adoperi in appre l'-
io fecondo V arte .
7. Spirito di Vino sfìemmato oncie trentafei , Gom-
ma Lacca oncie quattro, Sandracca oncie due, Gom-
ma Copale oncie quattro , Ambra oncie due , Can-
fora uno fcrupolo . Tutto quello , che è da peftar-
fi, lì pedi fottilmente , e feparatàmente . Dopo fi
prenda prima la Gomma Copale , e da per fé fi fac-
cia feiogìiere col metodo più volte accennato ; ma
avvertali, che fé per icioglieria lì adoprarà coir» olio-
fa, fi deve far tutto il poiìibile, perchè {"vapori tut-
ta quanta 1' umidità .
Indi in altro vaio a parte, anche di vetro, fi pone la
Gomma Lacca a feiogìiere nello Spirito di Vino ; e
dopo che fia iciolta , fé gli aggiugne 1' Ambra da
iciogliere ancor ella ; e così di mano in mano la
Sandracca ^ e la Canfora . A tutte qut-fte cole infie-
me già difciolte aggiugnefi poi la Gomma Copale
liquefatta nello fpirito di vino , mefcolando le ma-
terie , affinchè s' incorporino perfettamente .
Fatta così 1' unione la Vernice fi mette a bol-
lire a fuoco lento , acciò prenda maggior corpo .
Dopo fi cola^ e fi conferva in vafo di vetro chiufo.
8. Gomma Lacca in lagrima oncie cinque , Am-
bra bianca oncie tre , Gomma Copale un' oncia ,
Spirito di vino perfetto oncie dodici . Le Gomme fi
runno da lavare , ed afeiutte all' ombra , fi peftano
iottilmente , e fi pattano per ftaccio fino . Dopo fi
prenda una bomba di vetro , avendo prima fciolta
la
ioS Parte I. Di Trattenimenti
la Gomma Copale , ed in efla fi ponga lo "Spirito
di Vino colle altre due Gomme, ed a bagno Maria
fi facciano digerire . Fatta la digeftione , aggiunga-
li la Gomma Copale , ed unita , fi faccia prendere
corpo alla materia con un bollore leggero . Ciò fat-
to , fi cola , e fi conferva in vetro ben chiufo . E*
Vernice luftra , e dura della China .
9. Spirito di Vino onde dodici , Sandracca chia-
ra un' oncia , e mezza , Maftice puro , e lucido
mezz' oncia , Gomma Copale un3 oncia , olio di
Spigo oncie due. Prima fi lavi la Sandracca, e quan-
do farà afciutta fi riduca in polvere lottile ; anco-
ra da per fé fi fpolverizzino la Gomma Copale , ed
il Maftice , {tacciandolo feparatamente ". Ciò fatto ,
fi fciolga la Gomma Copale a parte in un Saggiuo-
lo , e fi confervi . Di poi fi ponga la Sandracca nel-
lo fpirito di vino , ed in elfo fi sbatta bene , fin-
ché fia affatto fciolta ; appreffo a quefta s' infonda
il Maftice , e fi sbatta \ indi aggiunganft T olio di
Spigo , e la Gomma Copale già difciolta.
Unite cesi le foftanze fi chiude bene il Saggi uo-
lo , ed in elfo fi sbattono ben bene , perchè il tut-
to s' incorpori a perfezione infieme . Per avere poi
il totale fcioglimento delle Gomme , fi ponga il Sag-
gi uolo al Sole , fé è d' Eftate , o al fuoco fé è cT
Inverno , e particolarmente a fuoco di Arena , ed
ivi fi laici fino all' intento . Quando faranno fciol-
te , fi accrefea il calore , e fi darà alla materia un
legger bollore , perchè prenda corno . Di poi fi co-
la , e fi conferva . E' Vernice affai lucida, e quan-
to più faranno le mani , che fi daranno , tanto pia
apparirà lucida .
io. Spirito di Vino una libbra , Gomma Lacca
©ncie quattro , Sandracca oncie due • Si polverizza
fepa-
Su le Vernici . 105
ìnceflantemente fopra fuoco foave , finché fi veda
cfsere il tutto perfettamente incorporato . Nello
ftefso tempo in un' altro pignattino , che fia fopra
il fuoco con entro Spalto disfatto in olio còtto ,
li veda la miftura del primo , ufando diligenza ,
che a forza di andare il tutto mefcolando fopra leg-
ger fuoco vengano le materie unite , e bene in-
corporate infieme .
Ciò fatto fi leva il vafo dal fuoco , continuando
a mefcolar la miftura , fintantoché fia vicina a raf-
freddarfi > Allora prenderai acqua di Ragia , e la
verfaraì a poco a poco entro la materia cavata dal
fuoco fempre mefcolandola , aggiugnendo , fé fia bi-
fogno , fempre acqua nuova ; e così fegui tarai a fa-
re , finché la compofizione della Vernice iìafi raf-
freddata , ed abbia prefa la confiftenza del miele .
Ma tìccome 1' Acqua di Ragia facilmente fvapo-
ra , così nel temDo, che fi va verfando , e meteo-
landò coli' altra materia , convien tenere coperto il
vaio . Già fredda la Vernice fi cola per panno li-
no torcendola , e premendola fra due tavolette ,
o torchietto , accioché venga fuori fpremuta la fo-
ftanza della Gomma , e dello Spalto , e feparare fi
pofsa dalle feccie inutili , che lafciano e 1' una , e
1' altro , e la Vernice refti pura .
Colata che fia , fi conferva in un vafo di vetro,
o di terra bene verniciato , e chiulo.Se mai diven-
tafse denfa più del dovere , C\ rende fluida fecondo
il bifogno coli' Acqua di Ragia calda , o fredda .
Avvertali , che 1' olio cotto , cui fi unifee lo Spal-
to, fia perfetto ; fi conofeerà efsere tale, fé metten-
dovi entro , o legno , o fpatola non colerà a goc-
cia , ma feenderà filato lenza ftaccarfi giammai . Del
quaP olio quanto meno fé ne ufarà , farà più faci-
le
ìbó Parte I* De* Trattenimenti
le a feccarli , come quello , nel quale entra la Cupe-
rofa ( Vitriolo),ed acquifera più durezza, e maggior
luftro , come la vera Vernice della China , e del
Giapone , alle quali è molto fimile , e perfettiifì-
ma Vedi più avanti al Num. i<5^ , e negli Avver-
timenti „
5. Olio cotto di un' anno oncie fei , Litargirio
d' oro oncie tre ; codelìe materie unite infieme li
fanno cuocere , fintantoché refti nelle medefime bru-
ciata una penna , mefcolandole Tempre con una Spa-
tola di legno , affinchè il Litargirio s' incorpori be-
ne coir olio . Ciò fatto , fi prenda Trementina di
Venezia oncie dodici , Gomma Lacca in tavolette,
fottilmente polverizzata, oncie tre, ed a forza di fuo-
co lento fi farà fciogliere la Gomma teitè detta nel
la Trementina. Difciolta, e bene colla medeiìma in-
corporata fi verfa nel vafo olio cotto .
Dopo quella feconda operazione fi prende un'on-
cia d' olio di lino, ed una mezza d* Ambra, o Ca-
rabe ridotta in polvere fina, ed uniti in un vafo di
Vetro , fi pongouo fopra carboni acceiì coperti di
cenere calda , e per gradi di fuoco fi fanno bollire.
Quando 1' Ambra è fciolta , fi unifcono infieme co-
dette due compofizioni calde, mefcolandole bene col-
la fpatola di legno .
Fatto quello fi leva dal fuoco il vafo , ed ag-
giungonfi alla materia tre oncie di Terebinto facen-
do ,che a forza di rimefcolare la mafia s' incorpori
bene con la medefima . Fatta 1' unione fi cola per
pezza , e fi conferva in un vafo di vetro .
Per rendere ancora più perfetta la fudetta Verni-
ce , fi poflono aggiugnere alla medefima tre oncie di
Gomma Copale , la quale per le Vernici oleagino-
se fi fa fciogliere nello fpirito , e neli' olio di Spi-
go >
Su te Vernici. 113
Io affoghi : oppure li può fabbricare di loto , o di
latta di ferro , o di rame un Fornello , fopra cui
ila una apertura , la quale poi redi coperta da una
padella , o tonda , o quadra piena di fuoco , il di
cui calore penetrando nella vacuità del Fornello, ri-
fcaldarà con caldo loave le cole polle in eflo , e fi
feccarà la Vernice .
Perciò dovrà tale Fornello eflere di poca altezza,
cioè circa due palmi , come apparifee nella Figu-
ra I. , che rappreienta un fimile Fornello adoperato
dal P. Bonanni di laitra di ferro l E O V , è fi-
mile ad una calìa in A , e la bocca , che fi chiude
con lo fportello B . Sopra è V apertura , ove s' in-
caifa la padella G piena di fuoco .
L' altra Figura II. rappreienta un Fornello , che
fi può chiudere con uno Ìportello,e dentro elio por-
re il fuoco , come fi è detto : avverto però , che
le il caldo farà troppo , quefto farà fubbolire la
Vernice , che non reità eguale ; e perchè è di ma-
teria oliofa , ftando come la Chinefe all' aria fred-
da ancora fi feccarà , benché più tardi .
Secca che farà la Vernice fopra il foggerto , di
nuovo fi coprirà con altra Vernice ; e con il meto-
do medefimo tante volte fi coprirà , quante piace-
ranno a chi opera . Con quelle operazioni fi avrà il
lavoro molto luftro ; ma non ferri pre farà la fuper-
fìcie perfettamente piana ; che però volendola tale,
li dovrà, quando avrà ripofato alcuni giorni , e fa-
rà bene indurita , far eguale ufando il modo , che
in appreiTo dirò , comune anche per eguagliare la
Vernice fopra il Metallo , e le altre non oleagino-
fe , e diveranno come fpecchio .
Quella Vernice frelca ha un' odore ingrato , ma
queito dopo qualche tempo affatto fvanifee, e quan-
I to più
514 Parte L Bs* Trattenimenti
to più paffa il tempo , tanto maggiore perfeztons
acquifta il lavoro con renderli inalterabile . E fé
piacerà a chi opera , potrà aggiugnere un poco di
Belzuino , il quale comunicarà odore grato alla com-
pofizione della Vernice .
Con quello metodo fi copre qualfìvoglia foggetto,
avvertendo Tempre di lafciare ben feccare la prima
mano avanti la feconda, e la feconda avanti la ter-
za . Regola generale , che milita nelle Vernici olea-
ginofe , perchè quefte Tempre fi rendono migliori
con la lunghezza del tempo, come accade al Gua-
rani delli Chinefi .
11 P. Bonanni fa alcune rifieiTioni fopra la Ver-
nice riferita , ed il Chiaram della China , dopoché
con la fapradetta compofizione ebbe fatto molte efpe-
rienze , e fi era fervito di ella in varj ufi , gli par-
ve di poter concludere , che T Italia ( s' intenda lo
fteffo di altri Paefi ) non aveva da invidiare alla
China circa i lavori fatti in quel Regno con il Chia-
ram riferito , mentrechè in quefta fi pofìono rico-
nofcere tutte le proprietà di elfo , e fono le fe-
guenti .
I. La compofiztone è oleaginofa , comporta di due
cofe confimili , bituminofe , e leccanti .
IL E' feccante , benché con intervallo di tempo.
Ih. Si adopera non calda , ma fredda.
IV. Copre qualfìvoglia foggetto , fia legno , Me-
tallo , &c.
V. Data più volte nera acquifta un nero profondo.
VI. Ritiene luftro limile al criftallo .
VII. Sotto il tatto fi prova la paftofità del Chia-
ram .
VI IL Sopra tale Vernice fi può col Mordente ad
olio lavorare ciò , che fi vuole con oro , e colori ,
anzi T ifteffa Vernice ferve per Mordente. IX.
Stt le Vernici, 115
TX. S' incorpora facilmente con tutti i colori, ben-
ché la maggior parte reftino macchiati , fé non lì
ufa lenza lo Spalto ; ficcome fi macchiano li colori
mefcolati con il Chiaram le non fi ufa fenza la tin-
tura del Vetriolo .
X. Qiefta vernice , fecca che fia, perde ogni odore.
XI. Si rende inalterabile , e refifte al caldo , ed
all' umido , ed anche alla forza de' fall corrofivi ,
onde (ì pollono polire i lavori , come fi vuole , ed
è noto , che i Chinefi dopo avere definato fu le ta-
vole coperte della loro Vernice fenza alcuna tova-
glia , o tapeto , iogliono lavarla con le fpongie ba-
gnate nell' acqua o fredda, o calda come a loro pia-
ce . Non così le altre Vernici , che pofte al caldo
fogliono fubbollire , fare tumori, e perdere il Iuftro.
XII. Quefta al caldo fi adatta maggiormente al
foggetto inverniciato , e da fé fteffa fi eguaglia, co-
me fuole da fé fteifo eguagliarfi il Chiaram , pri-
machè fia fecco .
XIII. Quefta Vernice ha un' altra proprietà, che
è P effere pieghevole , e paftofa , onde data (òpra
le carte , cede , e non crepa , quando fi piegano.
XIV. Nelle dette proprietà, convengono ambedue
le Vernici , anzi quefta ha un' altra proprietà di
molto pregio , cioè che fi può adoperare fenza ti-
more , che ne refti offefo chi fé ne ferve , potendo-
fi (tendere anche con la polpa della mano , e con
le dita in vece di pennello .
Sicché verificandofi tutte quefte proprietà , non fi
può in alcun modo arguire in che cofa diferifcano ,
le non che il Chiaram fi lavora nella China , V U-
rixi nel Giapone , e quefta Vernice fi può compor-
re in Italia , e per tutto il Mondo .
Quefta Vernice deve ftimarfi fopra le altre , o fìa-
no
n 6 Parte I. ZV Trattenimenti
no compolle di gomme fciolte con lo fpi ri to , ovve-
ro oleaginofe , perchè più di tutte le altre refifte ,
fpecialmente fé fia cotta fopra il metallo .
Avvertimento z. appartenente alla Vernice ,
ferina nel Num. 5.
Il modo di applicare quefta Vernice è il feguente:
Si dà prima la colla aliai liquida , e calda al le-
gno , che fi vuole coprire con Vernice , e fecca che
fia,fi copre con geifo ben liquido , e fi ricopre un*
altra volta , e fecco che farà, li rafchj,e renda egua-
le , e s' imbruniica . Poi fi tinge con il colore, che
fi vuole * e fecco che farà s' incorpori lo fteifo co-
lore ridotto in polvere con la Vernice pofta nel fo-
pradetto Num. 5. , e con la polpa deila mano fi
eguaglia, e poi fi ripone a feccare difeia dalla polve-
ra . Se fi vuole indorare , fi fa avanti , che la Ver-
nice fia totalmente fecca ; e li avverte, che convie-
ne adoprarla calda .
Si ha bifogno di lunghezza di tempo, e fi richie-
de molto calore , acciochè refti indurita quefta Ver-
nice ; perlochè farà meglio , dice il P. Bonanni , V
ufare la Gomma Copale disfatta con Pece Greca, o
con Vernice d' Ambra maritata con olio , effendo
compofizione meno graffa , che richiede minor tem-
po per feccarfi , e con minor calore rimane più du-
ra delle altre .
Soggiugne anche detto Padre, che la Gomma Lac-
ca fi può feiorre con la Ragia di Pino ; e fé fi vuo-
le fi può ajutare con un poco di Trementina ; ma
maritandofi con l' olio , per 1' ordinario ritorna ad
ammafTarfi in le ftelfa , e fi rende inutile alla ope-
razione .
TRAT-
Su le remici . 117
TRATTEMIMENTO XVI.
Del modo , 0» cui fi dovranno cuocere
le Vernici .
DOvendofi quali in tutte le compofizioni delle
Vernici adoprare il fuoco , particolarmente in
quelle , le quali richiedono lunga cottura , acciochè
pollano perfettamente liquefarli , ed incorporarli le
Gomme ; e dovendo il bollimento eifere non violen-
to , ma dolce , e continuato , acciochè fi faccia
una buona digeltione nei vali di vetro , e quelli non
fi fpezzino , è bene proporre un metodo licuro per
la buona riufeita , non ollante , che fi fia già par-
lato della cottura , che ricercano molte Vernici, co-
me reità lcritto nei Trattenimenti precedenti, fegui-
taremo in quello metodo gì' inlegnamenti , e rego-
le del P. Bonanni .
Sogliono , egli dice, molti fervirfi del Bagno det-
to Maria , che è quando fi pone il Vafo della Ver-
nice entro un* altro pieno d' acqua, la quale, men-
tre bolle per il fuoco , iopra cui è collocato , co-
munica il luo calore alle Gomme inclule nel Vaio
immerfo nell' acqua . Quefto modo è buoniilimo ;
ma perchè il bollore dell' acqua non è così facile ad
eflere regolato , in modo che fia Tempre uniforme ,
e richiede l' aiìiftenza di chi opera, meglio farà pra-
ticare altro modo , il quale farà più facile , più u-
niforme , e di minore briga ; potendoli uno anche
allicurare , mentre dorme , che il fuoco operi con
uniformità di calore , e fi faccia un' ottima dige-
ftione delle Gomme raccolte nel vetro .
Il Vafo dunque , in cui fi porranno a cuocere gì'
ingre-
nS Parte L De Trattenimenti
ingredienti per ciafcuna delle predette Vernici, deve
eleggerfi tale , che ila capace due volte più della
materia , che vi fi pone ; poiché dovendo la bocca
di elfo effere angufta , e ben chiufa, come fi fa nel
Lambicco, potranno gli fpiriti della Vernice raggirar-
fi in elio , e fenza {vaporare , Iciogliere con la lo-
ro attività le Gomme infufe .
Deve in fecondo luogo effere di figura tondeggian-
te fenza riprefa nel fondo , perchè facilmente po-
trebbe crepare detto Vafo ; così fi può porre o nel
Bagno Maria > o nel Bagno detto di Arena , il
quale non è altro , che una fcodella di Rame pie-
na di Arena , o di cenere, nella quale s' immer-
ge il vetro fino al fegno della materia deflinata al-
la cottura .
Sotto tali Vafi fi deve accendere il fuoco, ed ac-
ciochè quello fia di tale attività fufficiente alla cot-
tura defiderata , e duri per molte ore nella operazio-
ne fempre uniforme, non vi è il miglior modo, che
fervirfi di un Fornello detto a Vento ; e fra tutti i
Fornelli di tal genere 1' ottimo è quello , che qui
deferivo per quelli , ai quali non è noto , e fpie-
garò il modo di fervirfene .
Si veda la Figura I. in effa A B inoltrano nella
parte fuperiore orizzontale un buco tondo, fopra cui
fi deve porre la fcodella di Rame piena di Arena ,
od Acqua con entro il Vafo della Vernice C D. Il
Tubo E F fi deve empiere di carbone , e poi chiu-
dere la lua bocca con coperchio di terra fimile a
quella , di cui fi è fabbricato il Fornello ; ed affin-
chè s' impedilca 1' ingreilò libero all' aria , fi chiu-
derà la filfura , che paffa tra il coperchio, e V ori-
fìcio del Tubo , con fovrapporvi della cenere.
Per il buco anteriore G incavato a cono nel For-
nello ,
Su le Vernici* 1T9
nello , e di competente grandezza fi dà fuoco al car-
bone calato nel vano interno del Fornello del Tu-
bo E F , e quello buco ancora chiuderaifi con tu-
raccio parimenti di figura conica , proporzionato al
di lui incavo , come vedeiì in I , fervendofi fem-
pre per tali turaccj della medefima creta , con cui
formali il Fornello .
Nel lato poi, e luogo H quafi fui la bafe del For-
nello , dovrà effervi nn' altra apertura in forma di
una piccola porticella tonda , e col fuo turacelo ,
che almeno nella fua parte luperiore convella entri
dentro al vano del buco , degradando a cono , co-
me può vederfi in S . Quefto buco H chiamafi Ce-
nerario , fervendo a fine di potere comodamente
eftrarre con una palettina la cenere caduta nel vano
inferiore del Fornello dalla Graticcia , l'opra cui ar-
dono i carboni l'otto il Tubo E F , e buco AB,
dovendo detta Graticcia di ferro effere pofta quafi
orizzontale al buco G, conforme moftra la linea ac-
cennata con i punti fotto il detto buco G . Ed ac-
ciò meglio polla confiderai il tutto , veggafi al
Num. 2. lo lpaccato del proprio Fornello , ove ap-
parirono le lue parti interiori , e fono A B il va-
no, che riceve la fcodella del funominato Bagno. EF
il Tubo pieno di carbone, chiulo nella bocca E, il
qual Tubo corrilponde nel vano di fotto L M non
molto dittante dal buco A B , fotto cui principal-
mente devono effere accefi i carboni L M , che rap-
prefenta tutto il vano interiore del Fornello , e di-
vilo in K con una graticcia di ferro per foftenere i
carboni accefi nel vano fuperiore L , e per depor-
re la loro cenere nel vano inferiore M G pofto in
mezzo al circolo de' Punti , rapprefentante il luo-
go , che deve avere il buco per accendere il fuoco,
qual
/
no Par fé I. ài Trattenimenti
qual buco , come fi è detto, è quali orizzontale ai-
la Graticcia K .
Finalmente H rapprefenta la porticella del Cene-
rario , cavata nella parte fuperiore a cono nella grof-
fezza del Fornello ; ed a detta forma conica deve
eìfere ancora la buca G , come fi è detto ; e ciò
affine di poter meglio regolare coi loro coofimili tu-
raccj 1' aria , che giocando per quelli due buchi G,
ed H mantengono accelo il fuoco , e confermano
quel grado di calore , con cui li vuole , che operi
intorno al Bagno ; mentre le i buchi fi laiciaranno
molto aperti , farà molta 1' accezione, e calore del
fuoco , eiìendo molta 1' aria , che s' introduce ; 1'
una , e ì' altra farà molto minore fé più li chiude-
ranno i detti buchi , per la minor aria , che rice-
veranno .
Onde è , che il fuoco reftarà fempre in uno ftef-
fo grado , le i detti turaccj fi manterranno fem-
pre in quella pofitura , che lì adattarono al princi-
pio nei loro buchi ; che fé quelli s'aoriììero del tut-
to , e molto più fé li fcoperchiaile la bocca del Tu-
bo E F , prefio li accenderebbero tutti i carboni , ed
il calore crescerebbe all' attimo grado : all' opooilo
poi fé del tutto fi chiudeifero , celiando la comuni-
cazione dell' aria , li eft:.nguerebL»e il fuoco , ed il
calore celfarebbe affatto nel detto Fornello a vento.
Nello lleiio tempo fi pofiono cuocere gii o!j , e
gli Spiriti di Trementina , Pece Greca , Ragia di
Pino , e T Olio di Lino , e comporre tutte le Ver-
nici oleaginole .
Quello metodo è ottimo per aver fempre il me-
delimo eràdo di calore , con cui (i faccia un' otti-
ma digellione nel vaio riscaldato, e lenza eilere ob-
bligato alla continua aiTillenza , acciochè fi manten-
ga
Su le Vernici . m
ga il fuoco , e fi digerì Ica la Materia , che fi fa
ire .
G
I. Fuoco di primo grado , ovvero d' un grado fi
ottiene con due , o tre piccoli carboni accefi .
II. Di fecondo grado con tre, o quattro a
IH. Di rerzo con tanti , quanti lì vedono abbilb-
gnare per far boi ire una Pignatta .
iV*. Per avere il quirto grado , fi devono ui
Carboni di legna : ad eccitale una eltrema
violenza .
TRATTENIMENTO XVII.
Di modoj con cui fi poli/ce la Verni
Nnici , quantunque fieno fine ,
ed opimamente r , ritengono in fé
qurl bri luilro , e .jero , perchè foro
pochi quelli , che in Europa li prendano la briga di
luilrarle , e polirle, nonché di renderle piane, egua-
li , e lucide come il vetro. Alcuni Dilettanti lì con-
tentano di avere la Vernice tale quale il pennello la
depoiira nel Soggetto , che lì copre con ella ; altri
la (limano , quando è eguale , e rifp'endente come
uno ipecchio ; onde conviene con induftria render-
la tale .
Mei lavori di Vernice fatti nel Giappot Bèr-
va , che molti fono lifei in modo ,
un Cnlìalio {'cianato , ed in molti lì vedono e
ed alcuni legni lafciati dal pennello ; ed altri
altri meno luftrt . Ciò proviene dall' arte , e a
tà , con cui lì poliibono , rendono
::coIarm. indo lìano abbelliti con .
d' oro , e d' Argento . 11
in Tarts I. Ùé Traìtetiimentt
II polimento dei Giapponefi fi accennò effere tat-
to con polvere di creta cotta, e pietra , che fi ado-
pera per arrotare i ferri . In Europa fi adoperano
cofe equivalenti , ma migliori , e fi procede col me-
todo , che infegna il P. Bonanni , e con la mede-
fìma induftria fi polifce la Vernice comporta di Gom-
me fciolte collo fpirito di Vino , e le Vernici olea-
ginofe date fopra i legni , o fopra i metalli.
Il Metodo è il feguente . Dopo che il lavoro fa-
rà ben fecco , fi prende Pomice ridotta in finitima
polvere , ( i ) e con e(fa impattata con acqua per
mezzo d' una pelle di Dante , o altro panno fi de-
ve confumare la Vernice in modo , che redi egua-
liffima , avvertendo di non calcare molto la ma-
no, perchè fi potrebbe portar via la Vernice , e Ci
Scoprirebbe il fondo ; perciò la Vernice deve effere
pofta più volte , ed anche venti volte , fé fia di
gomma fciolta con fpirito; ma le Vernici oliole ef-
iendo più corpulente non hanno bifogno di tanto.
AvvertimenPo . In vece , e luogo della Pomice
fi può adoperare per polire , e render piana ogni
fuperfìcie il Criftallo macinato fottilmente con ac-
qua . In luogo della Pelle di Dante ièrve ottima-
mente quella di Cerviotto , oppure il Sovero , che
fia fenza gruppi , e fchietto , bagnato in detta Po-
mice , o Criftallo , con cui fi frega leggermente la
Vernice .
Eguagliata , e refa cosi lifeia Ja Vernice , fi ve-
drà (vanito il luftro di prima , e reftarà pallida , o
come fé folfe Ebano , colore che talvolta lafciano i
Chi-
fi) Alcuni fogliono prima infocare la Pomice , e fmorzarla
neir Aceto , e dopo ridurla in polvere fina $ ma ciò non
£ neceiTario .
Sn le Vèrtici . 113
Chinefì in molte cole, e (opra effo pofano i lavori
d' Oro , e di Argento . Volendoli ricuperare, o ri-
donare il luftro , lì prende polvere di Tripoli , e
con panno lino lottile, che non fia ruvido , e non
abbia altro , che polla sfregiar la Vernice , intrifo
nell' olio di Ulivo ftrofinarete continuamente il la-
voro , il quale li vedrà a poco a poco ricuperare il
luftro , ma non affatto , fé non quando fi procura-
rà torre bene 1' untume con un poco di fior di Fa-
rina ; così fi levarà via 1' untuofo lanciatovi dall'
Olio , e fi manifeftarà il luftro . Polito che farà il
lavoro , fi dovrà per qualche tempo ftrofinare con
un panno lino ben polito , e fi avrà un bel luftro.
Nota . Si può anche in luogo del Tripoli ( 2 ) a»
doprare lo Smeriglio ( 3 ) macinato , e refo impal-
pabile , infieme coli' olio .
Chi poi non voleile uiare tanta diligenza , ed ef-
fere contento del luftro , che la medefima Vernice
ha in fé fteiìa , potrà quando avrà eguagliata la fu-
perficie , tornarla a coprire leggermente con un pen-
nello morbido , e con franchezza . Quando farà lec-
co quefto ultimo velo , fi dovrà ftrofinare con pan-
no lino leggermente , perchè fempre acquiftarà mag-
gior luftro , maflìme la Vernice oliofa del P. Eonan-
ni polla nel Num. 4. del Trattenimento XV. , che
fi renderà limile alla Chinefe , la quale per V ordi-
nario ha un luftro di Smalto, o vetro , ma alquan-
to mortificato .
TRAT-
( 2 ) Tn Lingua Guarani nel Paraguaj fi chiama Itati , e Té*
t*tì . ( 3 ) Nella ftefla Lingua fi nomina Itaatà .
IZ4 Torte I. Dt Tranctùmentt
TRATTENIMENTO XVIII.
Modo di ornare con Oro le Vernici ,
e dei Mordenti .
CHI vuole porre Oro , Figurine , Fiori , od al-
tro per ornamento ibpra il lavoro, convien far-
lo primachè gli il dia 1' ultima mano di Vernice .
Ma quefta è iftruzione troppo generale , perlochè
farà meglio ientire le regole infegnate dal P. Bonan-
ni , e fecondo eiTe operare .
I. Volendo dunque imitare i Ch:nefi,fi potrà ope-
rare nel modo tegnente . Prima di coprire il legno
colla Vernice fi taccia il bailo rilievo con pafìa di
GeiTo , o Bolo armeno , (i) ovvero Biacca, o Mi-
nio bene macinato con colia , e quello poi ccperto
con la Vernice (i ricuopre con Mordente , e s' in-
dora con 1' Oro in Foglia , o buono, o falfo , che
li fìende in Germania , ovvero in polvere .
II. Miglior modo però farà lavorare detti Ba:Ti ri-
lievi , dopoché farà fecca la Vernice , e fatta egua-
le , come li è detto ; impattando con la medelima
Vernice , od altro Mordente Biacca , o Minio , e
quando qutlia ralìa rioortata Ibpra la Vernice col
pennello lia vicina a leccarli , allora li copre con 1'
Oro , il quale fi può ricoprire con un velo di Ver-
nice fatta con Gomma Lacca Icioìta nello Spirito ,
oppure con la Vernice O.iofa chiara , la quale ol-
tre il ìuftro ia difenderà dall' umidità , e dalla pol-
vere , e non diverrà nero le 1' oro farà falfo, il qua-
le per 1' ordinario fi adopera in tali lavori , ed è
quel-
( i haìu , e hmphé : lotte tre qpefle cofe fi trovano in ab-
bondanza in detta Provincia .
Su le remici . 12$
quello , che fi porta dalla Germania , ed è di po-
ca valuta .
III. Se poi fi vorranno fare figure con colori di-
vertì , fi adoperano incorporati con olio cotto, o ceri
la Vernice fteiìa lenza lo Spalto . Altri lavori an-
che li ulano oltre i BaiTì Rilievi, e fono Arabefchi
a capriccio , Alberi , Erbe , Uccelli , Farfalle , e
fimili . Quelli fi devono Lre con 1' oro in polvere,
ma perche non fi può ttendere francamente con il
pennello [temperato con qualche gomma , e porlo
iopra la Vernice oliofa , li dovranno prima fare li
fuddetti con qualche Mordente di limile qualità del-
la Vernice , onde con ella iì uni Ica ; e poi quando
è vicino a leccarli vi Pi ponga fopra con il Bomba-
ce la polvere d' oro , il quale reftarà luftro in ogni
parte , ove fia il Mordente .
Delti Mordenti.
Rimane , che fi faccia qualche Mordente ottimo
per tale effetto , onde ne riferirò qui alcuni.
I. Bolo Armeno macinato con olio di Noce , e
quando è vicino a leccarli , poni 1' oro .
II. Si compone con Biacca , Verderame , e Bolo
impattati con Vernice comune in pignartino fopra ce-
rere calda , e in meco , che ubbidisca ai pennello.
Quetto attacca anche fopra il Marmo , e fopra il
Ferro , ed è buono per rilievi .
III. Vernice liquida una Libbra , Trementina , ed
Olio di Lino un' oncia ; e s' incorporano infieme a
fuoco foave .
IV. Biacca , e Minio impattati con olio cotto
fanno un' ottimo Mordente .
^ V. Gomma Elemi un' oncia, Spalto un' altra on-
cia , olio cotto oncie fei , s' incorporano a fuoco
lento 3 e fi colano per pezza di lino , fi aggiugne
Mi-
12<£ "Parte L De9 Trattenimenti
Minio , e Terra d' Ombra fottilmente macinata > e
lì adopra con Acqua di Ragia .
VI. Il fopradetto Mordente è eccellente , e ail
efìo non è inferiore un' altra compoiìzione con la
Vernice fpiegata , aggiugnendovi un poco di Cina-
bro fino , acciochè fopra il fondo nero fi pofsano ri-
conofeere i lavori per porvi 1' oro , e fi feioglie con
acqua di Ragia , acciochè ubbidifea meglio al pen-
nello .
VII, Ad un' oncia di Gomma Arabica non mol-
to liquida fi unilce tanto di Miele , che non giun-
ga a fuperarla , perchè non Ci afeiugarebbe , che dif-
ficilmente ; come fi feccarebbe troppo , fé il Miele
foife poco ; indi ferbata 1' eguaglianza nella dofe ,
fi unifee alla miltura fumo di Ragia , o Terra gial-
la ben fina , o Biacca , quando le ne vuol fervire
per 1' Argento , la quale fa che fi lecchi più pre-
fto . Se poi tale inverniciatura fi feccaife oltre il do-
vere , onde non prenderle 1' oro , in tal cafo ali-
tandole fopra lo riceverà ottimamente . Serve per
mettere 1' oro fopra la carta, all' ufo d' Inghilterra.
TRATTENIMENTO XIX.
Colori per ornare .lavori inverniciati,
PArlandofi delle Vernici compofte con Gomme
fciolte con lo fpirito , ne regiftrò alcune il P.
Atanafio Kircher nella fua China Illuflrata , e dif-
fe elfere fiate praticate dal P. Jamart primo inven-
tore di tal Vernice^ , come poi altri hanno fperi-
mentato , cioè ; che in primo luogo fi tinga il le-
gno col colore , che più piace 3 temperato con la
iteiìa Vernice ..
Se
Su le Veni tei . 117
Se Ci vuole il Rodò fi adopra il Cinabro , Lac-
ca fina , o Carmino . Il Nero li fa coli' Inchioftro,
o Fumo di Ragia , o Nero fino . 11 Giallo con la
Guttagamba , Zafferano , Giallolino , o Giallo San-
to . Il Turchino coli' Oltramare , Tornatole , Az-
zurro di Berlino , Biadetto , o Smaltino fino . Il
Paonazzo col Tornatale . Il Verde col Verderame ,
Verde eterno , Verde giglio , Acqua . verde . Il co-
lor di Noce col Fumo di Ragia , Minio, Cinabro,
e limili a piacimento ; ed altri colori iemplici , o
comporti fecondo il gufìo di chi opera . Quelli co-
lori poi fi ricoprono con la Vernice .
Avvertenza . I colori devono eiì'ere macinati fi-
niffimamente ; e fé qualche colore non riufeiiie pro-
prio incorporandolo con la Vernice , ed in fpecie
oliofa , del che le ne fa prova con una piccola por-
zione di colore , e Vernice ; in tal cafo per render-
la di quel colore , che più piacerà , bifogna prima
di dare detti colori adoperare fopra il lavoro colla
di Pefce , o di Pergamena, o d' altri Carniccj , op-
pure Garavella, quando non tornaffe meglio la Gom-
ma Arabica , che deve edere ben chiara , affinchè
il lavoro non s'imbeva della Vernice adoprata in trop-
pa quantità , e che i colori fi rendano più belli ,
più vaghi , ed affai più vivaci .
Nelle Vernici oleaginofe fi può praticare ciò, che
fanno i Chinefi , e ficcome elfi mefcolano i colori
con il Chiaràm prima di renderlo nero col Vitrio-
lo , così fi poflono impalcare i colori con la Verni-
ce fpiegata nel Trattenimento XV. Num. 4. prima
di renderla Nera col Bitume Giudaico , o Spalto ;
e fé fi adoprarà fatta nera coi Minio , o Cinabro ,
li avrà un belliffimo colore di Noce , che i Chine*-
fi non luiìrano > lafciando il luftro;, che dà la Ver*
nice,.
128 Tane L De1 Trattenimenti
nice , il che fanno ancora negli altri colori , eccet>
to che nella Vernice nera , la quale poliicono.
In Furopa però quali tutti gli Artefici di Verni-
ci fogliono prima tingere il Soggetto con colori {tem-
perati con colla di Pefce , o di Carniccio , e Gom-
ma Arabica, fopra i quali poi riportano le loro Ver-
nici , per le quali tutti i colori li rendono più belli.
Sarà bene qui avvertire , che volendofi fare gli
ornamenti d' oro, quelli Ci poiiono fare in varj mo-
di , e di varj colori . Non li fuole perciò adoprare
1' Oro buono , poiché la fpefa farebbe ecceffiva, ma
fi deve adoprare 1' Oro fallo , o di Germania , il
quale è di belliifimo luftro , maiiìme avvivato dal-
la Vernice di Gomma Lacca , con Ja quale fi può
velare .
Così parimenti oltre l'Oro falfo in polvere fi ado-
pra 1' Ottone , o Rame anche in polvere , con il
quale bene diftribuito fi fanno colori afsai vaghi. Si
adopra anche la Porporina , che è una miftura di
Alchimia di colore tendente al Bronzo , della a uà-
le fi parlarà dopo .
Si lavora anche in Germania una fotta di Sbruf-
fo , che lembra Rame ridotto in polvere , e fi fa
di più colori ; dilìribuito queflo con -un cannello di
latta chiufo con velo a modo di un piccolo flaccio
fopra la Vernice primachè fi lecchi, rende una bel-
la apparenza .
Oltre quelli Sbruffi vi è quello di color d' oro ;
quello velato con la Vernice di Spalto acquifta il
colore limile al Rame . Vi è anche lo Sbruffo fimi-
le all' Argento , il quale velato con la Vernice d'
oro acquaia 1' apparenza d' oro . Con tali Sbruffi (ì
può imitare la Pietra Venturina , diftribuendcli fo-
pra la Vernice 5 e poi ritornando a coprirli con la
medelima . TRAT-
Sii le Vernici. Uf
TRATTENIMENTO XIX.
Alcune Chmf>ofi%ion\ di colori , che potranno
adontar fi per ornare le Vernici.
§. 1 . Modo di fare il Carmino .
i. T) Rendi un pentolino d' Ottone ben netto , e
X polito , ed in elio poni fette fogliette d' ac-
qua pura di pioggia , o di fonte ; poi rifcalda l'
acqua a fuoco lento , e che bolla ; quando bolle in-
fondi in ella un quarto d'oncia di Cocciniglia pefta,
ed ivi lafcia che bolla per tutto quel tempo , che
impiegherai a contare dall' uno fino al 300. Dopo
ciò aggiugnerai torto alla materia bollente otto gra-
nelli di Allume di rocca in polvere fottile , ritor-
nando a contare dall' uno fino al duecento. Avver-
ti però , che il bollore (ìa moderato , e continuo ,
le vuoi , che T operazione riefea bene .
Ciò fatto , leva il pentolino dal fuoco , e lafcia
raffreddare V acqua , la quale quando farà divenuta
fredda , fi voi tara, e diverrà rolla come fangue.Po-
feia leva con cucchiaro la fporcizia fuperficiale , e
poi decanta il refto in piatti di majolica bianca , e
Jafciali ftare ventiquattro ore in luogo coperto ; in-
di decanta V acqua , e confervala , e metti al Sole
i piatti , perchè fi afeiughi il fondo rimafìovi ; e do-
po afeiutto levalo con pennello polito , e cf>*>fc?v?i-
lo in vetro . Alberto Guidotti .
Carmino faìfo .
2. Si prende Verzino di Fernambuco, (1) oflervan-
K do
( 1 ) Il Verzino di colore ranciato , come quello di Fernam-
buco , crefee nei Bofchi del Paraguai , principalmente in
quel-
130 Parte I. De* Trattenimenti
do di fciegliere quello , che è di colore ranciato, e
odorofo , e fi riduce in minutiflime fchieggie , op-
pure fi pefta nel mortaro . Si faccia bollire in ace-
to ftillato , e bollendo vi fj aggiunga un poco di
Allume di rocca; quando avrà bollito circa un quar-
to d' ora , fé gli deve aggiugnere un poco di pol-
vere d' oliò di Seppia , la quale ha facoltà di tira-
re a fé ogn' immondezza , e rendere purgato il co-
lore : quando 1' Aceto è eonfumato per un terzo ,
o per metà , fi coli per pezza fottile e fi torni a
far bollire , con aggiugnervi altrettanto Aceto ftilla-
to quanto la metà del primo , e poi fi lafcia bolli-
re fintantoché faccia fpuma , la quale deliramente fi
prende con cucchiaro , e fi pone in conchiglia , e
lecca che ila , reftarà in polvere . Bonanni .
Fa un bel Roflb , che imita il Carmino , ma di-
cefi , che non refifte ne ai fole, ne all' umido. Chia-
mafi Carmino fallo , perchè non arriva ad eguaglia-
te la bellezza del Carmino comune , e vero*
3. Perchè il Carmino venga belio fi opera nel mo-
do feguente . Pongafi in infufione nell' Aceto forte
bianco il Verzino per tre , o quattro giorni per e-
fempio una libbra di Verzino di color d* oro in un
boccale d* Aceto . Il Verzino deve elfere macinato;
di poi facciafi bollire per mezz' ora , e quando co-
sì farà bollito fi colarà per panno lino, o per Bom-
bace di tela forte ; e fi tornarà a bollire . In altra
pignattina ha da effere preparato un poco di Allu-
me in infufione fieli* Aceto bianco . Quello liquore
di Allume aggiungati a quello del Verzino , e fi
me-
quelli della Miflione degl* Indiani detti C'tchitt . I Nazio-
nali di Santa Croce della Sierra tagliavano detto Verzino , e
lo portavano per venderlo alla nominata Miilione .
Su le Vernici • 1 1 *
mefcoli bene con una fpatola ; quando fi vedrà, che
fa fpuma , raccolgali quefta con diligenza, e fi pon-
ga in vaio di vetro , o invetriato . Si lafciarà fec-
care , e fi conferva per l' ufo . ( i )
Lo iìeifo fi può praticare con la Grana , o Coc-
ciniglia in luogo del Legno Verzino . La Tintura
di quello legno è tendente al color di Rofe , e lì
avvicina molto a quello della Grana .
4. Un' altro metodo facile , e di poca fpefa per
fare un bel Carmino è il ieguente . Sì prenda un
boccale di lifeiva di foda (2), e parte di lifeivadi Qui-
nua . ( 3 ) Quando meffa in una pignatta la lifeiva
farà ben calda , fé le porrà entro Grana , cioè Coc-
ciniglia , o in vece di quella Verzino macinato , fi
batterà ben bene con un bafioncello , e fi cuocerà a
poco a poco in modo che bolla , fintantoché la Il-
ici va fi carichi bene del colore ; dopo fi leva la pi-
gnatta dal fuoco , e la decozione fi colerà per pan-
no lino non troppo ftretto , bagnandolo prima con
la detta lifeiva .
Dopo fi prende un Catino , nei quale faranno
preparate fei oncie di Allume ben fciolto in altret-
tante fcodelle d' acqua . Di quefto liquore fi porrà
a poco a poco nella Tintura, la quale farà in altro
Catino , meicolandolo ben bene tutto fempre verfo
una parte , fintantoché faccia fpuma : allora fi la-
feia fenza porre più lifeiva di Allume , perchè ripo-
fi per lo fpazio di un' ora , o anche più fé folTc
neceflario . Quan-
( 1 ) Trattato della Miniatura e ap. 1.(2) In Spagnolo fi
chiama Sofà , Vantila , e Vtdriera . Nel Tucuman la di-
cono fumi j ed i Guarani Inquicah . ( 3 ) In luogo della li-
feiva della Qu'tnuà , Erba dell' America , fi potrà foftitui-
*e la lifeiva delle Ceneri gravellate ; fi può fare eoo due
parti di Ceneri di Sarmenti , ed una di Calce viv* .
132 Tane I. De* Trattenimenti
Quando fi vedrà tutto, il colore della Tintura pre-
cipitato al fondo , e P acqua chiara , s* inclinarà il
pianto per verfar fuori 1' acqua chiara.* fé quella ha
ancora più colore , fé gli aggi ugnerà più lifeiva di
Allume , e quello , che reftarà nel fondo, fi fìltrarà
per panno lino più ftretto , che quello di prima .
Si ripete la filtrazione fintantoché 1' acqua efea chia-
ra , e non porti più colore denfo come colla . Al-
lora fi cava dal panno lino , fi pone in un Catino
di fondo profondo, ove fi lafcia all' ombra ad afeiu-
gare difefo dalla polvere . Prima che fia affatto lec-
co fi raccoglie , e fi formano paftiglie , le quali fi
porranno lopra una tavola a feccare, perchè fi con-
fumi 1' umidità , che hanno .
Avvertimenti . Alcuni per comunicare alla Palla
più corpo aggiungono un poco d' Amido , sbatten-
dolo con la patta infieme , fintantoché retti incorpo-
rato . Due , o tre onde di Cocciniglia , o di Le-
gno del Brafile fono fuffieien.ti per la fudetta opera-
zione . In luogo di Cocciniglia , o Brafile fi può
mettere nella lifeiva uno Straccio , o alcuni Straccj
di tela tinta in Grana , o di Scarlatto ; e fi cono-
feerà quando abbiano lafciato il colore , fc cavan-
doli dalla lifeiva , o lavandoli in acqua fredda non
la tingono . La Lifeiva fé manca la Soda , fi può
fare con due parti di cenere di Sarmenti , ed una di
Calcina viva , come fu detto fopra . ( 1 )
In altro modo fi fa il Colore di Verzino .
5. Prendi Verzino in minute fchieggie , e ponilo
in infufione in acqua , in cui fia fiata, per una not-
te un poco di Calce viva , in modo che fuperi al-
trettanto il Verzino , e fallo bollire , dopo che fa-
rà
( 1 ) Pub ancori ufarfi V leipopha , cioè Vejuco roflò .
Su le Vernici, 133
rà fiato in infufionc molte ore, finché cali per metà,
e poi decanta , e melcolavi un poco di Allume di
rocca ben macinato , quando il decotto fìa caldo .
Quello lecco che lari li adopra con un poco di Gom-
ma » Bonanni .
§. 2. Color Verde .
1. Per fare un belliliìmo Verde da miniare piglia
Verderame , Litargirio , ed Argento vivo , e ma-
cina con orina di Putto , ed adopralo , che avrai un
Verde come Smeraldo .
Altro Verde affai bello .
2. Piglia un* oncia di Verderame fino , un' oncia
di Verde eterno , una di Giallo fanto, una di Cre-
mor di Tartaro , e fei grani, e meno ancora di Al-
lume di rocca . Tutti quefti colori mefcolati fi ma-
cinano fottilmente , fino a renderli impalpabili , ed
uniti ai Cremor di Tartaro fi pongano in una boc-
cia di vetro , in cui fia fiato prima poftó ufi bic-
chier d' Aceto forte , a cui fi dovrà aggiugnere T
Allume di rocca ben macinato anch' egli , acciò ca-
vi fuori il verde , e dia il lucido al colore .
^ Avvertati, che fé fi metterle in elfo maggior quan-
tità di Allume , il Verde non riufeirebbe bello , e
chiaro , ma pi attorto fi verrebbe ad avere un colo-
racelo contornato di un Giallo difaggradevoìe . Per
provvedere però a quefto , quando un tale acciden-
te fofTe accaduto , bifogna accrefeere la dofe di tut-
ti gì' ingredienti , e quella del Cremor di Tartaro
ancora , fempre in egual porzione , onde con ciò
vengali a correggere quella alterazione dell' Allume.
Ciò fatto , e chiula la boccia , fi efpone al So-
le , ed ivi fi fa ftare finché V Aceto ha preib colo-
re , e fi è fatto un poco confidente , e fi vede
«fiere il tutto venuto a perfezione .
Av-
134 Parte I. De1 Trattenimenti
Avvertali però , che fui principio , vale a dire,
nei primi giorni bifogna qualche volta agitare la ma-
teria nella boccia , onde meglio fi mefcolino le fo-
ftanze .
Cavata così la Tintura Verde , fi decanta il li-
quore chiaro in un' altro vafo , e fi fa feccare . Sul
capo morto , o fedimento reflato nella boccia , fi
verfa di nuovo altro Aceto ben chiaro; fi agita co-
me fopra la materia , e fi fa Ilare al Sole , come
fi fece 1' altra , e ridotta la tintura a perfezione ,
deliramente fi decanta , di maniera che col chiaro
non venga niente di feccia , o fondo , e fi uniice
all' altra prima cavata . Quella operazione fi potrà
replicare finché vedali , che la materia , fulla quale
fi rimette T Aceto dà colore perfetto .
Da quello fi eftraggono ancora altri belliffimi co-
Jori . Perchè fenza il Giallo Santo viene un Verde
ofcuro , con poco fi avrà meno ofcuro , e con do^
fé ardita , o moltiffimo giallo diverrà un Verde af-
fai aperto , ed è provato . Guidotti .
Altro Verde per la Miniatura .
3. Macinarai Verde -Gris con Aceto , ed un po-
co di Tartaro , e quando farà bene ridotto in poi-
vere , aggiugnerai un poco di calcina viva , e Ver-
de di Velcica : dopo fi macinarà bene il tutto , e H
confervarà in conchiglie : in cafo che divenga trop-
po duro, s' ammorbidirà con Aceto .
Altro per lo flejfo /oggetto .
4. Prendi Verde -Gris , e lo macinarai fopra la
Pietra dei Pittori con una terza parte di lale di Tar-
taro , e di Aceto bianco .
§. 3. Per fare la Lacca di Grana*
r. Piglia una Libbra di cimatura di fcarlatto fino,
e ponila in una pignatta nuova piena di lifeia non
trop-
Su le Ventici , 135
troppo forte , e falla ben bollire , affinchè la lifeia
medelìma prenda il colore ; poi abbi un facchetto
aguzzo nel fondo , e dentro poni la detta cimatura
con la lifeia , acciochè cada in un altro vafo poli-
to , e lavala poi nella detta colatura ; e fé vedrai
la cimatura colorita , torna a bollirla con altra li-
feia , e fa come fopra , finché retti fenza colore.
Preparata quefta colatura , prendi acqua chiara, e
fa in ella liquefare oncie cinque di Allume di roc-
ca al caldo , rifcalda anche la colatura di prima , e
tutto meicolato getta in facchetto polito , e lafcia
colare in un vafo netto ; e fé la colatura è roffa ,
tornala a porre nel tacchetto più volte , finché efea
T acqua chiara ; per ultimo con un coltello di le-
gno , o di odo radi il facchetto , e coglierai il co-
lore rimafto in elio , il quale fi pone a feccare fo-
pra un fondo netto all' ombra , e farà Lacca bellif-
fìma . D. Aleilìo Piemontefe lib. 4. pag. 90.
Lacca di Verzino .
2. Prendi due fecchj di lifeia forthlima , e metti-
vi dentro una libbra di cimatura roffa , e falla bol-
lir bene , e ponila in vafo di pietra , o majolica ,
e gettavi a poco a poco una libbra di Allume di
rocca , mefcolando con fpatola di legno , e gettavi
due fecchj d' acqua frefea a poco a poco , poi met-
ti ciò in facchetto aguzzo , e lafcialo colare , ed
avrai il corpo , che metterai in vafo di vetro . Poi
fa bollire il Verzino , finché cali un dito , e fallo
colare per facchetto . Quefta colatura fi rimette al
fuoco con un' oncia di Gomma Arabica in polvere,
e tanto bolla , che cali circa un dito , e gettala fo-
pra il detto corpo , mefcolando con fpatola di le-
gno • poi ponila in un lacchetto, e fa colare P ac-
qua chiara; quello, che rimane nel facchetto , farà la
Lac-
136 Parte I. De Trattenimenti
Lacca , la quale fi porle a feccare all' ombra . D. A-
leffio citat. pag. 70.
Altro metodo di fare la Lacca .
3. Prendi tre quarti d' oncia di legno Brafile ben
minuto , una foglietta d' acqua chiara , un groffo,
e mezzo di Allume di rocca , un groflb di Gomma
Arabica , una dozzena , e mezza di grani di Sale
di Tartaro , la grofìezza come di due Nocciuole di
Criftallo minerale, tre quarti d' offo di feppia rafpa-
to , ed affai bianco ; fa tutto bollire in una padel-
la fino ai due terzi ; dopo la colarai per un pan-
no lino groffo , e per la più beila lo colarai quat-
tro volte . Colata che fia , fi efpone al Sole ben
coperta a feccare . Quella, che più predo fi lecca è
la più bella . Quella, che reftarà,farà ancora un co-
lor violato , fé vi fi pone acqua, e fi fa bollire co-
me fopra. Secrets concernant les Arts e Metiers to-
me Premier C ha pi tre VI.
§. 4. Imitare le Macchie di Tartaruga co-
sì bene , che difficilmente da quel-
la fi diflinguo}iOé
1. Preparato prima ciò , che fi vuole ^ macchiare ,
fi deve tingere con colore tendente al giallo , oppu-
re rodo pallido ,e fopra quello fondo fare delle mac-
chie , ove più , ove meno cariche di colore con lo
fpalto ftemperato in acqua di ragia , onde fi efpri-
mano le macchie ordinariamente vedute nella Tarta-
ruca . Preparato tal fondo , fi copre con Vernice ,
principalmente con quella comporta di Gomma Lac-
ca , e fpirito . Si può anche a luogo a luogo , pri-
ma di darle la Vernice , toccarla un poco con om-
bra di Minio , che appena appaja ; come anche fi
ha da procurare di lafciar intatte le macchie giallic-
cie , e quelle, che tendono al roliìccio . Si poflono
fa-
Sit le t^ernttt . 137
fare ancora delle altre macchie , col framif chiare il
Minio col Nero . Bonanni , e Guidotti .
2. Prendi un' oncia di Litargirio d' oro , mezz*
oncia di Calcina viva • lì deve mefcolare , e maci-
nare tutto infìeme con 1' orina , ma in modo , che
non relìi ne duro , ne troppo molle , ma in conlì-
iìenza di polenta : ciò fatto fi applicarà fopra cor-
no ; e tre , o quattro ore dopo lavarai la materia,
ed il corno farà colorito.
Altro modo .
3. Prendi Calcina viva , Orpimento , Ceneri gra-
vellate , ed Acqua forte .• mefcolarai bene il tutto
inlìeme , e fi tinge il Corno , imitando le macchie
della Tartaruga. Secreti Tom. I. Chap. Vili.
§. 5. Azzurro di Berlino , e metodo
per fabbricarlo <
1. Le operazioni i'ono le feguenti : Prima analiz-
zate infieme quattro onde di Nitro , ed altrettante
di Tartaro . Seconda : Mefchiare bene quefto Alca-
li con quattro onde di Sangue di Bue feccato ; po-
nete il tutto in un Crogiuolo , turato con un coper-
chietto forato con un piccolo buco , e calcinatolo
con fuoco moderato , finché il fangue fia ridotto in
perfetto carbone , vale a dire finché non efea più,
fumo , o fiamma capace di annerire i corpi bianchi,
che alia fteifa lì eipongono. Accrelcete il fuoco ver-
fo la fine, dimodoché tutta la materia contenuta nel
crogiuolo fia mediocremente , ma fenfibilmente in-
fuocata . Terza : Gettate in due pinte d' acqua la
materia del Crogiuolo ancora tutto infuocata, e da-
tegli una mezz' ora di ebollizione . Decantate que-
fta prima acqua , e paffatene di nuovo fopra il re-
siduo nero , e carbonofo , finché ella divenga quafi
inlìpida . Meichiate inlìeme quelle acque , e per vii
della
X38 Parte I. De7 Trattenimenti
della ebollizione fatele ridurre a quali due pinte . Da
un altro canto difciogliete due onde di Vitriolo,ed
otto onde di Allume in due pinte d' acqua bollen-
te ; mefchiate quefta diflbluzione tutta calda colla
Jifcia precedente tutta calda . Si farà una grande ef-
fervefcenza * i liquori s' intorbidaranno , e diver-
ranno di un color verde più , o meno azzurro ; e
vi fi formerà un precipitato , o depofizione del me-
defimo colore \ filtrate per feparare tal depofizione ,
verfatevi fopra dello fpirito di fale, e melchiato che
lo avrete bene con ella , queft' acido farà prendere
fubìtamente un belliffimo colore azzurro alla feccia.
E5 cofa eflenziale di metterne piuttofìo più, che me-
no , finché fi vegga , che egli accrefca ognor più la
bellezza del colore .
Lavate quello Azzurro il giorno feguente , fin*
che 1* acqua efca infipida , e fatelo feccare dolce-
mente .
Tale è il primo metodo , col quale fi fa 1' Az-
zurro di Berlino , o di Pruffia . Volendo farne in
maggior copia fi accrefcono le Dofi delle materie a
proporzione . Wodrad della R. Societ. di Londra an-
no 17*4- Tranlazioni Filofofiche in detto anno.
Altro Metodo .
2. Prendi otto libbre di Tartaro roflb , ed altret-
tante di Sangue di Bue fecco , e ridotto in piccoli
pezzi ; tre libbre di Argilla ; una libbra , ed
otto onde di Salpietra di feconda cottura . Riduca-
li il tutto a polvere groffolana , e pongafi in un
Crogiuolo in mezzo di un Fornello , dandogli fuo-
co graduato ■ Paffete quattro ore di buon fuoco ,
quando già la materia farà ridotta ad una fpe-
cie di paiìa , e che già non efala più fumo , e
fi trova egualmente infuocata , fi porrà con un cuc-
chi*-
Su le fornici . 139
chiajo in due Vali grandi pieni d' acqua bollente .
Quella lil'eiva li cola, e fi mefcoìa con una diffolu-
zionc di otto libbre di Allume , e due libbre di Vi-
triolo verde . Si farà una elicrvefeenza , e dopo fi
precipiterà una depolìzione verde , la quale fi mu-
tarà in azzurra , avvicinandola con una porzione di
Spirito di Saie . Si lava quella materia , o Fecula,
velandogli fopra molte volte acqua calda , con cui
perde V acido . Per quello metodo fi cavano ven-
tuna , o ventidue oncie di Azzurro bello.
3. Due libbre di Tartaro rollo ; tre di Sangue di
Bue difeccato , altrettanto di Calcina viva di frefeo
bruciata ; una libbra , ed otto oncie di Salpietra .
Si opera come nel metodo precedente . Pongali la
lifeìva di quefta materia in due pignatte con acqua,
mefcolandogli una foluzione di due libbre , ed ot-
to oncie di Vetriolo verde . La calcinazione farà me-
no lunga . Quella operazione darà folamente fette
oncie di Fecula , che non ha bifogno di eifere av-
vivata. La fua bellezza ricompeniarà la fcarfa quan-
tità, perchè quello Azzurro eccede tutti gì' altri , e fa
lo fletto effetto , che 1* Oltremare , e di più refifte all' Ària .
4. Due libbre di Tartaro roffo ; una libbra , ed
otto oncie di Nitro , che è il Salpietra ; una lib-
bra di Calcina viva ; tre libbre di Sangue di Bue
fecco . Calcinato il tutto come fopra , e fatta lifci-
va , come fi è detto , fi verfa quefta in una folu-
zione di quattro libbre di Allume , e di una lib-
bra di Vetriolo . Pattata 1' effervefeenza fi preci pi-
tarà la polvere azzurra , o Fecula in quantità ; di
ventifei oncie incirca ; è fimile all' Azzurro del ter-
zo Metodo . ( 1 ) Colla affai i' Azzurro d* Oltrema-
re >
(1) Giornate et Italia cart. 22. , il quale pone altri meto-
di
140 Parte I. De* Trattenimenti
re , e perciò gli è flato foftituito comunemente quel-
lo di Berlino, attefo il mediocriffimo prezzo di que-
llo ultimo .
§. 6, Azzurro fenza il Lapìslazulo *
i. Argento vivo parti due ; Solfo parti tre * Sa-
le Ammoniaco parti quattro . Poni il tutto in boc-
cia ben lutata (opra il Fornello a vento ; e quan-
do vedrai il fumo azzurro levala dal fuoco, e fred-
da che fia , farà fatto un bel colore . Bonanni ( i )
Vedi la part. 2. del Tratten. IV.
Per imitare il Lapìslazulo .
2. Si prende Azzurro , ovvero Smaltino {tempe-
rato con Vernice di Gomma Lacca , e prima che
Ha fecca fi fpruzza con fpruzzo d oro . Quando
farà lecco fi ricopra con la Vernice bianca più vol-
te , e poi fi polifca . Bonanni .
Porfido finto .
3. Per imitare il Porfido fi fa il fondo di terra
Roifa d' Inghilterra , o col Cinabro , e uri poco di
Nero . Poi fi fpruzza con Biacca , e fopra fi copre
con la Vernice , e polifce . Lo ftelfo .
Color di Bronzo ftmile al vero*
4. Macinai! colf acqua Terra Verde di Verona ,
in modo che venga finifiima ; apprefso fi unilce con
colla di ritagli , ed unita fé ne danno due , o tre
mani fopra la cola , che fi vuole dipinta a colore
di Bronzo , la quale deve prima efsere velata di Geflo .
Ciò fatto fi dà mano a frammenti di Crogiuolo nuo-
vo ,
eli poco divertì . Grifielini Dizionario dell' Arti y e de Me-
ft'teri nella Voce Azzurro di Berlino deferi ve il metodo
primo .
( 1 ) Il Tom. 1. Secrets concemant les Arts , & Metiers
Chap. VI. infegna a fare 1' Azzurro, che pare fimile all'
Oltremare , fenza Lapislazulo .
Su le Vernici , 141
vo , e fi macinano pure con acqua , unendo ad ef-
fi un poco di Biacca , quando li volere il colore
più chiaro .
Preparata così la materia del Crogiuolo , fi (lem-
pera coli' accennata colia , e lì dà (opra la terra ver-
de fatta prima lecca , continuando a darla , finché
r opera rielea di piacimento .
Fatto ancor quello fi può porre Copra la fuperfi-
cie del lavoro Porporina , ed Ottone di Germania
I macinato fino , e particolarmente nei fidi più elpo-
fti , mentre fembrarà , che venga feoperto il metal-
lo a forza di maneggiarlo . Guidotti .
5. La Porporina preparata , come ora fi dirà, fer-
ve per dare naturalezza a qualche lavoro , qumdo
vogliafi , che imiti il Bronzo . Si macina dunque
ì la Porporina con un dito in una fcodella , entro cui
fia orina chiara ,o lifeiva vergine . Macinata che fia
fi lafcia precipitare a fondo , decantando poi con
deprezza o 1' orina, o la lifeiva adoperata. Ciò fat-
to fi replica P operazione medefima , finché il flui-
do ufato fia addivenuto chiaro : in appreilo fi cola
per pezza , e colato fi unifee alla materia , che re-
tta fulla pezza, zafferano, feiogliendo in appreifo la
miftura con acqua di gomma . D. Aleffio Piemonte-
te preiio Bonanni cap. xx. 5 e Guidotti. (z)
§. 7. Colore Rojfo .
1. Il Sangue di Drago in lagrima macinato con
fapone , ed acqua un poco gommata dà un bei co-
lo-
( 2 ) La Porporina è una materia offaftra , che i foli Vene-
ziani hanno V Arte , per quante i: dice , ói eftrarre dal
Rame . Viene diitribuita in Italia, fo^to il nome di Bron-
zo ro(fo , e fi adopera per colorire, a bronzo le Carrozze
di prezzo . Valinoiu df Somare ì>\zionario nella Voce Por-
por'ma ,
142 Parte L De* Trattenimenti
lore rofìfo . Crefcendo il fapone fi ha un color cre-
mili j tornando ad aumentare la quantità del fapo-
ne viene fuori un bel Perfichino ; e mettendovene
affai poco , il colore fi fa di Carmino . Guidotti.
2. Per fare un bel campo roffo, come fanno in
Francia , ed in Inghilterra, fi pratica nel modo le-
guente . Prima d' ogni cola fi dà fopra il lavoro
una , o più mani di Geilo (temperato con colla, co-
me fanno gì' Indoratori , e pofcia s' uguaglia col
raffetto , e fi polifce . Ciò fatto fé gli dà una ma-
no di Minio , o più , fciolto con colla di Pefce ,
procurando che il colore refti eguale: indi un'altra,
o più mani di Lacca fina , lecco che fia il Minio ,
quando fi voglia ofcuro . Se poi fi deiìdera chiaro,
e brillante fi copre d' una , o più mani di Cina-
bro macinato , ed incorporato con Lacca ; e quan-
do quefto colore è fecco fi vela di Carmino , fin-
ché piaccia il colore , e fia eguale . ( 1 )
Dopo a fuo tempo fé gli dà fopra una Vernice
chiara fatta collo Spirito di Vino .
Si deve avvertire, che il Carmino fi deve fcioglie-
re , e (temperare con acqua di fonte , o di fiume >
o di pioggia , e non con quella di pozzo , mentre
quefta fa diventar il colore quafi Morello ; e la
Gomma Arabica , e molto più quella de' Pruni lo
fa prendere colore più chiaro , e bello . Guidotti.
— >§. Fate una lifciva di Sale di Tartaro , entro cui
mettete Legno Brafile per lo fpazio di una notte con
un poco di Allume j dopo fi feri bollire ai fuoco ,
fin-
( 1 ) In vece di Sangue di Drago fi pub fare la prova con il
colore roffo cavato dai granelli dell' Urueui , col quale fi
tingono gì' Indiani Pajagua , ed altri ; ovvero con l' lei-
popita , e Radica Roffa , adoprata dalle Donne Spagnole,
ed Indiane nel Paraguaj.
Su le Vernici . 143
finché fccmi due terzi ; di poi fi cola , e vi fi ag-
gi ugnerà la Gomma Arabica per fervicene . L' Al-
lume rende il colore più , o meno ofeuro , e bru-
no . Secreti &c. Chup. VI.
4. Per dare alla Lacca un colore bellifììmo fi ope-
ra così . Si macina la Lacca fottilmente con acqua
pura , aggiugnendo ad ella nel macinarla due , o tre
goccie d' olio di Tartaro frefeo ,0 più ancora fe-
condo la quantità della Lacca , che fi preie a maci-
nare . Con tale aggiunta acquiftarà più bel colore y
il quale diverrà ancor più carico , fé i\ adoprerà più
olio . Ciò fatto fi fa feccare all' ombra . Guìdotti .
Vedi il §. 1.
§. 8. Colore Nero .
1. Il Nero Fumo di Pino , o di Avorio brucia-
to , e ridotto a carbone macinato nella Pietra de*
Pittori con Aceto , ed acqua , finché diventi polve-
re impalpabile , è eccellente . Si conferva in una
Vefcica . ( 2 )
2. Il Nero de' Piedi di Montone, o Caftrato bru-
ciati , e ridotti in polvere fina , dà un Nero vel-
lutato .
3. Un Nero fino fì otterrà col metodo feguente .
Prendi feorze di Noce > e falle bruciare , od arro-
ftire in una padella di ferro . Ciò fatto le porrai in
una icodella piena d7 acqua > e dopo le macinarai
lopra la Pietra de' Pittori con olio, a con Vernice.
4. Si prende un Lucignolo di Bombace in una Lu-
cerna d7 olio di Noce . Si accende , e fi copre con
piatto di terra foftenuto Copra la Lucerna da alcune
pie-
( 2. ) Il Nero Fumo > che fanno le fchieggie dell* Albero 7Y-
g* 1 o Tagìbo nel Paraguaj è molto migliore > che il Ne-
ro Fumo del Pino Europeo .
144 Parte L De1 Trattenimenti
pietre , perchè fé gli attacchi il fumo ; appretto fi
raccoglie il fumo , o tutto il Nero , che fi troverà
nel piatto , e fi conferva per }' ufo .
Nero affai bello , e facile .
i. Prendi buon lnchioii.ro nella quantità , che ti
piacerà , e ponilo in un piccolo Catino nuovo , e
bene cotto .* Dopo efponilo al Sole, acciò fi fecthi;
e quando farà bene fecco lo levarai dal Catino con
un coltello . Ciò fatto lo macinami in modo , che
divenga polvere fottiliffima , e la mefcolarai con la
Vernice , e riulcirà un Nero beilifiìmo .
2. Sì macina nella Pietra de* Pittori il Nero Fu-
mo di Lucerna ; quando farà bene macinato fi po-
ne in un vafo di terra / dopo fi mette fopra il le-
gno con un pennello, e quando farà fecco fi polifce.
3* Mettete pezzi di ferro , come chiodi &c. , che
fiano bene rugginoiì dentro un buon Inchioftro , e
lafciateli in infufione per alcuni giorni ; dopo unge-
rete il legno, e quando farà bene imbevuto il polirà.
Nero bello per dipingere»
i. Si mefcoli T acqua di Foglie di Noce con Cal-
ce viva ; fi faccia bollire in efla miftura Legno ,
o qualsivoglia altra materia , e reiìarà tinta di un
bel nero ,
2. Si mettono in Aceto limature di ferro , e po-
fte in vafo coperto , fi sbatte , ed agita fortemente ,
ed è un bel Nero .
Maniera di fare alcuni Inchioflri .
i. Si frangono due Libbre di Galla , e fi fanno
bollire in cinque , o fei libbre d' acqua finché fie-
no ammollite , e non reftino , che due libbre , o
due libbre , e mezza d' una decozione carica di co-
lor gialliccio ofeuro . Si cola con forte efpreflìone ,
e vi fi aggiungono dieci , o dodici oncie di Vetrio-
lo
Su le Vernici . 145
lo verde , o bianco , ed un' oncia di Gomma Ara-
bica frànta , e fi lciolgono a fuoco lento . Il Ve-
triolo ia prendere in poco tempo al liquore un co-
lor Nero , e lo fa Inchioftro ; perchè probabilmen-
te T acido di quello Vetriolo , indebolito dalla fo-
ftanza fulfurea , ed attorcente della Galla , la fui
parte ferrigna , e nera fi dilata , e fi fa vedere nel
liquore . Si lafcia npofar 1' Inchioftro , e fi fepara
dalle lue feerie , verlandolo in qualche vaio , do-
ve fi conferva ,
Nota. Un gran numero d' altre materie vegetabi-
li , ed aftringenti potrebbero fervire in luogo della
Galla per far 1' Inchioftro, come fono la Ghianda,
il Legno di Quercia , il Legno d' India Campec-
cio , la feorza di Melegranate , il Sommaco , e le
Rofe rotte . Molte di quefte materie in vero non
rendono per 1' ordinario 1' Inchioftro così tinto , ne
così carico , come la Galla , ma fanno un' Inchio-
ftro , che molto gli raflomiglia , ( 1 )
2. Due libbre , e mezza d' acqua di pioggia ; Gal-
la , o Algarrob'tlle per forta quattro oncie ; Gom-
ma Arabica (2) un* oncia. Le Galle , o Algarro-
b:lle pofte in infufione fi rifcaldano fopra ceneri cal-
de per lo fpazio di 22. ore > e per un quarto d' o-
ra lì fanno bollire foavemente ; agitafi la materia
con un baftoncello , fi cola in altro vafo , ed in
quefto fi pone la Gomma in polvere . Si ritorna a
porre il tutto fopra ceneri calde , o in fuoco lento
L per
( 1 ) Nel Paraguaj in luogo di Galla fi adopera 1' Algarr»-
billa , P Erba del Paraguaj , e la feorza del legno chia-
mato in Guarani Ibaporaìti , e fi fa inchioftro bello .
( 2 ) La Gomma dell' Albero Ibopei è la (tetta , che V Ara-
bica ; e ancora quella dell' Albero Campai .
146 Par fé I. De? Trattenimenti
per un quarto d'- ora , e fi mefcola come prima ,
acciochè fi fciolga bene la Gomma . Viene Inchio-
ilro bello .
3. Vetriolo , e Gomma Arabica di ciafcuna cofa
un' oncia ; Galle infrante un' oncia , e mezza ; pon-
gali il tutto in dieci oncie di Vino bianco , o di
Aceto . In un' ora refla buono quello Inchioftro per
Ieri vere , vale a dire , fi può ulare dopo un' ora ,
che fia fatto .
Inchioflro fopraffino .
4. Vino bianco generofo , o nero oncie 48. , Gal-
le d' Ilìria ammaccate , e non in polvere oncie %.y
Vitriolo Romano intiero oncie 2. , Gomma Arabi-
ca oncie 1. , Legno Campeccio oncie 3., Scorza di
Pomi Granati , o Melegranate oncie 2., Ferro rug-\
ginofo oncie 4. Si vuota il Vino in una pentola nuo-
va , e vi fi mette in infufione per due giorni il
Campeccio , le Scorze , ed il Ferro : dopo fi fa bol-
lire infieme con qutfti ingredienti, finche redi il Vi-
no netto oncie 30 , e fi cola per pezza fiifa ; poi
vi fi aggiungono le oncie 3. di Galla , e fi lafcia
in infufione al Sole caldo , oppure fopra la cenere
calda otto giorni , maneggiandolo di fovente ; pofeia
colato fé gli aggiungono le oncie 2. di Vitriolo , e
lì laida pure in infufione quattro giorni , maneg-
giandolo come fopra . In fine fé gli mette la Gom-
ma Iciolta in Vino generofo , e fi lafcia altri due
giorni al Sole , o al calore della cenere , movendo-
lo fpeflb ; e poi fi cola in vaio invetriato , e me-
glio in vafo di vetro; e dopo alquanti giorni avrai
un' Inchioflro belliilìmo .
Chi defidera un' Inchioftro luftro come Vernice ,
vi aggiunga Allume di Rocca , ma lì afeiuga diffi-
cilmente. .
Tut-
ùei, 147
Tutti i fudetti Capimorti , o redimenti ricavati
dalle colature fi rimetteranno nella detta pentola
con oncie 15. di Vino , e fi efporranno per altri
otto giorni al Sole ; e così lì tornarà ad avere un*
Incholìro , che potrà fervire per render fcorrevole
il primo , in cafo che diveniile troppo fiflo . Gui-
doni .
5. Due libbre del migliore Aceto , 13. libbre d'
acqua piovana : fate bollire quelli liquori mefcolati
infìeme ; di poi mettetevi mezza libbra di Vitriolo
marziale calcinato . Lafciate il tutto in digeftione
per 24. ore in vafo di terra invetriato ; aggiugnete-
vi una libbra , e 4. oncie di Gallozzole , che fieno
fiate colte prima , che follerò mature , ridotte in
polvere groilolana , e 5. oncie di Gomma Arabica :
agitate il tntto di tratto in tratto con una bacchet-
ta di legno , ed in quattro , o al più in cinque
giorni avrete un' inchioftro nerilìimo , e perfettiifi-
mo , e che per molti anni fi conferva lenza la me-
noma alterazione .
11 modo ufato dagli Ebanifti per tingere legni di-
verto" in colore di Ebano è fcritto nel Trattenimen-
to Vili. Eccone un' altro .
6. Mettete Galle in infufione entro dell' Aceto ,
nel quale fiano fiati pezzi , o chiodi di ferro rug-
ginolo,; con quello liquore fi tinge il legno , e do-
po fi pollice .
7. Altro . Prendete legno dell' India , cioè Cam-
peccio tagliato minuto , ed un poco d' Allume: fa-
te bollire 1' acqua , nella quale lìaranno in infufio-
ne fintantoché divenga di colore violato . Di queft'
acqua darete alcune mani al legno fintantoché pren-
da lo fteflò colore violato . Dopo farete bollire Ver-
detto , cioè Verde - Gris in Aceto fino alla diminu-
zio-
148 Parte I. De Trattenimenti
zione d' un terzo ; con quefto gli darete tante ma-
ni , quante vedrete efiere neceffarie , affinchè il le-
gno prenda colore nero . Per contraffare il colore
dell' Inchioftro Chinefe vedi la Parte IL del Trat-
tenimento IV. Num. VIIL
Inch'tofìro fim'tle al Chinefe,
Prendete Nero fumo bruciato entro un Crogiuo-
lo , o Pignattino fintantoché non fumi più , maci-
natelo fopra il Porfido , o Marmo infieme con ac-
qua di Gomma Dragante bene carica , poi mefcola-
tevi altrettanto d' Indaco ben bruciato , e macina-
to . Si macinaranno inlìeme per il tempo di due ore,
per mefcolar bene il tutto . Ciò fatto fi ammalia
perfettamente la materia, e fi formaranno li Ballon-'
cini d' una groffezza proporzionata , che fi mette-
ranno a feccare al Sole , già tagliati con un coltel-
lo , e fé piace fi pongono, in ftampi di Latta , o
di ferro . Ma perchè la Gomma non fi attacchi agli
ftampi , quefti fi polverizzano con Nero fumo , o
di offa di Perfico &c.
Altra maniera . Nero fumo bene fternperato nelF
Acquavite , dipoi fi mette alcune volte nelT acqua
comune chiara per feparare le parti grofle , ed alla
terza volta , che fi deporrà nel fondo del vafo fi
farà (correre attentamente P acqua per inclinazione :
quello , che reflarà nel fondo fi raccoglie, e fi met-
te fopra Colla nuova d' Inghilterra bene (temperata.
Ciò fatto fi macina il tutto fopra il Marmo per in-
corporarlo : Si formano li baftoncini della parta , e
fi lafcia.no. feccare .
Nota . Il Carbone di Fave fecche ferve come il
Nero fumo . ( 1 ) Al-
( 1 ) Secret s conccrnant les Ans , &- Metter s , Tome Pre-
mier Chapitre x. pag. 275.
Su le Vernici . 149
Mtra maniera . Si prendono Nocciuoli, cioè of-
fa di Perlico , o di Àrm$m*chc{i) fi gettano via
le Mandorle , riservando foltanto le feorze dure, o
Gufcj , i quali ti hanno d.i inviluppare ben tane fra
due foglie di Cavolo, T una (opra 1' altra , legan-
do efattamente il falcio , o inviluppo , e fi mette
entro un Forno , quando fi vuole cuocere il pane,
nel tempo di metter quello, o prima di metterlo .
Conviene , che i Gufcj lì riducano in carbone otti-
mamente confumato , ma lenza , che fi brucino ,
e fenza che facciano fiamma .
Quando quello carbone è fatto fi lafcia raffreddare
nell' inviluppo ; quello di poi fi leva via , ed il
carbone fi macina dentro un mortajo coperto con una
pelle , al traverfo di cui fi farà pattare il piftello ,
e riducafi in polvere finilììma . Nello Hello tempo
fi fa ilemperare nell' acqua Gomma Arabica in buo-
na quantità , in maniera , che 1' acqua rielea un
poco denfa .
Dopo fi pone quella polvere fopra il Marmo li-
feio , e fopra s' infondono alcune gocciole d' acqua
di Gomma i e fi fa una palla nella fletta maniera ,
che fi fa con i colori . Si pone quella palla in pic-
coli flampi di Latta , o di Cartone impiallrati con
cera bianca , e così s' impedifee , che la Gomma il
attacchi . Lafciafi feccare , e dopo fi adopera .
Nora . Nel cafo , che mancalfe la comodità dei
Forno , fi pongono i Fafcj nel Focolare del Cami-
no , quando già fia accefo , e fi coprono colla ce-
nere , e fopra vi fi mette il fuoco . ( 3 )
Sa-
(2) In Spagnolo Albar'tcoques , a Ravenna Mognache> e Be-
r'teochi .
( j ) L pronome , ov Dìttionahe Portatif. du X2uhivateur ,
To-
150 Parte I. Be' Trattenimenti
Sarebbe più acconcio mettere i Gufcj entro una
Pignatta nuova , o dentro un Crogiuolo , otturan-
dolo ben bene con creta , e ponendolo fopra la ce-
nere calda vicino al fuoco , e fopra la coperta po-
nendo alcune brafcie dello fteifo fuoco .
TRATTENIMENTO XX.
Alcune belle Vernici della China.
LE Compofizioni di quefte Vernici riporta il P.
Carlo Plumier Minimo , ( 1 ) il quale non du-
bita chiamarle vere Vernici Chinefi • e fi maravi-
glia , come effendo fempliciffime , non fiano be-
ne
Tome Premier , vcrb. Encre . Scrive /' untore , che que-
y?a è Nouvelle maniere de (aire de /' Encrs de la Chine ,
e ejì-à dire de la meme materie , & de la memi fa fon
don les cbinois la prèpareut .
Ma io fono perfuafo , che non è così : perchè 1' Inchio-
ilro della China è una rara , e mirabile compofizione , che
fi è tentato in vano d' imitare in Europa .
Dicefi , che fi prepara con Nero fumo di differenti fpecie ;
ma T ottimo è quello fatto dei fumo di graffo porcino .
Sì mettono due libbre di quefto graffo in un Catino ; vi
fi colloca nel mezzo una miccia accefa ; fi copre il tut-
to con un piatto inverniciato , facendo in guifa , che vi
relli quel men di apertura , che è pofiìbile tra il piatto ,
ed il Catino . Quando fi è lafciata ardere la miccia per
un certo tempo , fi raccoglie il Nero fumo , che fi è for-
mato di fotto al piatto , fi calcina , e fi digraffa , cioè fi
brucia come il Nero fumo di Pino &c. per digraffarlo . I
Chinefi vi mefehiano infieme un certo olio , e vi aggiun-
gono altri ingredienti odorofi per levarne il rancidume dell'
olio . Mefcolato che 1' hanno , e ridotto ad una palla
giuda , lo mettono in una forma per figura» lo .
( : ) Le Torneour a perfettion Ante. XII. Chapitre W.
Su le Vernici . i$i
ne riufciti parecchi ingegnofi uomini nella di loro
manipolazione . Servono per applicare fopra il legno.
Vernice RojJ.j con Gomma Lacca,
Prendi Gomma Lacca in b.-ftoncelli , o in grani,
la levarai bene dai b.dloncelli , lavandola in molte
fecchie d' acqua per cavarne la tintura . Poi lalcia-
la leccar bene , perchè la minima umidità guafta-
rebbe tutto . Quando farà bene lecca la macinarai
in un mortajo aliai netto . Se ti lervirai della Lac-
ca in granelli , conviene fciegliere la più chiara , e
la più limpida, purgandola bene dalle lue fporcizie,
e per il rimanente operare come con quella dei ba-
ftonctlli .
Pigìiarai dunque mezza libbra dell' una , o dell'
altra delle dette Gomme preparata nel modo riferi-
to , e la metterai in una bottiglia di vetro doppia,
nella quale verlarai due libbre , e mezza di buono
fpirito di Vino rettificato , aggiugnendo il grotto di
una Noce Mofcata di Canfora .
Ciò fatto lafciarai fciogliere tutto per lo fpazio di
ventiquattro ore a freddo , dimenando di tempo in
tempo la bottiglia . In capo alle dette ore , ficcome
il tutto non farà ancora fciolto , approffimarai la
bottiglia al fuoco , le è Inverno , o la metterai al
Sole nella Eftate , di maniera che il calore ila foa-
ve , ed infenlibile . Allora vedrai il chiaro di que-
lla Vernice venire all' alto , e lo verlarai dolcemen-
te in altra bottiglia per inclinazione . Lafciarai nel-
lo fteìlo modo la bottiglia al medefimo calore, con-
tinuando a verfare nell' altra bottiglia il chiaro di
cotelìa Vernice j fintantoché nonalcenda niente affatto.
Nel chiaro , che hai prefo metterai il grollo di
una noce di Trementina preparata nel modo feguen-
te . Prendi Trementina di Venezia della più bella ,
e più
i$a "Parte I. De' Trattenimenti
e più bianca , che potrai trovare ; la farai liquefare
fopra fuoco di carboni entro uia fcodella di terra
nuova lenza mettervi acqua , ed agitandola fpeifo .
Quando effa farà liquefatta , allora fi trova a pro-
pongo per 1* ufo , che fra poco fi dirà .
Effendo cavata la Vernice chiara , fi porrà anco-
ra per inclinazione in un' altra bottiglia particolar-
mente , o ieparatamente la feconda Vernice , che il
troverà fra il chiaro , ed il groffo della feccia , fin-
tantoché fi vedrà venire la Vernice grotta torbida ,
che colami per un panno lino , e la premerai bene,
fintantoché non ftillerà più umidità . Cotefta ancora
porrai in altra bottiglia da per fé, per ufarla fecon-
do il bifogno »
Vetnice Bianca fatta con la Gomma Sandracca.
Prendete mezza libbra di Gomma Sandracca
della più bianca , e più chiara ; la lavarete bene in
buon fpirito di Vino rettificato . Ciò fatto mettete
la detta Gomma in una bottiglia infieme con un*
oncia di Maftice in lagrime , e di Gomma Elemi il
groffo d' una Nócciuola , e due libbre di Spirito di
Vino rettificato . Si farà liquefare il tutto come fo-
pra * di poi aggiugnerete il groffo di una Noce di
Canfora infieme con un* oncia di Trementina . Que-
lla Vernice è chiara , e fenza feccia , o fedimento.
Vedi il Tratten. XI. del Num. 5.
Preparazione del Legno per i Lavori
alla Chtnefe*.
Conviene prendere Legno del più duro per i lavo-
ri fini j ma per gì' altri fervirà P Albero di Noce
ben feccato . Se il lavoro è fatto di molti pezzi ,
quelli fi devono incollare politamente , e che lìano
fattamente aggiufìati gì' uni cogl' altri . Si ha da
polire perfettamente il Legno in modo , che refti
da
Su le Vernici . 153
da per tutto lifcio , come li è detto nel Tratteni-
mento XIV.
Ciò tatto fi prende colla di Pefce bianca , e net-
ta , e lì farà liquefate in una fcodella nuova di Ma-
jolica . Quando farà affatto fciolta (i làfcia r.ifrred-
dare per iervirlene fecondo il biiogno . l'er quefto
iì mette una parte entro una fcodella dì terra per
farla liquefare l'opra il fuoco , e lì mefcolarà ivi
Bianco di Spagna bene macinato . Incorporato il
tutto , fi prende un pennello groliò , col quale (i
apphearà la detta miltura lopfa 1 legno preparato.
Quando avrà ricevuto almeno fei mani, o ltrati,
conviene applicare cotelta miltura leggermente, e la-
feiare , che fia fecca la prima mano avanti di dare
la feconda , olfervando lo dello nelle altre mani, ti'
di bilogno umettare il Legno quanto lìa pollibi-
le , altrimenti s' incurvarebbe .
Conviene pure preparare il Legno per le due fac-
cie , ancorché non le gli dia la Vernice , che loia-
mente per una faccia .Cosi reltarà egualmente dritto.
Quando il Legno avrà ricevuto tutte le mani ne-
celTarie , e che farà ben coperto per ogni verfo ,
conviene polirlo con il vetro, e la Pomice > la pel-
le di Pefce Squadro , o Cane marino , e la Ralpa-
rella ( 1 ) , fintantoché fia lifcio , ed eguale come
un Criftallo .* dopo fi lafcia così per qualche tem-
po , per applicare dopo i colori , che lì vorranno ;
quelli s' applicano differentemente fecondo la di lo-
ro natura , come or ora fi dirà . Vedi il Tratte-
nimento XV.
Dell' applicazione dei Colcrt chiari.
Vi fono dei colori , che fi applicano con la Ver-
ni-
(1) Erba chiamata coda di Cavallo.
154 Par fé I. De9 Trattenimenti
nice ; tali fono il Rotto , il Nero , il Bruno , od
Ofcuro , e gì' altri colori fimilmente Ofcuri, e For^
ti ■ Tutti gì' altri colori chiari s' applicano con la
Colla preparata come fi è dmo di fopra. Per efem-
pio per far il Bianco fi prenderà della detta Colla
preparata , nella quale s' incorporerà il Bianco di
Spagna , o il Bianco di Piombo , che è la Biacca
bene macinato fopra la pietra de' Pittori con un po-
co di Smalto , o un poco d' Oltramare . Si appli-
cherà quefta miftura , o colore affai egualmente fo-
pra il Legno con un pennello groflo come un dito.
Quando il colore farà bene unito , ed eguale da
per tutto , fi lafcia feccare , per polirlo dopo con
la Rafparella . Tutti gì' altri colori chiari s' appli-
cano nella fteiìà maniera , che il fuddetto •
Della Applicazione dei Colori ojcuri ,
Si è detto , che i Colori ofcuri fi applicano con
la Vernice , ma fi deve avvertire , che fi ferve del-
la Gomma Lacca per i colori più ofcuri , e per gli
altri colori più chiari fi adopra la Gomma Sandrac-
ca . Dunque per applicare il Nero , e gli altri co-
lori ofcuri fi prende Nero fumo , il quale fi mette
in una fcodelletta, fecondo la quantità bifognevole ,
fopra il quale fi verfarà della Vernice grolla di Gom-
ma Lacca , e fi mefcolaranno bene infieme col dito.
Ciò fatto con un pennello proporzionato al La-
voro fé glie ne danno tre mani in feguito , offer-
vando fempre di non dare la feconda fintantoché non
ila ben lecca perfettamente la prima , locchè accade
predo , fé fi approffima al fuoco il Lavoro , o ef-
ponendolo al Sole , ma leggermente , perchè altri-
menti il lavoro fudetto reftarebbe di colore di Ma-
rocchino .
Avendo , come fi è detto, dato le tre prime ma-
ni,
Su le Vernici . 155
ni , fi lafcia ri polare il lavoro fette , od otto ore ,
e i'ubito fé gli daranno altre tre mani nella fletta
maniera , che le precedenti , feguitando così fintan-
toché fi veda , che il lavoro li trova in iftato di
poter fopportare il pimo polimento colla Ralparei-
la . Dato quefto primo polimento fi lafcia ri polare
il Lavoro lette , od otto giorni , ed anche più , e
farà meglio .
In feguito fi prenderà Nero d' Avorio bene maci-
nato fopra il marmo , ed innumidito con Olio di
Trementina , e lì mette entro una fcodelletta per
mefcolarlo con la feconda Vernice di Gomma Lac-
ca , e fé gli daranno ancora lei mani , oifervando
lempre gli itefìi intervalli di tempo , che nelle pri-
me mani ; le glie ne poflono dare ancora nove, of-
fervando le cole anzidette . Ciò fatto fi lalcierà lec-
car bene , e ripofare il lavoro , e dopo fi polirà
colla Rafparella , come fopra fi è detto .
Dopo fi prende dello fteiìò Nero , che fi fcioglie-
rà ben bene con la terza , e la più denfa Vernice
Rolla , o Gomma Lacca in una fcoéella , e fé gli
daranno ancora cinque , o fei mani con le precau-
zioni fopradette. Si lafciarà ripolare il Lavoro come
le altre volte j dopo di che fi polirà con il Bianco
di Spagna polverizzato finamente , ed un drappo .
Quefto non polirà perfettamente il Lavoro, ma fer-
virà loltanto a levare le più grolfe fporcizie ; dopo
fi lalcierà ripofare ancora per cinque giorni .
Ciò fatto fi prenderà della Vernice di Gomma Lac-
ca la più chiara , e fi porrà in una fcodella , colla
quale fé gli daranno cinque mani , o fei , oflervan-
do le medefime diftanze fopradette . Si lafciarà
ripolare il Lavoro per il tempo p ù lungo , che fi
potrà , e quefto modo farà più a propofito pec
ricevere un polimento perfetto A II
156 Parte I. De9 Trattehìmerttt
Il Colore Rollo , il Bruno , ed il Pavonazzo o-
fcuro s' applicano nella lleila maniera , come fi è
infegnato per il Nero . Se farà un Rollo per efem-
pio , dopo la preparazione del Legno , fi pigliarà
della Vernice fudetta , la quale ìì mefcolarà in una
icodella con il Cinabro , e le gli daranno nove , o
dieci mani , oilervando li medefìmi intervalli pre-
icritti per il Nero . Dopo fi polirà il lavoro con la
Rafparella. Ciò tatto fi prende Carmino bello, qua-
le fi mette in un Sacchetto di tela fina ben legato
con un poco di Lacca fina bene macinata per dar-
gli vivacità . Dopo mettete in una Icodella di ma-
jolica della Vernice di Gomma Lacca fina , e del-
ia più chiara , e premerete ii detto Sacchetto , fin-
tantoché trovarete il colore , che volete ; e darete
nove mani di quello liquore al Lavoro, con leftef-
fe precauzioni, che per il Nero.
Dopo quello , eilendo ben fecco il Lavoro , fé
gli daranno dodici mani di Vernice chiara con le
medefime precauzioni , e fi lafciarà feccare il La-
voro medelìmo fintantoché fi trovarà in illato di ri-
cere un polimento perfetto . Lo fleilo fi pratica con
gì' altri colori .
Si oiìérvarà quando fi danno le ultime mani di
Vernice chiara , e così delle altre , di avere fempre
un Ago col fuo manico per levar via 1« iporcizie ,
che poiTono cadere fopra il Lavoro , o i peli del
pennello , che vengano fuori , perchè fé fi vuole
allettare a farlo quando la Vernice fia fecca , farà
imponìbile di non danneggiare il Lavoro .
Nella applicazione della Vernice bianca fopra li
colori chiari , conviene olfervare le medefime rego-
le , che fi fono dette , con quella differenza , che
/cotefta Vernice bianca s' applica lenza alcun colore,
ma
■'&.H
Su le Vernici . 157
ma fola , perchè fi ha da dare fopra i colori chia-
ri , che faranno applicati prima con la Colla nella
maniera , che ii è di fopra fpiegato .
Del Pulimento della Vernice .
Si pollice loltanto la Vernice bianca , perchè fic-
come i colori lì lono prima applicati foli, cosi han-
no già ricevuto il polimenro ellendo ben lecchi , e
fi polikono come ho detto con la Rafpareila . Per-
locchè non fi fa altro , che applicare dieci , o do-
dici mani di Vernice bianca , e dopo li laida lec-
car bene per polirla , ollervando fempre le medefi-
me precauzioni già inlegnate di (opra .
Per polire dunque quella Vernice prenderete Bian-
co di Spagna fciolto nelT acqua , e con un draopo
foave la ìregarete più egualmente , che fi potrà ,
ma con foavità per non levar via i colori, o ribal-
dar la Vernice , poiché reftarebbe macchiata , o di
color di Marocchino . Non fi ha da polire intiera-
• mente nello ftello giorno , ma in più volte , ed in
divertì tempi .
Ellendo il tutto perfettamente polito , fi prende
una fpugna bagnata , colla quale fi fcancellarà qual-
che macchia , pattandola per tutto il Lavoro , e fi
lalciarà feccare queft' acqua . Dopo ciò fi umettarà
un panno lino bianco , e polito con un poco d' o-
lio d' Olive , e fi ungerà foavemente il Lavoro , e
dopo fi afeiugarà con altro panno lino affai netto .
Finito quefto fi lafcia ripofare il Lavoro quanto tem-
po piacerà , e quanto più fecco diverrà , tantopiìi
bella comparirà la Vernice «. Vedi il Tratt. XVII.
Altra Vernice della Ch'in ?.. bellijjìma .
Prendete un' oncia di Carabe affai bianco , o di
Gomma Copale ben netta , quattro groffi di San-
dracca bella , e due grani di Maftice in lagrime i
aven-
158 Parte I. De* Trattenimenti
avendo ridotto il tutto in polvere fina , ponetelo
in un Matraccio di Vetro forte ; dopo verfatevi l'o-
pra un' oncia d' olio di Trementina di Venezia, ed
otturate il Matraccio con un turaccio di fovero in-
cerato , e con la vefcica di Porco bagnata , e le-
gata fopra il turaccio. Fate fciogliere il tutto a fuo-
co dolce iopra V Arena calda per lo fpazio di do-
dici ore ; dopo di che fturarete il Matraccio , e vi
verfarete foavemente lei onde di Spirito di Vino ret-
tificato . Conviene lafciare raffreddare bene il Ma-
traccio prima di levare il coperchio , e turarlo be-
ne , dopo che fia melTo dentro lo Spirito di Vino.
Dopo fi pone fopra ceneri calde , o Bagno di Are-
na , o Bagno Maria , ed in dodici ore lo Spirito
di Vino avrà fciolte tutte le Gomme . Allora frat-
tanto che la Vernice è ancora calda conviene colar-
la per un panno lino , e conlervarla in una botti-
glia di vetro bene otturata . Se ne danno molte
mani fopra il lavoro , che dopo fi pollice .
Dijfoluzione dell1 Ambra , o Carabe
per le Vernici .
Con frequenza fi fa ufo di Carabe , od Ambra
nelle Vernici , ed è diffìcile liquefarla perfettamen-
te , maffime quando quefta gomma fia fola , e fe-
parata dagl' altri ingredienti . Ecco quello , che ha
inlegnato 1' efperienza .
Prefa la quantità che fi voglia di Carabe, fia bian-
ca , o gialla , fi riduca in polvere ; dopo mettafi
fopra le ceneri calde entro un Matraccio bene ottu-
rato ; vi fi darà un fuoco moderato , perchè il va-
fo non crepi, e fi metteranno entro Ceneri calde infi-
no al collo , altrimente fi romperebbe. Dopo fi au-
menta il fuoco per gradi , e (ì continua rimenando
il Matraccio di tempo in tempo o con un battone,
o con
Su le remici . 159
o con la mano, ed il Carabe fi liquefarà foavemen-
te . Quando farà fciolto lì verla in un piatto pic-
colo inverniciato, nel quale fia Icaldato olio di Spi-
go , o di Lino, ma che non bolla , ed efìendo ver-
iato fi rimenerà la miftura con un baiìoncello , per-
chè non fi coaguli , ed indurifca,e così refiarà Tem-
pre liquido . L' olio di Spigo è migliore per que-
llo , che non è 1' olio di Lino , perchè ha meno
corpo , ed è più dillèccativo .
Dopo che il tutto farà fciolto , e freddo fi potrà
porre in un fiafehetto , che fi otturarà bene per con-
lervarlo,e fervirfene fecondo il bifogno infieme col-
le altre Gomme . Il Carabe fi fa rollò quando fi feio-
glie , e liquefa , ma quefto non impedifee, che pol-
la fervire . Si può mettere nel Matraccio un poco
d' olio di Spigo , o di Lino per facilitare la dillo-
luzione , ed impedire , che non fi faccia tanto rol-
lò ; ma fé ne deve mettere aliai poco , altrimente
T olio montarebbe infino ali' alto del Matraccio in-
fieme con il Carabe , o farebbe crepare il Vafo fé
foffe troppo otturato . Si può rimettere olio infie-
me con quefta Gomma quando fia liquefatta , affin-
chè non lì condenfi tanto . Cotefta diilòluzione del
Carabe per fé fteffa è una Vernice eccellente . Ve-
di il Trattenimento XI. del Num. r.
Vernice di Gomma Lacca .
Prendete cinque oncie di Gomma Lacca in granelli,
o in tavolette bene purificata da tutte le fporeizie.
Peftateia fé è in tavolette , e mettetela in un Ma-
traccio di Vetro infieme con un Boccale di buon
Spirito di Vino ; otturate il Matraccio , e ponete-
lo fopra un fornello di Arena , di maniera che T
Arena copra tutta la materia contenuta nel Vafo, e
che eiTa bolla foavemente per lo fpazio di tre ore 9
ed
\6o Parte L De1 Trattenimenti
ed anche un poto più , Se il fuoco è un poco vio-
lento non apporterà clarino fé i\ ha un Lambicco ,
perchè il fuo recipiènte rinfrefcato raffreddarà gli lpi-
rui troppo caldi , i quali fi condenfano , e fi rif-
folvono in un liquore , che poifono metterli infieme
dopo nella Vernice , quando farà cotta , e raffred-
data . Dopo due , o ere ore la metterete in una
forte bottiglia , che otturare te bene con fovero in-
cerato per impedire la (Vaporazione .
Per adoprare quella Vernice lì rnekola con i Co-
Jori finamente macinati a lecco come il Cinabro ,
1' Ocra , ed altri fecondo il Lavoro , che fi vuol
fare ; ma conviene non (temprare alla volta altro ,
che quello , che ha da impiegarli nello lpazio di un
Miferere , perchè elio fi diiiecca , ed elala prontil-
finiH mente ,
Il Corallo fi può imitare con qu.fta Vernice pren-
dendo Cinabro fotti imente macinato inlìeme con ori-
na chiara ; dopo di che fi mette a leccare lopra Cre-
ta bianca , e fi macina avi' altra volta lbpra la pie-
tra per confervarlo, e fervirfene , come fi è detto.
Per contraffare la Venturina li macina a lecco 1*
Ocra bruna finamente mefcolata colla terra d'ombra.
Il Colore Nero fi fa col Nero fumo preparato col
fuoco in quefta maniera . Si empie a forza un Can-
none di ferro comprimendolo ; fi mette quello Can-
none in un Crogiuolo , e fi pone fopra carboni ac-
cefi fintantoché il graifo ila conlumato , e che elfo
diventi carbone.
Si può tare h Ueffa cofa con li Noccioli dei Per-
fici. Si macinano a lecco tutti quelli Neri per con-
fermarli , ed adoprarli neila occafione occorrente.
L' Oltremare , ficcome già è in polvere, così non
vi è biiogno di macinarlo ; ma conviene aggiugner-
vi
Su le Vernici . \6\
vi un poco di bianco , od anche dare una , o due
mani di bianco lbpra i lavori prima di applicare la
Vernice per ravvivare il colore .
In vece dell' Oltramare , che è troppo caro, può
fervire P Azzurro bello di Prulfia .
Perchè la Vernice di Gomma Lacca riefca più
bella , deve eiìere comporta con lo Spirito di Vino
rettificato , e di Gomma Lacca la più bella , bian-
ca , e trafparente . Ecco la maniera per imbiancar-
la quali del tutto . Avendo macinato la Gomma
Lacca fottiliffimamente , fi mette fubito nello Spi-
rito di Vino , dove fi lalcia in infufione per parec-
chi giorni , rimenandola due, o tre volte ogni gior-
no , fi farà molle , ed in parte fi fcioglierà ; allo-
ra fi pone in un piatto di terra , nel quale fia ac-
qua tiepida , ed ivi lafcierà il fuo colore roffo , e
dopo di averla impattata un poco nell' acqua , effe
diverrà quafi affatto bianca .
Quella Vernice è troppo denfa , perlocchè con-
viene fcioglierla una feconda volta , e lafciarla ri-
pofare in una bottiglia di Vetro; confervata in que-
llo modo alcun tempo bene otturata diventarà affai
chiara , e trafparente per di fopra ; allora fi fepa-
rarà quello , che fopranuota , e mettendo Spirito
di Vino fopra il rimanente , fi pone al Sole , o fo-
pra le ceneri calde , ed avendo ripofato fi chiarifi-
ca . Potrà fervire il più .groffo per dare le prime
mani , ed il più chiaro fervirà per le ultime .
Conviene attendere , che quelle cofe, che fi han-
no da inverniciare non fiano troppo ornate , perchè
è neceflario luftrare la Vernice molte volte per ren-
derla più unita. La Vernice non deve rendere il la-
voro luftro , ma fé gli dà il luftro , polendolo do-
po che iarà afeiutto con la pietra Pomice calcinata,
M e ma-
i6z Parte L De Trttttèmmentt
e macinata , od anche con la Rafparclla intimidita
nelT olio ; cola che fi deve fare , principalmente
con quei Lavori , che imitano il Marmo .
Avvertali qui per femore, che quando s' ha d' ap-
plicar la Vernice l'opra Legno , Cartone , o alerà
cola morbida lì ha da cominciare dandogli due m.<-
ni dì colla di pergamena , o di rittagli di Giunti
bianchi , laici andò feccare la prima mano avanti di
dare la fé corsia ; alrriaaenti la Vernice s' imbeve-
rebbe nel Lavoro , e non avrebbe lucido alcuno , o
iarebbe nectiiano dargli molte mani per la buona
riulcita > il che richiederebbe più tempo , e mag-
gior fpefa . Vedi il Tratten. XI. Nun. 2.
Vernice della China dt rutti 1 Colori %
Prendete Sandracca , e Mali ice in lagrime di cia-
feuna un' oncia , Gomma Lacca ben purificata due
oncie , una libbra , e m.zzi di Spirito di Vino j
mettete il tutto in un Matraccio , ma che abbia
vuoto aliai , e ponetelo l'opra un fuoco d' arena ,
o di ceneri calde , di maniera che il collo del Ma-
traccio non tocchi il fondo del Vafo alla prova del
fuoco , entro del quale avete pollo V arena , o la
cenere . Il tutto li mette fopra carboni accefi ; e
nel cominciare darete un fuoco aliai buono , ma
quando lo Spirito di Vino cominciarà a bollire un
poco , allora cavare te via quali tutto il carbone ,
lalciandone foltanto pochiffimo per mantenere il fuo-
co , o calore . La Vernice dopo aver bollito quat-
tro , o cinque ore la colarete per una Stamigna , o
Tela di feta , e la metterete in una bottiglia di ve-
tro , che prima fi deve rifcaldare , perchè non crepi.
Per adoperare quella Vernice fi ftempera in un
Vafo piccolo di Majolica , o di Porcellana il colo-
re , che fi vuole , ridotto in polvere finifftma ina©»
me
Su le Vernici . 1^3
me con quella quantità di Vernice , che fia (uffi-
ciente per comporre uà corpo di Colore , che non
fii ne troppo chiaro , ne troppo denfo . Dopo fi fa
rilcaidare un poco cotefto Colore , levandolo fubito-
cbè cominciarà a fumare . Dopo avere rifcaldato il
legno gli applicarete una mano , che lafciarete fec-
care all' ombra per alcuni giorni . Secca quefta pri-
ma mano , li applicarà la feconda, lenza rilcaidare il
le^no , come per la prima mano . Si lafciarà fecca-
re parimente quefta feconda mano , e dopo fi con-
tinuerà a caricare il legno di colore , fintantoché fia
bene coperto . Quando farà fecca V ultima mano di
colore , fi polirà con la Rafparella , la Pomice in
polvere , ed olio di Oliva ; e dopo fi afeiugarà il
lavoro con un panno lino loave, o con la Camoz-
za . Per dargli il luftro farete rilcaidare un poco di
Vernice pura , e levata dal fuoco quando comin-
ciarà a fumare 1' applicarete fopra il lavoro un
poco caldo , adoprando un pennello loave . Effen-
do lecca , e dura la Vernice fé gli darà 1* ultim o
luftro fregandola con olio d' Oliva , e tripoli in
polvere aliai fina , pattandovi fopra con un pezzo
di Camozza .
Altra Vernice della China per ogni forta
di Colore .
Macinate infieme , e riducete in polvere un' on-
cia di Carabe bianco del più chiaro , e due grotti
di Gomma Copale , ed altrettanto di Sandracca :
mettete un' oncia di cotefta polvere in un Matrac-
cio bene afeiutto con tre oncie di Spirito di Vino.
Otturate bene il Matraccio con un panno lino, al
quale per di fopra fé gli darà una mano di colla di
farina affai denfa , e fopra la colla ponete un' altro
panno lino , legandolo al colio del Matraccio . Met-
tete
1^4 Parte I. ZV Trattenimenti
tete il tutto fopra le ceneri calde , e fatelo bollire
fintantoché le polveri fiano affatto liquefatte . Au-
rete una bella Vernice della China .
Quando farà perfettamente polito il lavoro , ap-
plicante fubito i colori, che vorrete , (temprati-, con
la colla di Pefce in Acquavite . Dopo avendo lafciato
leccare bene il colore , lo coprirete di una mano di
vernice fuddetta, e quando farà fecca , gliene darete
un' altra , che umilmente fi lafciarà feccare , dopo
una terza , e una quarta le folfe neceiTaria , Ben fecco
il lavoro , lo polirete con olio , e Tripoli fottilmente
polverizzato, e lo afeiugarete con un pannolino. Refta
il lavoro aliai bello. Vedi il Tratt. XI. Num. 3., e 4.
Vernice così bella come quella della China.
Si prende Gomma Lacca bene purificata , fi met-
te in un Vafo di vetro , e fi verfa (opra Spirito di
Vino affai buono , fintantoché fopranuoti quattro
dita , ed otturato efattamente il Vafo , fi pone a
digerire ad un fuoco temperato , o al Sole per lo
fpazio di tre , o quattro giorni , rimenandolo alcu-
ne volte al giorno . Quando la Gomma farà Sciol-
ta fi cola per un panno lino , e fi rimette a dige-
rire per un giorno , e così la Vernice è fatta . Si
ferve della più chiara , che fopranuota , Rendendo-
la leggermente con un pennello fopra il Legno , che
deve efiere dipinto prima con il colore, che fi vuo-
le , offervando , come già fi è detto , di lafciarc
feccare bene la prima mano avanti di dare la fecon-
da , e così le altre .
Vedi il Trattenimento XII. Num. 14. , e 15. per
compimento di quanto fcrive il P. Plumier fopra le
Vernici alla Chinefe .
PAR-
i6i
PARTE SECONDA
Materie utili , e dilettevoli .
TRATTENIMENTO I.
Fare alcune Pitture curiofe.
§. i. Modo cur'tofo , e facile per dipin-
gere Immagini .
UNO , che non fappia V Arte di difegnare, con
facilità dipingerà un* Immagine ftampata
in carta nel modo f'eguente . Si prende V
Immagine , o ftampa, e fi ftende fopra un
telaro ; fteia che fia fi unge con olio di Trementi-
na , il quale fi dice Spirito di Trementina , e de-
ve effere caldo , tenendo poi i' Immagine incontro
al lume , fi deve tingere nella parte di dietro , o
pel rovefcio con colori macinati con olio di Lino ,
fenza dare ombra alcuna , ma femplice ; facendo
rotta per efempio una vefte / di color di carne il
volto ; di verde T Albero , e così le altre parti ,.
le quali appariranno come Te follerò ombreggiate per
cagione degli ofcuri della ftampa nera .
Se in tale lavoro fi adoprerà V olio di Noce chia-
rificato con polvere di mattone nuovo , sbattendo-
la bene in una Caraffa y e lafciandola ripofare , non
deveranno gialli i Colori , L* olio poi di Tremen-
tina fi ripalfa p§r Stortina, q Stillatore dì Vetro fo-
pra cenere calda «
Nota . Il colore di Carne fi fa con Biacca , Ci-
na-
\66 Parte IL De Trattenimenti
nabro , e Lacca , e fi ftempra con acqua fatta di
Gomma . Il Perfichino fi fa con Lacca , e Biacca
melchiate infieme , ma più bello con un poco di
Tornafole , più chiaro con più Biacca. Il Tomifole
è una palla , e fi ftempra con acqua, e fi cola per
tela di lino , e poi fi fecca . Mefchiato il Tornafo-
le con Biacca fa Turchino ; mekhiato con Lacca, e
Biacca , ma che vi tìa poco Tornasole fa Pertichi-
no ; mefchiato con Biacca fa Pavonazzo .
§. 2. Dipingere [opra Carta , o Pergamena
qualche Figura .
Molti vogliono avere il piacere di dipingere fen-
za affaticarli in apprendere il Difegno ; quindi fi fo-
no ritrovate delle invenzioni per fupplirvi , col mez-
zo delle quali fi difegna lenza fapere difegnare.
La prima invenzione è di copiare .* cioè volendo
fare in Miniatura un' impronto , o un Di legno bi-
lognerà annerire il rovefeio, ovvero un' altra carta
con Lapis nero , (tropoicciandola ben forte con un
dito involto in tela ; poi lì netterà un poco con la
fletta tela , acciochè non vi refti niente di polvere
nera , che poffa imbrattare la Pergamena , o la Car-
ta , fulla quale fi vuole dipingere , e fu cui fi at-
taccai la Stampa , o fia il Dilegno con quattro
fpille per impedire , che non muti luogo ; e le fa-
rà una carta quella , che fi farà annerita , fi mette-
rà colla ftampa dalla parte annerita fopra la Perga-
mena , poi con uno fpillone fpuntato fi fegnarà fo-
pra i tratteggi della Stampa , o del Difegno , toc-
candone i contorni , le pieghe dei drappi , e gene-
ralmente tutto ciò , che bifogna diftinguere 1' uno
dall' altro , calcando bene , acciochè i tratteggi re-
mino ben impreflì fulla Pergamena , o Carta di fotto.
Nota . La Carta fi potrà annerire con Nero fumo
im-
Su le Materie utili , e dilettevoli. \6i
impattato in olio , o grallo di lego, lafcUndoia fec-
care , ed eguagliando b_*n bene l'opra la carta anne-
rita la detta mifìura . Collo lidio modo può anche
tingerli Turchina , o Rolli . Il Difegno , o Stampa
li m:t:c {opra il rovefeio della Carta annerita ,ed il
nero della Carta lopra la Pergamena , o Carta. Ca-
vato bvjne 1' impronto , (i miniarà a piacere con i
colon adattati alla Figura .
Altra maniera propria per quelli , che fanno po-
co difegnare , e che vogliono copiar qualche
Qiiadro , o altra co fa , eh ■ non fi potreb-
be copiare nel modo fu tetto .
Si deve dividere tutto il Qiudro in molte parti
eguali , come in piccioli quadrati , che (ì legnano
con il carbone , le la Pittura è chiara , ovvero con
geiio bianco , le è ofeura ; dopo di che lì tirano gli
udii legni in qu idrati della fteiià grandezza fulla Car-
ta bianca , dove bilognerà fare il Difegno : imper-
ciochè te li taccile elio Difegno fubito fulla Perga-
mena , lìctome Ipeflo non nefee bene nella prima
volta, s' in'ibrat farebbe con fallì tratteggi ; ma quan-
di lì è fatto netto fulla Carta , allora lì copia ful-
la Pergamena nella maniera fudetta .
Quando 1' Originale , e la Carta fono così pre-
parati , fi offerva ciò , che vi fU in ogni Quadrato
dell' Originale , che fi vuole copiare , come una
Tefta , un Braccio , una Mano , e così del retto ,
e dove , e come egli ftà dilpofto , e collocato , e
li fa altrettanto lulla Carta . In tal modo fi trova
ove mettere fi debbano tutte le fue parti ; onde non
reità , che a ben formarle , ed unirle infieme.
Si può parimente in quefta maniera ridurre in
grande , o in piccolo quanto lì vuole un' Origina-
le , facendovi Quadrati più grandi della Carta , o
più
i<58 Parte IL De* Trattenimenti
più piccoli di quelli dell' Originale , ma conviene ,
che il loro numero fia Tempre eguale ..
Altra maniera per copiar un Quadro y o
altra cofa nella /ita vera grandezza .
Si può ancora Tervirfi. d' una Carta unta , e Tec-
ca , o di una pelle di Vefcica di Porco affai traf-
parente , che (ì trova dai Battiloro . Il Talco fa
pure lo fteffo effetto . Si metterà una di quelle co-
le l'opra T Originale , onde- ne trafpariranno tutti i
delineamenti , che lì Tegnaranno con Gelio , o con
un pennello ; dopo di che li levarà , attaccandola
ad una Carta , o fulla Pergamena , fulla quale ai
tralparente lume d* una fineftra fi Tegnarà ciò , che
fi troverà delineato con il Geiip 5 o con. una fpilla
d' Argento .
Si può in quefta maniera fervendoli della fmfftra,
o di un Vetro , che fi eiporrà al chiaro-, copiare
per trafparenza ogni Torta di Stampe , di DiTegni ,
ed altre cole in Carta , o in Pergamena , fulla qua-
le vorrete diTegnare . Quefta invenzione è aifai buo-
na , e faciliiTima per avere delle copie della, fleila
grandezza dell' Originale ..
Se fi vorrà far riguardar le Figure dall' altra par-
te , non. fi ha da. far altro , che voltar P Origina-
le , metterne la parte impreffa y o diTegnata lopra
il Vetro* della fineftra , ed applicargli poi al rove-
feio la Carta , o la Pergamena .
Quefta ancora è un buon modo di copiare gi ulta-
mente un Quadro ad Olio, dandovi un colpo di pen-
nello fopra tutti i principali tratteggi con Lacca (tem-
prata colP' olio , ed applicandovi Topra tutto il pia-
no una Carta della, ftelfa grandezza , poi pacandovi
colla mano , lafciaranno il DiTegno del Quadro
efprefto nella Carta , il quale lì potrà copiare nel
mo-
Su le Materie utili , e dilettevoli. \6g
modo detto nel §, 2* come gì' altri . Bifogna ricor-
darli di levar via con Midolla di Pane quanto vi
farà re flato di Lacca; fui Quadro-, primachè fi lecchi .
Si può eziandio fervirfi della. Pomice fatta con
carbone pello , e meiio in una tela , con la quale
fi tregarà 1' Originale , che. i\ vuol copiare , dopo
averne punteggiati i principali di lui tratteggi , ed
averlo attaccato iopra^ la Carta bianca , o la Per-
gamena *.
hcco alcune delle facilità , che- poffono darfi a
quelli , che non fanno niente dilegnare. Uno Scrit-
tore ( i ) pone ancora., il Compailo Matematico per
un mezzo più ficuro , e più facile di tutti i fopra-
indicati per una, Perfona , che non uppia niente di-
fegnare . A me non pare tanto facile , e per que-
llo T ommetto . Vedali i' Autore o.
§. 3. Fare , che compartfcano indorate
le Figure di una Stampa ..
Prima fi dà alla Stampa la Vernice , che fi fcri-
verà dopo , e le gli darà per le due parti-, cioè per
d' avanti , e per il di dietro v perche retti trafpa-
rente . Lalciafi leccare un poco.Num. t.
Dopo le gli applica 1' oro in foglie per il rove-
scio della Stampa , comprimendo un poco l'oro con
bombace , così compariranno per. d' avanti tutte le
Figure indorate e.
Quando la Stampa farà fecca , fé gli applicarà la
Vernice del. Num. 2. , la quale refta come un Ve-
tro chiaro , o bianco . Si può porre dietro della
Stampa un Cartone, per potere accomodarla come , e
dove fi voglia *.
Num. I. Vernice I.
Prendete una quarta parte di Trementina di Ve-
ne-
( 1 ) Trattato di Miniatura Capit. 1. Arùc. 1.
170 Parte IL De* Trattenime?iti
nezia , due foldi d' olio di Lavanda , o Spigo , e
due foldi d* olio di Trementina , e 1' altezza di un
dito di Spirito di Vino in un Vafo di Vetro . Po-
nete tutto in un pignattino di maiolica nuovo , e
feiogliete la materia con un pennello groffo un di-
to , e foave , e {ara fatta la Vernice , la quale lì
fa lenza fuoco . Quefla Vernice non retta più den-
ia , che un chiaro di Uovo , e con quefta li frega
la Stampa , come fi è detto prima , e fi lalcia lec-
care un poco per applicarvi V Oro .
Num. IL Vernice 2.
Una quarta parte di Trementina di Venezia ,e mez-
za Foglietta di Spirito di Vino, fi melcolarà il tut-
to in un pignattino , e fi sbatterà perchè (ì conden-
fi come latte. Ma, fé foife troppo denia,fe gli ag-
giugnerà più Spirito di Vino ; e le troppo rara , lì
aggiugnerà Trementina . Quelta Vernice fi d.vì al-
la btampa per la parte d' avanti , o delle Figure ,
e parerà un vetro .
§. 4. Per inverniciare un Ritratto . od una
Immagine in Stampa .
Prima fi deve avere un telaro della grandezza del-
la Stampa , od Immagine ; poi s' incolla pei con-
torni nel telaro con Colla di farina ; lì lafcia lecca-
re , e dopo fé gli darà la Vernice trafparente già
deferitta nel Num. 1. Si applicarà a poco a poco ,
e le fi fecca troppo , s' inumidirà con un poco di
Spirito di Vino .
Per dipingere , o miniare pel rovefeio tali Stam-
pe , bifogna avere due foldi di ciafeun colore ne-
ceffano . Per il Color di Carne fi prende la quan-
tità di una Nocciuola di Biacca , la quale in una
Tavolozza fi melcolarà con un poco di Cinabro per
fare il colore più , o meno rollo , come piaccia .
Per
Su le Materie utili , e dilettevoli ." 171
Per il Verde delle foglie meno chiare ferve il Ver-
de di Montagna bene macinato ; e per il Verde più
vivo il Verde -Gris . Pei chiari fa duopo -mefcolare
ii Giallo più , o meno fecondo il bilogno .
l'er il Colore di Legno , o di Tronco degli Al-
beri ferve la Terra d* Ombra . Per dare i Colori
di Cielo , o delle Nubi fi mefcola il Turchino con
il bimco di Biacca; e con quelli due Colori (i com-
pongono differenti Azzurri , diminuendo , od au-
mentando uno. dei due Colori per fervirfene a varia-
re i Colori Cekfti fecondo i tempi . Per le Lonta-
nanze fi mefcola il Giallo con la Biacca ; e così de-
gli altri Colori fecondo il bifogno .
Si manipolano fopra la Tavolozza , e ciafcuno fi
unilce con un poco d' Olio di Noce a parte , che
fi prende con la punta di un Coltello ; dopo fi ap-
plicano prontamente con un pennello pel rovefcio
della Stampa .
Della melcolanza dei Colori per dipingere divertì
oggetti fi dirà in un' altro Trattenimento •
TRATTENIMENTO IL
§-. 1. Maniera di ripulire , e rinovare
Quadri Vecchj .
P Rendali Tartaro di Botte , fi ammacchi all' in-
groilo y e fi faccia calcinare. Calcinato che fia ,
ii metta in un Vafo invetriato in una Cantina all'
umido per quattro , a cinque giorni , paffati i qua-
li vi fi getti fopra acqua chiara, e per qualche tem-
po ivi fi lafci . Prima di colarla fi mefcoli , e co-
lata fi confervi in vetro chiufo ; e quando fi vuole
adoprare fi ferve di un pennello ; indi fi lava con
Spu-
171 Parte IL De9 Trattenimenti
Spugna inzuppata d' acqua netta , dopoché fi è di-
ftefa la materia tartarofa .
Quefto modo di ripulire i Quadri vecchj è facile,
e perfetto , il quale oltre il non danneggiare il Qua-
dro , ravviva a maraviglia i colori , quando non fie-
no affatto perduti ,
2. Altro modo . Si mette in un pignattino una
quarta parte di Soda ridotta in polvere , fopra vi
fi grattugia un poco di Sapone polito • dopo fi fa
il tutto bollire per un quarto d' ora ; ciò fatto (i
lafcia intiepidire , e fi lava foavemente il Quadro ,
e dopo fi alciuga ; fé gli dà pofcia fopra T olio di
uliva , e fi alciuga , H Quadro vecchio reftarà co-
me nuovo ,
3. Prendete il Quadro, e diftaccatelo dalla fua Cor-
nice ; dopo mettetevi fopra una falvietta, o tovaglia
bianca , la quale fi deve bagnare continuamente con.
acqua netta dodici, ed ancora dieciotto volte per al-
trettanti giorni , fé foffe neceffario , fintantoché la
tela bianca avrà attratto tutte le fporcizie del Quadro;
dopo fi prende l' olio di Lino purificato bene al fole ;
e ftrofinate il Quadro con la punta del dito , così
diverrà talmente bello come fé foffe nuovo .
4. Altro metodo , Prendete due boccali di Lifcia
vecchia , ed una quarta parte di Sapone bello , che
ralparete affai minuto , e porrete nella Lifcia con
una foglietta di Vino , e fi farà bollire un poco vi-
cino ai fuoco : dopo colate il tutto per una tela ,
e lafciateio raffreddare ; dopo con una fpazzola in-
tinta nella detta Compofizione fregarete il Quadro
per tutti i verfi , e lafciateio feccare ; quando fia
lecco gli darete un* altra mano. Dopo prendete olio
di Noce , e ftrofinate tutto il Quadro con un poco
di bombace . Si lafcia feccare , e dopo fi netta eoa
un panno lino caldo. % Olio
Su le materie utili , e dilettevoli . 175
5. Olio per impedire , che i Quadri
anneri/chino .
Si pone Olio di Noce in una Caraffa al fole, per-
chè fi purifichi ; dopo depurato , che fia fi pone in
altra fimile Caraffa , e fi mette di nuovo al fole ;
fi leva dalle feccie in modo , che retti puriflìmo .
Con queit' Olio fi frega il Quadro , e fi conferva
per gli ufi fuddetti . Serve nella fteffa maniera 1' O-
lio di Lino chiarificato nel modo feguente. Si pren-
de una parte di Aceto , e due d' Olio , e fi pon-
gono in un vafo al Sole fopra una fineftra , ed in
f>ochi giorni le feccie vanno al fondo : cosi fi avrà
' Olio aliai chiaro .
§. 2. Per far rivivere i colori dei Quadri ,
levar via tutto il nero , e ren-
derli come nuovi .
Bifogna mettere di dietro alla tela una mano del-
la feguente compofizione. Pigliate due libbre di graf-
fo di rognone di Bue , due libbre d' Olio di No-
ce , una mezza libbra di Cerufsa macinata coli' Olio
di Noce , una mezza libbra di terra gialla , ed un*
oncia parimenti d' olio di Noce . Fate (buggere il
voftro graffo in un vafo , e quando farà del tutto
liquefatto, e fciolto, mettetevi dentro V olio di No-
ce , pofeia la Cerufla , e la terra gialla ; rimefcolarete
pofeia il tutto con un battone per far bene unire infie-
me tutte le droghe ; ed adoprarete quefta compofi-
zione tiepida .
2. Per i Quadri fopra il Rame .
Pigliate Maftice latte* con terra argillofa , e con
terra d' ombra (temprata coir olio di Noce • riem-
pitene i luoghi fcroftati ; dopo prenderete del lubli-
mato corrofivo, che farete difeiogliere in una quan-
tità
174 Parte lì. Dt? Trattenimenti
tità fum\i-?nte d' acqui ; ve lo applicante fopra , e
lo laiciarete feccare ; in capo ad alcune ore lo la-
vante bene con acqua puri \ e fé non è ancora b^n
<Jig-atfato , ricominciarete V operazione . Si può pa-
rimenti fervidi di quelt' acqua di Sublimato l'opra i
Quadri fui Legno , e fulla Tela .
Per levar via la vecchia Vernice dai Quadri balia
fregarli colla punta delle dita , e poi afciugarli con
un panno lino bagnato .
§. 3. Maniera di levare i Quadri dalla loro
vecchia Tela , e di rimetterli fopra una
nuova , e di raccomodare i luoghi
mancanti , e guarii .
Prima d' ogni altra cola fi levarà la Pittura dal
fuo telajo , e lì attaccarà pofeia fopra una tavola
perfettamente lifeia, ed eguale colla parte della Pit-
tura di fopra , avvertendo bene , che la Tela fia te-
fa , e non faccia alcuna piega .
Dopo quefta preparazione darete fopra tutto il vo-
lerò Quadro una mano di colla forte , fulla quale
applicarete a mifura fogli di carta grande bianca del-
la più forte , che ritrovar polliate ; ed avrete P at-
tenzione con un macinello da macinare i colori di
premer bene , e di (tendere la voftra carta , affinchè
non faccia alcuna piega , e fi attacchi bene , ed e-
gualmente fopra tutta la Pittura .
Lafciarete feccare ogni cofa, e dopo fchiodarete la
Pittura , e la rivolgerete col dipinto di fotto , e la
tela di fopra fenza attaccarla . Allora pigliarete una
Spugna , che bagnarete neir acqua tiepida , e colla
quale imbeverete a poco a poco la tela , afeiugan-
dola di tratto in tratto fu gli orli , fé la tela non
comincia a fiaccarli , ed a lafciar la Pittura . Allo-
ra la dilìaccarete con diligenza lungo tutto uno de'
la-
à&>-
Su le Mar eri; utili , s dilettevoli 175
lati del Quadro , e ri ridarete quello , che farà di-
ftaccato , come per rotolarlo , perche di poi Ipi-
gnendo dolcemente co. le dui mani tutta la Tela li
diftaccarà rotolando .
Dìo fatto , colla voftra {pugna , e con acqua la-
varate b-.-ne il didietro della Pittura , fintantoché
tutta la vecchia colla ne lia tolta via . Avvertirete
in tutta quella operazione , che la voftra fpugna
non lia mai foverchiamente ripiena d' acqua , per-
chè potrebbe (correre di lotto alla Pittura , e ftac-
carebbe la colla , che ritiene la carta , che vi avete
meda da prima .
Fatto tutto quefto con diligenza , darete una ma-
no dilla voftra colia , ovvero della Mitica, od im-
primitura ordinaria , che fi adopera per preparare le
tele , Tulle quali li dipigne , fui rovelcio della
voftra Pittura a quefto modo ben rinettata , ed in-
continente vi (tenderete l'opra una tela nuova , che
avrete avuto V attenzione di lafciare più grande, che
non bifogna , per poterla inchiodare negli orli , e
diitenderla in modo , che non faccia pieghe . Dopo
di quefto premerete leggermente la tela col voftro
macinello fregandola , affinchè prenda egualmente da
per tutto , e la lafciarete leccare ; in appretto dare-
te foara la tela una feconda mano di colla partita-
mente , ed a poco a poco , avvertendo, che a mifu-
ra ne darete una parte, di fregarla , e diftenderla coi
macinello per far entrare la colla nella tela , ed an-
che nella Pittura , e per ilchiacciare le fila della te-
la mede (ima .
Afciutta che farà bene la Pittura la diftaccarete
dalla tavola , e la inchioderete di nuovo fui luo te-
lajo ; e dopo con una (pugna , e con acqua tiepi-
da imbeverete bene tutte le voftre carte per levarle
via:
\*j6 Parte IL De1 Trattenimenti
via ; levate , che faranno , lavarete bene il Quadro
per toglier via tutta la colla ., e rinettare tutta la
Pittura . Dopo vi darete una maho d' Olio di No-
ce puriflìmo , e lo lafciarete feccare per mettervi in
appretto 1' Albume di Uovo .
'Vjfervaxionì »
Quando le Pitture , che fi vogliono cangiar di te-
la fono fcorzate , o crepate , od hanno delle picco-
le bollette -, bifogna avvertire d5 incollare fopra i
luoghi diffettofi due fogli di carta ^ uno full' altro
per foftenere quéfti luoghi , ed impedire , che non
fi fendano di vantaggio , o fi lacerino nella opera-
zione ; e dopo aver rimeffa la tela nuova , fi rac-
comoderanno quefti dirTetti nel modo feguente .
Bifogna con un pennello mettere della colla den-
fa tiepida Tulle bollette -, e TÌgonfiamenti , indi fa-
re dei piccioli buchi con una fpilla nelle dette bol-
lette , e procurare -, che la colla le penetri in gui-
fa , che palli di fotto . Bifogna dopo quefto alciu-
gar leggermente la detta colla, e con un* altro pen-
nello paflare fopra le bollette un poco d' olio di li-
no : dopo fi pigliarà un ferro caldo , fopra il quale
fi paifarà una fpugna , o un panno lino bagnato ,
fintantoché più non frema, per dubbio, che non fof-
fe troppo caldo , ed allora fi darà il detto ferro fopra
le bollette , il che le attaccherà di nuovo alla tela,
e le le vara via del tutto .
Conviene nondimeno oflervare , che dopo aver le-
vate via cjuefte bollette è neceffario mettere di die-
tro una feconda tela per confervar la vecchia > ed
impedire, che le bollette non fi formino di bel nuo-
vo ; e fi fa così .
Si deve mettere in primo luogo fulla tela vecchia
una mano di colla denfa lungo gli orli del telajo , e
nul-
Su le Materie utili , e dilettevoli . 177
nulla nel mezzo; dopo quefto fi applicarà la fecon-
da tela , che lì farà attaccare pattandovi leggermen-
te fopra il macinello ; s' inchiodar,! in appretto la
Pittura Culla tavola , e le gli darà partitamente del-
la Colia , che lì premerà , e fi difenderà col Maci-
nello , come fi fa per cambiare i Quadri di tela.
La Maniera di accomodare le crepature, ed i luo-
ghi fcoTzati , tanto nei Quadri , che lì fono mutati
di tela , come negli altri è quella .
Biiogna pigliare della terra argillofa in polvere ,
e della terra d' ombra j polcia (temperare quefte due
materie con olio di Noce in guifa , che formino co-
me una patta , e vi lì agsiugne,fe lì vuole, un po-
co d' Olio grattò per farla leccare più pretto ; fi pi-
glia in appreiso di quefta patta col coltello da me-
icolare i colori , e s' inlìnua nelle crepature , e nei
luoghi forzati , alciugando bene quello , che può
attaccarli lugli orli , e fuori dei buchi. Bene afeiut-
ta , e lecca che fia quefta patta , fi dà fu tutto il
Quadro una mano d' olio di Noce puriffìmo , e
qutndo è lecco (ì fanno fulla Tavolozza le tinte dei
colori adattate ai luoghi , dove fono le crepature, e
fi applicano con il coltello , o col pennello.
§. 4. Altro modo per nettare , e luflrare
i Quadri , che pareranno nuovi.
Sbatterete con un cucchiaio chiara di uovo dentro
un piatto , che ftia pendente , acciò 1' acqua, o li-
quore chiaro cada in un' altro piatto , con la quale
mefcolarete un poco di zucchero fino in polvere , e
fugo di Limoncelli , e con quefta miftura bagnando
una Spugna fregarete gentilmente le Pitture, dopo di
averle prima nettate dalla polvere : oppure pigliarete
Olio , ed Acquavite , ed uniti infieme ve ne fervi-
ate per dar con detta Spugna fopra li Quadri ; poi
W con
178 Parte IL De Trattenimenti
con una pezza di lana li fregarete per nettarli dali"
Olio , e verranno come nuovi .
2. Per polire , e nettare le Cornici ,
e Telaj indorati .
Pigliate una libbra di Sapone nero, ed una dram-
ma di Zafferano , incorporate ogni cofa infieme , e
di quella miflura ne darete con un pennello Copra le
dette Cornici , o Telaj ; poCcia Carete LiCcia dolce
vergine , ed in quella bagnando il pennello , ritoc-
carete le Cornici , e Telaj, Cacendone come una Sa-
ponata ; poi con Spugna , ed acqua Crefca lavatale ,
e Cregatele con diligenza, e verranno polite, e belle.
3. Per nettare , e lujlrare un Lavoro
ài Legno indorato .
Primieramente fi deve pulire il Lavoro dalla pol-
vere , poi Ci prende Olio di Tartaro Catto per deli-
quio , che Cia perCetto Cenza acqua , e con un pen-
nello bagnato in detto olio lo difenderete per tutto
il lavoro indorato ; ciò Catto lo laCciarete per un'
ora , o due Cenza toccarlo , fintantoché vedrete, che
ha mandato fuori una certa Cuperficie come il Cale
bianco ; allora pigliarete un pugno di Bombagio non
filato , che Cia netto, e purgato da ogni immondez-
za , che poteffe avere , e con quello andarete gen-
tilmente fregando Copra 1' oro , che Cara unto , ed
avrà mandato Cuori quel fale bianco ; e Ce vedete y
che flentijev' intoppi nei fregare, e voi Cernutevi,
perchè levarefle P oro dal lavoro, ma col fiato del-
la bocca inumiditelo un poco , e poi Cregatelo con
Bambagio con ogni diligenza , tenendo la mano nel
principio leggiera , e andarete calcando con la me-
defima più Corte , e P oro verrà bello , e luflro co-
me Ce Coffe nuovo ; ma avvertire di non fregar il
lavoro le non è coperto di quel Cale bianco , per-
chè
Su le Materie utili , e dilettevoli. 179
che quello è quello , che imbrunifee , e luftra ; ma
fé l' olio non manda fuori quel fale , è fegno , che
non è buono; e quando volete fare quefta operazio-
ne , fatela in tempo caldo , ed afeiutto , che riefee
meglio, e più caido che farà farete con più preftez-
za il voftro lavoro , e verrà ancora più bello , e
luftro .
Nota . Potrete ancora con queft' Olio di Tartaro
luftrare V Argento , come pure il Rame, ed i mer-
li d' oro , che tollero venuti neri , toccandoli gen-
tilmente col pennello nella fuperfkie , acciochè la
feta non veniife a patire , e farete , come avete fat-
to del Legno indorato , con quella differenza , che
in vece di fregare col Bumbagio lo farete con una
pezza di lino , oppure con pelle di Camozza ; e fé
vorrete lavare i fudetti Merli d' Oro , pigliate ac-
qua , fate entro alla medefima bollire un poco di
Z-iiTarano , e con quefta lavateli , che darà il coio-
le alla l^ta , poi fateli afeiugare , e faranno belli.
4. Rinovare u?7a Figura vecchia , 0 fi a
una Statua di Marmo.
Primieramente nettarete la Statua dalla polvere , e
poi la lavarete con acqua; alla fine metterete in una
fcodella un Fiele di Bue con un poco di terra gial-
la , e con quefta miftura fregarete molto bene la
Statua , o Figura di Marmo bianco, roffo , o gial-
lo , che farà , e quefto lo farete con una fpugna ,
o pezzetta di canevazzo , e fi rinovarà , e tornerà
bella , e luftra come prima.
5. Imbiancare il Marmo bianco , od Alabaftro.
Prendete pietra Pomice in polvere fottile , e met-
tetela in infufione in Agrefto per lo fpazio di dodi-
ci ore ; dopo bagnate in elfo un panno lino , o
una Spugna , ed inumidite il Marmo bianco , od
Alabaftro , e s' imbiancarà bene. 6. i>7-
i8o Parte IL De Trattenimenti
6. Incidere il Marmo bianco , o nero ,
e dipingere fu di ejj'o ,
Preparafì prima il Marmo , incidendo in elfo col-
la punta d' un ferro , o fcalpello i tratti degli Og-
getti , che voglioniì rapprefentare , e dando ai me-
defimì più , o meno di profondità fecondo la natu-
ra dell' ombre , che qu^fh delineamenti richieggo-
no , prenderanno più , o meno di colore > ed aqui-
flaranno una maggiore , o minor forza. Il Sig. Fer-
rat , che n' è 1' inventore , palla di poi una mede-
fìma tinta ad olio fopra il Marmo , che non ne ri-
tiene , fé non nelle linee deferì tte , di cui fi è par-
lato . Quello colore divenuto una cofa della col
Marmo , che non offre nelle parti , in cui è , fé
non una fuperficie ruvida , ed arenofa , non può
foffrire alterazione veruna . Con quella maniera eie-
guifee T Autore qualfivoglia ipecie di ornati.
7. Per dare al Marmo , 0 /llabafìro il colore
azzurro , 0 violato .
Prendafi il fugo di Paftinaca rolla , e quello del
Giglio pavonazzo,ed aceto bianco una quantità iuf-
fìciente per comunicare al liquore 1' occhio fecondo
il piacere di chi operarà . Si faranno cuoce-
re infieme per qualche tempo , e fopra ogni libbra
del liquore aggiungafi un' oncia di Allume in pol-
vere , cotto il liquore . In quello liquore mettali il
Marmo , o Alaballro , che fi vuoi tingere , e fac-
ciali ancora bollire fintantoché abbia preio il colo-
re , che fi defidera .
Ma fé i pezzi fono tanto grandi , che non fi pof-
fano mettere nel vafo , converrà tingere feparata-
mente le parti , cioè fregando con il colore bollen-
te ora una parte , ed ora un' altra .
8. Ver-
Su le Materie utili , e dilettevoli . 1 8 1
8. Vernice da dare alti Camini.
Si macini Verde -Gris con T Oiio di Noce , me-
fcolato con Vernice grolla . Si ha da dare prima al
Camino il nero con nero , e colla , e lafciar che fi
lecchi quello colore ; dopo le gli dà una mano per
di l'opra di Biacca , e lecca quella 5 fi applica la
Vernice luddetta .
9. Vernice da dar/ì /opra il Gejfo ,
che re!ìa come Alabadro.
Si rafpi del Sapone bianco , e lì fìempri a poco
a poco nell' acqua colle dita in un carino invetria-
to . Quando V acqua farà aliai bianca , e denta co-
me il latte , lì laici ripolàre per otto giorni , co-
prendo il vaio . Si lava il lavoro di Geilò con ub
pennello groiìo , o feopetta , che fia foave , e cor-
ta : li laida che dolcemente fi lecchi all' ombra ìb
luogo accomodato , e lecco , che fu , (1 afeiuga leg-
germente con un p^.nno lino .
io. Vernice per impedire , che t Raggi
del Sole pajjino per le Vetr'tate,
Si freghino i Vetri con Chiare di Uova sbattute,
nelle quali vi fia temprata Gomma Dragante.
TRATTENIMENTO III.
§. r. Pitture in Vetro , e Libretti di ricorde,
PRima fi deve preparare una Ladra di Vetro net-
to , e fenza bollette , e chiaro , ed una Stam-
pa in carta più fottile , che fi poifa, e fenza colori.
Dopo fi empie un vaio d' acqua bollente , ed ìb
elfo fi pone ad imbeverfi la Stampa , e fi lafcia fin-
tantoché fia bene imbevuta . Quando fi pone a ba-
gnare nell* acqua calda , bifogna lafciarvela almeno
un*
iSa Parte IL De3 Trattenimenti
un' ora , e nella fredda almeno dodici . La Stampa
ha da effere delle Nere , perchè fono effe migliori
per riufeire bene , come più leggermente impreffe .
e più ombreggiate .
In una Tazza fi deve avere 1' Olio di Noce , ed
in altra la Trementina . Li Vetri fi mettono a ri-
baldare a poco a poco nel Camino ; fi afeiugano
ben bene in modo , che non vi fiano ne bolle d* a-
ria , ne nodi , e difetti , in fomma , che fiano di
perfetta politezza. Si prendono con una falvietta per
non bruciarli .
Mentre il Vetro è caldo, con un pennello fi ften-
de fopra una delle lue fuperfìcie della Trementina ,
la quale fi fa fcolare in modo , che non relìi verun
grumo , e che ella (ìa per tutto egualmente diftefa.
In uno Scaldavivande , che abbia cenere calda li
mette il Vetro , affinchè confervi il fuo calore.
Frattanto fulla tavola fi diftendono due falviette,
una full' altra . Dopo fi ritira dal vafo la Stampa ,
prendendola con F eftremità delle dita , e fi difen-
de fopra le falviette . Dopo con altre due falviette
fi comprime la Stampa , calcandola leggermente di
fopra , affinchè non fieno effe troppo bagnate , e (i
lafcia tempo alle falviette d* imbeverfi dell' acqua
della Stampa, e fi paffa di nuovo il pennello fopra
il Vetro , poiché egli è effenziale , che la Tremen-
tina fia per tutto egualmente diftefa .
Ciò fatto fi cavano fuori le Stampe , o Stampa ,
ritirando le due Salviette , che vi fono di fopra , e
prendendola con la punta delle dita fi applica fulla
fuperfìcie preparata dalla parte della impreffione adat-
tandola al Vetro fulla Trementina . A poco a poco
fi comincia da un capo , e fi finifee dall' altro , of-
fervando fopratutto , cke non redi niun vuoto fra
la
Su le Materie utili , e dilettevoli . 183
la Stampa , ed il Vetro ; poiché ciò farebbe andar
a male F operazione . Il Vetro non ha da eccedere
la Stampa , ne la Stampa il Vetro ; e che tutta la
Carta refti unita , ed egualmente incollata .
Ciò fatto ,fe vi è bilogno di raddoppiare F appli-
cazione , fi pofa il Vetro con la Stampa falle due
Salviette rimalte diitefe lopra la Tavola ; e mentre
che la Stampa è ancora umida, fi frega dolcemente,
e fi tolgono via di poi con le dita gli ltrati , che
compongono la Carta , la quale fi fiaccherà in pic-
cole pirticelle , eccettuato 1' ultimo (irato dove è
la Stampa , il quale reftarà per la Trementina fiflo
fulla fuperficie del Vetro . Così pare , che la ftam-
pa fia impreffa da ambedue le partì.
Dopo fi laicia feccare la Stampa , e fecca che fia
non fi vedrà così bene il difegno, come quando era
polla fui Scaldavivande ; ma a ciò fi rimedia facil-
mente con prendere un pennello , che fi bagna nelF
Olio di Noce , che lì diftenderà fu tutta la Stam-
pa , cioè fu tutta la fuperfìcie della Carta , come
fi è fatto della Trementina fui Vetro . Adelfo ap-
parirà F ultimo ftrato della Stampa come fufo , e
che non refti altro fui Vetro , che F inchioftro del-
la medefima Stampa, tutte le di cui figure fono re-
fiate .
Difingannatevi pertanto; il foglio non è fufo, ma
F Olio lo ha talmente retò trafparente , che lo è
come il Vetro , e ciò cagiona il vofiro errore . Uri
tale cambiamento in verità è molto curiofo ; e que-
llo è il Re de' divertimenti .
Tolto fi difpongono i colori nella Tavolozza. Pri-
ma di tutto fi difpone la Biacca , di poi i Colori
Gialli , in appreflò i Rolli , in feguito gli ofcuri ,
e final-
184 Parte IL ZV Trattenimenti
e finalmente i Neri . Riguardo alle altre Tinte di-
ferenti fi parlerà fra poco . ( 1 )
Dopo il fudetto cambiamento fa d' uopo applicare
i Colori pel rovefcio della Stampa , fecondo il det-
taglio delle parti del Dilegno , ollervando le Gra-
dazioni , (2) e le proporzioni delle parti , con le
quali tutto infieme il efprime , ila un Vecchio , fia
una Donna , un Uomo , un Bambino , un Rufcel-
lo , un' Albero , una Lontananza , un Paefe , un'
Ediflzio , il Cielo , o lìa finalmente ogni altra fi-
gura impreffa nella Stampa , che fi vuol colorire.
Gradazioni de' Colori di Carne .
Le Carnagioni tenere fi a di Donne , Ragazzi , 0
piccioli Genj fi fanno macinando col coltello una pic-
cola punta di Cinabro nella Biacca : iochè ferve per
i chiari più grandi delle Carni .
Tìnte delle Carnagioni di Donne , e
Bambini .
Bifogna fempre porre quella Tinta in un cantone
della Tavolozza .• lì compone quella feconda Tinta
come la precedente di Biacca , e di una ottava di
Giallolino , eccettuato però, che in vece della quan-
tità di Carmino , che vi entra 9 vi fi folli tuiice 11
doppio di Cinabro, e per gradazione fi aumenta fem-
pre il Cinabro fino alla fella Tinta *
Carni ombrate .
Quando fi trova una mafia d* ombre , ed imme-
diatamente dopo un chiaro , fi ha da fare una Tin-
ta
( 1) Tìnte , fecondo i Pittori, è la maniera di abortire i co-
lori , e di applicarli alle Figure per ben formare i chiari,
gli oicuri , e le lontananze . ( 2 ) Le differenti Gradaz'to-
ìli delle Tinte , fono altrettanti 'maneggiamenti della lu-
ce per rapporto al chiar-ofcuro ; fono tanti intermedii tra
1' ombra , e la luce .
Su le Materie utili , e dilettevoli. 185
ta celertina comporta di bianco , e di Blò , e fi ap-
plica lui chiaro , di modo che lì perda con la tin-
ta deli' ombra , che lì comporrà di Cinabro > t
Liuilolino .
Tinte delle Carnagioni di Uomini , e di
Vecchj .
La prima Tinta è comporta di Biacca , e di una
quarta parte di Giallolino , e ferve pei colpi di lu-
ce . La feconda è comporta di una parte delia pri-
ma , a cui li unifee un poco di Cinabro . Alla ter-
za fi accrefee il Cinabro . Alla quarta fi aggi u glie
una piccola punta di Rollò ofeuro . Alla quinta di
Rollo lenza Cinabro . Alla lefta più anche di rollo
oleuro , e quefta ultima ferve per tutte le parti om-
brate delle carni . Sicché la Prima Tinta è la baie
delle altre , e non lì tratta , che di aggiugnervi i
colori fudetti .
Occhj Azzurri.
Quando fi dipingono i Capelli biondi bifogna fem-
pre fare gli Occhj celeftini , grandi , vivi , e bene
ftefi . Nel punto della luce fi mette un punto bian-
co , e iulla Pupilla un punto Nero ; il contorno
dell' Occhio fi carica di una tinta bruna , ed il re-
ito della luce di tinta celefte , comporta di una pic-
cola punta di Biò nella Biacca .
Occhj Bruni .
Se i Capelli fono bruni , devono effe re anche tali
gli Occhj nel punto della luce , come fi è fatto ne-
gli Occhj azzurri. Il contorno -li empie di una tin-
ta bruna , ed il refto della luce con una piccola
punta di Nero alla fetta., tinta, de' chiari . Ad un
Vecchio fé gli danno gli Occhj bruni . Quando tut-
ti vedono chiaro, fi fanno, e lì. dirtribuifeono i Ca-
pelli fecondo gli Occhj .
Capei-
iS6 Parte IL De' Tratteniménti
Capelli Biondi .
Si fanno con una tinta comporta di Biacca , e di
Gialioiino , con una puntina di Nero d' ofib .
Capell'f Cafiaqnacci .
La tinta dei Capelli Caftagnacci fi ù con una pun-
tina di Nero con la fetta tinta dei chiari.
Capelli Bianchì.
I Capelli bianchi lì fanno con Biacca mefehiata
con una piccola porzione di Nero Fumo ; e per le
ombre vi vuole un poco meno di Bianco , ed un
poco più di Nero .
Capelli incipriati .
La tinta bianca de' Capelli bianchi ferve anche per
i Capelli incipriati .
Biancheria .
Per imitare il colore della Biancheria bifogna fare
quelle tre tinte . La prima è comporta di Biacca ,
e di un poco d' Azzurro . La ieconda di Biacca ,
e di pochifiimo Nero d' Avorio, e della fttffta quan-
tità d' Ocra gialla. La prima di querte tre tinte fer-
ve per i chiari grandi ; la feconda per le mezze tin-
te ^ e la terza per le ombre .
Panneggiamenti in generale .
Quefta è la rapprefentazione degli Abiti , Tappe-
ti , Biancherie , ed altri Drappi ; il loro effetto è
di rar conofeere ciò , che elfi coprono , e di efpri-
mere il nudo . La feienza di efprimerli confifte nel-
la elecuzione , e del getto , e delle pieghe , nell'
aderenza più , o meno grande al corpo , e nel ca-
rattere , fìa di leggerezza , fia di movimento , rap-
porto alle figure , che fono , o nella agitazione , o
efpofte al vento .
Panneggiamento bianco .
Non entra nella Prima Tinta , che della Biacca,
e non
Su le Materie utili , e dilettevoli . 1S7
e non ferve , che pei chiari . Per formar la fecon-
da vi fi aggiugne un pochettinodi Nero d' Avorio;
e fi adopra per le mezze Tinte . Nella terza vi en-
tra un poco più del Nero medefimo, che fi ufa per
le ombre .
Per qualunque Panneggiamento bilognano fempre
le tre tinte , come fi è detto .
Panneggiamento e eie fi e.
Per la prima tinta fa di hi fogno otto volte altret-
tanto di Biacca , che di Azzurro . Per. la feconda
una parte di Azzurro in quattro di Biacca . Per la
terza una parte di Azzurro , e due di Biacca.
Panneggiamento Violetto .
Bifogna cominciare dal comporre una prima Tin-
ta , che forma le altre , e fi compone di una par-
te di Azzurro , e di quattro di Carmino , o di Lac-
ca fina . Prima Tinta ; una parte della detta bafe ,
con T aggiunta di quattro parti di Biacca . Seconda
Tinta / una parte della, bafe ,. con due di Biacca .
La terza farà la baie di fopra efprefla .
Paneggiamenti Verdi .
Una parte di Azzurro di Berlina, parti quattro,
e più di Giallo chiaro danno un belliiEmo Verde.
La differenza di quelle Tinte fi farà con mefeo-
larvi più , o meno di Biacca per le parti più , o
meno chiare , a rifehiarate / e per le ombre ferve
la prima Tinta .
Con più , o meno di Giallo, e di Azzurro com-
porrete diverfi Verdi ..
Panneggiamento Grigio .
Biacca con Nero fumo. ; più Biacca pei chiari ,
e più Nero per le ombre .
Drapperie di Oro.
«Orpimento Giunchiglia pel Brillanti à Orpimento
xof-
188 Parte IL De' Trattenimenti
rodo per le mezze Tinte ; e Rollo bruno per le om-
bre forti .
Panneggiamenti di Argento .
Bifogna prendere un pochettino di Azzurro con un
poco di Biacca pei chiari . Per le mezze tinte un
poco di Nero fumo con della Biacca ; per le ombre
più di Nero ,
Panneggiamenti Gialli.
Nella prima Tinta non entra , che il Giallolino;
nella feconda 1' Ocra gialla ; e nella terza l" Ocra
ofcura •
Panneggiamento di Color di Rofa .
La prima Tinta fi fa con Biacca melcolata con
una quarta parte di Carmino; alla feconda fé gli met-
te meno Biacca , e più Carmino ; ed alia terza il
foio Carmino .
Panneggiamenti di color di Fuoco.
Per fare il Color di fuoco fi macina infleme la
metà di Cinabro , e la metà di Lacca fina, e met-
tefì quefta Tinta a parte per fame la bafe delle
tre tinte .
La prima tinta è una piccola parte della bafe, cui
fi aggiugne una quarta parte di Biacca. La feconda,
la fteiìà porzione di fondo, cui fi unifce meno Biac-
ca « La terza è la medefima bafe , cioè mezzo Ci-
nabro , e mezza Lacca fina .
Panneggiamenti Color di Porpora.
Prima Tinta : una quarta parte di Biacca . Se-
conda Tinta , della Lacca , e meno Biacca . Terza
Tinta , Lacca fola .
Avvertimento. Allora quando nei Panneggiamen-
ti fatti d' uno di quefti quattro Colori , Giallo ,
Rofa , Fuoco , e Porpora s' incontrano delle ombra
forti y è necefTario ^i darvi dei colpi fecchi di Rol-
fo
Su le Materie utili , e dilettevoli. 189
fo ofcuro , feguitando efattamente le difpoOzioni ,
dove lì troveranno Je ombre , e guardandoli di non
troncarle . Si raccomanda particolarmente il Rollo
ofcuro , perchè quello colore ù fuggire il Grigio
pa , e li trova relativo a quelli quattro
Colori .
Uve Nere .
Si fanno con una porzione di Lacca fina , e due
vo're altrettanto di Azzurro di Berlino . A ciafeun
grano fi legna il punto di luce di un punto bianco,
e lì fanno roiTallri con un poco di Cinabro nella
tinta .
Uve Bianche .
Si fanno con della Biacca , ed un poco d* Ocra
gialla mefcolata inlieme , aggiungendo una picciolif-
ìima porzione di Azzurro. Il punto di luce de' gra-
nelli fi legna con bianco puro , ed i rifleiii con un
poco più di Giallo nella tinta .
Paefi .
Alberi . Gli Alberi confufi , ed ammaliati non fi
facciano tutti del medeiìmo verde .
Foglie Verdi chiare . Le foglie più chiare fi for-
mano di una tinta comporta d' una porzione d'Az-
zurro di Berlino , e di quattro parti d' Orpimento
Giunchiglia .
Foglie Verdi ombrate . Si fanno con una tinta d*
una parte di Azzurro di Berlino , e due volte al-
trettanto di Giallo chiaro , con cui fi dipinge an-
che una Siepe .
Foglie Morte . La Tinta, che le deve formare è
comporta d' Ocra gialla , e di un poco di Roffo
ofcuro . ( 1 ) Trofì-
( 1 ) Roffo ofcuro è una fpecie d' Ocra brnna , e fi dice an-
cora Bruno Roffo x
!$>€> Parte IT. De* Trattenimenti
Tronchi degli Alberi . Il colore per dipingere i
Tronchi degli Alberi è comporto d' Orpimento rot-
to , e di Ocra gialla nei (iti più chiari , e per V
ombre bifogna dar loro qualche tocco di Ocra ofeu-
ra con altrettanto di Azzurro .
2/ Cielo .
La Tinta del Cielo Sereno fi compone con del Ci-
nabro , Oltramarino , e quattro volte di altrettanta
Biacca .
V Orizzonte. La Tinta , che rende 1' Orizzon-
te, fi fa con del Bianco con un poco di Cinabro ,
e con une piccola punta di Giallolino .
Le Nuvole . Le Nuvole fi efprimono con della
Biacca , ed una piccola punta di Ocra gialla.
Alberi in lontananza . Quefti fi fanno con una
Tinta comporta di molto Bianco con dell' Azzurro,
ed un pochetto di Giallo .
Montagne lontane ,
Quelle Montagne , che fi perdono per la lonta-
nanza bifogna dipingerle gridellino, locchè fi fa con
una punta di Lacca fina in fufficiente quantità di
Biacca ; fé fono due , che fi tocchino , bifogna va-
riarne una con una tinta celeftina .
V Architettura , e Pietre .
Le Tinte per V Architettura , e le Pietre voglio-
no pei chiari del Bianco con una piccola punta di
Blò ; e per le ombre un poco di Nero dentro il
Bianco con una puntina d' Ocra ofeura .
Stoppia , e Paglia. S' imita il Colore di Stoppia
con 1' Ocra gialla , e con la Biacca in parti quafi
eguali ; e la Paglia con meno d' Ocra nella Biacca.
Legname . Il Legname fi rilevarà con l'Ocra gial-
la pei chiari , ed una piccola punta di Nero nell'
Ocra bruna per F ombre : tinta , che fervirà pari-
mente pei Tavolati . Ac-
Su le Materie utili , e dilettevoli . igi
Acqua .
Acqua Tranquilla. Si fa con una tinta verdartra,
comporta di Biacca , di un poco di Azzurro , e di
una piccola punta di Giallo chiaro .
Acqua Agitata . Se 1' acqua folle agitata , bifo-
gnarebbe figurarla biancaftra con un poco di Biac-
ca , ed un poco di Terra verde .
Acqua lontana . E fé bifognalfe far comparire
queft' Acqua medefima in lontananza , fi dovrebbe
tare molto chiara, figurandola di color di Cielo con
molto Bianco, e con una piccola punta d'Azzurro.
Pavimenti .
La Tinta pei Pavimenti fi fa con I' Ocra ofcura,
una puntina di Rodo ofcuro , e con la Biacca.
Le Selci . La tinta per le Selci , e Salii è com-
porta di Bianco , e di una puntina di Nero fumo ,
e d' Ocra ofcura .
V Acciajo . Quella dell' Acciajo fi rileva con 1'
Azzurro di Berlino , due volte meno di Nero di
pece , unendovi pei chiari della Biacca .
// Rame . Quella del Rame fi fa con della Biac-
ca , dei Rodo ofcuro , ed alcune altre tinte , che
&' apprenderanno facilmente con V ufo, e fenza Mae-
ftro , fovvenendofi fempre , che la differenza delle
Gradazioni delle Tinte proviene dal più, o meno di
Bianco , fecondo le parti più , o meno illuminate
nel!* efprimerle .
Il metodo di dipingere una Stampa applicata , e
diftefa fui Vetro , o fui Criftallo infino qui efpofto
è di M. Vifprè ( i ) , ed in verità forpaffa di gran
lunga la Miniatura , e per la vivacità del fuo fplen-
dore
( i ) Trattenimenti fulla Pittura , o fìa veriffima Maniera di
diventar Pittore in tre fole ore .
192 Parte IL De* Trattenimenti
dorè , e per la dolcezza del fuo tratto . Tutti poi-
fono riufcirvi fenza avere apprefo i primi elementi
fteffi del Difegno .
§. 2. Altro metodo per chi ?ion voglia
la bellezza del fudetto.
Pigliate mezza libbra di Olio di Abezzo , o Tre-
mentina, fatela bollire adagio in un Pignattino ver-
niciato, finché fuapori il fuo graffo , che calerà in-
circa due oncie ; poi pigliate onde quattro d' Ac-
qua di Hagia,e mettetegliela dentro, lafciandoìa al
fuoco lento ; poi abbiate in pronto una ladra di
Criftallo , e la Carta ftampata , la quale fia fiata
in infufione in acqua frefca per lo fpazio di 24.
ore , oppure in acqua forte per qualche ora.
Fatto quello fcaldate la laftra di Criftallo, e con
un pennello ftando vicino al fuoco gli darete fopra
la detta Vernice ben calda , acciò fcorra egualmen-
te per tutta la laftra : poi mettetevi fopra la Stam-
pa , la quale deve effere fcolata dall' acqua, e quan-
do vedrete , che è ben attaccata , ed il Criftallo è
quafi freddo , col dito bagnato nell' acqua frefca an-
date levando gentilmente la carta col fregarla ; e la
Stampa , o fia Figura ftampata reftarà imprefla fo-
pra il Criftallo . Allora poi potrete pel rovefcio co-
lorirla a voftro modo . ( 1 )
§. 3. Altro metodo .
Si prende un Vetro polito , e chiaro della gran-
dezza della Stampa , che vorrete colorire ; fu tal
Vetro fi danno due mani della feguente Vernice .
Prendete quattro oncie di Trementina di Venezia >
di Spirito di Trementina , e di Spirito di Vino di
ciafcuno un' oncia , e mezza , di Maftice in lagri-
me
(1) Nuovo Plico d' ogni forta di Tinture Gajipido Talier pag. 40.
Svi le Materie utili , e dilettevoli. 193
me due groffì ; fate bollire il tutto in un Pignatti-
no invetriato per lo fpazio di un' ora , e quando
farà freddo, V applicarete fui vetro bene egualmen-
te . Secca che fia la prima mano , fé gli dà un* al-
tra feconda ; e quando quella farà quali fecca , ma
non del tutto , vi fi applica fopra con la mag-
giore proprietà poifibile la Stampa , che prima deve
eliere preparata nel modo fegùente .
Prendete un Vafo invetriato , o di Vetro , il di
cui fondo fia così largo quanto la Stampa , piano ,
e unito , e la di lui bocca larga lo fteifo , che il
foido . Mettete in quello Vafo dell' Acqua forte a
fuftLienza per coprire tutto il fondo ; dopo fende-
rete fopra quefta Acqua forte la Stampa per la par-
te della impreiTione .
Dopo la levarete , e fi afciugarà foavemente fra
due panno lini, o lalviettey e la lavarete dipoi due,
o tre volte entro acque chiare , e fi afciugarà co-
me prima .
Fatto ciò V applicarete fui vetro, offervando, che
refti bene , ed egualmente incollata , e fenza pie-
ghe , né bolle . Allora bagnarete la punta del dito
nell' acqua chiara , ed avendo inumidito la Stampa
pel rovefcio , fi fregarà dolcemente con la punta del
dito per levare via tutta la carta , dove non fia ar-
rivata r impresone , la quale folamente refta at-
taccata al Vetro . Sopra efla pel rovefcio potrete di-
pingere con colori ad olio i più vivi , ed i più leg-
geri . Per quefto mezzo fi avranno Pitture, che non
guaftarà la polvere ; e quefto fi può fare ancorché
non fi fappia ne dipingere , ne disegnare . (a)
§. 4. Altro Metodo .
Prendete un bel Vetro eguale alla grandezza del-
O la
( 2 ) Secret s cenecrnont Us Arts , e Mcùers Tom. I. Chapitn VI*
i?4 Parte IL Da' Trattenimenti
la Stampa ; fatelo (calciare , affinchè la Trementina
di Venezia fi ftenda per di (opra facilmente , e con
eguaglianza vicino al fuoco. Dopo applicate la Stam-
pa al rovefcio della parte impreffa , avendola prima
latto bollire per lo fpazio di circa mezzo quarto d*
ora nello Spirito di Vino .
Quando farà raffreddato il Vetro, in cui la Stam-
pa e incollata , fi inumidifce la punta del dito , e
fi rafchia dolcemente l'opra la Carta , che verrà fuo-
ri , e non reftarà altro , che V impreffione . Allo-
ra ponete a bollire in un Matraccio nel Bagno Ma-
ria una parte di Trementina fopra quattro parti di
Spirito di Vino .
Ciò fatto metterete di quefta compofizione lui ro-
vefcio della ftampa ; e quando farà fecca la prima
mano , e la feconda , fi poffono applicare i colori ,
(temperati, o ricotti con la Gomma. Diverranno bel-
liffime Pitture , con quefta condizione che sy impie-
ghino ftampe fine , e belle . ( i )
§. 5. Libretti di Ricordi *
Sopra tali libretti fi può icrivere con ftile di ot-
tone , o di lapis nero , o rollo , e poi con panno
umido fi può caffare la fcrittura per feri vervi di
nuovo . Il modo di farli è il feguente .
Pigliate Geffo paffato per ftaccio fino , e incorpo-
ratelo con colla tedefca,o fimile, e con effo coprite la
tavola , o carta , o tela ; e fecca che farà , fi renda
bene uguale con ràfchiarlo ; e di nuovo fi ricuopra
con Geffo come prima .
Secco, che farà fi ricuopre eoa Biacca ben macina-
ta con olio di lino cotto , ma con ungerla fottilmen-
te , e farla eguale con il dito ; dopo per cinque , o
fei giorni fi lafcia feccare air ombra : poi prendete un
pan-
( 1 ) D. Aleflìo Piamontefe Lio. V. a carte 74.
Su le Materie utili , e dilettevoli . 195
panno bagnato, ma fpremuto,e con elfo lifciate la det-
ta fuperfìcie , (opra cui pattati venti giorni in circa
potrete fcrivere con ftilo d' Ottone &c. , chef abbia
punta non acuta , ma tonda .
TRATTENIMENTO IV.
§. 1. (fompo/tzione di diverfi Colori , che fi
eftraggoìio dai Vegetabili,
Levare la Tintura , e il Sugo da ogni Fiore.
SI pigliano le foglie di quel Fiore, dal quale vo-
lete levare la tintura , ed il fugo . Devono ef-
iere monde , e' nette da tutto il verde , o da qua-
lunque altro Colore, che ila ad effe loro appiccicato,
onde non retti ad effe , che il naturai belio del na-
tio loro Colore , e prendafi quella quantità , della
quale \\ vuole far ufo . Lafciatele impaffire un po-
co, indi le porrete in pi?,tto inverniciato fopra il fuo-
co , mefcolandole, e premendole bene con una Spa-
tola di legno larga , e forte , fintantoché fiano be-
ne macerate , ed abbiano refo il fugo , che lì pre-
tende .
Ciò fatto le paffarete per pezza polita, e le fpre-
merete fortemente per cavare tutta la poffibile por-
zione di fugo , il quale lafciato deporre fi deve de-
cantare , e riporre in un Vafo di Vetro ben chiufo
unito allo Spirito di Vino , acciò non fi alteri , e
fi guafti .
2. Acqua , che cava i Colori da ogni Fiore.
Pigliate Allume di Rocca abbruciata, mettetela in
luogo umido fopra il marmo con un Catino di fot-
to , che riceva il liquore , che per deliquio cadrà ,
ed
tgf 'Par fé IL De* Trattenimenti
ed in quello mettete Fiori coloriti , ed in breve tem-
po lafcieranno il Colore in detto liquore , nel qua-
le fé gli porrete pezze di lino reftaranno colorite ;
come pure reftaranno tinti i Crini di Cavallo infili}
nel liquore medefimo .
3. Cavare il Colore da Fiore rojfo , v. g.
dall' Amaranto .
Prendete fugo di Limone ben purificato , e filtra-
to , nel quale metterete i Fiori ; poi cavatoli , e
foftituitene altri , e quando il liquore farà tinto a
voftro modo , farete {Vaporare al Sole P umidità ,
ed avrete un bel Color rollò .
4. Far Lacca dai Fiori coloriti , come pure
da foglie , e Bacche , che danno colore .
Pigliate Soda , e Calcina viva , e fatene una li-
feia mediocremente potente , ed in quefta fate bol-
lire quei Fiore y o Foglia , che volete , e rellirà
tinta . Poi cavate fuori i Fiori , o Foglie , e met-
tete la lifeia , che fia ben colorita in un Vaio di
terra inverniciato , e ponetelo al fuoco , aggiugnen-
dovi tanto Allume di Rocca , quanto ne può lcio-
gliere . Dopo levate la lifeia dal fuoco , e gettate-
la in altro Vafo , nel quale vi fia acqua comune ,
ed il colore andarà in fondo con lafciarlo ripolare .
Dopo decantate V acqua chiara , e tornate a met-
tervi fopra altra acqua , e replicate tante volte in-
fondendo , e decantando P acqua , finché fia levato
il Sale , e T acqua refti dolce ; perchè tanto più
verrà bello il Colore , quantopiù farà purgato dalla
falfedine , e la Tintura y o Lacca reftarà in fondo,
la quale (tenderete fopra pezze di lino candide , e
fopra mattoni la farete feccare all' ombra .
5. Far Lacca da miniare .
Pigliate Curcuma , fé la volete gialla , e R ubbia
de*
Su le Materie utili , e dilettevoli . 197
de' Tintori fé la volete rofla ; poi peftatela, e met-
tetela in acqua , ed aggiugnetevi per ogni libbra d*
acqua un' oncia di lifcia di Ceneri Gravellate ; e po-
fcia fatele bollire in Vafo di terra a fuoco lento ,
finché vedrete , che ha prelo un color d' Oro .* al-
lora mettetevi dentro un poco d' Allume di Rocca,
e fatela pallate prima per pezza , poi per carta em-
perotica , ed il liquore pailarà , e lafciarà la tinta
nella carta, fopra. la quale metterete acqua chiara per
dolcificarla , e quello farete tante volte , finché 1*
acqua , che pafsarà refti infipida. Poi levate la tin-
tura con un Coltello dalla carta , e mettetela fopra
altre carte , le quali distenderete fopra mattoni, ac-
ciò pofik alciugarfi : ed afciutta confervatela pei bi-
iogni . Le Ceneri Gravellate fi fanno con abbrucia-
re le feccie del Vino .
Avvertimento . Tutti quei Fiori , o Foglie , che
fregandoli (opra la carta , o tela di lino la tinge-
ranno , faranno buoni , e potranno fervire per fare
la Lacca da miniare . Ne nominare alcuni pochi .
Il Fiore dunque del Papavero erratico , quello del
yCarthamo , cioè del Zaffarano lelvatico , o baluar-
do , le Bacche del Summaco , detto Rhus dai La-
tini , poffono fervire per colore di Grana .
Il Sambuco è di due fpecie , uno che fa i frutti
in grappoli , e quefti quando fono maturi diventa-
no rolli ; e V aitra fpecie produce i frutti in ombrel-
la , che eflèndo maturi fono neri .
Le foglie dell' Acanto, detto Branca Orfina , e le
foglie del Stramonio , il quale è una fpecie di Sola-
tro ; e le foglie della Viola gialla , detta Leucojo ,
fanno un bel verde . L' acqua di Spincervino mef-
chiata con il fugo di Verdegiallo fa un bel verdone .
J frutti del Rovo , che fono le more di Campa-
gna
198 Parte IL De* Trattenimenti
gna fanno un bel colore . Vi fono altre Piante ,
Fiorì ., e Frutti , che poiiono fervire per far Lac*
ca , come fi vedrà in appreiTo .
6. Altra maniera per cavare il Colore
da ogni Fiore .
Pigliate i Fiori, e nettandoli da Ogni cofa,laicia*
teli impafìire ; pigliate poi Allume di Feccia fottìi-
mente polverizzato, ed infarinerete bene i detti Fio-
ri , i quali prefi in mano , palma con palma li fre-
gante in un vafo forato , e mettete poi quefta ma-
teria in un ceitello di vinchj , e ipruzzategli fopra
un poco d' Acqua gentilmente in tanta quantità ,
che per un mifercre vada icolando di fotto , dove av-
rete pofto un vafo di vetro , e quando ceffarà , tor-
nate a fpruzzarla , finché viene V acqua colorita * e
volendola fare più carica, mettetevi dentro alcune goc-
cie di fugo di limone ^ e fatela fcaldare al fuoco ,
ma che non bolla , ed il liquore tinto lo metterete
nelle Cappe a feccare all' ombra .
7. Maniera di fare il Verde d* Iride y
0 fi a di Giglio .
t. Prendete dei Fiori di queft' Iride volgare i me-
glio colorati , ed i più pavonazzi , levatene dal mez*
zo gli Apici , o ila la parte velutata , e conferva-
tela con diligenza , perchè il refto non è buono per
quello , che il deve fare ; e nello fteffo tempo rac-
cogliete anche tutti i piccoli nervi gialli , che in
elfi Fiori trovarete . Peliate poi in un Mortajo tut-
to ciò , che avrete fcelto , e dopo aver bene am-
maccato tutto ciò , gettatevi fopra un poco d' ac-
qua , cioè tre , o quattro cucchiaj più , o meno ,
giufta la quantità delle cofe , che avrete raccolte .
Bifogna, che voi abbiate lafciato feiogiiere in queft'
acqua un poco di Allume , e di Gomma Arabica ,
ma
Su le Materie utili , e dilettevoli , 199
ma in piccoliffima quantità . Poi macinate tutto in*
fieme , e pattatelo per una tela di lino ben fina, ma
forte , e mettete quello fugo fpremuto in gufcj di
cappe , che farete leccare ali' aria .
2. Maniera . Dopo che avrete mondati i Fiori di'
Iride , che li avrete peftati , e che vi avrete ag-
giunto un poco d' acqua di Allume , come di fo-
pra , gettatevi dentro un poco di Calcina viva in
polvere , come fé fi mettefse del fale fu d* una in-
filata : eifa avrà la proprietà di cambiare il colore,
e di purificarlo ; poi bifognerà fpremerne fuori il fu-
go , che fi raccoglierà in gufcj di Conchiglia.
3. Maniera . Peliate dei Fiori d* Iride in un mor-
ta jo , fpremetene il lugo dentro gufcj di conchiglia,
e fpargete fopra quefto fugo raccolto in ciafchuno di
cflì gufcj un poco di Allume polverizzato , più ne-
gli uni , che negli altri , per fare dei Verdi diffe-
renti .
4. Maniera migliore . Peliate dell' Allume , e
macinate della Grana di Avignone, e mefcolate que-
lle due cofe infieme con V acqua , e fate bollire la
miftura fui fuoco , o fulle ceneri calde , fintantoché
1' acqua diventi ben gialla. Poi peliate i Fiori d' I-
ride in un mortajo , e verfatevi fopra un poco df<
querV acqua gialla , fecondo che voi vorrete rende-
re il Verde o chiaro , o bruno ; inoltre fpremete
quello fugo per una flamigna , che fia fatta di pe-
lo di Capra , o di Cavallo , perchè il lino aflbrbi-
rebbe tutto il Colore ; ver fate quello fugo in gu-
fcj grandi di Conchiglia, che bifogna mettere al So-
le cocente, altrimente quel Verde fi ammuffifce all'
ombra , e diventa troppo glutinofo .
5. Marnerà . Prendete delle Foglie d* Iride , ta-
gliatele in piccoli bocconi } e mettetele in Vafo di
ve-
/
aco "Parte IL De' Trattenimenti
vetro , o di majolica , od anche , locchè farà me-
glio , in una icodella di rame con della polvere di
Allume , e di Calcina viva : lafciate , che tutto in-
terne fi putrefaccia per dieci , o dodici giorni ; ef-
fendo putrefatto, fpremeteio dentro gufcj di cappa;
ed affinchè il Colore di Blò diventi verde , bilbgna
piuttosto fervirfi della ftrada di farlo corrompere . Il
Verde è più bello , e più bruno , quando pettate
iemplicemente le foglie, fi fpremono fubito fenza la*
fciarle corrompere , dopo averle afperfe di Allume.
6. Maniera . Prendete una buona quantità di Fio-
ri d' Iride , mondateli , e peftateli in un. Mortajo
ci marmo : quando faranno bene macinati , fprirne-
tene il fugo , che metterete in un Vafo con la pol-
vere lottile di Allume ; od anche prima di peitarli ,
mefcolate Allume con dell' acqua tiepida , e vela-
teglielo fopra , il che è più ficuro .
Chi voleffe un Verde di tinta differente , prima
di fpremere il fugo bifogna mettere un poco di pol-
vere di Calcina viva per di fopra , e ritornare a da-
re alcuni colpi nel mortajo; dopo fi farà F efpreflìo-
ne , la quale dà un Verde di una tinta differente
dall' altra .
7. Maniera con altri Fiori, lì Verde delle Foglie
della Viola di Marzo fi fa nella fteffa maniera del-
la precedente preparazione; ma ve ne abbifogna una
maggior quantità , e quefto Verde riefee più ofeuro
di quello dell' Iride .
Si può far ancora del Verde nella fteffa maniera
coi Fiori di Jacea , detta altrimenti Viola Trinita-
tis , Viola tricolor , flammea , Coloria , Viola tri-
color arvenfis •
Nota . Il miglior modo di fervirfi bene dell' Al-
lume nel Verde d' Iride % ed in altre Compofizioni
de'
Su le Materie utili , e dilettevoli . 201
de' Colori, che cangiarebbero fenza quefto minerale,
è di macinarlo affai minuto , e di metterlo con un
poco d' acqua al fuoco , poiché altrimenti egli non
lì fcioglierebbe mai bene ; e di queft' acqua voi ne
irrigarete i voftri fiori , o il fugo dei Colori ; pe-
rò meno d' Allume , che vi metterete , farà meglio,
a cagione , che egli abbrucia quando è troppo.
Fare un Colore Veràaflro o/curo,
8. Prendete verfo il fine di Autunno una buon»
quantità di gambe d' Ebbio ( 1 ) carico dei fuoi frut-
ti ; li lafciarete cinque , o fei giorni impaffire nel-
la Cantina , e quando vedrete , che i frutti hanno
fermentato , ne fpremerete il fugo per una tela nuo-
va , e lo porrete in acqua di Allume . Dopo met-
tete quefto liquore in fiafehetti di vetro , o di ma-
jolica , elponendolo all' aria , e non al Sole ; co-
prirete quefti fiafehetti con una carta in modo , che
vi poffa entrare 1' aria , affinchè il liquore non fac-
cia la muffa , e trovarete il Colore verdaftro bru-
no , il quale potrà fervire per alcuni Ritratti di mi-
niatura , ed altre cofe in Carta , o in tela .
Fare un Color Azzurro affai bello .
0. Raccogliete nella Eftate una grande porzione di
Fiori Turchini , che nafeono tra le Biade ; prende-
te le fole foglie , gettando via quello , che non fia
turchino : dopo mettete in acqua tiepida polvere di
Allume : mettete di queft' acqua di Allume in un
mortajo di marmo , e ponetevi dentro i Fiori poli-
ti , e peftateli fintantoché tutto fia disfatto , e ri-
dotto in modo , che facilmente fi poffa fpremere ii
fugo, che paffarete per una tela nuova fopra un Va-
fo
( 1 ) In Latino Ebulus , in Spagnolo Tergo , fpecie umile di
Sambuco .
ìoì Parte IL De7 Trattenimenti
fo di Vetro , dove prima avrete acqua di Gomma
Arabica affai bianca , ed avrete il colore defiderato,
che imitarà l" Oltremare .
Notate , che fé il Colore fi vuole bello , e che così
fi confervi , fi mette poca acqua di Allume , per»
che fé è troppa , ofeurarà il Colore .
Metodo per cavare la parte colorata dal Petali
di alcuni Fiori , per aver un bcllijfìmo
Verde , ed un bellijjimo Giallo,
ic. Si prenda qualche quantità di fiori d' Iride ,
o Gladiolo , che dovrà peitarf: in mortajo di mar-
mo , avendone prima feparato il Calice . Quando i
Petali ccminciaranno a ridurli come in pappa , fi dov-
rà il tutto afpergere con lottiliiìima polvere di Al-
lume di Rocca , continuandoli a ben peftare tutta
quefta unione , per poi cavare il fugo a torchio , il
quale raccolto in una Vefcica , quefta fi fofpenderà
al Camino . Dopo un certo tempo ripigliandofi , fi
cangiarà in una fpecie di Gomma di Color Verde
ofeuro . La medefima fciolta in femplice acqua dà un
belliffimo Verde , noto volgarmente tra gli Ailumi-
natori col nome di Verde di Vefcica.
Si può rendere più , o men carico , per averne
diverfe tinte colla fola giunta della Gottigamba , o
del Verde Grigio diftillato , chiamato Verde d' Ac-
qua . Quefta ultima unione ferve a colorire gli Al-
beri nelle Piante Topografiche , ed in altre tali oc-
cafioni .
Se fi vorrà fotti tuire i Petali delle Rofe bianche
a quei accennati di fopra , fi otterrà collo fteffo ar-
tifizio un belliffimo Giallo . I Petali dei Fior: de'
Gigli , che fono di Color porporino danno un Ver-
de affai bello , ma fi devono peftare con alquanta
Calce . Si può condenfare a Bagno Maria il fugo
fom-
Su le M/iterìe utili , e dilettevoli . 203
fommirtiftrato da quelli diverfi Fiori dopo di effe*
peftati , o triturati in mortajo di marmo.
§. z. Fare uh Colore Azzurro Jìmile
\ all' Indaco .
Abbiafi una Calchja fornita inferiormente di un
galletto , o robinetto . Facciafi in effa bollire dell*
acqua pura di fiume , e quando bolle fé ne levi il
fuoco . Mettafi allora nella Caldaja quanta Erba di
Prato , cioè di Trifoglio può capirvi fenza peftarla,
o fminuzzarla , e fi rimefcoli ben bene. Dopo che vi
è fiata circa una mezz' ora aprafi il galletto , ap-
ponendovi prima internamente un panno di lana, ac-
ciò non v' s' introducano [' erbe a chiuderlo , e fi
fi lafci cader 1' acqua , che avrà un Color d' oliva
in un maftello , che per un terzo della fua capacità
contenga acqua di Calcina , formata con una parte
di Calce viva , e cento parti d' acqua . Quefto ma-
cello deve avere molti galletti a differenti diftanze
d' altezza .
Quando 1* acqua della Caldaja , o fia il brodo
dell' erbe fi è ben rimefcolato soli' acqua di calcina,
dal Color d' oliva paifa a prendere un Verde d' er-
ba cupo , ed acquifta quindi un' occhio forte di Az-
zurro . Dopo di aver rimefcolata , ed agitata ben
bene tale miftura , fi lafcia in ripofo ad un dipreflò
per un' ora , affinchè fi precipitino le parti colo*
ranti .
Allora fi aprono fucceftìvamente i galletti del ma-
rtello cominciando dai più alti , onde fare fcolare
tutta F acqua giallognola , che fta fopra t\ fedimen-
to azzurro . Si rovefcia fu quefto dell' aco^ua frefca
di fonte 5 e nuovamente fi rimefcola * pei fi lafcia
ripofare ; indi col fucceffivo aprimento dei gaietti fé
ne fa fcolare .1* acqua , e ciò fi ripete più volte, fin-
ché
2©4 Tarte IL De* Trattenimenti
che V acqua , quando pel ripoto fé n* è precipitato
T Azzurro -, fia limpida , e chiara fenza tinta gial-
lognola .
Eflendofi in tal modo lavato P Azzurro , mette-
fi quefto fedimento in un Vafo di terra cotta , ver-
fandovi un poco d' Olio di Vitriolo . Dopo alcune
ore fi (cola P acqua torbida dall' Azzurro , e vi fi
rovefeia fopra alcune volte ancora dell' acqua frefea .
Quefta pure fi fcola , e rimane il fedimento Azzur-
ro , che ftendefi lu d' un panno per liberarlo da tut-
to P umido , locchè prefto fi ottiene .
Altra maniera .
2. Pigliate i Fiori del Guado(i), cioè onde tre,
o quattro , farina d'Amido un' oncia, e fate che ogni
cpfa fia fottile y poi impattatela con orma , ed aceto,
t fatene una focaccia, e fatela feccare al Sole , e fa-
rà fatto .
Acqua dì Color dì Azzurro per colo-
rire Carte , e Muri .
3. Pigliate grani di Ebolo , o fia d* Ebbio ver-
di , e maturi , cucinateli in acqua comune entro
una Caldaja piccola per mezz' ora ; poi fpremeteli
con una pezza di lino, e confervate queft' acqua co-
lorita in un vafo di Vetro. Poi prendete fterco fec-
co di Cane ridotto in polvere fottiliflima , e fatelp
pattare per tamifo , e difternperandolo con orina lo
darete fopra le carte , o muri , e feccato,che farà,
col pennello bagnato nella tinta dei grani dell' Eb-
bio gli darete fopra una mano , o due , e verran-
no di Colore azzurro belliflimo ,
Nota . Con quefto fteffo fugo di Ebbio fi può tin-
gere in bello Azzurro tutto ciò , che fi voglia, cioè
Fi-
Ci) In Spagnolo Gualda ♦
Su le Materie utili, ir e dilettevoli , 205
Filo , Tele , ed altre cofe . Lo fterco fecco di Ca-
ne dopo, di edere, pila to per tamifo fi ha da ritor-
nare a macinar nella pietra dei Pittori , perchè di-
venga più lottile:..
Fare F Indaco ..
4. Mettete a. bollire il; Glaftro ( 2.) o> Paftello en»
tro ne 111 acqua infieme con Calcina eitinta 1 quello ,
che fi elevarà, , e fi alzarà. Copra , fi leva ichiuman-
do T acqua , e melcolato con un. poco d' Amido
fa T Indaco -.
§* Imitare , e fare altri Colori *
Per imitare il Porfido fi, fa il fondo di Terra rof~
fa d' Inghilterra, e col Cinabro, ed un, poco di Ne-
ro . Poi fi fpruzza, con Biacca,, e fopra fi copre con
Vernice , e lì polifce . Vedi il Num. a,.
Altra riamerà di fare il Porfido finto.
2. Bruno rollo , che è una. fpecie d* Ocra roffa ,
che viene dall' Inghilterra , fé b troppo rolfo vi fi
mette un poco di terra, d' ombra (3) , o di fulig.
gine •• ridutefi tutto in polvere, e dopo fi unge con
oglio una tavola lifcia , e polita , o un marmo , e
fubito farete un Colore con il Bruno roifo , ed un
poco di Roifeta , e Lacca fernetta , e fi macina fo-
pra la Pietra con 1* acqua di Gomma Dragante . Do-
po con una fpazzola , o feopetta grolla fi prende di
quello Colore , e fi fcuote lopra la Tavola, o mar-
mo ; e quando fi vedrà da per tutto punteggiato di
quello rollo , fi lafcia feceare ; dopo fi ftempera la
malfa di Bruno rollo , e di terra d* ombra infieme,
che fi metterà fopra la Tavola , o marmo dipinti ,
e fi lafciano leccare, e fecchi, che fiano fi poliicono.
Per
( 2 ) Latin. J/atis , Glajlum . ( 3 ) E' una Terra in forma
di Pietra di differenti grandezze 5 e «hiamafi Fmatite ; ia
Latino Hematites .
it>6 Parte IL De* Trattenimenti
Tare un Color Verde bellijjìmo.
3. Prendi Verderame in polvere, Litargirio d'Oro,
ed Argento vivo parti eguali , macinateli l'opra il
Porfido Tortilmente con orina di Putto, e poi in una
boccia di vetro ponetelo fotto il letame di Cavallo
per venti giorni , e tornateli a macinare , ed avre-
te un Verde b-Uitfìmo .
Fare una Tintura Roffa .
4. Prendete Rofe Damafchine , e Fiori d' Ipericon
fecchi parti eguali , e gettatevi (opra acqua, che fa-
pravvanzi quattro dita , ed aggiugnetevi per ogni on-
cia dei detti fiori mezza dramma di Ipirito di Vi-
triolo , e poi coprite il vafo , e mettetelo nelle ce-
neri calde in digeflione , ed in quattro , o cinque
ore avrete una Tintura molto roiìa per fervirvene
nei bifogni .
Fare un Lapis curio/o eccellente per di fogna-
re y fcrivere &c. così duro , come la
Matita , 0 Sanguigna .
5. Prendete di quella terra bianca già preparata
per fare Pippe da fumare Tabacco , che macinarete
fopra il Porfido con acqua comune , fintantoché ila
ridotta ad una palla; dopo prendete quei colori, che
vorrete, ciafeuno da per fé , ed a fecco li macina-
rete fopra la pietra fottiliflimente ; dopo li palere-
te pe,r tela fina di feta , e cialcun Colore mefcola-
rete con la detta parìa , fecondo che vorrete , che
il Colore la faccia colorita piti , o meno ; aggiun-
getevi un poco di Miele ordinario , e dell' acqua di
Gomma Arabica a diferezione .
Se è di bifogno da cialcun Colore fare i bafton-
cini più , o meno bruni per fare i chiari , e gli
ofeuri , o 1' ombre 3 pigliate ciafeuna di quelle pa-
lle ,
Su le Materie utili , e dilettevoli, 207
fte , e fate bastoncini tondi , o Rotoli , e lafciate-
li all' ombra per lo fpazio di due giorni ; dopo gli
efporrete al Sole , o al fuoco , perche li lecchino
affètto , e così fecchi fi adopraranno a piacimento.
Olio per macinare i Colori per dipingere
Uccelli , ed anche altre co fé , e che
refifte ali1 intemperie .
6. Prendete due oncie di Maftice in lacrime affai
chiaro , macinatelo con Olio di lino . Dopo mette-
te del detto Olio dentro un pignattino invetriato, e
ponetelo al fuoco , ed a poco a poco mettetevi a
fciogliere il Maftice y rimefcolando la materia . Do-
po levatelo dal fuoco , e lafciate , che fi raffreddi ,
ed offervate le il Maftice è fciolto , e bene incor-
porato coli' Olio. Quando così farà, macinarete con
detto Olio i Colori , i quali refifteranno all' aria ,
e potrete dipingere Uccelli, o altri lavori, che vor-
rete efporre alle ingiurie del tempo .
Contraffare il Colore dell' Inchiofìro Chine/e.
7. Prendete di queir umore , o liquore nero del-
la Seppia ; mettetelo in una borfa di tela non trop-
po mìa per colarlo, e fpremetelo con due balconcini
per non iporca-rvi ìopra un Catino cupo di terra ,
che peffa Ilare fopra il fuoco . Nella boria , o ma-
nica reftaranno le flbbrette graffe , che il gettaranno
via .•- e dopo per la borfa li fa paffare un pocherti-
no d' acqua calda , affinchè nel Catino cada il Ne-
ro , che vi farà attaccato .
Fatto quefto fi pone il Catino fopra un tre piedi
al fuoco lento per fare fvaporare V umore acqueo ,
ed anche quello di un qualche graffume , che vi fia
dentro . Non fi ha da lafciar bollire, perchè fi bru-
ciarebbe . Tenuto così per un poco di tempo fopra
il fuoco foave , quando fi vedrà , che sfuma poco,,
o nien-
208 "Parte IL De* Trattenimenti
o niente , allora vi fi pone dentro Polvere di Gom-
ma .Arabica a diferezione , e fi mefcola bene con
una fpatola , fintantoché fi conofea già efsere fciol-
ta , ed incorporata a perfezione la Gomma , e la
materia refti in tale confiftenza , che fi poffa ridur-
re a baftoncini , che imitino quelli dell' Inchioftro
della China , e fi fanno leccare al Sole , o al calore
del fuoco . Per levar via la puzza del Nero fi può
metter qualche cofa odorifera nella pafta prima di
formare i baftoncini , ovvero a quefti dopo che fa-
ranno fecchi dar fopra una pennellata di liquore fra-
grante . Per feri vere , o difegnare fi fcioglie in ac-
qua il necefiario .
Porporina .
8. Quella è una miftura di Alchimia di Colore
tendente al Bronzo; e per averla più bella fi mani-
pola nel modo feguente . Prendete la Porporina , e
macinatela con il dito in una fcodella con orina chia-
ra , e lafciate, che la Porporina cada al fondo; poi
decantate P orina, e tornate a fare la medefima ope-
razione , finché F orina refti chiara ; poi colatela
per pezza , e mefcolatela con un poco di ZafFarano ,
ed adoperatela con acqua gommata . Si può anche
far ciò in luogo di orina con la Lifcia . Serve que-
lla Porporina così preparata per dare naturalezza a
qualche lavoro, quando vogliafi, che imiti il Bronzo.
TRATTENIMENTO V.
Lavori curlofi fatti colla Carta»
§. i. Modo di fare Pafta , o Stucco d'i Carta
per fare Immagini .
P Rendete ritaglj di Carta bianca, e metteteli en-
tro acqua chiara per lo fpazio di fei , o fette
gior-
Su le Materie utili , e dilettevoli, 2,09
giorni , e mutategli V acqua una volta al giorno ;
poi rimetteteli in un' altra pignatta piena d' acqua,
e fateli bollire per due ore; poi cavate fuori la car-
ta , e peftatela in un mortajo molto bene , effondo
prima Spremuta 1' acqua , perchè così fi farà 1' ope-
ra più fina . Pefta in tal modo mettetela in un fac-
chetto , e tenetela così infufa in acqua chiara , che
fi confervarà , e farà fempre buona , ogni qualvolta
la vorrete adoperare , avvertendo di mutargli 1' ac-
qua una volta la Settimana, o due fé foffe di bi-
fogno .
Ciò fatto, abbiate le voftre Stampe concave, den-
tro delle quali metterete la detta pafta , o ftucco di
carta prima ben bene fpremuto con le mani, calcan-
dolo dentro con diligenza , ed egualmente con una
fpugna per levare 1' umidità dell' acqua . Dopo le
metterete al Sole,o in una Stuffii , e quando faran-
no afciutte , le cavarete fuori , ed avrete le voftre
Figure , o Immagini belle , e bianche .
Dopo potrete colorirle, o miniarle, come a voi pia-
cerà , e farete in quefta maniera .* gli darete prima
una mano di colla forte , cioè di quella , che ado-
perano i Dipintori , ed afciutta che farà , gli dare-
te fopra quei colori , che vorrete , e faranno un bel
vedere; e potrete ancora per renderle più vaghe toc-
care alcuni profili con oro , e dargli una Vernice
chiara , per efempio la feguente.
Una quarta parte di Trementina di Venezia , e
mezza foglietta di Spirito di Vino ; tutto infieme fi
mefcolerà in un pignattino nuovo , e netto per far-
lo denfo come il latte. Se foffe troppo denfa fi met-
te fpìrito di vino ; fé troppo rara, fi aggiugrre Tre-
mentina , e fi darà all' Immagine, o Figura per la
parte d' avanti , come fi è detto in altro luogo.
P Nota.
2 io Parte IL De' Trattenimenti
Nota . Collo fteffo ftucco di Carta fi potranno fa*
re altre cofe , come cornici &c. , a condizione , che
fi abbiano i modelli concavi .
Fare Scatole di Carta .
Prima è necellàrio avere le forme , o modelli
delle Scatole , e che fieno o di metallo , o di le-
gno forte ; vi vuole Malchio , e Femmina . Si fa»
fcia il Malchio colla carta umida , ed accomodata
alla forma , o modello adattato , e fi pone entro la
Femmina , ftringendola con viti . Prefa che abbia la
forma , che vi fi è data , fi leva il fuperfluo , dan-
dole (opra una colla come fegue .
Si fa Colla con la Colla di Pefce con acqua, op-
pure collo fpirito di vino , perchè meglio rielca , e
quando è fatta s' incorpora con chiare di Uova be-
ne sbattute , ed incorporata fé le unifce la polvere
di gufcj di Uovo calcinati , e vienfi a formare un
corpo come il Geifo , che adoperano gli Indoratori
per intonacare i pezzi , che vogliono indorare.
Ciò fatto fi danno alla Scatola tante mani di que-
lla materia , quante ahbilognar vedrete , onde per-
venga alla groifezza , che fi pretende . Appretto il
fa afciugare,e quando fia hene afciutta fi mette fui
torno , o fopra altra fimile cofa a polire colia Po-
mice , o Pelle di Pefce Squadro , o Rafparella , ed
in fine colla carta x acciò venga più lifcia , e fina.
Indi fé le fanno quei lavori, che voi volete, dan-
do fu d' elfi una , o più mani di alcuna di quelle
Vernici forti defcritte nella prima Parte . Finalmen-
te fi pulifce fecondo V arte .
Avvertente. Il Mafchio fi fafcìa con carte umi-
de , e bene accomodate alla Forma di metallo , o
di legno duro . Accomodata la Femmina , o Mo-
dello femmina fi ftringe in torchio , o ftrettojo . In
luo-
Su le Materie utili , e dilettevoli. 211
luogo della Rafparella fi può foftituire lo fmerigllo.
La Vernice torte è fatta con la Gomma Copale &c.
come fi difse nella prima Parte dei Trattenimenti VII.V
Vili. , e X. Eccone alcune altre ♦
Prendete Carabe della più bianca , Gomma Co-
pai , e Maftice di ciilcuna parti eguali , per efem-
pio un' oncia, di fpirito di vino una libbra: pelia-
te le Gomme tattilmente, e fatele paiTare per tami-
fo di feta , poi mettetele in un faggiuolo collo fpi-
rito di vino , e gli porrete fopra un capello cieco,
o un' altro faggiuolo di riicontro ; poi con Vefcica
bagnatalo con colla ftropperete bene le giunture, ed
alci iuta che farà , lo ieppellirete nella cenere in va-
io doppio , o in Bagno Maria , e lo farete bollire
per dodici ore , ma con fuoco lento , e farà fatta.
Altra . Olio di Noce, o di Lino bene cotto fin-
tantoché divenga denlo come Miele. Con quello O-
lio fi unge un vafo , e vi li mette dentro una lib-
bra di Gomma Copal chiara in polvere ; mettafi il
vafo vicino al fuoco , avvertendo , che il bollore
non venga fuori , e coprafi . Sciolta la Gomma , fé
gli aggiugne fuffìciente Acqua di Ragia , ed il tut-
to bene incorporato, fi farà come legue.
Se fi vuole Vernice nera , fi porranno con la Ver-
nice di Copal parti eguali di Spalto ; fi mefcolino
bene quefte due cole in un vafo , e fi facciano boi-
lire per un' ora incirca; di poi fi aggiunga tant' Ac-
qua di Ragia , che reftì la cortjpofizione mezzana-
mente liquida . Per applicare quella Vernice fi pren-
de col pennello una pennellata del fuddetto bitume
di Spalto , e Gomma Copale , e tre di Gomma Co-
pale fenza Spalto „ ed una dell' Olio cotto come
miele ; ancora una di Fumo di Pino , e fi mefco-
la tutto , e fi unifce infieme .
Do-
212 Par fé IL De1 Trattejùmenti
Dopo con quella millura fi daranno alla Scatola
tante mani , quanto faranno neceffarie . Ciò fatto fi
lafcia afciugar bene , e dopo con polvere di Tripo-
li impallata con Olio di Lino fi frega , e fi luflra.
Prima di applicare quella Vernice il deve rifcaidare
un poco la Scatola , la quale refta con un lucido
aliai beilo .
§. 2. Fare Piatti , Baccini , Sottocoppe ,
e cofe fiìriiii .
Per fare , e lavorare quelle cofe non vi è bi-
fogno di Forma , o Modello femmina , è fufficien-
te il mafchio , che fia conveffo , della figura , e
grandezza , che piacerà. Ciò avvertito , fi opera nel
modo feguente .
Sopra il modello per la parte concava fi pone una
carta , o foglio , che fi chiama carta luga , o ftrac-
cia ben accomodata da per tutto , e s' incolla nei
contorni del modello . Dopo fopra la detta carta fi
da una mano leggiera di colla di farina , e fopra
quella fi mette , e fi attacca un' altra carta ; e co-
sì fi continua infìno a mettere cinque, o fei , o più
carte , ognuna fopra il fuo llrato , o mano di col-
la . Quando vi faranno mefle carte abbastanza, loc-
chè fi conofce dalla groffezza , fi lafcia per un po-
co afciugare il lavoro , ma primachè affatto fia lec-
co fi fpiana , ed eguaglia con un martello dolce-
mente .
Ciò fatto fé gli dà fopra una mano di geflb fot-
tilmente macinato , ovvero della Palla fudetta per
la parte concava ; feccato il geffo vi fi dipinge fo-
pra , o fi attaccano flampe picciole , che vendono i
Tedefchi , levato prima il lavoro dal modello . Quan-
do la pittura , o la colla , con cui fi attaccarono
le ilampe, farà fecca, fé gli dà la Vernice di Gom-
ma
Su le Materie utili , e dilettevoli . 213
ma Copale , od altre fopradette . Per la parte di
fuori , o convella non vi bifbgna ne pittura , ne
ftampe , e farà efficiente dargli una mano di getto,
o del colore , che fi voglia. 11 getto deve efiere co-
me quello , che adoperano gì' Indoratori . Se fi vuo-
le indorato per di dentro il lavoro , potrà fervire
la polvere d' Ottone fparfa fopra Colla chiara; e fec-
ca , che lìa le gli dà fopra la Vernice .
Scultura in Cartone ,
V\ fono due maniere per lavorare in Cartone le
opere di fcultura . Non avendofi in sì fatti lavori
a temere verun' altro inconveniente , che 1' umidità
dell' aria , non s' impiegano d' ordinario fé non nei
luoghi coperti , come nell' interno delle Chiefe per
ornamento degli Altari , e nelle Sale , &c.
Per efeguire quefta lorta di lavori , conviene far
prima di ogni altra cofa, fia in piano , o in baffo
rilievo i Modelli delle cofe , che li vogliono rap-
prefentare . Bifogna fimilmente far tirare degli ftam-
pi fopra dei Modelli . S' indura lo ftampo imbeven-
dolo d' Olio bollente , e quando è fecco , ed in
ordine, fi fa come fegue .
Per primo ftrato , o fuolo fi mettono dei fogljdi
carta imbevuti d' acqua fenza colla , che fi depon-
gono diligentemente intorno a tutte le parti dello
ftampo . Tutti gli altri corfi , o ftrati , che fi dan-
no , fi fanno parimenti con carta imbevuta di colla
di farina , e fi continua corfo fopra corfo colla car-
ta incollata , fintantoché abbiafi data all' opera la
groffezza di due , o tre linee, il che forma un cor-
po baftevolmente folido . Nel collocare le carte fi
deve ufare ogni diligenza , perchè quelle vengano
aggiuftate bene o col dito , o con gli fgroffatoj al
fondo delle più profonde cavità dello ftampo , per-»
che
214 Tane ti. De* Trattenimenti
che rie piglino efattamente i tratti , e fi riportino
fui cartone con tutta la finezza, che ha il modello.
Si lafciano feccare quefti cartoni efponendoli al
fole , od a fuoco dolce . Afciutti , e fecchi che fia-
no i Cartoni fi levano via dallo ftampo , fi metto-
no infieme , e fi adattano con fili di ferro. La car-
ta , che più comunemente fi adopera per quefte ta-
li opere , è pel primo corfo la carta bigia - bianca ,
e dopo ogni forta di carta fpugnofa bianca, o bigia
eh' ella fi fia è buona a far corpo con la colla.
La feconda maniera è farle di carta battuta in
un Mortajo . Quefta palla fi fa d' ordinario con i
ritaglj , che i Cartolaj fanno dalle lor carte; le più
fine lono le migliori . Pigliatili quefti ritaglj , e fi
mettono in un vafo pieno d' acqua , che fi deve
mutar fpeflò , lafciandoli quivi in infufione fintan-
toché fi riducano in palla, o in pappa. Ridotta che
fia così quefta pafta , fi adopera nel modo feguente.
Dopo avere avuta 1' attenzione , come già fi è
detto , d' imbevere di olio , e di rendere duro lo
ftampo , vi fi mette fopra , quanto più egualmente
fi può , la grofìezza d' incirca due , o tre linee di
quefta pafta , vi fi preme fopra con forza , e fi fa
ufo d' una fpugna per cavarne Y umidità per quan-
to è potàbile : fi fa feccar quefta pafta al fuoco , o
al Sole , indi con un groflo pennello , e con colla
di farina s' imbeve quefto cartone, fui quale fi met-
tono molti corfi di carta bianca, o bigia per dar un
corpo a quefto cartone , che fino allora era fenza
corpo , e fenza colla .
Fatta quefta feconda operazione, fi lafcia feccare,
e poi fi ricomincia con Colla forte di Fiandra , o d'
Inghilterra , od altra ad imbevere i corfi , o ftrati
di Carta , e vi fi applica della tela , e fpeffe volte
vi
Su le Materie utili , e dilettevoli . 2.15
vi s* infirmano delle armature di fil di ferro , che fi
mettono tra la carta bigia , e la tela , locchè im-
pedi Ice , che i cartoni non fi fconcertino , e fa che
reflino nella vera forma .
Quelle opere , come abbiamo detto, non temono
altro inconveniente , che quello dell' umidità . Non
li rompono , i vermi non le corrodono , e poffono
anche indorarli ^ e dipingere , come le opere in
legno »
Carta vellutata di Venezia»
Quelle Carte , che li fabbricano in Venezia fa-
migliano ai più bei Velluti in opera , colicene ve-
dendole in un gabinetto di perfone di qualità, e non
eliminandole da vicino , fi pigliarebbero per veri
Velluti .
Per far quefte Carte , fi tinge in prima la Carta
del Colore , che fi vuole ftemperare nella colla , la
quale lo rende lucente ; e quello forma il fondo
dell' opera . Dopo vi s' imprime fopra il difegno
con Forme di legno limili a quelle degli Stampato-
ri di Tele Indiane , imbevute di una Gomma tena-
ce . Ciò fatto vi fi fpargono fopra delle rafehiature
di panno fino del colore , che fi vuole ; in appref-
fo li fcuote la Carta , e le rafehiature , che vi re-
ftano appiccate formano il rilievo vellutato dell' ope-
ra , ne fi diflaccano altrimenti , che rafehiandoie
fortemente con un coltello .
Quello lavoro è in gran parte fomigliante a quel-
lo , che fi fa per Tappezzerie fatte di Tofature di
Lana . Dizion. dell* Arti , e dei Meflieri alla voce
Stampatore di Carte di Tappezzeria .
Stampe , e Medaglie di Colla di Pefce*
Facciafi lciogliere Colla di Pefce in un' Olla ,
o pignatta invetriata , e vi fi laici per tre giorni *
do-
■zi 6 Parte IL De1 Trattenimenti
dopo fi faccia cuocere fintantoché abbia la confiden-
za come fé aveffe da fervire per incollare legni ; fi
paffi per un panno lino polito , ed aliai netto. Ciò
fatto fi prenda una Medaglia di Stagno , o di qual-
che altro metallo , ungali con olio , e fi polifca in
maniera , che non refti fé non poco unta ; dopo
per i contorni fé gli fa un circoletto di malta , o
creta , aito quafi un dito. Di poi vi fi verfa fopra
la Colla calda fintantoché il circoletto fia pieno fino
agli orli ; fubito fi copre con carta a cagione della
polvere . Seccata la Colla , fi cava la ftampa , che
farà bella , e trafparente .
Per colorirla fi faranno tre forta d' acque : una,
bollendo rafpature di legno del Brafile in acqua co-
lorata , o roffa ; altra , prendendo una parte di ef-
fa acqua , mefcolandovi una cucchiarata di lifcia ; e
la terza più carica , od ofcura , aggiugnendo ad ef-
fa un poco d' acqua di Calce. Quefte tre acque fer-
vono per tingere le parti della Colla di Pefce . Ec-
co il modo . Se fi vogliono Stampe , o Medaglie
verdi , aggiungafi alla Colla per tingerla Verde-Gris
in polvere fina , che fi farà bollire, e fciogliere col-
la fteffa Colla , che fi deve pattare per panno lino.
Per il Colore Pavonazzo , fi mette Tornafole ftem-
perato con Calcina . Per il Giallo fi pone ZafFara-
no ; e così degl' altri Colori .
Cavare preftamente una Stampa ,
o Figura .
Prendete acqua di Allume > e di Sapone ; ba-
gnate una tela , o una carta in ella , ed applicate
la Carta , o la tela fopra la Stampa , o Figura , e
mettetela fotto il Torchio , e quando fi levarà , fi
vedrà la bella copia .
Colo-
Su le Materie utili , e dilettevoli» 2x7
Colore Roffo affai bello .
Polvere di Cocciniglia ( Grana ) , fi mefcoli con
polvere di Allume bruciato , e dopo effendo calda
la miftura eftinguetela in sequa netta di Piantaggine,
o di Rofa. Riefce un Cinabro affai bello .
Altra maniera . Mettali in un vafo acqua roffa ,
aggiungafegli Cocciniglia in polvere , dimodoché T
acqua roffa fopravvanzi due dita . In altro vafo fi
ponga acqua di Piantaggine , e mettafegli Allume
bruciato in polvere , il tutto caldo. Si colano i due
liquori, e fi mefcolano col Colore roffo forfè più bei-
lo , che quel di Cinabro . Confervafi in bottiglie.
Tinta Roffa . In una Foglietta di buon Aceto fi
faccia bollire la metà di una quarta parte di legno
Fernambuco minutamente rafpato, ed alcuni pezzet-
ti di Saja roffa , ed un oiìicello di Sepia , ed un po-
co di Allume : fi faccia il tutto bollire infieme fin-
tantoché il liquore fi veda perfettamente roffo * al-
lora fi cava dal fuoco , fi lafcia raffreddare , e per
gli ufi fi conferva in bottiglia •
Altra . Prendete mezza libbra dJ acqua , dove fia
fciolta Gomma Arabica , ed un poco di Zucchero
candito , e di Allume di Rocca; poi mettete in que-
lla Cinabro fpolverizzato , e mefcolate ciò fino che
farà a eonfiftenza di Miele , e farà fatto un inchio-
ftro roffo per fcrivere quello , che fi vorrà .
TRATTENIMENTO VI.
Imbiancare facilmente alcune tofe .
T
§. 1. Metado per imbiancare , 0 far can-
dida la Tela .
Olta , che fia dal Telajo la tela fi mette nell8
acqua calda a fpurgarla dalla bofima^d afeiut-
ta
ai 3 Varie IL De Trattenimenti
ta tornali a lavare in altra acqua tiepida . Ciò fat-
to tuffali dentro in nuova acqua > nella quale fia
{temperato fterco di Vacca lattante , ed in effa fi
lafcia ftare per lo fpazio d' ore ventiquattro » Po-
fcia fi levi , e li mondi in acqua calda pura ; e do-
po fi diftenda alla rugiada per cinque , o fei notti ,
e nel giorno al Sole , fpruzzandoìa di quando in '
quando con acqua chiara . Dopo averla così prepa-
rata fi metta in bucato , fuori del quale fi metta
alla rugiada , e non paffaranno otto , o dieci gior-
ni , che la Tela farà divenuta bianchifìima . Avver-
tefi , che riufcirà più bella , e più perfetta nella
Primavera »
Altra maniera % Prima fi mette in bucato la
Tela , o fola , o infieme con i panni nel fondo dei
Martello , e finito quello, per due , tre, o quattro
giorni fi bagna , e fi alciuga al fole , e fi ritorna
a bagnare , ed afciugare per il detto tempo . Poi Ci
torna a dargli un altro bucato. Se ciò fatto non re-
ila del tutto bianca , fi torna da capo . Così fi fa
con la Tela di Lino , e con quella di Canape.
Altra maniera . I Gufcj d' Oftrica riefcono a
maraviglia . Calcinati fomminiftrano una terra Cal-
carla , cioè di Calce , ed una porzione di Sai ma-
rino non fcompofto , e dell' Alcali marino , tutte fo-
ftanze atte per digradare * Si poffono calcinare ef-
prefl'amente in un forno con del carbone , o nel fo-
colare mede fimo del Camino . Giornale Letterario
Num. XI. Mifcellanea.
Imbiancare il Lino •
Si mette quello a molle nel ranno , o lifcia ,
che ferve per i panni del bucato ; quivi fi lafcia un
giorno , e dopo fi lava . Lavato che fia , mataffa
per ramila s' infarina con la cenere in modo , che
_ tut-
Su le materie Utili , e dilettevoli . 219
tutta (la ben coperta. Pòi fi pone una Calda ja con
acqua {opra il fuoco , e quando fia tiepida ti met-
te dentro il Lino , mettendo però prima nel fondo
di detta Caldaja uno ftraccio , acciochè non fi bru-
ci , e fi mette tanta quantità di mataife , che eiic
non reftino , o ftiano troppo ftrette .
Poi fi fanno bollire per due ore almeno , e quan-
do abbiano bollito per un pezzo fi rivoltano con un
baftone in modo , che quelle , che erano nel fon-
do, vengano di fopra , viceverfa quelle di fopra va-
dano al fondo . Pallate le dette due ore , fi leva
dai fuoco la Caidaja, e fi getta in terra al rovefcio,
e così fi lafcia fintantoché diventino ben fredde le
mataile . Dopo fi lavano in acqua chiara , e final-
mente perchè reftino affatto bianche, fi mettono nel
bucato tra i panni una , due , o tre volte , o più.
Nella ftefTa maniera fi farà colla Canape .
Preparazione del Filo della Canape *
Dopoché la Canape ha ricevuto la prima pre-
parazione , cioè di eiière franta , gramolata , e che
è ftata ridotta in filo, cioè in tiglio, fi prende que-
llo filo in picciole matafle , fi mette in vafi pieni
d' acqua , ed ivi fi lafciano parecchj giorni , aven-
do attenzione di confricar le mataffe , e di torcerle
neli' acqua medefima fenza intricarle .
Codetta operazione è come una feconda fpecie di
macerazione ; la Canape fi fcarica della fua gomma
più groholana; li torce , fi lava bene al Fiume, poi
fi batte fopra una tavola 3 e lavafi ancora nuova-
mente .
Si riconofce , che la Canapa è purgata dalla fua
gomma allorché ella ha un' occhio chiaro . Allora le
parti della Canape medefima 11 feparano , fi netta-
no , ed apparifcono belle così , come fé fofse Hata
pet-
zio Parte II De' Trattenimenti
pettinata . Si torce , e fi fa leccare fulle pertiche .
La Canape preparata con un tal metodo , fembra
comporta come d' altrettante fila di feta. Varie efpe-
rienze hanno infegnato, che mercè di una tale ope-
razione la più cattiva Canape , e la meno adattata
può acquiftar qualità, che 1' uguaglino a quella, che
riguardali come la più perfetta .
Dopo quefta operazione fi confegna la Canape *at
Pettinatore , onde 1' affini : non vi è più bifogno di
batterla ; la materia fi lavora più facilmente , e l'
Operajo non va più efpofto a quella sì dannofa pol-
vere , che cagiona malattie graviflìme ,
La Canape così preparata eguaglia il Lino più bel-
lo , e non dà che un terzo di Stoppa . Quefta Stop-
pa , che fin adeflo non era fiata impiegata, che dai
Cordajuoli reca una materia fina , bianca , e mor-
bida , di cui pur anche non era fiato conofciuto T
ufo . Cardandola fé ne fa Ovatta, la quale vai me-
glio delle Ovatte ordinarie . Filandola fi può fare
anche buon filo . ( i )
Altro metodo per ridurre la Canape
fomigliante al Lino .
6. Si fa prima la lifciva con cenere buòna , e vi
fi mette un poco di Calce viva a giudizio fecóndo
la quantità della Canape , che fi vuole acconciare .
Si leva dal fuoco lafciandola chiarificare . Si prende
la canape , e per ogni dieci libbre di effa vi fi po-
ne una libbra , e mezza di Sapone grattato , e fi
mette a molle , facendola ftare per 24. ore nella fu-
detta lifciva ben chiara . Indi fi fa bollire per due
ore continue , e poi fi leva , ponendola ad afciuga-
re air ombra ; ed afciugata , che fia , fi fa gramo-
lare
( 1 ) Vedi Bomare Dizjonar. parola Canapa .
Su le Materie utili y e dilettevoli . 221
lare con ridurla in manellette , e poi fi fa conciare
ad ufo di Lino . (z)
§. 2. Far bianche , e luftrare le Perle.
Prendete Litargirio d' oro , e con fugo di Aran-
cio fate come un unguento liquido , quale mettere-
te in un' orinale di vetro a diftillare , e V acqua ,
ciré uicirà, confervatela in un' ampolla ben chiufa :
dopo parecchj giorni prendete quefV acqua , e met-
tetela in un Saggiuolo,nel quale infonderete le Per-
le , che volete far bianche ; poi mettetelo fopra la
cenere calda per fei , o fette ore , ma che non bol-
la ; poi levatele fuori , ed afciugatele con un pan-
nolino polito , e faranno luftre , e belle .
Altra maniera . Fate bollire Latte di Fico , ed
in quefto mettete le Perle macchiate , lafciandole Ila-
re infufe per 24. ore , e fregatele con camozza con
un poco, di polvere lottile di Tripoli , e verranno
bianche .
Maniera d* imbiancare Calzette 3 e
Guanti di Seta .
Prima fi devono infaponare, bene , e così met-
terli iopra una tela un poco denfa, la quale fi ften-
de fopra una Gaffa rivoltata • dopo fotto quella
Calla fi pone un {'caldino con fuoco , nel quale fi
fa bruciare polvere di Zolfo , e fi coprono le Cal-
zette , o i Guanti con un' altra tela , e quando il
fumo di Zolfo avrà fatto il fuo effetto , fi rivolta-
no perchè ricevano da per tutte le parti il fumo.
Imbiancare Merletti di Seta .
Conviene batterli , e ripaffarli , o ripolirli; do-
po piegar V uno {opra 1' altro . Di poi fi mettono
in un Tacchetto di tela bianca > e s' infondono nelF
olio
( 2 ) Pretto Cofimo Trinci Agricoltura pag. zi. Difcorfo Generale,
2.22 Parte II. De' Tratte?ùmenti
olio di oliva per 24. ore . Dopo fi fa un acqua di
fapone più forte , che 1' ordinaria , e quando bolli-
rà T acqua fi mette dentro il facchetto , ove fono
i Merletti , e vi fi lakiano un quarto d' ora, fcia-
quandoli , e nettandoli ; fi ripete la faponata , iì
polifcono, e s' infonde il Sacchetto in Amido bian-
co folamente iciolto in acqua ; finalmente fi cavano
dal lacche tto i Merletti , lavando V uno dopo V
altro .
Imbiancare la Seta ,
Per tingere la Seta bifogna prima farla bianca ,
e farete così . Pigliate quella Seta , che volete , e
mettetela in un Tacchetto di lino , o di Canevazzo,
e poi ponetela nella Caldaja piena d' acqua , e fin-
tantoché T acqua fi rifcalda , pigliate tante libbre di
Sapone , quanta Seta volete cuocere , e gettatelo
nella Caldaja parimenti , e fate bollire per tre , o
quattro ore ; e quando avrà bollito cavatela dalla
Caldaja col facchetto , e lavatelo molto bene , ac-
ciò il fapone elea fuori tutto , e refti la feta bian-
ca ; e le non fofle bianca a voftro modo , potrete
metterla fopra il fumo del Zolfo , e verrà bian-
chifìima .
§, 3. Far bianco V Avorio , che per Vec^
ch'ietta fojfe giallo ,
Prendete un' oncia di Allume di Rocca , e fate-
la bollire in una libbra d' acqua , nella quale por-
rete il lavoro d' Avorio, e farete bollire ancora per
un quarto d' ora • e quando vedrete , che farà di-
venuto bianco cavatelo fuori , poi con pietra Pomi-
ce ipolverizzata , e bagnata con una pezzetta T an-
darete fregando , e verrà bianco, e luftro.
Altra maniera . Farete con 1' acqua , e fapone
una faponata ben denfa, ed in quella fchiuma di fa-
po-
Su le Materie utili , e dilettevoli . 2.23
pone bagnarete una pezza di lino, entro la quale in-
volgerete il lavoro d' Avorio, e lo metterete al So-
le , ma che non fia troppo gagliardo ; ed afciutta,
che farà la pezza, la bagnarete di nuovo in detta
Saponata , e tornarete a coprire ¥ Avorio ,elo met-
terete al l'ole , e farà fatto il lavoro bianco.
Oppure pigliate Calcina viva , e bagnata con ac-
qua , e quando è disfatta mettetevi dentro 1' Avo-
rio y e laiciatevelo per un giorno , o due -% e ver-
rà bianco , fé non è piucchè antica ,
Altro modo . Prendete un poco di Sapone nero y
applicatelo fopra il lavoro d' Avorio , aproflimatelo
al fuoco , ed avendo come bollito un poco , leva-
telo , ed afciugatelo .
Mitro modo . Pigliate Allume di Rocca a propor-
zione della quantità delle pezze , che fi vogliono
imbiancare , e ponetelo in acqua; quando quefta fa-
rà ben bianca mettetevi i lavori, e fateli bollire un
poco , e lafciate ivi P Avorio per un' ora incirca ,
rifregandolo con fcopetta di pelo ; dopo ponetelo a
leccare a iuo agio involto in una pezza di lino inu-
midita , perchè in altra maniera fi fenderebbe .
Imbiancare le Offa.
Prendete Calcina viva con un pugno di femola ,
che metterete in una pignatta nuova con fu#ìciente
quantità d' acqua , che farete bollire, avendovi pri-
ma meifo dentro le olla , fintantoché fiano digraf-
fate .
Far bianca la Cera Gialla in poca quantità.
Prendete mezza libbra di Cera , e tagliatela in
pezzetti , e mettetela in un vafo di vetro , o di
terra inverniciato , poi infondetevi fopra fpirito di
vino , che Sopravanzi quattro , o cinque dita, e dar
tegli fuoco , che cominci quali a bollire , e cosi con,
$ue-
124 Torte IL Di Trattenimenti
quefto grado di calore andate continuando , e quan-
do vedrete , che la cera è fciolta , levate il vafo
dal fuoco , e la fìltrarete , e la farete pattare per
carta , e la Cera reftarà nella carta , e nei vafo
bianca come butirro , la quale efalato , che farà lo
fpirito , fi reftringerà , confervando però fempre la
tua bianchezza .
Purgare la Cerufsa ^ Biacca , o Bianco di piombo .
Prendete la Cerufsa più bella quale è quella
di Venezia , e macinatela bene fopra ìa Pietra con.
Aceto , e comparirà nera ; allora pigliate una Ter-
rina , o Catino pieno d' acqua , e lavate bene il
Bianco di piombo ; e poi laiciatelo ripolare , e ver-
fate , o cavate V acqua per inclinazione ; macinate-
lo di nuovo con Aceto , e facendo quefto per tre,
o quattro volte , avrete un Bianco affatto bello sì
per la miniatura, come per la pittura ad olio. Non
gli nuoce punto Teffere quefta Cerufsa così purgata,
iciogliendola coir acqua di Gomma .
TRATTENIMENTO VII.
Alcune Operazioni d1 Economia.
§. i. Maniera di liberare le Botti dal?
odore di muffa .
i
L Sig. Andrea de' Carli fcrive così . „ In un*
„ Botte amuffita da più anni , capace di fei bren-
3j te incirca , dopo averla lavata con acqua fempli-
w ce , e ben afciugata al Iole , feci gettar dentro fei
M libbre ( di 28. oncie ) di Calce viva , verfandovi
« fopra dell' acqua in proporzione ; indi fi turò ,
3> per dir così , ermeticamente la medefima ,* lafcia-
3)
ta-
Su le Materie utili , e dilettevoli . 225
„ tela un giorno , o due a mifura della maggiore ,
„ o minore infezione ) fi udì il libilo interno della
3, Galee fermentante , mentre rimovendo la Botte
5) fi agitava la medefima per ogni fenfo , acciò ve-
a, niffe in generale comprdfa dalla Calce V inter-
„ na di lei fuperficie ; ed in feguito ufcì dal le-
,, gno il vapore pregno di muffa , a cui corrif-
„ por.deva un odor mirto d* ambedue . Si aprì fi-
„ nalmente la Botte , e gettatane la Calce, con del
„ Vino bollente , ed un poco di Sale , od anche
5, lenza di quefto ufando Vino nuovo , fi lavò an-
„ che per liberarla dal fapore della Calce fletta ; e
„ rimale efla così perfettamente libera dalla Muffa. „
Tale efperienza replicata molte volte nella Cafa
del Sig. Andrea in Botte amuffite , e quafi marcite,
ebbe un collante , e favorevole fucceffo.
Maniera di mantenere il Vino nella fua
bontà , e forza .
La Gazzetta di Agricoltura di Novembre dell' an-
no 17S3. propone il modo feguente . Un Sifone di
latta di un pollice , e mezzo , o due di diametro ,
il quale col braccio più corto s' immerga in un va-
fellino , che gli è anneffo , e coli' altro piede lun-
go s' introduca nella Botte per mezzo di un buco
fatto nel coperchio , e che vuol effere poi ben tu-
rato con Canape , e Maftice , per non lafciare al
Gaz altra ulcita , che quella del tubo .
Egli è evidente, che fermentando il Vino, il Gaz
fovrabbondante , che non potrà da effo effere rial-
forbito , falirà naturalmente per il Sifone, e difeen-
dendo quindi per il braccio più corto neli* anneffo
valellìno , ed attraverlando 1' acqua in effo conte-
nuta , difperderaffi nell' aria liberamente .
Ma I' acqua , che lafcia così al Gaz un libero
Q. paf-
izó Parte IL Dey Trattenimenti
paffaggio non permette egualmente all' aria efterna
d' introdurli nella Botte, dimodoché il Vino venen-
do così prelervato dal contatto , e dall' azione dell"
aria efterna , riterrà molto più di quella parte vola-
tile , che chiamali Spirito , e che coftituifce princi»
palmente la fua bontà , e la (uà forza .
Impedire la troppa fermentazione del Vi-
no , e fare^ che non fi guajli ,
e inacidifca .
La forza del Vino , che fermenta è grandiflìma ,
poiché egli è capace , fé è chiufo ben (fretto , di
far crepare la più forte Botte .
L' unico mezzo , ed il più pronto di fermare , o
diminuire la Fermentazione 11 è coi fumo di Zolfo
ardente .
Si aggiunga , che quando il Vino già fatto fta
per bollire , o per qualche alterazione dell' aria in-
comincia a fermentare , il metodo ufato dai Vina-
tieri , e Mercanti di Vino per falvario , fi è colla
fiamma di Zolfo comune, ovvero di un accefo Zol-
fanello , o (la Miccia intinta di Zolfo, la quale te-
nuta fotto una Botte , che (ìa per crepare , e far
faltare i fuoi cerchj , ne calma la furia , e la fa im-
mediatamente abballare, (i)
Awifo utile intorno al Vino , ed air Aceto .
Il rimedio per quefti due liquori confifte fempli-
cernente nel gettare dei gufcj di Uova nella Botte .
Quefti Gufcj nell' imbeverfi deli' Acido troppo ab-
bondante , e troppo fviluppato dei Vini afpri , li ren-
dono dolci , gradevoli , e non comunicano loro di
nocivo . Io lo efperimentai in Aceto forte , ed an-
che in Vino acido , i quali reftarono quali dolci .
Ve-
Ci) Efraimo Chambers Dizion. fupplem. dì Lewis Voce Vino, ,
Su le Materie utili , e dilettevoli. 227
Vedi nel Trattenimento feguente il §. 2. Mafia Ar-
tificiale &c.
§. 2. Maniera di fare il Pane di Rifo •
Polito , e mondato il Rifo fi riduce in farina, o
nel Molino , o nel feguente modo . Si fa fcaldare
dell' acqua in una Marmita , o Caldaja ; quando è
per alzare il bollore , vi fi getta il Rifo in grani
politi a diicrezione ; lubito fi leva la Caldaja dal
fuoco , e vi fi lafcia a molle il Rifo dalla fera al-
la mattina ; il Rifo cade in fondo , e fi getta via
1' acqua , che iopranuota, e fi pone il Rifo a sgoc-
ciolare fopra una tavola prima polta in pendio . Quan-
do è afeiutto fi pefta , e fi riduce in Farina ,, . che
fi paiTa per finifTimo vaglio .
Di quella farina fi prende quella porzione^, che
fi crede a propoli to , e fi mette nella Madia , che
d' ordinario ferve a far il Pane . Nel tempo mede-
limo fi ta fcaldare una porzione fufficiente d' acqua
in una Caldaja , in cui fi gettano quattro pugni di
Rifo in grani , che fi fa bollire fintantoché fi fcre-
poli . Quando quella materia giurinola, e fiffa è al-
quanto raffreddata , fi verfa fopra la farina , e s*
impatta il tutto infieme , aggiugnendovi del Sale ,
e del Lievito .
Indi fi cuopre con tovaglia calda, e lafciafi leva-
re la palla : Con la fermentazione di quella , di re^
fidente , che era, diventa liquida come la farinata,
e fembra , che non poffa effere impiegata utilmen-
te per farne il Pane . Ma ecco come altri dovran-
no condurli . Mentre , che la Pafta fi leva , fi av-
rà cura di far fcaldare il forno , e quando è conve-
nevolmente caldo fi prende una Cazzarola {lagnata
col manico , in cui poffa entrare una lunga pertica,
coficchè poffa arrivare fino al fondo del forno ; fi
met- .
22$ Par fé IL De' Trattenimenti
mette in quefta Cazzarola un poco d' acqua ; indi
fi riempie di patta , e fi copre con delle foglie di
Cavolo , o con altre foglie grandi 5 oppure con un
foglio di carta .
Così il tutto difpofto infornali la Cazzarola , e
quando è nel Forno nel (ito , ove deve metterti il
Pane , fi rovefcia prontamente ; il calore del For-
no inveite la Pafta , ed impedifce , che fi dilati , e
gli conferva la forma , che gH ha dato la Cazzaro-
la . Così vien fatto il Pane di Rifo puro . Quefto
è così buono , che appaga 1' occhio , e s* inzuppa
nel Brodo , come le Patte indorate col Torlo di Uo-
va- , perchè efce dal Forno giallo , e bello , e co-
sì buono come il Pane di Grano . Peraltro la fua
qualità va fcemando confiderabiimente allorché di-
venta ftantio . Ci )
Nota . Nelle Ifole Filippine „ ove è quali comu-
ne il Pane di Rifo , polito , e mondato il grano fi
riduce in Farina , fi (taccia , e fé ne fa Pafta con
la farina , e Uova con acqua ; rifulta la Pafta ec-
cellente , colla quale fi fanno BUcottini , e fimili
cole dilicate , e fa pori te ..
I Curlandi fanno un Pane bianchiffimo di farina
di Rifo , in Latino flato detto DulcaciàMm , ed in
Greco Oxiclicon y perchè in principio a chi lo gufta
comparisce dolce , ma in feguito poi Ci fcuopre ad-
detto , che per altro viene flirtiate, buono , e fa-
vorito . ( 2 )
Se con la Farina di Grano , facendo il Pane , %
mefco-
( I ) V Agronome t, ov DiElionnaire Portati/, du Cultivateur.
torti. IL Voce Ris<. ( 2 ) In una Relazione di Lentilio, che
ha per titolo Citrtand'ue Memorabil'ta , inferita nelle Efe-
meridi di Germania fi parla di quefto Pane ufato da tal
Nazione, ma non vi è riferita la maniera di fabbricarlo»
Su le Materie utili , e dilettevoli. 22 ?
mefcolarà una porzione di Farina di Rifo , il Pane
riufarà bianchimmo , e molto foft.mziolo . l»o ftef-
fo fi otterrà , fé in vece d' impattare la Farina di
Grano con 1' acqua comune , come fi fuole , s' im-
paftarà con una decozione foftanziofa di Rifo , an-
ziché in quefta maniera farà meno grave .
Pane /ano , e 'grato ni palato con la
Tarma dei Cavol Rapa.
Si taglia la Rapa di qudìi Cavoli in picciole fet-
te , dopo di averla nettata ben bene; indi fi fa fec-
care entro crivelìetti , e quando i pezzetti fono del
tutto feccati fi fanno macinare * Sopra una Libbra
di quefta farina fi prenda un* oncia , e mezza in-
circa di Lievito , ed un poco di Sale, fi fa levar il
tutto , e s' inforna -, come il Pane di Grano . Que-
fto pane ha la cfofta > come quello fatto con V or-
zo ; ma la midolla , e bella , tenera , e bianca co-
me quella del miglior pane di Segala . Non produ-
ce il minimo incomodo, fi può confervar tenero per
lungo tempo , e ben per quindici giorni fenza muffi .
E' parimenti buono per la Zuppa ; la Farina può ef-
iere impiegata nella Pappa . E' del Sig» Glafer.
Potrebbe!] profittare di sì fatta efperienza nei
Paefi , che non producono molto Grano , e nei
quali i Navoni, o Cavoli Rapa allignano facilmente.
Potrebbefi anche quefto Pane rendere più fano, e
di qualità migliore col mefcolarvi alquanto Seme di
Cardi , di Finocchio , d' Anifi &c. , e fingolarmen-
te col prendere foltanto una porzione di Farina di
Cavoli Rapa , e due , o tre porzioni di Farina di
Segala , o di Frumento .
Pane di Patate , dette nel Perù Papas.
GÌ' Irlandefi fanno Pane con la Farina di quelle
xadici , Lo fanno con far bollire , e cuocere un po-
co
230 Parte lì. Di Trattenimenti
co nelP acqua le Patate , indi fpremuto P umido \
con farle feccare , e peftare in un mortajo , con F
aggiunta di un poco di farina di Grano , ed un po-
co di Levito del medefimo, o feccia di Birra, e co-
sì ne formano pane , cuocendolo come F altro co-
mune , o da Famiglia di Grano . Alcuni perchè fia
migliore vi aggiungano ancora degli Anifi. (1)
Modo di rendere utile il Torfo della Pannoc-
chia di Formentone , 0 fia Gran Turco.
Si fanno feccare al Sole , oppure anche nel For-
no , dopo che fé ne è efìratto il grano; pofcia fi ri-
ducono in pezzetti atti alla macina ; mentre fi van-
no macinando fi copre il foro della macina , affin-
chè quei pezzetti non faltino fuori . La crufca , che
ne viene formata, deve bollire un poco più di quel-
la del Frumento ; e ferve per alimentar il Follarne :
farà anche buona per le Beftie Bovine > e Porcine,
qualora fi mefcoli con foglie d* olmo , di Fraiììno,
e di Vite . Volendo poi pani zzarla fi macina più fi-
na , che fi può ^ e melcolando ii folo fiore con un
terzo di farina gialla, fi ha del Pane fufficientemen-
te buono .
Fare il Pane più folìanxiofo , che
F ordtnario .
Si mette in una Caldaja piena d' acqua la Semo-
la , fi fa bollire , fi cola > e poi con quefta acqua
bianca s' impatta la Farina , e fi fa la pafta , ed ii
Pane . Così fi avrà quafi una quarta parte più di
Pane fopra F ordinaria, e riufcirà q uè fio affai bianco.
§. 3. Formaggio.
La maniera di migliorare , e raffinare ogni forta
di Formaggio viene prescritta nella Gazzetta di Agri-
col-
( 1 ) T&nfaàoni •Filofcfic. Numer. 205.
Su le Mar erte utili , e dilettevoli . 231
coltura , e di Commercio di Parigi dell' anno 1782,
Ecco il metodo .* fi alcaliza una {ufficiente dofe di
Nitro , facendolo detonare , od ardere col Tartaro,
o col carbone polverizzato . Sopra di quefto Nitro
alcalizato (ì verfa del buon Aceto fintantoché non vi
fi noti più veruna lenfibile effervefcenza . Si avvol*
gono con pannolini inzuppati in quefta miftura i For-
maggi , che fi vogliono raffinare , e così avvolti fi
ripongono in Cantina , ed ivi fi lafciano in ripofo,
perchè s' imbevano di quel liquore per lo fpazio di
24. ore . Dopo di quefto tempo fi ritorna a fparge-
re lo fteflb liquore preparato di nuovo iopra i pan-
no lini , entro i quali fono avvolti i Formaggi , e
rivoltandoli fotto (opra ogni giorno , fi continuarà
a fare per trenta , o quaranta giorni , fecondo che
richieda la diverfa qualità de' Formaggi la medesi-
ma operazione .
I Formaggi raffinati fono più gradevoli al gufto ,
ed un poco più piccanti . Si affinano mettendoli nel-
la Cantina fopra tavole unte di Olio , o di Aceto;
ovvero s' intingono in acqua falata , o falamoja ,
o s' invilupano in foglie d' olmo .
Prefervare i Formaggi dalla corrut»
tela dei Vermi .
Nel Foglio di Agricoltura Num. 99. di Decembre
dello fteflb anno s' infegnano i due mezzi ieguenti.
Il primo è metodo molto femplice , confiftendo lo-
lo nel fare il Cafcio in tempo di notte a lume di
Lucerna, e confervandolo poi in qualche luogo ofeu-
ro , e dove le Mofche non abbiano acceflo . Il fe-
condo richiede foltanto di fpeffo bagnare il Formag-
gio con acqua nitrata . La dofe dei Nitro deve ef-
fere in ragione d* una ottava parte riguardo ali*
acqua „
. ■ Si
&$z Parte IL Di Trattenimenti
Si vuole altresì , che il medefimo metodo poffa
impedire, e diftruggere la Verminazìone nelle carni.
Api .
La maniera economica di alimentar le Api nelle
Stagioni contrarie , mancando la provifione di Mie-
le da farli per T Inverno per le medefime , è la Te-
gnente .
Si metta per ogni libbra di zucchero grezzo una
canna ( mifura di Dresda ) d' acqua di fiume , o
di fontana in un Calda jo di rame ben polito , o in
vaio nuovo di terra , entro di cui fiali fatto poco
prima bollire dell' acqua . Quando 1' acqua , ed il
Zucchero cominciano a cuocerli , fi vati;/. a diligen-
temente fpumando , e quando non apparirà più ! pu-
ma , vi fi verfi un bianco di Uovi per chiamare al-
la fuperficie le rimafte immondezze . Qu ile lì to-
glieranno , ficcome anche il Uovo allorché farà ter-
minata la cuocitura . Si oiferva , che il fuoco non
fia troppo violento , né il Caldajo troppo pieno .
Cavato , che farà quefto dal fuoco , li lafciarà ri-
posare il liquore , e fi metterà poi in botr^iie la
parte di elfo più pura , e più chiara . Queft' pcqua
di zucchero fomiglia moltiffimo al fugo d.-' Fio.i ,
di cui le Api fi alimentano ; le mantiene allegre, e
fané; e fi è efperimentata anche favorevole aila rnolr
tiplicazione degli feiami „ Se ne deve mettere fpef-
fo dinanzi agli Alveari , e fempre in doppia dofe
di quello fi farebbe del Miele . E' indifferente per
le Api , che il liquore fia caldo , o freddo , ma ef-
fendo caldo il vapore invita altri infetti ; ciò non
accade mettendovelo freddo . E' ricetta del Sig. Le-
heman , di cui fi fa ufo da gran tempo nell' Elet-
torato di Sallonia .
Per
Su le m/iterìe utili , e dilettevoli, 233
Ingranare ì C 'agrari , ed altre Beflfc'.
Bifogna farli mangiare per un Mefe le Grafpe d*
Uva , che eli] antepongono al miglior fieno, la mat-
tina prima di condurli alla Campagna, e la fera do-
po , che fort tornati alla Italia . I primi giorni non
fi de\ono offrir loro, che in picciola quantità per
svezzarli infenlìbilmente a lòiTrire il vapore , che
elee da. quefta materia » L' uva ben matura meico-
lata con la eroica è parimente attiffima ad ingraifa-
re i Beftiami cornuti , i Vitelli , e Buoi, ed anche
i Cavalli . Quefta miftura, che fi avrà cura di lom-
miniftrare tre volte al giorno , produce il fuo effèt-
to in tre Settimane •
TRATTENIMENTO VIIL
Tvlijccllanea •
§. I. C emertti , 0 Stuccai diverfi .(1 )
Polvere di GelTo impattata con acqua , e cot-
ta bene in qualche flromento di Ferro, fé Cu-
bito fi applica ira le parti rotte di un marmo, o di
altra Pietra , legando le dette parti , quelle fra le
s' unifeono molto bene .
Polvere di Calce viva mefcolata con la polve*
re di Gelso cotto come fi è detto uniice fatttttffimo
le Pietre , ancorché fiano d:ntro all' acqua.
Calcio , o Formaggio frefeo meiib in acqui cal-
da , e battuto due , o tre volte con una Spatola ,
e dopo pillandolo in un mortajo con polvere di
Cal-
Ci) Tn Lìnsua Spinola Ar^arnafiif, nella Tofana «S"Wi*»
lecondo ir rancide lui •
234 Parte IL De9 Trattenimenti
Calcina viva unilce grandemente i Vetri, le Pietre,
e principalmente i legni .
Calcina viva impattata con chiara di Uovo è
cola eccellente per unire Pietre, Vetri, e altre cofe.
Se fono rotti Vafi di Porcellana , o M^jolica,
fi legano bene le parti rotte , e così fi pongono in
un Caldajo infieme con Latte di Vacca , e Riio ,
ivi fi fanno bollire per tre ore , e dopo fi lafciano
raffreddare ; reftano forti come prima , e fervono per
gli fteffi ufi . ( i )
Nota . Il Cemento fatto con Formaggio , come ai
num. 3. , fé fi bagna , o fta dentro all'acqua fi dif-
fà P unione , ed anche dopo lungo tempo manca
fuori dell' acqua , come confta dall' efperienza.
Si facciano liquefare infieme Zolfo , Pece refi-
na , e Cera gialla , ed aggiungafi Calce , il tutto
macinato , e fottile .
Calcina viva , Trementina , e Cafcio morbido,
mefcolato il tutto infieme .* applicatelo con la pun-
ta di un coltello fopra le rotture de' Vafi di Maio-
lica , o Porcellana . E' ottimo Stucco .
Litargirio , e Bolo in polvere due libbre per
forta , Terra gialla , e Refina , o Pece di ciafcuna
quattro oncie, Sego di Montone cinque oncie , Ma-
Ìlice , e Trementina , di ciafcuno due oncie , Olio
di Noce quel , che bifogna per render tutto ma-
neggiabile ; s* impatta tutto infieme , e dopo impie-
gali freddo . Serve per le Cifterne , e Fontane .
Sei parti di Geflo , ed una di Fuliggine , im-
paliate infieme . Serve per fare Rocche , o Rupi .
Stucco t trito di quei Colori , dei quali fa*
ranno i Marmi , che vorrete faldare .
Prendete Pece Greca oncie quattro , Cera un'
on-
( i ) Mufchembroek tntrod. adPfylof.Natur. §. 1102. 0 Stucco»
Su le Materie utili , e dilettevoli . 235
oncia, polvere lottile di marmo quella quantità, che
vi parerà (ufficiente per farlo elenio , e liquido. Pri-
mieramente farete liquefare dentro una pignatta di
terra la Pece Greca , facendola bollire un pochetto,
levando la fpuma , che farà di fopra ; poi mettere-
te dentro la Cera , e liquefatta , che farà , vi por-
rete la polvere fuddetta a dilcrezione v mifchiando-
la fempre dentro con un legno , e farà fatto.
Ma fé volete , che lo Stucco fia Roifo, mefcola-
te con la polvere Cinabro , oppure Minio ; fé lo
volete Verde , mettetevi dentro Verderame fino ; fé
Giallo Orpimento ; poi levatelo dal fuoco , e così
caldo lo metterete in opera , perchè nel raffreddarli
viene duriifimo . Pigliarete dunque i Marmi , che
vorrete faldare , o incollare , e unire infieme , Sal-
dateli al fuoco , e poi con una fpatoletta di legno
diffondete fopra i medefimi il detto Stucco ben cal-
do ; e uniti infieme , lafciate che fi raffreddino , e
reftaranno attaccati .
Stucco , che refilìe al fuoco , ed alV acqva.
Si cuoce leggermente una fufficiente quantità di
Latte dolce con Aceto di Vino , o di Birra in coa-
gulazione . Quando è raffreddato conviene feparare
il coagulato dall' acquofo , cioè dal fiero . Quella
parte acquofa Ci unifee col chiaro di alcune Uova be-
i ne sbattute ; e quando il fiero è bene incorporato
col chiaro fi prende Calcina viva finamente ilaccia-
; ta , fi mifchia col fiero fuidetto , e fé ne fa una
patta conveniente , che non feorra nel porla in ulo .
Quello Stucco applicato al bifogno refifte al fuo-
co , ed all' acqua quando fi è alciugito . Il Signor
Skogo Commerciante di Carlskrona in prova di que-
llo adduce di aver egli chiufi con quelli Calcina mol-
' ti buchi nel fondo d' una Caldaia di ferro , in cui
fi fa
i%6 Parte IL de9 Trattenimenti
Ti fa fovente bollire la Pece , ed efl'ere già cinque
anni , che le ne ferve fenza ulteriore rifacimento.
Stucco /ingoiare per ajficurare le Inferria-
te fenza Piombo »
* S* impiega Zolfo liquefatto , foftanza , che al
vantaggio del buon mercato unifce la folidità. L* o-
perazione fi fa così : fatto iì foro , e collocatavi la
verga di ferro ^ vi lì verfa entro con una Cazza
del Zolfo liquefatto , e quando il foro è pieno , vi
fi getta un pugno di fabbia , di terra , oppure di
cenere &c. per eftinguerlo . Due , o tre minuti do-
po di ciò la verga , o battone di ferro è ftretto in
modo , che per trarne fuori il ferro converebbe fpez-
zar la pietra . Se il foro è troppo grande bifogna
mettervi un pezzo di mattone cotto , o di tegola •
Sig. Liontous Scultore di Profeffione *
Stucco durijjìmo per fare dìverfi lavori .
Prendete chiara di Uovo quanto volete , e sbat-
tuta con una fpatola di legno, verrà come acqua ,
nella quale mefcolate Cinabro {fé lo volete Rollo) e
calcina viva , con polvere fottile di fcorze di Uovo
calcinate ; e ne farete unajnaffa , come palla . Di
quella ne formarete Manichi di coltello , e altri lavo-
ri a piacimento , quali farete fecare in una lluffa ,
e diventaranno duriiìimi , In vece del Cinabro può
metterti" altro colore .
Altro Stucco durìjfimo .
Una libbra di Pece refina; una quarta parte di Pe-
ce grafìa * due oncie di cera nuova ; due oncie di
Pece nera , e un' oncia di fego . Si fa bollire tutto
a fuoco lento , dopo vi fi mette mattone in polvere
a diferezione . Il lego ferve per rendere quello lìucco
più , o meno fecco a proporzione della maggiore ,
o minore quantità , che fi mette .
Lo*
Su te- Materie- utili , e dilettevoli . 237
Loto della Sapienza .
Creta ben tenace , e fatta ben leccare fi polveriz-
za fottilmente . Ciò fatto fi fciolga con acqua , e
gli fi unifica fterco di Cavallo, chiara di Uovi sbat-
tuta, ed incorporato il tutto infieme fi maneggi fin-
ché ved.-ifi neceifario . Così preparato s' intonaca il
Lambicco , o Saggiuolo per di fuori, e fi laida ben
leccare prima di porlo al fuoco .
Altro Loto perfettijfimo .
Oncie cinque di Trementina cruda ; un' oncia di
fterco d' Afino ; altra oncia di quella, polvere di fer-
ro , che fta fui ceppo deli* incudine dei Fabri , e
Ferrari , e due oncie di cimatura di Lana : Indi in-
corporato il tutto infieme fé ne fa ufo , avvertendo
però di non adoperare il vafo lotato , fé prima la
lotatura non fia bene feccata,o al Solevo aUs ombra.
Altro Stucco 0.
Quefto attacca L Vetri. r le Porcellane , le Maio-
liche , le Olfa , e fimili . Si fa nel modo feguente •
In una pignattina nuova fi ponga Colla Caravel-
la chiara , con tanta quantità d' acqua , che bafti
per intenerirla ; intenerita che fia , vuotifi tutto V
umido luperfiuo y ed alla Colla fi; aggiunga fugo di
Aglio, colato per pezza. , e mettafi al fuoco a bol-
lire finché fi conoica effer cotta . Ciò fatto aggiun-
gati* alla medefima un poco di Biacca ben macinata ,
ed incorporifi bene il tutto, e così ri ufeirà uno Stuc-
co , o Colla aifai efficace . Quando fi voglia incol-
lare qualche cofa, fi hanno prima a ftroffinare i pez-
zi con Aglio, o meglio toccarli col di lui fugo da-
to fu loro col pennello* ^ e T incollatura verrà me-
glio efeguita .
Incollati , che fieno % ed uniti tutti , allora con*»
ifiene per ore zo. lanciarli ilare in ripofo- in luogo %
ove
23 8 Parte IL De Trattenimenti
ove la materia pofla bene feccarfi,ed indurìrfi, aven-
do riguardo di non toccarli, perchè non fi {compon-
gano . Tale Stucco , o Incollatura refifte al fuoco ,
ed all' acqua .
Altro Stucco^ o Colla .
Colla di Pefce tagliata minuta s' infonde nell'Ac-
quavite , ed in cfla fi lafcia ftare per ore 24. ; poi
fi ponga al fuoco a bollire , ed ivi fi tenga, finché
ila giunta ad acquiftare la confidenza della Colla
Garavella . Quefta attacca i Vetri , ed altre cofe.
Colla tenacijjima .
Trementina di Venezia quanto volete , ponetela
in una fcodella fopra fuoco lento , ed ivi lafciatela
ilare finché abbia finito di fumare , e fiafi {purgata
dalle fue parti grafìe. Poi ponete entro ella Limatu-
ra di ferro netta J e bene con la Trementina incor-
porata fi ritorna a far cuocere il tutto tanto quanto
balla a farlo prendere confidenza eguale ad una Col-
la di patta .
Con quella fi poflbno unire grofiì pezzi di Olle ,
di Vafi di terra &c. , non che Ade , Tavole, e co-
fe limili . Servirà ancora per turar buchi nei Va-
li per unire macigni &c. Refifte al fuoco, ed all' acqua.
Colla detta da Bocca.
Colla di Germania , o fia Garavella , bianca , e
bella , trafparente , e Zucchero candito bianco , a
proporzione della Colla . Si pone ogni cofa in un
pignatttno nuovo invetriato , che contenga tanto d'
acqua , che fia a proporzione della Colla , e Zucche-
ro , ma in abbondanza per la cottura , e calo , che
deve fare . Neil' acqua fuddetta fi mette ad ammol-
lirli la Colla fpezzata in pezzi minuti , finché farà
bene inumidita , e dopo vi fi pone il Zucchero .
Ciò fatto , fi faccia bollire ogni cofa finché la ma-
teria
Su le Materie utili , e dilettevoli. 239
teria fu calata due terzi , e vedali ridotta a buona
confidenza ; levandogli continuamente tutta la (pu-
ma con un cucchiaro . Dopo li formano pezzetti di
detta Colla , come Caramelle, e fé ne ferve per te-
nerla in bocca , tanto che venga ben umida , come
Iciolta . Serve per incollare la Carta per taglio ad
effètto di unirla .
li modo di adoperarla è il feguente . Qualfi voglia
Carta ftracciata li unilce perfettamente , e volendo
unire due pezzi di Carta a voftro piacere , che non
folle ftracciata fi opera nei feguente modo. Si dà co-
me un mezzo taglio leggero ai due pezzi di carta ,
che volete unire col temperino , che legni la Carta
perfino alla metà della fua grettezza, e dopo fi ftrac-
cia la Carta in quel (ito , ove gli avete dato quel
piccolo taglio, e ad ambe le Carte dove le volete
congiungere infieme darete la Colla fuddetta , che
quella barbetta , che ha fatto la Carta nello (trac-
ciarla coopera molto alla perfezione della unione ,
; calcando la giuntura fatta con ftrumento polito , e
duro . L' operazione deve farli fopra una tavola pia-
na , e lifeia con diligenza , e pazienza ..
Modo Artificiale .
Quefta forta di Mollo è ottima per migliorare i
Vini , e forfè non è inferiore al Mollo naturale deli*
Uve . La di lui manipolazione è come legue.
Si fanno feiogliere tre Libbre di Zucchero fino, e
polito in tre Boccali d' acqua , e fé gli dà il bollo-
re al fuoco , fé gli aggiugne mezz' oncia di Tarta-
ro generofo in polvere fottile . Il Tartaro fi disfà
con una notabile ebollizione , e comunica al liquo-
re un* acido gradevole . Allora fi cava dai fuoco ,
e lafckfi raffreddare .
Quefto fi dice Molto Artificiale , il quale in fa-
pore ,
240 Verte IL Di Trattenimenti
pore , ed odore è fomigliante al Morto fatto colle
Uve franche, con quella condizione , che fia bene
purificato , e libero dal Tuo fedimenro , o leccia. Se
quello Mollo Artificiale fi profuma bene con zolfo,
fi otterrà un Mollo all'ai perfetto , e potrà comuni-
care al Vino il fapore fecondo il gutlo dell' Arte-
fice . ( 1 )
Maniera di eonfèrvars ti Mofto naturale.
Il Zolfo conferva il Mollo delle Uve fenza, che
fi faccia Vino . Le Botti , o i Barili deflinati a con-
tenere quello Moilo puro , e lenza feccie , fi prepa-
rano bene, cioè li profuma o con Zolfo ogni vol-
ta , che fi ha da mettere dentro il Mollo. Così vie-
ne impedita la fermentazione del liquore , che cer-
to bollirebbe , e fi farebbe Vino , fé non fi prati-
caffè la diligenza fuddetta. Il fumo del Zolfo impe-
dire la fermentazione , e conferva il lugo dell'Uve
in uno flato dolce , e molto a propofito per mesco-
larli con i Vini , e comunicargli vigore , e grazia
maggiore. Quello modo adoperano gli 01andefi.(2)
Maniera di fare le cofe invetriate
meno fragili .
I Lavori di Porcellana , e di Majolica hanno tre
difetti . Il primo è di crepare fubito , che fentono
il primo fuoco , che le indurilce . Il fecondo a ca-
gione del calore di perdere la fua bellezza . Terzo
fenderfi con facilità. Per prefervarle quanto fia pof-
fibile da quelli tre inconvenienti , conviene prima di
fare ufo di loro , metterli dentro una Caldaja eoa
acqua , che li copra tutti per ogni parte . Fatto
.quello porrete neli' acqua fufficiente cenere non di
Carbone , ma di legna nuova . Mefse le ceneri , fi
pon-
( 1 ) Shaw Lezìon» a cart, 202. ( 2 ) J,o Retto Scrittore .
Su le Materie utili , e dilettevoli, 24!
ponga la Caldaja al fuoco , e fi lafci , che 1* acqua
bolia per due ore . Dopo cavali la Caldaja dal fuo-
co , e lafciafi , che li raffreddi tutto infieme . Si
comprende facilmente , che i Sali della cenere fopra
T acqua li ralìodano , o fanno crolla per 1' azione
del luoco , inlinuandolì enrro i pori della Porcella-
na , o Majolica , e che per qudto mezzo gli co-
municano lolidità , ed impedirono i difetti foprac-
cennati , e che non crepino tanto prefto. (3)
Borrace artificiale. (4)
11 primo metodo per farla fi è quello di prendere
Allume di Rocca, Olio di Lino , e Maltice ; 1' O-
lio deve eiìere in proporzione delle Droghe , dimo-
doché polla formarli una pafta . Si mefcola bene tut-
to ipolverizzato , e metteii in digeftione fotto il le-
tame per trenta giorni . Viene Borrace fina come 1'
Orientale .
11 fecondo metodo è di prendere Sapone bianco
rafpato , e lì melcoli Miele , ed in Olla di terra fi
faccia bollire fintantoché fi coaguli ; e reità fatta
per gli uà .
Il terzo metodo è di far fciogliere fale comune
nella liiciva di Tartaro calcinato; fi cola, e fi fa con-
denlare , o coagulare . E' Borrace buono per V oro,
e T argento ( 5 )
Il quarto metodo è di mefcolare due onde di Al-
lume di Rocca con due di Sale Alcali , che ferve
per fare il Vetro . Dopo fi metta tutto in un vafo
di ftagno , e fi faccia cuocere a fuoco piccolo per
lo fpazio di mezz* ora ; allora fi leva fuori dall' ac-
qua .* dopo fi prendono due oncie di Salpietra , al-
trettanto di Sale Alcali , e due libbre di miele ver-
R gine,
{ 3 ) V pronome nella voce Tayance . (4) Atincar . (5) Gli Au-
tori delle Note al Dizion. Encìcopl edico ilampato a Lucca.
242 Parte IL De' Trattenimenti
gine , con una libbra di Latte di Vacca , mefcolan-
do bene il tutto infieme coli' acqua . Ciò fatto ti
pone al Sole per tre giorni , e la Borrace è fatta,
ed è buona. ( i )
Marna Artificiale per concimare i Terreni.
Il metodo aliai femplice confitte nei far alternati-
vamente uno (Irato di terra Argillofa , ed uno di
Calce , il tutto efponendo all' azione dell' Aria nelT
Inverno . La riunione delle due materie Ci effettua
così efficacemente , che ne rifulta una Malfa infor-
me da eguagliarfi alla Marna naturale , fpargendoll
fui Campi alla ftagione di concimare ; ma le un tal
Concime folle per terra eftremamente forte , fi po-
trebbe unire all' Argilla alquanto di Arena . E' di
un Accademico della Società di Londra. (2)
Avvifo agli Agricoltori , ed Ortolani.
Alla ftagione di feminare in Campagna le Rape ,
fi raccomanda a quelli , che hanno terre ricolme di
cattive erbe di non bruciarle , conforme T ufanza ,
ma di farchiarle , e farne tanti mucchj dittanti die-
ci verghe gli uni dagli altri , e dopo di vangar la
terra , e feminar le Rape . Allorché quelle comin-
ciaranno a fpuntar le foglie , fi fpargerà fopra ogni
mucchio un pugno di Fuliggine, ed un poco di Zol-
fo , e poi vi fi appicherà il fuoco , e prefo uno di
quei Correggiati , che li adoperano per feparare la
Paglia dal Grano, fi andarà ruotando vicino al fuo-
co , cofa che obbligarà il fumo zolfureo ad internar-
li nelle fiifure della Terra, ed ucciderà i piccoli in-
fetti , che diftruggono le Rape . Spento che è il
fuoco , fi fpargono le Ceneri fui terreno , che fono
un' ottimo Concime •,
Quan-
( 1 ) Secret s concemants les Arts &c. Tom. 1. Cap. 2. (2)
Giornale Letterat. Num. xxxvi. Mifeellanea .
Su le Materie utili , e dilettevoli . 243
Quanto ai Cavoli fiori , Cocomeri , Patate Scc. ,
Prendete un mezzo ftajo di Calcina y altrettanto di
Fuliggine , ed un fecchio di orina, e mefcolato tut-
0 interne mettetelo in un truogolo , e riempitelo
i' acqua . Laftiate ripofare alquanto la miftura , e
Scaldare , ed allora con qutfta adacquate bene le
Piante intorno alle radici , avvertendo di non toc-
:ar le foglie . Quefti fali promoveranno grandemen-
e la Vegetazione , uccideranno gli Infetti , ed in
)reve tempo quefti ortaggj giugneranno alla loro
perfezione .
Tabacco da Nafo .
Si culiodilce meglio in vali di Porcellana , e di
erra cotta , ma fenza Vernice . Quefte macerie fo-
10 le più adattate a conservare il Tabacco con fi-
erezza . Il creder poi , che il Piombo contribuir
)olla a mantener il Tabacco più frefco, che qualun-
|ue altra foftanza, è un mero pregiudizio deftituito
li ogni fondam-nto. Il Piombo fa la Biacca, o Cal-
e , che paffa nel Tabicco , e s' incorpora , ed è
ufficiente per produrre grandiffimi fconcerti nella e-
oriomia animale . Il Tabacco prefo pel nafo non ri-
orna tutto fuori , e qualche porzione ne fcende nel-
3 flomaco . Quei poi , che ulano la Pippa , certa-
lente ne inghiottirono il fumo ; e molto più de-
ono ingojarne quelli , i quali mafticano il Tabac-
0 . Quefta porzione di Tabacco , che fcende nello
omaco non può far a meno mefcolandofì coi flui-
i di non iritare anche i folidi . Ora fé il Tabacco
infinua nel fangue , e circola cogli umori , quan.-
p non riufcirà funefto , e pericoloio , allorché fa-
t accompagnato dal Piombo ? Confervarlo in vali
ì Latta ha quafi gli fteiiì inconvenienti a cagione
dia rugine , che crea , la quale oltre al comuni-
care 1
244 Parte II De* Trattenimenti
care al Tabacco cattivo odore , fé palfa allo ftoma-
co è dannofa .
§. 2. Per fare una Pel fé da affidare t Rafoj.
Prendeìì un pezzo di pelle di Dante y o di Ca*
priolo , e fi fa ftare per otto giorni ammollata nell'
orina , la quale devefi. mutare ogni giorno ; poi fi
cava fuori y fi lava , e fi lafcia leccare ali* ombra ,
e fatta fecca y s* incolla con Colla Gara velia fopra
un pezzetto di alfe polito , e levigato della figura ,
e grandezza y che voi volete - Ciò fatto fi prende
una lelina y e minutiffimamente fi fora detta pelle ;
il che fatto vi fi ftende fopra con un pennello la
miftura feguente , dandogliene una „ o più mani ,
finché fi veda , che la pelle addimandane .
Miftura . Si piglia Spoltiglia ( r ) , Tripoli , e Bo-
lo armeno in parti eguali finamente peliate , e pai-
fate per fi accio fino, ed anche fui Porfido raffinate,
e s' incorporano tali materie con olio in maniera ,
che la melcolanza non rielea ne troppo liquida , ne
troppo loda , ma di corpo tale , che fia capace di
adattarfi alla Pelle , perchè di elfa ne refti imbevu-
ta , e ben, coperta .
Rimedio per eftirpare i Topi.
Spugne bene aiciutte fi taglino in pezzetti di
groffezza come di Nocciuole , fi friggano nel But-
tiro , finché ingiallivano, ma non lì abbrucino. In-
di fé ne Ipargano in buona quantità in tutti i luo-
ghi della Cafa frequentati da tali Animalucci, affin»
che pollano faziarfene , il che importa . Inoltre bi-
fogna porre vicino a tali fpugne un vafo d* acqua
af-
( 1 ) La Spot tigli a è la polvere fina di Smeriglio : in Spa-
gnolo É/meril . In luogo della Spoltiglia ferve il Lapis
ro(Jo da difegnare .
Su le Materie utili , e dilettevoli. 145;
alfodato in modo , che non poffa eflfere rovefciato
-dai Topi . Subito che i Sorci , o Topi hanno divo-
rato quei bocconi , comincia il Butiro , che deve
eilere l'alato -, a rodere loro il ventre per ragione
-del Sale , perlochò forzati dalla fete corrono all' ac-
qua , e ne bevono in grande quantità . Allora la
Spugna ritenendo la fua proprietà , al qual fine fi
è detto , che non deve eilere abbruciata , fi gonfia
a dimifura per i' acqua tracannata , e quelle Beitie
crepano ucuramente ,
Dare un bel Rojfo alle Tele di Lino
coi Tiori del Cartamo .
Dopo aver bene lavati i fiori del Cartamo finché
tutto perdano il color giallo , di cui abbondano , fi
aspergano <efìi col fale depurato alcalino di Cenere
Gra veliate , e fi bagnino colla foluzìone di quello
lale , finché ne rifiliti una Ipecie di >polta , da cui
deve ricavarli un liquore -, che il Sig. Bekman chia-
ma Liquore alcalino „ Perchè poi quello liquore di*
venga roffo , deve imbeverli di qualche acido , prin-
cipalmente di Limone » E quello viene chiamato Li-
quore faturato . Mettefi a macerare per 24* ore neli*
acqua fredda il Panno lino , e dopo spremuto fi fa
imbevere parecchie volte >di liquore alcalino . Se la
Tela più volte imbevuta di liquore alcalino, e quin-
di Ipremuta fi bagna in acido di Limone alquanto
diluto , e fi lava poi con acqua fernetta , acquilla
un bel color rolfo , che più pieno diventa , fé più
lungamente , e con acido men diluto fi bagna . In
tale operazione non fi coleranno ne P acido , ne P
acqua , con cui la Tela fi lava .
Mo.
i$6 . Parts IL Dey Trattenimenti
Modo faci le di falvar gli Albtri dalle Formiche .
Neil' Olio di Catapuccia ( i ) fi (tempera un poco
di Fuliggine raccolta nel Camino , o nel Forno in
un Bicchiere di queft' olio . Dopo fi unge 1' Albe-
ro , cioè il tronco , con un pennello ; fi allontana-
no le Formiche , e V Albero diviene affai bello.
Nota . Nello fteffo modo fi tengono lontane dai
Frutti , e dal Miele le Formiche . L' odore di Ca-
tapuccia , e principalmente del fuo olio è infoporta-
bile a tutti gì' Infetti , Cimici &c. Sembra perciò ,
che quefto nuovo mezzo di garantirli dal guaito del-
le Formiche fia preferibile , o fia per riufcire meno
incomodo , e difpendiofo dell' altro del Tabacco in
polvere , efficace anche per quefto effetto»
Altro modo fìcuro per dtflruggere le Formiche.
L' ufo ordinario noto a tutti i Giardinieri fi è di
mettere femplicemente in una Bottiglia dell' acqua,
e del Miele , e di fofpenderla lopra gli Alberi in-
veititi dalle Formiche . L* odore del Miele le tira
a fé , entrano nella Bottiglia , e vi fi affogano in
gran quantità . Ma ficcome il Miele pel luo pefo
cala al fondo , e 1' acqua fredda , che lopranuota
non può fé non comprimere i corpiccioli , che elfo
efala , fi prenderà la precauzione di mefcclargli per-
fettamente facendoli bollire infieme prima di metter-
ii nella Bottiglia , la quale non dovrà empirli che
per metà . Le Formiche ne faranno attratte con più
forza , e fi diftruggeranno più prefto . Si moltipli-
cala il numero delle Bottiglie proporzionatamente ai
bi fogno s-,
Per cacciarle dalle Cucine bafterà fpargere intorno
alle Confetture fecche , o liquide , ed altre cole fo-
mi-
( i ) Ha ancora il nome di Palma Chrìfii , Rìctnus &c. V. Le-
vrieri Diziov. parol. Ricinus . In Spagnolo Tartago .
Su le Materie tirili , e dilettivoli . 247
migliatiti, della Pofatura , o fia capo morto di Caf-
fè bollito , e feccato, che di tratto in tratto fi an-
darà rinovando .
Maniera facile per diQrugqere le Ru-
ghe , Bruchi &c.
Prendete della Ginevra , trinciatela minutamente s
e ponetela a molle neli' acqua per una intiera not-
te .* ve ne vuole un fafcio in una tinozzetta, o Ca-
tino . Il giorno feguente con un mazzetto d' erbe
in forma di fcopa, fpruzzate fu gli Alberi , fui ca-
voli , e fulle piante , ove vedete le Rughe . La qua-
lità della Ginevra , che 1' acqua avrà contratta di-
itruggerà le Rughe, fenza punto pregiudicare ai frut-
ti . Bifogna replicare più fiate una tale afperfione.
Rimedio contro le Cimici.
Una parte d' Olio di Trementina , e due parti di
Spirito di Vino, mefcolato tutto a dovere. Indi con
un fpazzolino , o fcopetta , che fi bagnarà in detta
compolìzione fi fa entrare nelle comiffure del legno. L*
odore acuto della Trementina fa morire , e feoppiar
k Uova , né alcun' altro Infetto vi fi accoderà . Vi
lì mefeoia lo Spirito di Vino per accrefeere il volu-
me del Liquore , e 1' attività della Trementina .
Ltberare 1 Grana] dalle Tignuole.
Leggefi in un foglio periodico della Baffa Stiria
quanto fegue .
„ Un Fattore dei noftri contorni , i di cui Gra-
)) naj erano fempre ripieni di Tignuole , avendo ca-
„ fualmente coperto i mucchi con alcuni rami dì
„ Sambuco , la mattina feguente reftò molto forpre-
5, fo di non trovar ne pur uno di quefti Infetti , an-
„ che fulle circonvicine muraglie . Coftui avendo ri-
3Ì petute le lue efperienze , e continuatele per lo
„ fpazio di tre anni , fempre collo fteflò felice fuc-
cefiò
•
248 Parte IL De' Trattenimenti
„ ceffo , credendo ormai quefto fempliciffimo rime-
„ dio infallibile , fi è rifoluto di comunicarlo al
„ Pubblico .
Mezzo agevele per efterminare gì* Infatti ,
che diflruggono le Biade ?iei Grana] .
Con la pianta A triplice ( i ) (Impicciate con forza
le muraglie , ed i fiti del tavolato , che tocca il
Grano , e vedrete in breviffima ora perire tutte le
Calandre , e tutti gì' altri Inietti , Tonghj &c. Non
reca al Frumento niuna peilìma qualità .
Altro rimedio contro le Cimici .
Si mettono fotto il letto , fopra , e dai Iati, fui
Guanciale , e fui doffiere molti rami , e molte fo-
glie della pianta chiamata Sambuco bailo , ( 2 ) che
è affai comune , e crefce in luoghi incolti. Con que-
fto fparifcono tutte le Cimici nello fteffo giorno. (3 )
Barometro curio/o , e fingolare .
I Barometri indicano le diverfe mutazioni del
Tempo, e fi sa , che Torricelli n' è flato V Inven-
tore . Un Curato nelle vicinanze di Tours ha pro-
vato un nuovo mezzo per conofcere ogni mutazio-
ne di Tempo , che dovrà fare il giorno fuifeguente •
Confitte in mettere una Mignatta viva in un bic-
chiere pieno d' acqua per 3. quarti , e coperto con
un pezzo di tela , la quale acqua bifognerà mutare
ogni Settimana in Eftate , e nelle altre Stagioni
ogni 15. giorni .
Se farà tempo buono , e fereno la Mignatta ri-
marrà nel fondo, a maniera di fpirare fenza mover-
li . Se dovrà piovere avanti , o dopo mezzo gior-
no
(1) In Latino Cbenopod'tum , &c. vici. Lem. Dizton. nella
ftefla voce. Morandi pag. 129. (2) In Latino Sambuws
humilis • ( 3 ) Gìornal. Letterar. Num. xxxv. M'tfcel.
Su le Materie utili , e dilettevoli, 249
no falirà fino alla fuperficie dell' acqua , e vi refta-
rà fintantoché fi fia rimeiìb il tempo . Se dovrà ti-
rate gran vento , allora la Mignatta fcorre velocif-
lìmamente per tutto il bicchiere , e poi cefla di mo-
verti, lubitochè il vento comincia a loffiare. Se dov-
rà fuccedere qualche grande Tempefta con pioggia ,
e Tuoni, la Mignatta (4) fi trattiene quafi continua-
mente fuori dell' acqua per più giorni, ed allora fta
fortemente agitata , e da violente convulfioni trava-
gliata . Mentre che gela , le è chiaro il tempo, ef-
ìa rimane nel fondo del bicchiere voltata a fpira , e
ie nevica , o piove fi tiene all' imboccatura . Non
v' è niente più facile , che T efperienza di quefta
nuova fpecie di Barometro .
Modo per tingere in bellijjimo Color d1 Oro.
Dopo di aver prima tinta la Seta , Lana , Bom-
bice , o Filo di color giallo, prendete per ogni lib-
bra un' oncia di fcheggie di Legno giallo, e la grof-
fezza di una Fava di ( 5 ) Potaffe ; fate bollire il tutto
per mezz' ora nell' acqua chiara , mettetevi poi la
feta &c. , e andate rivoltando fintantoché il Colore
fia , quale lo defiderate .
Fare un* Acqua , che leva ogni forta
di macchia dal Panno colorito .
Pigliate due Fieli di Bue , Allume di Rocca , ed
Allume di Feccia , di ciaicuna cola Scrupoli due ?
Tartaro di Vino bianco oncie quattro ; peftate ogni
cofa fottilmente , poi prendete lei boccali d' acqua
chiara , entro della quale metterete i fuddetti mate-
riali , e farete bollire a fuoco lento, finche non fac-
cia
(4) Mignatta, cioè Sangniguela in Spagnolo. (5) Votaffeh
Cenere fatta da pezzi di legni . Ved. Lemery nella Voce
Q'm'ts clavellatus . t
2$o Parte IL De* Trattenimenti
eia più fchiuma : poi filtrate T acqua in un vafo ben
netto , ed aggiugnetevi onde quattro d' Acquavite
gagliarda , e ben chi ufo confervatelo pei bi fogni .
Quando la volete adoprare pigliate una pezza di quel
colore di che farà il panno macchiato, lavate la pez-
zetta in detta acqua , e con quefta andate fregando
Ja macchia molto bene ; alla fine lavate la macchia
con acqua chiara , e andarà via ficuramente *
Lavare un Panno macchiato dal f udore .
Pigliate foglie di Fico , e ben tagliate , e peflate
le farete bollire in acqua , ma meglio in Vino ne-
ro dentro una pignatta di terra ; poi colarete quefta
decozione in un Catino, e con quefta lavarete mol-
to bene il panno , fintantoché è alquanto calda , e
tiepida , e vedrete , che verrà netto, e bello di co-
lore , come fé foffe nuovo . ( i )
Altra maniera .
Pigliate cenere , e ftacciatela, che redi fenza car-
bone ; mettetela in un Catino, o Pignatta con tant*
acqua , che fopravanzi alcune dita . Lafciatela così
Ilare 24. ore , o più ; dopo decantate V acqua chia-
ra in un* altro Catino , e bagnate in effa una fpu-
gna , o drappo polito , e lavate la macchia , fpre-
mendo con frequenza la fpugna; dopo lavate il pan-
no , ove era la macchia in acqua fredda , e reftarà
fenza la macchia , e fenza alterazione nel colore .
Chiamafi quefta Lifciva Vergine . Si replica la ftef-
fa operazione fintantoché fi vedrà polito il panno.
Ravvivare una Scrittura vecchia ,
Fate bollire delle Galle dentro del Vino , e ba-
gnate in quefto liquore una Spugna , che pafiarete
fopra la fcrittura , b quale reftarà rinovata . Potran-
no farfi ftare in infuuone le Galle 24. ore , e farle
ftil-
( 1 ) Lo ftefiò fa i' acqua calda d' ortiche bollite .
Su le Materie utili , e dilettevoli . 251
ftillàre in un Lambicco , e con il liquore, che ufci-
rà fi palla la foueni fopra la Scrittura.
Inchioftro portatile fe>?za Cetriolo , e
ien-z.a Galle .
Pigliate una libbra di Miele , e due torli, o rodi
di Uovo bne sbirtuti , che mclcolarete col Miele*
aggiungetevi tre grolìì di Gomma Arabica in polve-
re lottile , fi meLoIa il tutto bene inlìeme alcune
volte al giorno per tre giorni con un bottoncino di
lerno di fico , od ultro , come ipatola ; dopo me-
fcolate nella compolìzione altrettanto di Nero-fumo
per condenfarla . In quefto fiato Ci conferva fintan-
toché farà bi fogno di feri vere , ed allora fciogliere-
te di quella malia quanto vi parerà l'ufficiente in ac-
qua comune , o in qualche Lifciva.
Avere Fiori dnppj , e fetrtidoppj .
V Arte per ottenerli confitte in faper applicare le
polveri dei Fiori fopra altri Fiori , e la giufta ma-
niera di praticarla è quefta, infognata dal Sig. Igna-
zio Arena . (2 )
Nelle ore caide matutins , o meridiane quando i
Fiori fono totalmente aperti , quello appunto è il
giufto tempo del luflureggiar dei Fiori , della appli-
cazione delle Polveri , e del concepimento dei Gra-
ni ; e però allora p u utilmente dovremo anche noi
le polveri colle nollre mani applicare ; ciò che fi
può tare in due maniere .
1. Si oifervano i Fiori deftinati per padri , e ve-
dendovi gli Apici Impalancati , e carichi di polveri ;
giudo allora faranno eglino maturi , ed opportuni
per fecondare le Madri destinate alla produzione del-
la
< 2 ) Della Natura , e Coltura de} Fiori Tom. IL Part. 2.
Capo XII.
z$z Parte IL De* Trattenimenti
la Temenza . Si colgano i Fiori , e coi loro Apici
toccando , e leggermente fregando la fpiga, o la ci-
ma della Tromba del Fior materno , finché ne re-
di di polvere tinta , Farà così celebrata la nuova fog-
gia dell' irmefto , o maritaggio ,
Se i Fiori faranno vicini , o i Tefti fi potranno
trafportare , dimodoché un Fiore arrivar polla a toc-
car P altro , neppure fa duopo di cogliere il fiore ;
e potranno ^mbidue fervir di Padre , e di Madre ,
fregando gli Apici dell" uno fopra la fpiga , o Trom-
ba dell' altro , e così entrambi reftaranno fecondati
fcambievolmente „
Alcuni lafciano i due fiori da maritarli fopra le
loro piante , e mentre effi ftanno aperti , e polve-
rofi , gli accozzano infieme tefta con tetta uno con-
tro dell' altro , legandoli con filo infieme ; e così
affrontati li tengono per alcuni giorni , finché paja
loro , che fi fieno vicendevolmente fecondati .
La feconda maniera per far V Innefto ferve fpe-
cialmente per quelle forte di fiori , nei quali non
fono così efpofti , ed eminenti gli Apici , e la Tu-
ba , o la fpiga , come fono v. g. i Ranunculi , e gli
Anemoni , ma fono baili , e riconcetrati nel fondo
dei fiore , come appunto fono nei Garofani ; ed in
quefto cafo , ficcome anche può iarfi nel primo , bi-
fogna ufar la violenza di caftrare il padre tagliando
deliramente colla punta delle forbici , o frappando
con mollette le ftamigne cogli Apici polverofi, e col-
le forbici , o mollette medefime Ci van gettando gli
Apici nel cuor del fiore materno , procurando di far-
li toccare , anzi di farli Tettare fopra la Tuba , o
Spiga per impolverarla . Ma quando i fiori follerò
molto dittanti , o fi volelfe far di più polveri diffe-
renti un confufo mefcuglio , gli Apici troncati fi
met-
Su le materie utilili^ e dilettevoli . 253
metteranno in una carta , ed infieme raccolti fi an-
daranno poi gettando colle forbici , o mollette neL
cuor dei Fiori .. E tanto balìa per la prefente iftru-
zione •
Dacché le fpighe dei Fiori fono- come inebbriate
dalla copia delle polveri così proprie , come aliene ,
moftrano una granigione cotanto ftraordinaria , che
i Grani tutti s5 ingroiiano a maraviglia, e molti qua-
li ne fcoppian di pienezza . Quindi fementata que-
fta femenza più granita, ne vengon le Piante , ed i
Fiori più rigogliofi , e pieni di foglie , e più facil-
mente Doppj * Vedafi 1' Autore lodato nel luogo fo-
pracitato .
Ma converrà avere la precauzione di levar via
tutte le Piante vili , e trattener le fole nobili , fen-
za infaitidirfi a far degli Innefti induftriofi colle pro-
prie mani , fi potrà ottener dai Semi circa una me-
tà per lo meno , e più ancora di belli , e buoni
Fiori da potere arricchire qualfifia gran Giardino.
Cera RoJJa di Spagna, da fuggellare .
Prendete mezz2 oncia di Gomma Lacca, due Grof-
fi di Terebentina , e due grotti di Colofonia ; una
dramma di Cinabro , ed una dramma di Minio. Fa-
te difeiorre a* fuoco foave entro un Vaio ben netto
la Gommi Lacca , e la Colofonia^ aggiugnete allo-
ra la Terebentina , e poi. il Cinabro , ed il Minio
a poco a poco , meichiate il tutta con attenzione ,
e quindi riducetelo in. baftoncellr -
Prendete fei groffi di Gomma Lacca ; Terebenti-
na , e Colofonia di ciafeuna due groffi ; Cinabro ,
e Minio di ciafeheduno mezza, dramma , ed operate
come prima e.
Prendete una mezz* oncia di Gomma Lacca , Co-*
lofonia , e Terebentina di Venezia , di ciafeheduna
mez-
254 Parte IL .De9 Trattenimenti
mezza Dramma , ed una mezza dramma pure di Cinabro .
Prendete due oncie di Colofonia , quattro oncie
di Gomma Lacca , un' oncia , e mezza di Pece re-
tina , e Cinabro a piacere .
Prendete un' oncia di Maftice, Zolfo puro, e Te-
rebentina , di ciafcuno due grotti , Bengioino due
grotti , e Cinabro a piacere . Fate dilciorre la Tre-
mentina , aggiungetevi il Zolfo polverizzato , petta-
te , mefcolate esattamente il Maftice, il Bengioino,
ed il Cinabro ; gettate a poco a poco quefto fecon*-
do mefcuglio ne 1 primo, e quando laranno ben difeioìti, ed
incerporati , riducete la materia in bastoncelli.
Prendete una mezz' oncia di Gomma Lacca , ed
una dramma di Colofo ia ; mei- hiate quelle due ma-
terie ; aggiungnete una quantità convenevole di Ci-
nabro j innaffiate il mefcuglio con Spirito di Vino ben ret-
tificato : la Gomma Lacca fi dikioglierà in parte ; poi fi
metta il tutte ad un fuoco moderato, facendo accendere
lo Spirito di Vino fino alla totale fuaconlumazione, e di-
menando bene il mefcuglio , farete quindi dei baftoncelli ,
con aggi ugnervi un poco di Mufchio, odi Ambra, che co-
sì avrete una Cera odorofa .
Prendete Gomma Lacca una Libbra , Bengioino ,
e Colofonia , di ciafcuno mezz' oncia , di Cinabro
otto Grotti . Quando tutto fia difciolto , farete lo-
pra un marmo lifeio, o fopra una Tavola unta con
olio di Mandorle dolci i baftoncelli con diligenza ,
mentre che la cera è calda moderatamente .
Prendete Terebentina , e Pece navale , ( i ) di
cialcuna lei grotti , Sangue di Drago , o Gomma
Lacca un grotto ; di Zolfo giallo due grotti, mefco-
late , ed incorporate il tutto a fuoco lento , e fate
i baftoncelli . Pren-
( i ) In Spagnolo Bre* .
Su le Materie utili , e dilettevoli . 255
Prendete Gomma d' Edera , Gomma Lacca, San-
dracca , o Vernice degli Stampatori , e Maftice di
ciaicuna due oncie , Pece Refina quattro oncie, Te-
rebentina mezz' oncia ; mefcolate il tutto in un Mor-
taio di pietra ben caldo , e fate i baitoncelli .
Prendete Gomma Lacca , e Maftice di ciafcuno
un' oncia , Sangue di Drago tre oncie , Cinabro
mezz' oncia , e Terebentina un' oncia * mefcolate il
tutto , e fate i b-iftoncelli .
Prendete di Pece greca una libbra , di Maftice
bianco cinque libbre , d' Incenfo cinque oncie , di
Cinabro quanto batterà per dare il Colore rollo. La
Pece fi mette prima a difciogliere , dopo fi aggiu-
gne il Maftice , e ì' incenfo in polvere , ed alla fi-
ne il Cinabro, macinati con poco d' olio . Incorpo-
rate il tutto perfettamente j e cavatelo dal fuoco per
fare i baftoncelli .
Prendete Gomma Lacca polverizzata Scc. , e mette-
te di quefta polvere fopra due palette di legno , ed
avvicinatele , o prefentatele al fuoco , e fi fcioglie-
rà ; dopo rimenatela , ed agitatela con le fteffe pa-
lette ; e quando farà unita prendete ancora di que-
fta polvere con le palette , e quando la Gomma fia
intenerita rimenatela preifo al fuoco : fate quefto al-
cune voite , rimenando , ed amalgando le polve-
ri infieme : riducete in polvere Cinabro , che met-
terete in una fcodella con acqua , ed in queft' ac-
qua , e polvere di Cinabro farete infondere la Gom-
ma Lacca per farla prendere il colore ; e quando fa-
rà ben colorita , la cavarete dalle fuddette palette,
ed avrete un' altra perfona per ajutarvi , la quale
abbia inumidite le mani , e prenderà detta cera , e
la manipolarà fopra una tavola per ridurla in balcon-
cini , e farà fatta» Vi vorranno due libbre di Gora»
ma
z$6 Parte IL Di Trattenimenti
ma Lacca , e due oncie di Cinabro per fare Cera di
Spagna eccellente .
Cera Nera-
Prendete una delle Compofizioni precedenti , e fo
ftituite al Cinabro il Nero di Stampa , ed avrete
una Cera nera belliflima .
Avvertenza . Se i baftoncelli fi fanno fopra una
piaftra di Marmo. , o fopra una Tavola , fi procu-
rarà , che fia calda , mettendovi di lotto fuoco di
Carboni , e quando avrà prefo Un calore convenien-
te fi bagnarà con olio di Oliva , e vi lì metterà lo-
pra la materia della Cera da fuggellare del tutto pre-
parata , coficchè altro non rimanga , che ridurla in
baftoncelli ben eguali, e ben lifcj, sì rotondi, come
depredi j locchè fi efeguirà rotolandola col Polito-
jo , o colle mani contro la piaftra, o tavola calda,
o contro una latta polita , finché fi fia eftefa, e ri-
dotta alla grofiezza , che fé gli vorrà dare. Piucchè
la medefima fi lavora fulla lamina , più fi rende-
rà compatta , e quindi riufcirà fempre migliore . Si
renderanno lucidi i baftoncelli , efponendoli ad un
fuoco moderato fopra un fcaldino di bragie accefe.
Alcuni gettano la Compofizione in Modelli , da
dove efcono i baftoncelli del tutto fatti , e politi .
Altri li fanno a mano fu la piaftra , o lamina , e
dopo la inverniciano con una piuma , che tuffano
nel Glabro , mifchiato con Pece refina liquefatta.
Le dofi fopraindicate potranno eftere accrefciute,
© iminuite in ragione della quantità della materia 9
che occorreffe di preparare.
Cera da fuggellare , che non abb'ifo»
gna di Fuoco.
Prendete Colla bianca bella una libbra ; la metà
4i mesi' oncia di Cinabro , o Minio ; un' oncia di
Zuc-
Su le Ma ferie utili , e dilettevoli. 257
Zucchero bianco , e di Acquavite tre oncie. Si fa feio-
gliere il tutto infieme a; fuoco foave . Sciolto che
iia , fi veda l'opra una pietra lilcia , o fopra latta
unta con olio , perchè non fi attacchi ; e quando
cominciarà a raffreddarli , fi fanno i balìoncelli . Sa-
rà bene , che P olio , con cui fi unge la pietra, fia
di iMandorle dolci, o un' altro odorofo. Quefta Ce-
ra s' inumidilce colla bocca , quando fi ha da appli-
care per fuggellare Carte , o altra cofa .
Lapis per jerivere , 0 difegnare .
Una libbra di Pece greca ; due parti di Fumo di
Ragia ; un' oncia di Cera Vergine • fi fa feiogliere
il tutto infieme , e dopo fé gli mefcola un poco di
terra nera bene macinata , e (tacciata . Si fa una
malia maneggiabile, fi (tende, e fi mette in cannon-
cini di canna. Si ula come il Lapis fatto di piombo.
Ravvivare il Colore dy Oro tn un
Audio , 0 Collana &c.
In Orina fi fa feiogliere Sale Ammoniaco. Tn que-
fta Compofizione mettafi la Catena , Anello Scc. , e
facciafi bollire ,e FOro ritornarà al fuo colore bel-
lo , e brillante .
Luflrare , e polire ogni lavoro indorato.
Si prenda due oncie di Tartaro , due di Zolfo ,
e quattro oncie di Sale ; in metà d' acqua fi faran-
no bollire , con altra metà d' orina ; con quéito li-
quore s' inumidifee il lavoro , e reità luftro .
Dare ai Galloni il fuo primo Colore y
e brillamento.
Si prende polvere di Alabaltro , e fi fa feccare al
fuoco; fi lafcia così (tare per alcun tempo , e dopo
fi ritira dal fuoco , e fi lafcia raffreddare . Il Gal-
lone fi (tende fopra un panno , e con una feopetta
fi prende della detta polvere , e fi frega il Gallone
S per
25 8 Parte IL De* Trattenimenti
per le due faccie fintantoché fia luftro , dopo fi po-
llice con pietra lifcia . ( i )
Fare Salnitro fijfo .
Prendete Salnitro raffinato, e mettetelo in un Cru*
giuolo al fuoco di carboni , e quando verrà rodo ,
e farà liquefalo , gettatevi dentro Carboni fatti in
polvere , che fubito prenderà fuoco, e farà fiamma y
celiata la quale , gettatevi altra polvere , e così fa*
rete finché vedrete , che la polvere non farà più
fiamma , ed il Nitro farà venuto di color verde, e
celefte . Allora il Nitro fhTo lo gettarete in un va-
io , che fia ben caldo , altrimenti vi faltarebbe in
faccia fé il vaiò folle freddo , e iarà fatto .
TRATTENIMENTO IX.
Altri Capi di Economìa .
Prima maniera di preparare la Moftarda per
impiegarla ?iegti Alimenti .
SI pone in Vafo conveniente la femente di Mo-
ftarda , che è il grano di una pianta , la quale
porta lo fteflo nome , ed ancora quello di Senapa .
Si umetta codefta iemente con una certa quantità di
Aceto , e fi lafcia macerare per ventiquattro ore .
In capo ad un tal tempo fi macina quefta femente
per ridurla in una Pafta , e macinandola fé gli ag-
gi ugne ancora un poco di Aceto per darle la conli-
ìlenza , che eifa deve avere ; locchè forma quella ,
jche fi nomina Moftarda grolla , ovvero ordinaria .
Per far la Moftarda fina d' altro non v' ha d'uopo^
che di ripaflaria , o rimacinarla una ieconda voita.
Si poifono aggiugnere alla Moftarda degli Aroma*
( i ) V Agronome nella voce Dova/re «.
Su le Materie utili , £ dilettevoli. 259
ti , come Cannella , Garofani , Noce Mofcata , od al-
tre ioftanze , il cui fapore piace a certe Perione ,
come T Aglio &c.
Per fare la Moftarda fina, il cui fapore è zucche-
rofo , impiegali in luogo di Aceto del Vino Cangia-
to , fatto con Mollo , a cui abbiali impedita la fer-
mentazione col mezzo della inzolforazione , e con
tal mezzo refta tempre dolce , e zuccherofo. (1)
Si fa eziandio della Moftarda in polvere ; e ciò
conlìfte a polverizzare la temente di Moftarda , a
tacciarla , ed a confervarla in bottiglie di vetro ben
turate, per confervarla così pei bifogni . Quando fi
vuol fare della Moftarda con sì fatta polvere, fé ne
lava una piccola quantità con Aceto , e ciò forma
una pafta di Moftarda , il cui fapore è guftof'flìmo .
Seconda maniera di preparare la Moftarda
per confermarla tutto /' anno.
Prendete due onde di femente di Moftarda ridot-
ta in polvere , e mezz' oncia di Cannella comune
ancora in polvere , fate una pafta con il fiore della
i'arina , ed una Yufficiente quantità di Aceto , e di
Miele , e formate pallottine piccole , che lafciarete
leccare al Sole , o in un tórno , dopoché larà le-
vato il pane .
Per fervirfene fi ftemoera una , o due di codefte
pallottine in Vino , o in Aceto , e quella farà una
Moftarda affai buona , e convenevole agli ftomachi
deboli , ed ajutarà grandemente la digeftione . (2)
Pepe Americano .
I Peperoni fi chiamano Pepe Americano , e Bra-
filiaao . Hanno il fortore come il Pepe orientale, il
qua-
( I ) Veggafi il Dizionario d1 Ifloria Naturale alla voce Vi-
gna . ( 2 ) L Agronome alla voce Moutarde .
2cfo Parte IL Ve' Trattenimenti
quale non fi può avere , che con molta fpefa ; non
così il Pepe Americano . Per fervirfene in Cucina ,
conviene che fiano rolli , fiaccati , e fecchi all' om-
bra , poi polii in femola per farli afciugare bene .
Afciutti , e fecchi fi tagliano in boconcini , e tan-
to il feme , come la fcorza , cioè tutto , fi pefiano
in un mortajo , facendo che divengano polvere lot-
tile ; locchè fi facilitarà , fé fi facciano arrofiire un
poco in una Padella, ed immediatamente fi peftaranno.
Fatto ciò, ogni oncia di codetta polvere fi mefco-
la in tante libbre di fior di farina , nella quale po-
lio levito fufficiente, fi lafcia fermentare , ed aper-
ta , fé ne fanno Pannocchie grolle , le quali fi cuo-
cono nel Forno . Levate dal Forno fi tagliano in
fette lunghe , e grotte a guifa di bifcotto; quefie di
nuovo fi pongono nel Forno ad afciugare bene, e co-
sì fecche fi pefiano di nuovo in un mortajo , e la
polvere fi ftaccia,. e fi conferva in una Pignatta , o
in un Fialco bene coperto . La detta polvere è ot-
timo , e faniffimo- Pepe , e di poca fpefa . ( i )
Modo di acconciare i teneri Peperoncini,
Si prendono quefti teneri frutti , e fi fendono in
punta , ed aperti s' infondono in conveniente quan-
tità di fecondo Vino nuovo , ed ivi fi lalciano per
quindici giorni . Poi levati dal Vino fi fpremono
con diligenza colle mani , affinchè per mezzo di tal
fpremitura n' elea da effi tutto. 1' umido , che con-
tengono . Appretto fi pongono in un Vaio di terra
nuovo , e gii fi verfa fopra Aceto ben forte , nel
quale fia fiato bollito Sale , Anifi, Finocchio in gra-
na , e Zucchero in quella dofe , che vedrete conve-
nire alla quantità de' frutti teneri , che acconciar vo-
lete,
( i ) Vincenzo Tanara /' Economia del Cittadino lib. i v. cart. 232.
Su le Materie utili , e dilettevoli. 16 1
lete , e fecondo il voftro gufto . Né fi deve afpet-
tare , che 1' Aceto , il quale dovrà farfi calare bol-
lendo almeno per un terzo , fia divenuto tiepido, ma-
fi deve verfar bollente (iilli Peperoncini , col chiu-
dere immediatamente il Vafo con Carta a più dop-
pj , affinchè la Concia non svapori , lafciando così
il tutto in ripofo per -dieci giorni. Quando fono paf-
fati , fi torna a colare la iteffa Concia , la quale
pofta in una pignatta fi fa bollire di nuovo a due ,
o tre bollori , e così bollente fi ritorna a vuotare
fopra gli anzidetti frutti • e così dopo altri otto gior-
ni fi rifa da capo la ftefla operazione , avvertendo
ogni volta di chiudere bene il Vafo, onde gli efflu-
vi odorofi non efalino , e privino la Concia del fuo
buono .* fé quella per avventura foffe calata , aggiu-
gnetele nuovo Aceto, e nuovo Zucchero a piacimen-
to , ed un poco di Cannella in fcorza , colla fola av-
vertenza j che fi deve iar bollire V Aceto^ a buona
Cottura , perchè in tal modo li conciati frutti non
folo non diverranno muffi, ma fi confervaranno lun-
ghiffimo tempo . Guidoni.
Altra maniera .
Chi voleffe poi far frequente ufo de' medefimi Pe-
peroncini , li tenderà come fopra ; e poi verfarà fu
d' effi acqua bollente , la quale, quando fia divenu-
ta fredda , fi decanta , e Ipremuti i teneri frutti , fi
ritorna a vuotar fu loro altra acqua bollente , e par-
ticolarmente quando nella prima decantata non fi fof-
fe potuto tener la mano per il pizzicore ; e quando
ancor effa è raffreddata , fi cola ; e refi trattabili i
Peperoncini , fi adopera la Concia fopradefc ritta, la
quale ben calda fi verfa fopra effi , chiudendo bene
il Vafo , perchè non fvapori ; e quando ha del tut-
to perduto il calore , fi eftraggano i frutti , e fi pon-
gano in tavola . Si av-
%6-l Varie IL De' Trattenimenti
Si avverte , che anche nel fuddetto modo concia*
ti fono buoni, ma non durano lungo tempo. Guidotti -,
Modo di confettare le Olive .
Quando le Olive fono in grado di effere confettan-
te , o conciate , vale a dire nei mefi di Giugno , e
di Luglio , e lungo tempo avanti , che fieno buone
a cavarne Olio , li raccolgono , e fi mettono a ma-
cerare per alcuni giorni neli' acqua frelca . Cavate ,
che fiano da quella, fi ripongono in altra acqua pre-
parata con Cenere di Soda , e con Cenere di Noc-
ciuoli di Olive bruciati , ovvero con della Calce.
Indi fi fanno pattare ancora iri un' altra Salamo-
ja fatta d' acqua , e di Sale , colla quale lì metto-
no dentro dei barilotti : ma per dar loro quel gufto
•grato , e piccante , che hanno, vi fi gitta lopra una
•elìenza comporta per l* ordinario di Garofani , di
Cannella , di Cariandoli , e di Finocchio , ed altre
tali cofe . ( i )
Se le Olive fi ammaccano un pochette, e fi met-
tono in Salamoja per alcuni giorni , e dopo fi lava-
no bene in acqua chiara, ed afciutte fi conciano con
Aceto , e cofe odorofe , reftano iàporite .
Maniera di fare V Amido dalle Fatate .
Dopo averle ridotte in farina , fi opera nel modo
feguente » Si lavano ie Patate diligentemente, e mol-
te volte , fintantoché reftino perfettamente monde ;
fi tagliano in fette , e lì mettono fotto la mola , e
fi peftano ; dopo averle ben purgate ; quando fono
ridotte in poltiglia , fi mette quella in un tino pie-
no la metà d' acqua frefca , e d mefcola fortemen-
te . Codefta agitazione fiacca la Farina , la quale a
cagione del fuo pefo va nel fondo ; fi lafcia indi
tut-
(r ) Marco Faflandoni D'tzìon. delle Arti , è de Mejlìert alla
voc. Oliandolo . Veggafì Tanara Libr. vi» a Cart. 441.
Su le Materie utili , e dilettevoli , \6%
tutto in ripofo, e fucceflìva mente fi fa paffare per
un vaglio di vinchi , in cui reftano le fcorze , e le
parti più grolle,, che galleggiano/ fi comprimono col-
le mani quefti rifiuti , e sgocciolati che fono, fi met-
tono da parte per fervirfene .
Si prende poi un Vaglio di Crini , che fi ripone
lopra il tino , come fi è fatto dell' altro di vinchi,
e quando il tutto è ben ripofato , fi fa parlare in
Un vaio per uno fpinello , che deve effere adattato
per lo meno un pollice ai di fopra del fondo , tut-
ta la materia liquida del tino, la quale rigettali nei
tino medefimo attraverfo di quefto nuovo Vaglio .•
pofcia fi comprime con le mani ciò , che refta, e (1
mette da parte in un tinello, in cui fi lava con nuo-
va acqua frelca per cavarne la farina , che vi è ri-
marrà .
Quando P acqua del tino (la ripofata , fi vuota
per inclinazione , e reftarà nel fondo un fedimento,
che contiene la farina , che fi cerca . Ritrovafi que-
fta tuttavia mifchiata con parti groffe , ma lavando-
la nuovamente fi rende ancor quefta bella, e pura,
quanto può defiderarfi . A tale effetto fi verfa fopra
tale fedimento della nuova acqua chiara , e frefca,e
fi move il tutto fortemente ; fi lafcia nuovamente
in ripofo, e fi vuota nell' acqua ;e replicando quat-
tro , o cinque volte quefte operazioni fi ha una fa-
rina , che per la bianchezza , e finezza potrà com-
petere col fiore di farina di frumento .
Si lecca quefta farina con tutta la facilità , ften-
dendola fopra panni lini . Quantopiù invecchia, tan-
to diviene migliore , e fi può confervare per lo fpa-
zio di fette in otto anni .
Nel Trattenimento VII. abbiamo detto la manie-
ra di fare il Pane con la farina delle Patate , adef»
(o
2(^4 Varte IL de* Trattenime?iti
(o fi dirà foltanto,che volendo farne Amido , quan-
do effe fi cava dai tino , conviene riporla in un Tac-
co , e fopra di elfo porre un pefo confiderabile du-
rante lo fpazio di ventiquattro ore di tempo . In
tale fituazione prende una grande confidenza , ed a
fìrati le ne fanno allora dei pezzuoli, fi lafciano fec-
care , e quello è T Amido .
Sì fatti pezzi mefìì nell' acqua al fuoco fi fterh-
prano , fi cucinano , e fé ne fa la Colla . AiTerilce
il Conte di Mniszech , ( i ) che da Teflimonj ocu-
lari fu affìcurato , che quella Colla rende i panni li-
ni più bianchi , più Iifcj , che non fa la Colla ordi-
naria ; effa può fervire in tutte le Manifatture , in
cui
( r ) Nelle Memorie , ed Oflervazioni della Società Economi-
ca di Berna per 1' Anno 1764. avvi una Dijfertazio-ne del
Conte di Mnifzech fopra 1' ufo , e la Coltura delle Patate ,
ove efattamente defcrivefi la maniera di fare 1' Amido dalle
medefime , come fi è detto.
L' Amido di Radici, e di Patate è d'invenzione , come dicefi
volgarmente , di certo M. Vardevìl fin dal 1716. , e 1' anno
1739. eflendo fiato propofioda M. Chi fé alla Reale Accade-
mia delle Scienze di Parigi , efla dichiarò , che farebbe fiato
utile introdurne 1' ufo. Molto prima nell'America Spaguuo-
la fi fervivano delle Patate , chiamate in quei Paefi Pape,
per alimento in tutte le maniere ; come anche nel Para-
guay , ed altre parti dell' America erano in ufo le radici del-
la Mandioca , o Juca, e parecchie altre.
Veegafi anche in tal particolare delle Patate il Sig. Antonio
Zanon Mercante Veneziano fopra la Coltivazione , ed ufo
delle Patate Venezia 1767. prefib Modero Fenzo. Alle pag.
15. , e 16. della medefima v' anno pure tutte le cofe, le'qua-
li circa il modo di far Amido colla farina delle Patate fi fono
fopra defcritte , e riportate .
Nel Quito fi faceva Amido dalle Pape , primachè nell' Eu-
ropa foffero introdotte tali radici , o Patate . A Ravenna
hanno fatto ottima riufcita . Lo fieflo nella Tofcana , ed in
altre Città d' Italia.
Su le Materie utili , e dilettevoli. i6$
cui s' impiega 1' Amido, nella biancheria , nelle Fab-
briche d' Indiane &c.
Si calcola , che una mifura colma di Berna , la
quale pefa venti , o ventidue libbre di pefo di die-
cilette oncie , renda quattro o cinque libbre di fari-
na bianchiiììma , e due , o tre libbre d' inferiore .
Tre peribne poiìòno fabbricarne , e lavarne in un
giorno almeno centocinquanta libbre della fina, e fef-
fanta , o fettanta della più inferiore qualità, purché
le acque , e tini fiano alla mano , e comodi agli
Operaj . Vedi il Trattenimento VII. §. 2. Pane &c.
Specie di Liquore fermentato , che fanno nella
China , fortiffimo , ed atto ad ubbriacare .
Per far qudta lorta di Birra , o liquore fi piglia
dell' Orzo , o Frumento , che fi fa germogliare , ( 2 )
e macinare groflamente; le ne mette una certa quan-
tità in un tino , fi umetta debolmente con acqua
calda ; allora fi copre il tino con diligenza ; fi ver-
fa in appreifo della nuova acqua bollente , e fi agi-
ta, e rimefcola il tutto affinchè 1' acqua lo penetri
egualmente da per tutto , e dopo fi ricopre il tino;
fi continua a verfar dell' acqua bollente , ed a ri-
menare fintantoché veggafi 1' acqua, che fopranuota,
abbia perfettamente eftratto il grano germogliato, lo-
chè fi riconofce quando è fortemente colorita, e di-
venta tenace , e vilcofa . Si
( 2 ) Veggafi i! viaggio di Siberia del Sig. Gmel'm . Il fudetto
Liquore ha il nome di Tara/un .
Nella China , ed anche neile Ilble Filippine fi fa Birra eccel-
lente di Rifo nella maniera fudetta . Ma sì 1J Orzo , come
il Frumento ,0 Rifo deve effere non mondato dalla fua
fcorza , perchè fenza quefta non fermentarebbe . Nelle Fi-
lippine in vece del Luppolo Chinefe adoperano una parta
bianca , la quale ferve di Fermento , e comunica forza al li-
quore .
z<$6 Parte IL De Trattenimenti
Si kfcia raffreddare ogni cofa fintantoché intìept-
diica ; allora fi verfa il liquore in un vaio più ftret»
to , che fi affonda in terra dopo di avervi aggiunto
un poco di Luppolo Chinefe : fi ricopre bene di ter-
ra il Vaio , che è fiato fotterrato , e fi lafcia così
fermentare il liquore . Il Luppolo de* Chinefi , che
è fiato compreflo , e calcato dentro alle forme , por-
ta già feco lui il fuo lievito ; e perciò non vi è bi-
fogno di aggiugnervi neifuna materia fermentata.
Nota . In Europa dove non fi ha di quefto Lup-
polo preparato , potrebbefi loftituire in lua vece del
Luppolo bollito in piccola quantità per non rendere?
il liquore troppo amaro ; ed aggiugnendovi un poco
di lievito , o di midolla di Pane , lochè produrreb-
be il medefimo effetto .
Quando la rimeria è entrata in fermentazione , fi of-
ierva le la fermentazione è celiata , il che fi cono-
ice , quando la materia , che fi era rigonfiata co-
mincia ad abbaiTarfi; allora fi mette dentro a de' lac-
chi di groffa tela , che Ci chiudono legandoli , e fi
mettono lotto ad uno ftrettojo ; il liquore , che lo
ftrettojo fa ufcire da quelli faccia fi ripone fenza in-
dugio dentro alle Botti , che fi mettono nella Can-
tina , e che fi turano con diligenza ; in quefto mo-
do fi ha una Birra , che è buonifìima .
TRATTENIMENTO X.
Nuovi Capi economici , ed utili .
§. i. Coltivazione delle Patate»
D
Anno effe gran vantaggio sì per alimentar gli
Uomini , particolarmente negli anni di care-
àia,
Su le Materie utili , e dilettevoli • tóf
ftia , come per ingraflare il Beftiame . II buon ufo
di quefte è poco conosciuto fino ad ora , quefto ci
obbliga a fpiegar minutamente la loro coltivazione.
Si efeguilce nella feguente maniera. Neil' Autun-
no fi prepara la terra con un lavoro dopo avervi fpar-
iò un poco di letame . Nella Primavera fi dà una
feconda aratura , lpargendo prima un poco di leta-
me ; e dopo quindici giorni di aver i'parfo il leta-
me , le Fatate fi piantano nei folchi , e fi copro-
no di terra. Nel Piemonte le Patate fi piantano col-
la Melica , diftanti 1' una dall' altra un piede , e
mezzo , così tutto il lavoro , che fi fa per la Me-
lica ferve a quelle .
Sul principio di Aprile fi fa la piantagione . Se
fono piccole fi piantano due , o tre Patate , ma le
fono grandi , fi tagliano in pezzi fenza pregiudicare
gli occhj . Se le Patate fi piantano fole fenza Meli-
ca , né altra femenza , dovranno eifere diftanti un
buon piede 1' una dall' altra , Il giorno di quefto la-
voro fia lecco , ed afeiutto per prevenire , che 1' u-
mido non le corrompa *
La raccolta delle Patate fi fa full' ultimo di Set-
tembre y o fui principio di Ottobre. A Ravenna un
Mele prima , ordinariamente per Agofto . Le loro
foglie fi poffono tagliare un Mefe prima della rac-
colta , e fervono di pafcolo aliai lano , e piacevo-
le al Beftiame. Facciafi la raccolta in tempo afeiut-
to , e fi confervino fulla fabbia pura coperte di pa-
glia per difenderle dal gelo , e dall' umido . Ma fa-
rà conveniente, che in quefto ognuno oifervi il tenv»
peramento , ed il clima del fuo paefe .
Ogni terreno fa per le Patate , eccetto il creto-
so troppo duro , dove non fi poffono ftendere , né
ingroflare . Il più atto è il terreno morbido, e foa-
ve.
2<58 "Parte IL De1 Trattenimenti
ve . Eftratte da terra le Patate , fi dà una aratura al
terreno , e Tempre indietro dell' aratro fé ne raccol-
gono molte , che vengono fuori .
Nei campo , dove fono fiate le Patate, fanno be-
ne il Grano , 1' Orzo , la Segala , ed il Miglio .
Ogni tre anni fi può mettere un terreno a Patate ,
ed a Frumento .
La raccolta delle Patate , dice a ragione V Auto-
re del Socrate Ruftico , è degniffima d' attenzione ,
e fé fi paragona con quella del Grano fi trovarà più
abbondante . Di più ella è fempre ficura , né fanno
pregiudizio alcuno alle Patace gli orridi venti fred-
di , ed intenfi dell' Inverno , né le Brine della Pri-
mavera , né le gragnuole della Eftate , le quali co-
fe ben fovente riducono al nulla le più liete fperan-
ze degli Agricoltori .
Ufi,
Riguardo agli ufi delle Patate , quefte fervono
principalmente per far Pane, il quale è ottimo quan-
do fi fa metà di Grano , e metà di Patate. La ma-
niera di farlo é quefta : Si fanno ben bollire in ac-
qua le Patate , e dopo cotte fi pelano , e poi li
mettono nella madja , o arca del pane , dove fi co»
prono di acqua bollente , e s' impattano , tritano,
e fminuzzano, fintantoché fi riducano ad una fpecie
di fina paftiglia , non rifparmiando lavoro, ne tem-
po . La paftiglia fatta fi unifee ad altrettanta fari-
na , o palla di frumento , fi mette il fale , ed il
lievito , e fi fa il pane . Ciò che ancora lì fa con
le Patate mefcolate con farina di Segala , Orzo ,
Formentone &c.
Le Patate , come le altre vivande , fi preparano
in molte maniere diverfe , come dice il Campini .
Sono eccellenti in Infalata , in guazzetto , per far-
ne
Su le Materie utili , e dilettivoli . 26$
ne falfa, intingolo, col Merluzzo , Baccalà , ed in
fritrnra , e frittelle : per mangiarle in umido , ed
arrofto ; per far empiture alle Pollanche ,, ed alle
Oche arroftite : entrano nei Pafticcj di legumi ; nei
polpettoni ; le ne fanno dei pafticcetti , delle Cro-
llate , e dei Tortelli , che imitano quelli delle man-
dorle , in modo y che vi reftano ingannati anche gì'
intendenti ; lì fanno biscottini 3cc.
Colle Patate fi prepara una Bevanda fimile al Caf-
fè , o fi fa latte rapprefo . Il Formaggio di Patate ,
feri ve il Sig. Hey di Arendfee li fa così . Bollite le
Patate , , e pelate fi riducano in parta colle mani :
fi aggiunga loro il latte rapprefo in quantità eguale
alla parta , e fi maneggi il tutto fino a quella con-
firtenza , che farà fuffìciente : dopo vi fi fparga un
poco di fale , d' alloro , e di garofana pelìo : fi ri-
copra il mefcuglio, e fi lafcia così una intiera gior-
nata fenza toccarlo per dargli tempo a fermentare .
Quindi fi facciano i piccoli Formaggi nella maniera
confueta .. ( 1 );
§. z. Preparazione per feminare il l Grano .
Si mettano in un tinaccio tante fecchie d' acqua
quante Staja di grano fi vogliono feminare ; per ogni
dieci fecchie di acqua vi fi verfi mezza iecchia di
cenere , ed altrettanto di ognuno dei varj ingralìi ,
econ-
( 1 ) Intorno alle Patate , alla loro- coltivazione , ufo &c.
vegganfi il Socrate Rufiico , le rifleffìoni del Campirti , Par-
mentfier Memoire fur les Pommes de terre , e Novell es lit-
leraires par M. 1' Abbe Rofier tom. 1. an. ijf.l- H Dia-
rio Ecenom. tom. 1. nom. 4. Il Giornale Enciclopedico di
Bovillon per /' anno 177 1. tom. 8. Pan. 1. , e Don Lo-
Tenzo Hervas Idea dell' Univerfo tom. 4. pag. 82. , ed in
quetta parte feconda Trattenim. VII. §. 2. , e Tratteni-
mento IX. num. V.
2*70 "Parte IL De' Trattenimenti
e concimi , che li fogliono ufare , come di Colom-
bi , di Polli , di Cavalli , di Buoi , di Pecore &c.
Tutto ciò fi lalcia fermentare , e cercata la fermen-
tazione , fé ne faccia bollire un fecchio entro una
Caldea , e ritirata elsa dal fuoco , vi fi gitti den-
tro un pezzo di Calce viva grofso quanto due pu-
gni , e vi lì ftemperi bene . Ove manchi alcuno de*
Suddetti ingraili , fi fupplilce cogl' altri , e mancan-
do la Calcina viva , o fi vivifica la eftinta , facen-
dola arroventare al fuoco } o fé ne raddoppia la
dofe .
In sì fatto liquido fi metta lo Stajo di temenza,
fortraendone una ottava parte , e con una paletta \\
agiti , finché i grani ne fiano tutti ricoperti, e fpor-
chi ; e le quello non baliaife , le ne aggiunga celi'
altro prendendone dal tinaccio . Quello Grano così
preparato fi deve feminare lo Stello giorno , oppure
nei feguente , Ma fé qualche oftacolo vi fi frappo-
nete , baftarà ogni giorno rimelcolarlo colla pa;etta.
Così il Signor Bertrand nei celebri elementi di A-
gricoltura Dial. i. Aggiugne , che il grano in tal
maniera preparato non lo toccano gì' inietti , e h
rilparmia un5 ottavo di temenza , e parte ancora del
Concime ; ella acquifta vigore , onde luperando le
altre erbe prefto le lofTochi , e non diviene carbo-
ne , o fia grano annerito .
Ma fé tale operazione parefle foverchiamente lun-
ga , vi fi potrà fupplire col folo ranno di cenere ,
Spruzzandone la Semenza , e rimescolandola , affin-
chè tutta s' inumidifea : quindi col tacciarvi fopra
Calce viva polverizzata in tal quantità , che la Se-
menza imbianchi , e le ne afeiughi V umido , il
Grano farà in ifiato di feminarfi .
Qui ri oilervi , che ìa Secchia 3 di cui fi parla >
è la
Sm le Materie utili , e dilettevoli. 271
^ la Secchia a mifura di Parigi , la quale contiene
72. libbre Italiane di 12. oncie . La Semenza pre-
parata con detti ranni , fi è veduto molte vohe ,
fcrive Malpigi Anat. piantar, , che un grano lolo
ha prodotte lette , e otto fpighe, ognuna d^lle qua-
li aveva cinquanta grani incirca. Si leggano le Irru-
zioni elementari ài Agricoltura , Opera di Adam')
fabront ftampata in Venezia l' anno 1787.
§. 3. Confermar Uova frefche per lungo tem-
po , anche per 2. anni .
Si metta Sale neh* acqua in tanta quantità , che
redi una Saìamoja tale , che fopranuori un Uovo .
In quella Saìamoja fi mette cenere polita , e li fa
cerni fango , o malta . Quindi con ella fi da alle
Uova in maniera , che relìino coperte da per tut-
to : dopo s' involgano nella Carta , o in quilche
altra cofa • e ciò latto fi mettono in una pignatta
grande , o in un coppo , e W coore elaf? mente.
$. 4. Maniera ài fare il Ratafià .
Il Ratafià è un liquore fpiritofo fatto con Noc-
ciuoli di diverfe frutta , o colie frutta ftelTe , e Ga-
gohrmente con Ciriegie , ed Albicocchi .
Il Ratafià di Ciriegie fi fa fchiacciando le Cirie-
gie , e mettendole nelT Acquavite , vi ìi aggiungo-
no i Nocciuoli colle more , con Zucchero , Cannel-
la , Pepe bianco , Noce molcata , e Garofani . Si
mettono venti libbre di Ciriegie fopra venti pinte d*
Acquavite .• li lafcia il vaio aperto per dieci , o do-
dici giorni ; in fine fi tura bine , e non. li tocca
più fé non dopo due Meli .
il Ratafià di albicocchi fi fa in due maniere. La
prima fi è di far bollire gli Albicocchi nel Vino bian-
co , aggiugnendovi una eguale quantità di Acquavite ,
con Zucchero , Cannella , Fior di Noce molcata , e
noe-'
272. Parte IL De* Trattenimenti
mcciuoli di Albicocchi , lafciando il tutto in infu-
nine per otto, o dieci giorni, e poi chiarificando il
liquore . La ieconda maniera è di mettere in infu-
fione gli Albicocchi tagliati in pezzi per un giorno ,
o due nell' Acquavite , pattando il liquore per una
Calza , ed aggiugnendovi gì' ingredienti ordinarj .
Rofolio .
I Rofolj fi fanno , o fi compongono di tutte le
forta di fiori odoriferi ben politi , dimodoché non
relti altro , che le foglie . Ciaicuna fpecie feparata-
mente fi mette in acqua , e fi fa bollire : quindi Ci
levano via i fiori , e fi mettono a fgocciolare fopra
qualche vafo; e fopra tre pinte di queft' acqua sgoc-
ciolata fi mettono tre fogliette di Spirito di Vino ;
tre libbre di Zucchero chiarificato , ed una quantità
proporzionata di eilenza di cannella , come mezza
foglietta : dopo fi cola tutto , e fi mette nelle bot-
tiglie , le quali fi otturano bene.
Acqua di Framboè , Fragole, Cìrieg'te &c.
Si prendono Framboè affatto maturi , fi fpremono
per una tela per cavarne il fugo , il quale fi mette
in una bottiglia di vetro fenza otturarla , e fi efpo-
ne al Sole,o in una Stuffà , o alla prefenza del fuo-
co , fintantoché fi chiarifichi . Allora fi vuota foa-
vemente entro un' altro vafo fenza turbare , o mo-
vere la feccia . Sopra mezza pinta di quelì' acqua
fi aggiugne una pinta d'acqua comune, ed una quar-
ta parte di una libbra di Zucchero ; dopo fi paifa
da un vafo all' altro per n»efcolar bene il Zucche-
ro , fi cola per tela , e fi lafcia rinfrefcare . Nella
ftefla maniera fi fanno le acque di Fragole, e quel-
la di Ciriegie .
Crema di Pane .
In una Pignatta polita fi fa bollire in acqua una
por-
Su le matterìe utili , e dilettevoli. 273
porzione di Pane ; e dopo aver ben bollito , fi ca-
va fuori , e fi {preme fortemente con una falvietta,
o altra tela fopra una icodella, o pignatta per rice-
vere il latte , che ufcirà ; dopo quefto latte fi met-
te a bollire lentamente fopra fuoco foave fintantoché
Ila rapprefo ; dopo fi cava dal fuoco , e fopra vi fi
m.tte Zucchero, Cannella &c.
Crema di Rijo .
Si peftano in un mortajo due , o tre oncie di Ri-
fo ; quefta farina fi fa cuocere in una pinta d' ac-
qua fino alla confiftenza di pappa. Si palli per una
tela con forte preilìone; fi metta in una pignatta in-
verniciata ; e quando fi voglia dare ad un' ammala-
to qualche brodo , vi fi mefcoli una , o due cuc-
chiarate di quefta Crema .
Metodo di preparare il Rtfo per averlo pronto ,
volendolo tifare col brodo , 0 col latte .
Mettete il Rifo entro un facchetto di tela, e cu-
citelo . Ponetelo a cuocere dentro dell' acqua ; do-
po lanciatelo fgocciolare per quattro , o cinque ore:
dopo aprite il facchetto , e ftendete il Rifo fopra
una tela bianca per farlo feccare . Quando farà per-
fettamente fecco , raccoglietelo , e cuftoditelo . Per
ufarlo prontamente fi fa fcaldare il brodo , o il lat-
te , e fi mette quanto parerà conveniente , copren-
do la fcodella , o pignatta per lo fpazio di mezzo
quarto d' ora . Il Rifo preparato nella fudetta ma-
niera fi conferva rà per lungo tempo .
Col metodo fteffo fi può preparare , e confervare
il Fromentone , o fia Maiz &c.
§. 5. Modo dy incerar Tele ,
Pigliate un pane fcroftato,e ponetelo nel fondo di
una pignatta , poi copritelo di fior di pietra cotta ,
e con tegola , o coperchio , o piatto coprite ogni
T co-
274 Vane IL De Trattenimenti
cofa ; indi empite la pentola con olio di noce, o di
lino , e lafciatelo ftar così per alquanti giorni , che
vedrete queft' olio divenir candidiiìimo ; poi leva-
to , e fatto bollire con la quarta parte d' Aloè Soc-
cotrino , ne avrete una concia perfettiffima , quale
i'enza fetore , né diminuire colore ineerarà non iolo
tela fottiliffima , ma ogni tafetà , ed ormefino.
Altra maniera meno perfetta.
Volendo incerare teia Sufficiente per fornimento di
una Carrozza , fi piglia olio di noce , o dì lino lib-
bre 15. , di Litargirio lib. 2. , Acqua di Termenti-
na lib. 3. , e fatto bollire tutto quello fino alla con-
fumazione del quarto, ti bagna prima la teia in col-
la di ritagli , acciò non forbifea tanto della prepara-
ta miftura ; da poi fatta ftar tefa tra pertiche , fé gli
applica la compofizione calda con un pennello ; e
calo foffe rara , fé li fa pigliar corpo con la Biac-
ca , con la quale fi mefcola quel colore , di cui 11
defidera fia tinto 1' incerato . Ma quello non è mo-
do perfetto , perchè crepa , e non è maneggiabile ,
e talvolta cade la materia. Il primo modo è perfet-
to , e ficuro .
Il Sig. Beaume crede , che la compofizione per
incerare la tela Ila una fpecie d' intonaco di nats-ra
emplaftica , comporlo di Olio di lino cotto col Li-
targirio , e forfè di qualche refina , della quale tat-
tuttavia non ha trovato neffun indizio nelle prove
da lui fatte , il tutto cotto infieme ad una conve-
niente confidenza . Vedi il Tratt. X. Part. I.
§. 6. Maniera di conciar il Tabacco.
Le Foglie di Tabacco ben mature s' intingono in
Vino nero generofo , pofeia fi levano dal Vino, co-
sì bagnate fi lafciano ammucchiate per lo fpazio in-
circa di giorni quindici , hmenandoie però di quan-
do in quando , acciocché non ammuffìfeano . Quin-
Su le Materie utili , e dilettevoli . 2,75
Quindi fi ftendono l'opra tavole , o coltre in luo-
go molo, ove non giunga fole; pofcia fi levano via
deliramente tutte le coite delle foglie , e fi ripongo-
no a parte per far Tabacco grolìolano , e le foglie
lì peftano con peftello di legno in pila di pietra,
p<v; ne in tal modo il Tabacco reftarà più oliofo , e
co ifeguen temente più morbido .
Che fé poi non fi voleiìe praticare T accennata
diligenza, , fi peftaranno , o macinaranno le predet-
te toglie colle loro coite , e ridotte in polvere lot-
tile lì faranno pattare per ftaccio raro .
Quindi lì prenderanno le fcorze di tanti Aranci ben ma-
turi , quante faranno le libbre del Tabacco da ma-
nipolarli , e fi metteranno in infufione nell' acqua
per due giornate , dimodoché 1' acqua non fia piti
di due oacie per ogni libbra di Tabacco, aggiugnen-
do a dett' acqua dopo i due predetti giorni un quar-
to di oncia per libbra , come ibpra , di ottimo Ta-
bacco del Brafile in corda, che vi fi lafcierà per ore
ventiquattro.
Pofcia fi leva V accennato Tabacco dall' acqua , col-
la quale fi bagnarà il Tabacco in polvere . Quindi
ammucchiato il Tabacco in polvere così bagnato con
in mezzo quello in corda levato dall' acqua, fi conv
primerà bene infieme , lafciandolo così ammucchiato
per alquanti giorni in luogo ariofo , e riparato dal
Sole , affinchè poffa attraere bene la concia . Allora
fi andarà (tendendo colle mani , e paffato per ftaccio
raro , fi lafciarà afeiugare all' ombra , finché fia ben
difpofto per farlo paffare per ftaccio ftretto , fecon-
do, che fi vorrà , la grana , o. grofferella , ovvero
impalpabile all' ufo di Spagna . Finalmente fi pren-
derà un poco d' Olio di Mandorle dolci eftratto
ienza fuoco , e con elio fi inumidiranno le palme
del.
f]6 Tarte TI De* Trattenimenti
delle mani , e con quello 11 andari leggermente ftro-
picciando il Tabacco , facendolo tutto ripaffare più
volte , ungendo fpeife fiate le palme_ delle mani co-
me fopra , poiché in tale guifa il Tabacco reftaià
più morbido , e delicato .
Quefto Tabacco fi conferva in vafo di Vetro , di
Piombo , o di Majolica , ben compreflb , e chiuft
i Vali con laftre di Piombo , e carta pecorina , af-
finchè non venga ad eialare, e perdere il fuo vigo-
re . Vedi il Tratten. VII. §. 2. Num. 7.
Quefto fìa detto in grazia di quelli , che fi dilet-
tano di fare Tabacco , o per proprio trattenimento ,
o per ufo in Ravenna . La polvere in quefto modo
riefce buonifìima , quafi limile al Tabacco di Sivi-
glia . La fpefa è poca , e facile la prova . Ignazio
Ronconi Dtzionar. di Agricolt. verb.Tabacco. Nuo-
va edizione a Venezia anno 1783.
Avvertenze. 1. Quando fi vorrà far Polvere , le
Foglie infilzate fi faranno ftare prima alla Rugiada
per due , o tre notti ferene , avertendo di non laiciar-
le bagnare dall' acqua ; e quefto fi fa , tanto per
fare loro lalciare i' odore di erba , quanto per inu-
midirle , e per potergli levare le cofte di mezzo fen-
za romperle . Le dette cofte ferviranno per far Ta-
bacco leggiero , e facile a ricevere odore .
Converrà peftare , e macinare dette foglie fino a
ridurle in polvere impalpabile ben ftacciata , che fi
bagnarà con acqua chiara , e finalmente fé le darà
la grana con (laccio ftretto , o largo , fecondo che
fi defidera detta grana fottile , o grotta . Il Tabac-
co lavorato in quefto modo riefce ottimo , e fenza
odore di erba, anzi con odore grato; ed è graffo , e fimile al
Tabacco di Spagna fchietto •
Dopo che faranno fecche le foglie infilzate, ed
inu-
/
Su le Materie utili , e dilettevoli . 2,77
inumidite alla Rugiada , come fi è detto fi levarà,
loro la cotta di mezzo , e fi faranno in corda , o in
rotolo , il quale involto in Canavaccio fi porrà in
Vinaccie naturalmente calde dopo aver levato il Vi-
no , e lì farà aiciugare all' ombra , perchè riefca
buono , e di ottimo odore . Lo fteffo Autore .
Tabacco Maltefe .
Radici di Rofajo , e di Regolizia fenza la prima
pelle , un poco di ciaicuna a diicrezione ; riducami
in polvere , e fi pafferanno per ftaccio .* pofcia fé
gli dà T odore , che fi vuole . In Parigi fanno co-
sì ; mettono nella polvere un poco di Vino bianco,
o di Acquavite, o folamente alcune gocciole di Spi-
rito di vino , e fi mefcola bene .
Altra maniera Maltefe •
Prima fi profuma il Tabacco col fiore di Aran-
cio ; indi fé gli dà odore di Ambra così : fi
rifcalda un poco il fondo di un mortajo di pietra, e
vi fi mettono dentro venti grani di Ambra , ed ag-
giugnendo a poco a poco una libbra di Tabacco in
polvere , fi maneggia fra le mani perchè prenda be-
ne 1' odore .
Altra maniera di dare V odore de' Fiori
al Tabacco .
I Fiori della Tuberola , delle Rofe , del Gelfo-
mino,di Arancio comunicano facilmente odore. Con-
viene avere una Calla foderata di carta fecca ; fi fa
un letto di Tabacco alto un dito , fopra quello un
letto di fiori , e fi continua in quella guifa, fintan-
toché vi fia del Tabacco. Lafcianfi ftare per 24. ore;
dipoi fi levano i fiori , e le ne mettono altri , flui-
tando così , fintantoché il Tabacco abbia pigliato
buon odore ; ed allora fi levano via i Fiori .
Oppure fi può mettere il Tabacco fra due carte,
buca-
278 Parte IL De' Trattenimenti
bucate eoa fpillo , e (opra le carte i Ietti dei Fio-
ri ; e perchè qualche Tabacco palfarà per i buchi
delle Carte , lì raccoglie , e li paila per ftacqio.
Altra maniera .
In un Mortajo fi peitano venti grani di Mufchio
con un poco di Zucchero ; fi aggiugne a poco a po-
co Tabacco infino al pefo di una libbra ; polcia (ì
peftano dieci grani di Zibetto , li rivolta b n b:ne
il Tabacco ■mufehiato affinchè iì carichi di Zibetto:
dopo lì agiti il tutto infieme , e fi aggiungano l'old
venti grani di Vaniglia , che entra nella Giocolata.
Altra maniera pili fpediente .
In Spirito di Vino fi mettano alcuni pezzi di Va-
niglia , ed alcuni grani di Cacao abbruftoiito , ed
infranto . Si ottura bene la bottiglia , e fi lafcia per
alquanti giorni . Lo Spirito eftrae la foiiinza , e li
carica di un colore come rollo belliiììmo , e di tra-
ganza gratifììma . Con quello Spirito (ì dà V odore
al Tabacco , che quali s' equivoca con i' odore del
Sivigliano. Vedi il Trattenim. XIV. _§. 5.
Confervar lufìre le Armi .
In Aceto aliai forte fi disfaccia polvere di Allu-
me , e con effo fi freghino 1' Armi ; con quello
mezzo fi confervano rilplendenti .
Acqua di eccellente odore con poca Fpefa.
Si piglia acqua di Rofe e fi ratta per Bagno Maria
una , o due libbre . Si mette queiV acqua in una
bottìglia larga , fi empie di foglie di Rote frelche ,
fi ottura bene la bottiglia con cera , e pergamena •
Si ponga al Sole per un Mefe , o lei Settimane ;.
pofeia lì fepari 1" acqua in un' altra bottiglia , e per
ciafeuna libbra cT acqua aggiunganfi due grani di
Mufchio , e fi otturi bene . QuelV acqua ha un' o-
dore forprendente , e durevole per molto tempo , do-
ve
Su le Materie utili , e dilettevoli , ifQ
ve fi mette , o fi trega ; ancora effa comunica V o*
dorè alle pedone , che li toccano dopo di eflerfene
fregate le mani . Potrà ancora fervire per dar odo-
re aj Tabacco .
Caffè buono con poca fpefa .
Si compone in quefta guiia . Fave campagnole
nella quantità , che li voglia. Si metteranno in una
padella , e ti abbruniranno fintantoché crepino , e
comincino ad annerirli . Dopo colla punta di una
lpatoia fi prenda un poco di miele , e s' inumidifca-
no le fave , agitandole bene ; pofcia fi asciughino
nella padella , fintantoché divengano nere , o dei
colore di Caftagne . Allora fi levano via dd fuoco,
e i 'pra efle calde come fono fi mette per un gran-
de pugno di Fave mezza oncia di Caffè polito ,
ed abor urolito , e fi agitano ben bene quanto più lì
polla . Ciò fatto fi riducono in polvere col macinel-
lo , e quefU mi dura avrà V odore , e il gufto del
Vero Caffè .
Si mette nella Caffettiera, o Cucuma a discrezio-
ne , e fi prepara per bere nel modo lolito con Zuc-
chero . Può beverfi chiaro, lafciandolo ripofare qual-
che momento , come fi fa con il vero Caffé , ed an-
che può beverfi con il fedimento .
Altro Caffè •
Si prende una mifura a diicrezione di Segala po-
lita ; fi fa abbruftolire fintantoché abbia il colore
puro di Carfagna , rivoltandola con una Spatola .
Dopo fi riduce in polvere ; e per ufarfi fi prende
una cucchiarata di quefta polvere, ed un* altra cuc-
chiarata di Caffè vero , e fi fa bollire nella Caffet-
tiera al folito . Quello Caffè è in ufo fra Perfone
di qualità , le quali lo preterirono al Caffè puro
per fortificare io ftoraaco ,
Tem*
aSo Par fé IL De* Trattenimenti
r
Temperare Sega , o Strumento per
fegare i Marmi •
Lo Strumento fi fa diventar infocato; quando fa-
rà infocato col colore di Ciregia, fi leva dal fupco,
e fi unge con fego di candela , e fubito fi mette a
temperare in aceto , nel quale fia disfatta ruggine.
Zannare , o Zampane •
L* erba Camamilla , ed ancora la Matricaria fo-
no prefervativo buono contro le Zampane, e le Api:
quelli Animaletti non poflono foffrirc il di loro odo-
re . Bomare .
Tignuola .
Quefto Vermicello fpeflo corrode, e guafta le co-
perte de' Libri ; per prevenire tale danno, fi fa col-
la di farina con acqua , nella quale fi fiano cotti
Peperoni affai piccanti , e fortifìimi , ed un poco di
Allume . Se con quella colla fi attaccano , e fi fan-
no le coperte de' Libri , non entrano le tignuole . Pratica-
to nelle Ifole Filippine con felice fucceifo dai PP. Mif-
fionarj .
TRATTENIMENTO XL
Alcuni Rimedj per la Ritenzione et Orina»
TRe onde del fugo di Parietaria , o la fua de-
cozione bevuta , guarifce iftantaneamente la
Ritenzione d' Orina . Ronconi Dtzionar. dy Agri*
Colt. Voc. Parietaria •
Il Cefalpino dice , che la Parietaria muove 1' o-
rina , ed apre le reni . Roberto James Farmacopea
univerfale Lib. III. C. i. ih Parietaria •
Lemery Dizion. Umverf. v. Parietaria , fcrive :
ella è affai apertiva , deterfiva , ammolliente , rifo-
lutiva , propria per la Pietra > per la Renella , per
muo-
Su le Materie utili , e dilettevoli . 281
muover V orina , per la colica nefritica . Si adopera
elteriormente , ed interiormente . Si chiama anche
Vicinerà : nafce per i' ordinario fulle muraglie , ed è
propria per nettare i vetri . In Ravenna fi dice
Vidriola .
Recetitiores trium unciarum pondere fuccum epo-
tum remorantem urinam citò provocare , ajunt •
Morandi .
Febbri intermittenti .
La polvere de' fiori della Camamilia volgare era
in ufo al tempo di Diofcoride per guarire le Febbri
intermittenti . Raverio la prefcriveva per lo fteiTo
fine \ ed è ancora oggidì il febbrifugo volgare pref-
fo gli Scozzefi , e gì' Irlandefi .
Trovafi quella pianta in luoghi incolti , e colti-
vati , fra il grano , negli Orti,&c. Fioriice in Giu-
gno . E* aperitiva , diuretica , lenitiva , e febbrifu-
ga . E' amara , aromatica , e fembra contenere un
Sale Ammoniaco , carico di moltifiìmo acido, ed in-
volto da una gran quantità di iolfo y e di terra .
Roberto James fopracit. voc. Cham<smelum vulgare •
Altri nomi latini fcrive Lemery . In Italiano fi no-
mina Camamilia, e Camomilla ; in Spagnolo Man*
manilla comun. , in Francefe Camomille'.
Il Cavaliere Gian Battifta Morandi nella Moria
Botanico - pratica pag. 3. fcrive : In febribus prxfcr-
tim intermittentibus commendatur , in fpccie Ter*
tianis .
Si trova un* altra Camamilia più bafia,e più odo-
rifera , e perciò detta Nobile . Crefce negli Orti f
e Giardini . Morton alien Ice di aver intelo da un
celebre Filico ,\ che i Fiori della Camomilla ridotti
in polvere lottile , e prelì a convenienti intervalli
fono tanto infallibili nel guarire le Febbri internila
ten*
z52 Parte IL IV Trattenimenti
tenti , quanto la fteffa Chinachina . Inoltre dice, dì
averne egli fteffo fatta la prova in tre cafi , e che
in ognuno gli fia riufcita - James iopracit. vocGfa*
wi&mellum nobile . In Latino fi dice ancora Leucan~
$hemum odoratius , & Camamellum odorat'tjjìmum .
Si -peifono vedere le diverte fpecie di Carnami Ila
defcritte nelle Memorie dell' Accademia Reale delle
Scienze di Parigi 1' anno 1720.
Il Cardo fallato , detto ancora Calcitrapa, è un
eccellente febbrifugo nelle Terzane, e Quartane. Bo-
mare v. detto . Crefce in Ravenna quali da per tut-
to . Si prende la di lui decozione, e non ha le con*
feguenze delia Chinachi a .
Scorbuto .
Nel Tom. 3. Part. 2. Libr. 3. C. i- della Iftoria
dei Viaggi dicefi , effere grande prefervativo dallo Scor-
buto il lugo dei Limoni . Si prende ogni mattina a
digiuno una cucchiarata , e fino al Mezzo giorno
non li ha da mangiare cofa alcuna . Con quello me-
todo furono prefervati quelli , che navigavano nel-
la Nave dell' Ammiraglio Lancaftro . Da ciò fi in-
ferire , che per un mezzo tanto femplice molti fa-
rebbero difefi dallo Scorbuto .
Il fugo dei Tralcj teneri , o delle punte dei me-
defimi Alberi dei Limoni è ottima bevanda contro
lo Scorbuto .
Lavandofi la bocca , e le gengive celi' acqua ma-
rina ogni giorno la mattina , fi prefervò dallo Scor-
buto la Tripolazione , cioè tutti quelli della Frega-
ta la Smeralda , nella quale io pure mi trovava . Fu
configlio , che ci diede il Capitano, uomo di gran*
de elperienza , e pratica nel Mare.
Calli ne* Pìedt .
Ridotto V Aglio a guifa di unguento coli' Olia
d' Uli-
Su le Materie utili , e dilettevoli. 28$
d* Uliva vale a rifolvere i Calli de' piedi . James fo-
prac voc. Allium .
Ancora lo fterco umano frefco applicato in forma
d' impiaftro lopra i Calli , li riiolve • Provato in Ra*
venna .
Altra Ricetta .
Oncie 6. di Cera nuova vergine, 3. di frementi*
na , 2. di Galbano , Allume di pietra oncie 2. , di
Verderame altre due oncie . Si faccia Cerotto ; do-
po fi lavano i piedi in acqua calda per ammollire i
Calli , e fi iìropiccino bene, e pofcia fi applichi i1
impiaftro in un panno lino , o Carta . Guariranno
in otto giorni . Cardano .
Pietra detta della Vipera.
Si fa del corno di Cervo abbruftolito , e tagliato
in pezzetti , o tondi , o lunghi, o come fi voglia,
della grandezza di una buona Fava , e quafi della
iteiìa groiìezza. Si luftrano, e polifcono bene. Serve
contro le morficature delle beftie velenofe . Si apre
un pochetto la ferita cagionata coi denti della Vipe-
ra &c. , e fi applica immediatamente la Pietra . Que-
lla attrae a fé il Veleno , e quando i fuoi pori ne
fono pieni cafca da fé , fé ne applica un' altra, per-
lochè conviene averne piti di una . Quando non li
attacca è legno , che non vi è più veleno . Quelle,
che calcano piene di veleno fi lavano in latte cai*
do , o neir acqua calda , e fi confervano per limili
difgrazie . Voglio mettere qui i Verfi del Padre Già»
corno Vanier fecondo Virgilio Francefe .
„ Eli Lapis Eoo nuper delatus ab orbe
„ Subniger, Se levior, ferpentum nomine di£tus,
„ Quem fi tecum habeas , fecura innoxius Augues
„ Jam poteris tracìare manu , ferpentis ad icìum
M Applicitus Lapis, in fé le trahit omne venenum,
» Q,uod
284 Parte IL De' Trattenimenti
„ Quodremovit,velaquamerfus, vel lacìe tepenti.
„ Quin & mortiferam lapis idem fugit ab alcis
„ Vulneribus tabem , plagae tenatius hasret,
„ Ebrius ex haufta fanie dum labitur ultro.
"Nei Carbonchj peftilenti fi è efperimentato ottimo
rimedio , ed in altri limili accidenti .
Calcolo y 0 Pietra .
Le Mandorle amare rifpetto al genere umano fo*
no medicinali in moltiflìmi cali , febbene fi mangi-
no molto di raro , a motivo della loro amarezza .
Sono di qualità ftimolante , detergente , aperiente ,
e diuretica . V Hoffman ad Poter, ne parla nella
maniera feguente.* „ Non poflb abbaftanza raccoman-
?) dare 1* ufo delle Mandorle amare , per impedire
„ la generazione delle Pietra , purché le ne mangi-
„ no tre , o quattro ogni mattina . „
E* appena credibile di quanto giovamento fieno in
tutte le difpofizioni calcolofe , poiché efpellono l'o-
rina , e cacciano la renella , che è il vero elemen-
to della Pietra ; come io ho trovato da replicate efpe-
rienze . James iopracit. voc. Amygialus .
Balfamo particolare contraveleno »
Si pigliano foglie di Fico mature ; fi fanno bolli-
re in acqua , e ben cotte fi fpremono , e fi getta-
no via .• alla decozione fi dà punto in maniera , che
refti come miele ; quefto fi conferva per V ufo . Al
rr.orficato dalla Vipera fé ne dà un poco da inghiot-
tire per la bocca , e fopra la piaga fé ne mette un
altro poco . E* Balfamo efficace , ed efperimentato
tale nel Paraguay. InfegnoIIo un P. Milionario Ge-
fuita Tedefco eccellente Fifico nominato Sigilmon-
do Aperger .
TRAT-
Su le materie utili , e dilettevoli . 28$
TRATTENIMENTO XII.
% 1. Alcune curio fttà fatte d' ojfo f
e di Como •
Fondere , e gettare le O/fa .
P Rendete una libbra , o più di Calce Viva , fate
bruciare in effa tante offe , quante vorrete; ca-
vatele , e ridotte in polvere fottiliflìma , pattatele
per un tamifo . Prendete una parte di quefta polve-
re , ed una metà di Calce Viva parimente in pol-
vere ; melcolate coterie due polveri infieme . Dopo
di ciò fate fciogliere del Bitumé^in un poco di Vi-
no , perchè fi iciolga più agevolmente , e mettetevi
dopo le olla ; menate , e rimenate il tutto fintan-
toché abbia acquiftata la confidenza di brodo freddo
di Ceci .
Allora gettarete la materia nei modelli , che av-
rete unti prima con olio, maflimamente fé fiano fat-
ti di Cartone . Lafciateli ivi feccare , e raffreddare,
e non la cavarete fintantoché non fiano paffete -24.
ore , e diverrà dura come V Avorio . Neil' ultimo
fcioglimento , o fufione potrete aggi ugnere quel Colo-
re , che fia di voftro piacimento , per efempio il
RofTo col Cinabro , o Minio, il Turchino coli' Az-
zurro , il Verde con Verderame , o Verde - Gris , e
così in ordine agli altri Colori. Potrete fare il la-
voro , che vi piacerà .
Nello Strumento detto Digeftore Papiano fi disfan-
no le offe con fola acqua, e divengano come pappa.
Ammollire le Ojfa.
Si fa fciogliere Allume nell" Acqua fopra il fuo-
co ; dopo vi fi mette una parte d* acqua roffe , e
della cenere bene ftacciata , e fottile y ed in queiU
fi ia-
2§£ Parte IL De9 Trattenimenti
lafciano a molle le offa , e anche P Avorio- , per
lo fpazio di ventiquattro ore , e li ammolliranno ;
e fé fubito lì faranno bollire nell' acqua chiara , ri-
tornaranno nel fuo primo flato .
Altra maniera .
Prendete Vitriolo Romano , e Sale comune parti
eguali , diftillate lo fpirito per Lambicco; e nell'ac-
qua ftillata , che ukirà mettete le offa , e verranno
intenerite come cera .
Altra maniera .
Mettete le offa in fugo depurato di Limone Sutie, ed
in poco tempo lì ammolliranno tanto , che potre-
te modellarle fotto lo ftrettojo .
Nota . La Lifciva cavata dal Sale , o dalla pian-
ga detta nel Tucuman Jumi , la quale è una fpecie
di Soda , ammollisce le oda . Limoni Sutie fi chia-
mano nel Paraguai certa fpecie di Limoni piccoli, il
di cui fugo è potente, ed affai penetrante.
Altra maniera.
Ponete a fmorzare Calce Viva nelP orina, e quan-
do P acqua farà rìpofata , mettetevi Tartaro , o ce-
nere gravellata in infufione nella detta acqua per qual-
que tempo ; dopo filtratela . Conviene avere prepa-
rata la rafpatura degli olii , la quale metterete in
intufione in quel!' acqua a freddo ; aggiugnerete il
colore fecondo il voftro piacimento , e quando le
rafpature faranno difciolte , e ben ammollite , get-
tatele tutte in modelli. Se il lavoro levato dai mo-
delli è molle, per indurirlo fi mette in Aceto. Que-
lla maniera ferve ancora per ammollire , e gettare
le rafpature di Corno .
Altra maniera .
Pigliate Ceneri gravellate , e Calce Viva parti e*
guali ; fate Lifciva forte # e mettete dentro rafpa*
ture
Su le materie utili , e dilettevoli. 287
ture d' offo , o di Corno , e lafciatele bollire bene;
aggiungetevi iubito il colore , che vorrete , e get*
tate tutto nei Modelli .
Imbiancare , e di^r affare le Ojfa.
Mettete Calce Viva in una pignatta nuova con
un pugno di {"emola , e l'ufficiente quantità di ac-
qua . nfondete in quefta le otta , e fatele bollire
fintantoché le ofla iìano affatto digradate , e bianche.
Altra maniera .
Polite le offa dai nodi , farete una Lifciva forte
di Generi , e di Calce , e ad un fecchio di quefta
aggiugnete quattro oncie di Allume ; mettetevi a
bollire le ofla per lo fpazio di un' ora , dopo leva-
te il tecchio , o la Calda ja dal fuoco, , e lafàate ,
che \ì tutto fi raffreddi ; di poi fi fa feccare all'
cmbri .
Fondere il Corno , e gettarlo nei
Modelli .
Si fa una Lifciva di tre libbre di Cenere di legno
nuovo , ed una libbra di Calce viva , che fi mefco-
laranno infieme ; dopo fi bagnaranno con un poco
di acqua , foltanto quanto farà {ufficiente per fcio-
gliere la Calce . Ciò fato fi lafcia la detta com po-
rzione in ripofo una notte; dopo rimettatela , e met-
tetela in una tina o vafo equivalente piccolo , nel
di cui fondo farà un buco' piccolo, che fi ottura con
paglia , affinchè non palli la cenere , mettendo fo-
pra la paglia una fcodella di terra un tantino incli-
nata , e così paffarà folamente 1* acqua chiara a (lil-
la a Jtilla in un vafo fottopofto .
Dopo fi fa fcaldare acqua , e fi verfa nella tina
fopra la cenere , la quale fi dovrà (tendere egualmen-
te da per tutto nella fteffa altezza , o groiiezza , e
premerla un poca colla mano : fi lafciarà fòlkre 1'
ac-
?,88 Parte IT. De9 Trattenimenti .
acqua , che è fiata rneffa fopra. quefta cenere, come
la prima . Ma perchè la Lifciva non riefca troppo
forte , conviene ancora far fcaldare altra acqua , e
verfarla Copra la cenere infieme con quella già rac-
colta ; e lafciare così ftillare il tutto , e la Lifciva
farà fatta •
Per fondere il Corno , e gettarlo nei Modelli fi
deve rafpare , e farlo bollire nella Lifciva accenna-
. ta fintantoché fìa affatto difciolto , e condenfato co-
me la pappa . Se volete dare qualche colore al Cor-
no , quando è fufo vi metterete dentro quel colore,
che vi piacerà in polvere fottihfìima , il quale s' in-
corporai colla detta compofizione , che fi metterà
nei modelli , prima ben unti coli* Olio /dopo fi la-
fcia ripofare , e nel feccarfi il lavoro acquiftarà du-
rezza .
/Il tra maniera .
Una libbra di Calce Viva, e mezza libbra di buo-
na Cenere, o feccia di Vino , quittro oncie di Tar-
taro , o di Cenere gravellata , due oncie di fale co-
mune ; fi mette tutto a bollire in una pignatta con
due boccali d' acqua , ed anche più ; fi lafcia bol-
lire fintantoché lìano fvaporate le due terze parti ;
dopo fi cola il rimanente per panno lino . Fatta la
Lifciva mettetevi rafpature di Corno , lafciandole
bollire bene , e che divengano come pappa . Si po-
trà aggiugnere il Colore , come iopra ; e quefta pa-
lla y o pappa fi gettarà nei Modelli già preparati.
Ammollire la Teftuggine , o
T art arma .
Mettete fei boccali di acqua in una Caldaja , ag-
giugnetevi un' oncia di Olio di Uliva , o di altro;
fate bollire 1' acqua , ed in quefta mettete la Te-
stuggine, cioè il nicchio della Tartaruca , e fi ani-
mo-
Su U Materie urlìi , e dilettevoli. 2S9
molirà . Prendetela con delicatezza, e ponetela pron-
tamente dentro del modello l'otto lo ftrettojo, ed ef-
la prenderà la forma , che fi pretende . Conviene
farevcon preftezza quefta operazione, perchè per po-
co, che la Teftugine, o nicchio fi raffreddi non riu-
fcirà bene , perchè s' indurirà . Non conviene pre-
merla fortemente di un colpo, ma a poco a poco.
Saldare y e congiungere la Tartaruga •
Si polilcono prima con una lima , o coltello le
due factie della Tartaruga , che volete unire infie-
me ; dopo che fiono unite , inviluppatele in qualche
panno lino doppio ben' umido : farete fubito fcalda-
re due piaftre , o lamine di ferro un poco forti, per*
che poiìano confervare il calore per qualche tempo.
Mettete il pacchetto , dove è la Tartaruga fra que-
lle due lamine lotto lo ltrettojo , o torcolo , che
comprimerete fortemente , e fi lalciarà così fintanto-
ché tutto fia raffreddato ; allora la Tartaruga farà
congiunta , e faldata . Ma fé la prima volta non
rielce , niente fi perde , e lì replicarà i' operazione
da capo un' altra volta .
Serrare una Scatola da Tabacco
troppo rallentata .
In una padellina fi fa bollire acqua, o in una fco-
della , ed in queft' acqua Ci tuffa i' apertura , o i'
orlo del a Scatola di Tartaruga , quefta fi slarga-
la prefto , ed empirà la coperta della Scatola . Si
avrà 1' attenzione di non lalciarla ammollire per lun-
go tempo , altrimenti effa fi dilatarebbe troppo , e
non potrebbe aggiuftarfì .
§. 4. Tingere le Ojfa in Color Rojfo.
Per tingere in quello colore , e comporre divertì
lavori gettandoli nei modelli , ecco la maniera. Fa-
re bollire in una Caidaja , o grande olla nuova eoa
V fufò-
igo Parte IL Di Tv attonimenti
fufficiente quantità d' acqua 12. libbre di Calce Vi-
va , ed una libbra di Allume calcinato : quando L*
acqua farà calata una terza parte , aggi ugnerete an-
cora due libbre di Calce Viva , e la farete bollire
fintantoché 1* acqua polla foftenere un Uovo fenza
affondarfi .
Dopo prenderete 12. libbre di quefV acqua Iafcia-
ta prima ripofare , e filtrare, e mezza libbra di Le-
gno Brafile , con quattro oncie di raschiatura di Scar-
latto, e farete, che bolla il tutto per mezzo quar-.
to d' ora Icarfo a fuoco lento . Ciò fatto levarete
via quello , che farà chiaro , e netto , e lo porrete
in un vafo a parte . Dopo mettete un' altra volta
dell' acqua chiara , come prima , ma una terza par^
te meno (opra le feccie del Brafile , e dello Scarlat-
to , e lafciato bollire come la prima volta , aggiu-
gnerete quefta feconda tintura colla prima , e con-.
tinuarete nella ftefla maniera fintantoché V acqua non
porti più colore .
Allora prenderete rafchiature d' offo, te quali pri-
ma funo bollite nell' acqua di Calce Viva , e che
fiano aflai nette , Mettetele in un Matraccio con
fufficiente quantità del liquore tinturato , e porrete
il Matraccio fopra arena a fuoco piccolo , fintanto-
ché V acqua (la eftremamente fuaporata , il che repIU
cherete fintantoché le rakhiature d'oifo fiano ridotte
in una pafta morbida, la quale gettarete nei modeU
li , e gli darete la forma , che vi piacerà; lafciare^
te feccar tutto per io. fpazio di. un giorno x o pili
le folle bi fogno .
Altra maniera .
Fate bollire cimatura di Scarlatto nell* acqua co-
mune , e quando cominciarà a bollire mettete den-
tro una quarta parte di libbra di Ceneri gravellate ,
che
Su le Materie utili , e dilettevoli 2px
che cavaranno il colore . Dopo aggiugnete un po-
co ci Allume di Rocca per ichiarirlo , e pallate la
tin ura per panno lino . Tuffate nell' acqua torte le
o a , e mettete e n=.u tintura . Serve quevto anco-
ra per P Avorio .
Se volete fare nel lavoro delle macchie bianche ,
fi coprono i liti con gocciole di cera , e per tutto
dove ci a fi trovarà , non potrà fare la tinta il ilio
effetto , e rdUranno bianchi tali liti.
Nota . Adoperando il primo modo, benché un tan-
tino lung) , le ti vogliono tare lavori , e figure di
un' altro colore , in vece di Legno Braille , e di
Scarlatto fi adoperano altre tinture ; e con quefto
metodo tarete cole beliiiiìme , le quali chiamaranno
r atte.iz.ione .
Colore Nero .
Prenlete Tei oncie di Litargirio , ed altrettanto di
Calce Viva , mettete tutto a bollire in acqua co-
mune , mettendo in elfa le offa allo fteffo tempo :
rimenarete di continuo le cofe , fintantoché l' acqua
cominciarà a bollire .* allora levate'a dal fuoco , e
rimenatela finché lì raffreddi * e cavando le offa le
trovarete nere •
Corallo finto •
Si prendono Corna di Capra , e fi riducono in
polvere fottile ; quefta fi mette in Lilciva chiara
compofta di Calce y e di Cenere gravellata ; ed in
tale Lilciva fi lafcia per quindici giorni ; e quando
iarà divenuta come pappa , aggiugnetevi Cinabro in
polvere , o Sangue di Drago in polvere ; fi mette
la quantità , che parerà a proposito per tingere in
colore bello di Corallo tutta la pafta .
Fate allora , che bolla il tutto infieme finché la
dateria fu denfa ; Ili leva , e fi mette nei modelli,
per-
zgz Parte IL De* Trattenimenti
perchè prenda la figura di Corallo ; oppure la met-
trete in Modelli , che fiano di vollro gufto per fa-
re lavori , e figure fecondo V idea .
Quello metodo apportò iomme confiderabili all'
Inventore , vendendo tali Coralli ai Turchi , porta-
tiffimi per limili cofe .
Fare una pafla nera fom'tgìiante al marmo •
Prendete due oncie di Spalto , che farete liquefa*
ìe dentro una pignatta invetriata a picciolo fuoco ,
e quando farà liquefatto , aggiugneteli la terza par-
te di Carabe fciolto, e mekolarete il tutto infieme :
dipoi ben difciolto lo levarete dal fuoco , e così cal-
do lo gettarete nel modello affai polito ; e quando
farà lecco lo cavarete dal dett»o modello .
Nota . Altre maniere , e metodi per tingere offa,
corna , e legni fcrivono gli Autori , principalmente
il P. Carlo Plumier , ed il Tom. I. intitolato Se*
crets concernant les Arts , & Mettcrs .
Grotta artificiali? .
Un cemento , o iìa fmako Angolare per formare
tali Grotte è il feguente . Due porzioni di Ragia ,
o Refina bianca di Pino fi fciolgono per polirla j a
quella fi aggiungono quattro parti di Cera vergine
d' alveare ; e quando quelle due follanze faranno
liquefatte , e mefcoIate,fi aggiugneranno due, o tre
porzioni di quella polvere , che fi farà deftinata ,
cavata dalla pietra, il di cui colore fi pretende ., che
prenda il cemento , o Smalto , o diciamo Bi-
tume .• a tutta quella palla fi aggi ugnerà una por-
zione , o parte di fior di Solfo . Si procurarà , che
tutte quelle follanze per mezzo d' un fuoco mezza-
no s' incorporino perfettamente , e dopo s' im palla-
ranno ben bene colle mani , formando palla con ac-
qua caida . Con quello Bitume , o Cemento fi ac-
tac*
Su le Materie utili , e dilettevoli. 203
taccano le Pietre , le Conchiglie , e qualunque al.
tra cofa , dopo di averle bene afciutte al fuoco *
Smith Lavoratorio pag. log.
I rami di Corallo artificiale per abbigliare quelle
Grotte fi potranno fare in quello modo . Si prende
la Refina , o Ragia aliai netta , e fi mette a ftrug-
gere dentro un pajuolo , o Caldaja piccola di rame,
e per ogni due onde di Refina fi aggiungono due
dramme di Cinabro , o di colore incarnato buono :
quando quelle due follanze fi trovaranno affatto unU
te , ed incorporate , preparati ramicelli fcorticati ,
e lecchi , fi prende un pennello , e fi ungono da
per tutto con proporzione i ramicelli , fintantoché
la compofizione fia bene calda ; dopo a quefti rami-
celli fi darà la configurazione , e forma del Corallo
naturale in modo , che lo imitino perfettamente •
Ciò fatto , i ramicelli fi tengono fofpefi fopra un
fuoco di Carboni , fintantoché la loro fuperficie lì
fpiani , refti lifcia , e lullra .
Con metodo fimi le può prepararli il Corallo bian-
co con Biacca , ed il nero colla Refina nera. Si può
ancora fabbricare la Grotta con Vetri , Pietruccie ,
Conchiglie , Selci , Muffa , pezzi di offo , Geifo
impattato tutto con il detto Cemento , o Bitume ,
e potrà formarli un bel Prefepio per la Fella di Na*
tale , e confervarlo per alcuni anni.
Ottima Saldatura .
Quella fi compone con due parti di Stagno , ed
Dna di Piombo liquefatte al fuoco .* E' molto ufa*
ta pei metalli .
Tempera , che indurtfce il Ferro quafi
come V Acciajo .
Parti due di Fuliggine di Camino , una parte di
Carbone peftato , una di Cenere , e tre quarte pai*
ti
294 Parte IL De Trattenimenti
ti di Sale marino , cioè comune ; v. g. fé fonò 16.
oncie di Fuliggine , fi mettono 8. di Carbone , 8>l
di Cenere , e 6. incirca di Sale . Ogni cofa fi pefti
bsn bene per Te fola , e fi paffi per tamifo ; il Sa-
le ancora fi peftarà .
Dopo il tutto s' incorpora , e mefcola infieme , e
•tutta la mefcolanza (ì mette dentro Un' Olla ruova
non invetriata ; fra 11 mefcuglio , e fopra quello li
collocano distribuite , e fra loro un tantino ieparate
le laftre di ferro bene coperte ; 1' olla , o pignatta
fi accomoda fopra il fuoco nella Fucina , o nella
Fornace , e fé gli dà fuoco forte fintantoché Ila tut-
to perfettamente infocato ; e fubito così infocate fi
tuffano nell' acqua fredda . Le ultime tre cole ap-
partengono al Trattenimento Vili. Vedi il Tratte*
mmento fegueme »
TRATTENIMENTO XIIL
Altre Materie profittevoli *
§. 1. Convertire il Ferro in Acciajo»
Afìcare il Ferro di tutto quel più di flogiftico,
e di parti infiammabili i che può contenere , è
1' Arte di tare T Acciajo . Per ottener queflo effet-
to fi unilcono al Ferro ogni forta di materie graffe,
nelle quali fi trova grande porzione di principio in-
fiammabile , che comunicano al Ferro, e quindi gli
danno una durezza molto maggiore di quello , che
aveva innanzi .
In attenzione a quello principio certo per 1* efpe-
rienza , s' impiegano delle foftanze del regno ani-
male j come fono Offa , Corni 3 Zampe d' Uccelli,
Cuo-
Su le Materie utili , e dilettevoli . 295
Cuojo , Pelli Scc. Si adoperano aneora alcune parti
del regno vegetatale , come Carboni di legno , e fi,
antepongono quelli di Faggio ; anche la Cenere, la
Fuliggine &c. In una parola tutte le lòftanze capa-
ci di iomminiftHre al Ferro materia infiamm bile lo*
no atte a traimi! are quello Metallo in Acciajo.
Si avverte però, che per far buono Acciajo è trop-
po neceiìario aver un Ferro della miglior qualità ,
cioè , che lìa duttile , e malleabile . Somminiilrate
a tal ferro parti infiammabili , lo rendono più du-
ro , e compatto . Ecco la cagione , perchè le Ver-
ghe , o Spranghe di Ferro tramutate in Acciajo pe-
lano aliai più , che non pefavano nello flato di pu-
ro Ferro . Inoltre il fuoco , che diftrugge prontilìì-
mamente il Ferro , ha forza aliai minore l'opra F
Acciajo .
li Ferro caricato di fìogiiìico > cioè convertito ir}
Acciajo, fé fi fa entrare in infufione, o fé li lafcia
raffreddare a poco a poco , perde le parti infiamma-
bili , delle quali era fiato penetrato . Sopra di que-
llo principio è fondata l* operazione , che fi diman-
da Tempera dell' Acciajo , la quale confitte in tuf-
fare F Acciajo nell* ufeire dal fuoco nel!' acqua fred-
da , ovvero in un liquore comporto nella maniera ,
che dopo deferi veremo . Tuffando così le fpranghe
di ferro , il freddo le rappiglia , e condenfa fubito
ne. la erterna fuperficie , ed impedifee alle parti dei
flogirtico , già infirmate di ufeire , e dilsiparfi . Dun-
que per fare 1' Acciajo bifogna in primo luogo in-
trodurre nel Ferro parti infiammabili * in fecondo
impedire la di loro uicita ; e quella è la Tempera -
La maniera migliore di eleguire quelìa Tempera è
per la cementizione ; e fi fa così Si piglia del Cor-
co , delle Olla 3 delle Zampe d' Uccelli 3 o tal al-
tra
%t)6 Parìe IL De* Trattenimenti
tra parte degli animali , ed a fuoco foave fi fanno
calcinare in un vafo chiufo per ridurle in una fpecie
di carbone : quefte materie fi polverizzano cosi bru-
ciate , e fé ne pigliano due parti , fi mefcolano con
una parte di Carbone in polvere , ed una mezza par»
te di fuliggine* s' incorpora ben bene quefto mefcu-
glio , e fi conferva per 1' ufo , che appreffo diremo.
Si abbiano Tubi di latta in forma di cilindro , i
quali abbiano da cinque in fei pollici di diametro ,
e da circa a tre pollici di lunghezza di più , che le
fpranghe , o verghe di ferro , che fi vorranno met-
tervi dentro . Quefti tubi faranno chi ufi da un fon-
do parimenti di latta , e da un capo , e dall' altro
fi chiuderanno con un coperchio fimile a quello di
una Scatola .
In fondo di quefti Tubi , o Scatole fi metterà di
quel mefcuglio, che abbiamo ora defcritto , alla grof-
fezza di un pollice , e mezzo , che fi calcherà con
una bacchetta . Dopo vi fi metteranno fecondo la
lunghezza del Tubo , tre o quattro Spranghe di
Ferro affai dolce . Quefte Spranghe non devono ef-
fere troppo groffe , altrimenti la materia infiamma-
bile non potrebbe penetrarle fino nell' interno . E*
bene , che vi fia un pollice d* intervallo tra ciafcu-
na delle Spranghe , come pure tra effe , e le parti
interne del tubo . A tal effètto bafterà farvi entra-
re una fpecie di graticola di ferro , che abbia da tre
in quattro divifioni , nelle quali fi accomodaranno
le fprarghe , e così faranno difcofte fra le , e dalle
pareti ancora del tubo .
Gì* intervalli vuoti , che le Spranghe avranno rra
loro fi empiono col mefcuglio in polvere , compri*
mendolo foavemente ; e fi ricoprirà tutto il tubo di
un pollicele mezzo all' incirca dei detto nu'cuglio,
af*
Su le Materie utili, e dilettevoli, igj
affine di riemniere la Scatola fino all' orio , comprì-
mendolo ; di poi fi chiuderà la Icatola , o tubo coi
fuo coperchio . Ma perchè l' azione del fuoco non
danneggi la Scatola ; fi coprirà eflemamente di uà
intonaco di terra gralfa inumidita col farigue di Bue,
lochè la farà (lare più fortemente attaccata : quello
intonaco fi lafcierà leccare all' aria . Ecco la prepa-
razione , e prima operazione .
Preparate , che fi avrà a quello modo una , o più
Scatole, fi deporranno in un Fornello di riverbero ,
fi lafcieranno elpoile da otto in nove ore ad un fuo-
co di carbone , che deve farle Ibi tanto arroifire aleu-
tamente • importa molto mantener fempre un fuoco
eguale .
Nota . Gli Artefici prendendo le loro mifure po-
tranno far quello lavoro anche nelle loro Fucine ,
formando un recinto di pietre , che refillano al fuo-
co , ovvero di Mattoni intorno alle Scatole..
In capo al detto tempo fi caveranno fuori le Spran-
ghe ancora roiìe dalle Scatole, e fi eftingueranno nell*
acqua fredda . Quanto più rofle faranno , tantopiù
là Tempera le indurerà. A tale effetto farà bene ren-
dere il fuoco gagliardilììmo verfo la fine della Ce-
mentazione. Tenendo quello metodo fi avrà dell' Ac-
ciaio della miglior qualità .
Ma innanzi di far opere, e lavori , farà bene far
paflare quello Acciajo per la feguente operazione ;
cioè , li devono faldare infieme alcune di quelle
Spranghe di Acciajo facendole ben arroilire , e bat-
tendole tanto , finché formino una loia malia . ( i )
Si colluma pigliare quattro Spranghe di Acciajo
della iteiia lunghezza , dt faldarle infieme col mez-
zo
( i ) Laureo nelle Mem, dell' Accad, delle Scienze di Sncfalmi:
29S Par fé IL De* Trattenimenti
zo dell' azione del fuoco fenza aggiugnervi perciò
porzione alcuna di ferro , di farle battere full' in-
cudine per formare folo una Spranga di un pollice
di groffezza . In appretto fi fanno arrolfire perfetta-
mente , fi pigliano con delle tenaglie per ambi i ca-
pi , affine di torcerle piucchè fia poiììbile ; e dopo
fi battono di nuovo a colpi di martello per render-
le tanto fottili , quanto erano prima .
Allora fi piegano di nuovo in quattro , fi falda-
no di bel nuovo , fi battono, e \\ torcono nella ftef-
fa maniera . Si ripete la medelìma cofa tre volte :
allora T operazione è finita , e (ì hi dell' Acciajo
atto a fare ogni torta di ftromenti tagliami , o di
altro genere .
Il Sig. Laureo dice , che bifogna torcere quelle
verghe , perchè 1 fili , o le veni dell' Acciajo non
fono tutti nella medelìma direzione , locchè è cagio-
ne , che quando fi tempera , le latrine fi torcono,
e lì ravvolgono in guifa , che è difficilifììmo , per
non dir imponibile, raddrizzarle: ladove torcendo le
verghe di Acciajo , i loro fili , e le loro vene s'in-
tralciano , e quindi le verghe , o non fi ravvolgo-
no nella Tempera , o almeno non tanto , che non
fi pollano raddrizzare .
Il Sig. Giulii (1) approva affai quefto metodo, e
conghiettura , che in quella maniera forfè fi lavori
T Acciajo di Damafco , unendo infieme due Acciaj
di qualità diverfa , ovvero del ferro , e dell' Accia-
jo . (2) Attefo che unendo infieme del buon ferro,
e dell' Acciajo , e lavorandoli infieme con diligen-
za nella malia , che ne deriva , fi ottiene un mele tì-
glio
(1 ) Memoria inferita da quefto eccellente Chimico nel primo
( Volume delle fue Opere pubblicate nel 17Ó0. ( 2 ) Lo ap-
prova F illuftre Sthàì .
Su le Materie utili , e di' et .'avoli. 299
glio di vene di diverti colori limili a quelle dell' Ac-
ciajo di Damai'co , che è tanto rinomato per la fui
bontà .
Avverte il Sig. Giudi , che l* Acciajo facendolo
pafiare molte volte per il fuoco perde una porzione
del flogiftico , e ne perde ancora di p:u , quando fi
anno diverfi ftromenti , fpecialmente allorché fi tan-
no arroifire ^ per ovviare pertanto a quello inconve-
niente larà b.ne coprirli di un intonaco di carbone
n polvere comporto col fangue di E^ue : quello in*
onaco comunicherà del flogiftico ali* Acciajo , ed
mpedirà , che non fi diflìpi quello > che contiene.
Dopo che fé ne fono fatti degli ftromenti , fi fa
a feconda Tempera dell' Acciajo , ed è 1' ultima
Tempera . "Non ogni acqua è buona a quefto ufo :
l" acque iulfuree,e vitrioliche potrebbero nuocere al-
ia bontà dell' Acciajo i al parere del Sig. Giufli , il
quale configlia di far la Tempera in acqua , nella
quale fi fia fatto difeiogliere una libbra di Soda , o
li Potafte fopra un lecchio di acqua «
Quella feconda tempera non deve confonderli col*»
a prima 5 della quale fi è parlato , e che confifle
ìel tuffare nell' acqua fredda le verghe tutte roife
ìell* ufeire dalla Scatola , in cui fono fiate pofle ia
ementaziohe * j
La Tempera , di cui ora parliamo fi fa dentro a
:ei liquori comporti , in cui li tuffano i pezzi dì
acciajo dopoché fono itati lavorati . Ogni Artefice
ia per quello un liquore particolare. Si è fperimerì-
ato ) che 1' Urina è buonilfima per quella feconda
Tempera : fi taglia d' ordinario con dell' acqua, del-
a quale Ci mette una parte fopra due parti d' Uri-
la * e talvolta fopra un boccale , e mezzo d' Uri-
a li mette una mezza oncia di Nitro , ed altrc&»
tao*
geo Tarte IT. De* Trattenimenti
tanto di Sale marino decrepitato . I pezzi tempera*
ti in quefto liquore diventano di una prodigioia du-
rezza .
Ma fecondo il Sig. Giudi ecco la miglior manie-
ra di temperar P Acciajo . Si pigliarà una parte di
Corno , di Cuojo , o di zampe di Uccelli bruciati
in un vaio chiufo nel modo lovraindicato per la ce-
mentazione ; vi fi aggiugnerà una mezza parte di
Fuliggine , ed una mezza parte di Sale marino de
crepitato ; fi triturerà quefto melcuglio per ridurl
in polvere frfìa , pofeia fi umettarà con fangue d
Bue a grado , che abbia la confidenza di una pa
pa liquida „
Si rifcaldaranno primieramente i pezzi, che fi aw
ranno da temperare , e fi copriranno di quefto me«
fcuglio liquido , che fi farà leccare fopra uno Seal
davivande; e dopo fi metteranno i pezzi d' Accia
jo così preparato nella Fucina , in guifa che fianr
tutti attorniati di carboni , ove non fi lafciarà, eh
diventino le non di un roflb oleuro , e fofeo . Do
poche i pezzi avranno così arroffito per una mezz
ora , fi farà andare il Mantice , affine di acereta
re la forza del fuoco; e quando i pezzi faranno be
arraffiti fi temperaranno nel fudetto liquore . Acce
tafi , che quella maniera di temperare è buona a fi
le delle Lime eccellenti .
JIUyo Metodo affai buono •
Dice il Sig. Laureo , che fi può con buona ri
feita temperare gli flromenti di Acciajo delicati n
fugo di Aglio , e fi fa così: Si taglia dell' Aglio
pezzi piccoli ; vi fi verfa fopra dell' Acquavite ;
Jafciano in digeflione per 24. ore in un luogo ci
do ; in capo a quefto tempo fi fpreme il tutto p
•un panno lino 3 e fi conierva quello liquore in u
bot-
F'
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oc;
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Fon
Cai
fpia
bui
Sulle Materie utili, e dilettevoli» 301
bottiglia ben turata , per fervi rfene all' occorrenza
per temperar gli fìromenti più delicati .
Altra marniera di Tempera affai dura.
Si piglia fugo di Ortiche , Fiele di Bue , Urina
'.! di Ragazzo , o Aceto alidi forte , con un poco di
f Sale : il tutto s' incorpora infieme ,. ed in quella
compolìziene fi tempera quello , che fi vuole*
Che refìi ftejjibtle l* Acciajo.
Se fi vuole , che le opere di. Acciajo confermino
flefìibilità , e fi pieghino fenza fpezzarfi , farà bene
temperarle ancora oltre al detto , nell* olio , o nel
graiio . Quello metodo fi pratica con buon {uccello
anche negli Spilli .-
§. 2. Modo per ridurre la Canape f orni-
gli ante al Li ?to ».
Si fa prima la Lifciva con cenere buona , e vi fi
mette un poco di Calce viva a giudizio, fecondo la
[quantità della Canape , che fi vuole- acconciare . Si
* leva dal fuoco lavandola chiarificare . Si prende poi
la Canape , e fi pefa ,, e per ogni dieci libbre di ef-
l fa vi li pone una. libbra , e mezza di lapone gratta-
to , e fi mette in molle, facendola (lare per 24. ore
nella fuddetta Lifciva ben chiara ». Indi fi fa bollire
per due ore continue , e poi fi leva , ponendola ad
!' afeiugare all' ombra; ed afeiutta Ci fa gramolare cori
* ridurla in, manellette , e poi fi fa conciare ad ufo
di Lino .
Così in Modena il Sig. Marchefe Alfonfo Fonta^
1 nelli Cavaliere di foda Letteratura y ed anche ame-
!'! na . A Cofimo Trinci moflrò la Signora Marchefa
Fontanelli Dama di coftumi antichi una inanella di
Canape acconciata nella forma fuddetta , e talmente
fpianata , che ognuno la prenderebbe per Lino, non
' tanto per la fua ibttigliezza. > quanto per il colore
ftef-
goi V'erte IL De* Trattenimenti
fìeffo del Lino . Forfè anche merita di effere ftima«
ta più del Lino, perchè la Tua fibra è più forte dell'
altra . Vedi la Parte II. del Tratten.. Vf. , e Trat-
ten. XV.
Preparare il Lino in un modo , che lo ren-
da fimile al Cotone ,
Il Sig. Palmquift indica il metodo feguente . ( t )
Si prende una Caldaja di ferro , o di rame (lagna-
to ; vi fi mette dentro un poco d' acqua di mare ;
fi fparge fui fondo della Caldaja della Calcina , e
della Cenere di Betula, o di Ontano in parti egua-
li bene (lacerata .* Indi vi fi diftende (opra una mi-
no di Lino , la quale coprirà tutto il fondo della
Caldaja , e vi fi (pargerà fopra dell' altra Calcina ,
e dell' altra Cenere , in guifa , che il Lino ne fia
tutto coperto : vi fi metterà una nuova mano di
Lino, e fi continuarà a mettere alternativamente fii-
tantochè la Caldaja fia piena , oilervando che vi re-
tti vuoto uno fpazio d' incirca un p.ede , perchè il
tutto pofia bollire •
Allora fi metterà la Caldaja fui fuoco, e vi fi ag-
giugnerà dell' altra acqua marina , e li farà bollire
il mefcuglio per dieci ore , lenza però , che refti
afeiutto , e fecco ; ed a tal fine vi fi andarà met-
tendo della nuova acqua marina a mifura , che iva-
porerà .
Compiuta che farà la cuocitura , fi portarà il Li-
no così preparato al mare, dove fi lavora dentro ad
un paniere agitandolo, e rimenandolo con un bi fio-
re di legno eguale , e lifeio . Quando il tutto farà
raffreddato a fegno , che fi pofia toccare colle ma-
ni : s' infaponerà quello Lino dolcemente come il
h
( i ) Fedì Memor't'es de V Academ\e de Suede. Anno 174.5,
Su le Materie utili , e dilettevoli . 303
fa per lavare la biancheria ordinaria , e fi efporrà
all' aria , perchè fi afciughi , oiìervando di bagnar-
lo , e di rivoltarlo fpeflò , particolarmente allora
quando il tempo è afciutto .
In ultimo fi lavarà bene quefto Lino , e fi batte-
rà ; fi lavarà di bel nuovo , e fi farà alci ugare. Al-
lora fi carderà con diligenza , come fi fa pel Coto-
ne , e di poi fi metterà in ioppreiìà tra due tavo-
le , alle quali fi fovrapporranno delle pietre pelan-
ti , e grolle . In capo a quarantotto ore quefto Li-
no potrà adoperarfi come il Cotone . A Ravenna
Città matittima riufcirà facile la prova .
§. 3. Rofolio biffai durevole*
Si fa bollire V acqua , e fi Iafcia raffreddare fin-
tantoché intiepidisca . Si pigliano le loie foglie dei
fiori odorofi , raccolti ciafcuno nella fua ftagione .*
fi mettono in infufione ciafcuno a parte nel!' acqua
tiepida per eftrarne il folfo odorolb . Dopo fi leva-
no i fiori , e fi lafciano fgocciolare .
Allora \% acqua di ciafcun fiore fi mette in un
fìafco , e fopra un boccale , e mezzo di queft' ac-
qua odorofa , fi mette mezzo boccale, o tre fogliet-
te di Spirito di Vino, e tre libbre di zucchero chia-
rificato . Aggiunganfi un pochetto di eflenza di Ani-
li , ed altrettanto di eflenza di Cannella. Se quefto
Rofolio è troppo dolce , e paftofo , fi aggiugne an-
cora una mezza foglietta , o un poco più di Spiri-
to di Vino .
Se fi ha timore , che i* eflenza di A ni fi imbian-
chi il Rofolio, fi mefcoli collo Spirito di Vino pri-
ma di metterla nell' acqua . Se fi vuole aumentar 1*
odore fi può aggiugnere qualche cucchiarata di eflen-
za di fiori con un tantino di Mufchio , o di Am«
fera preparata con zucchero in polvere .
Do*
304 Parte 77. De' Trattenimenti
Dopo fi palla per la manica, o colatojo quello Ko-
folio per chiarificarlo, e fi mette nelle bottiglie ben
bene otturate . Quello Rololio può conlervarfi più di
dieci anni .
Rofolto^ che può fervire per altri liquori.
Si pigliano tre mezzi boccali d' Acquavite, e mez-
zo boccale d' acqua , e fi mettono in una pignatta
inverniciata : quella fi accommoda Ibpra fuoco di
carbone , e fi copre fintantoché bolla. Allora fi Au-
ra , e fi laicia bollire per dieci , o dodici bollori .
Lopo fi mette una libbra , o più di zucchero , fé
fi crede a propofito . Subito fi dibatte una chiara di
Uo\o con un poc netto del luddetto liquore: fi leva
la pignatta dal fuoco , e vi fi mette la chiara di
Uovo dibattuta . Si laicia raffreddare , e polare per
tre giorni . Bifogna nel mettere la pignatta lopra il
fuoco , mettervi una crolla di pane , ed un' oncia
di A ni li .
Ro folio comune .
Si prende una mezza libbra di Zucchero , ed una
mezza libbra di miele. Per darli T odore vi fi met-
tono incirca 15. grani di Mufchio , ed altrettanto
d' Ambra-gris , il tutto dibattuto col zucchero, che
fi mette nel liquore . Vedi il Tratten. X. §. IV.
Limonata di poca fpefa .
Si rafpa una lcorza di Limone a diferezione den«
tro mezzo boccale d'- acqua, nella quale fi farà fat-
to dilciogliere mezza libbra di zucchero ; dopo vi
fi metteranno alcune gocciole di olio di zolfo , e vi
fi aggiungono alcune fette di Limone .
Altra maniera .
Sopra mezzo boccale di acqua fi fpreme il fugo
di tre Limoni , o di due le lono grofTi,infieme con
tette , o otto fette della loro lcorza , ed una quar*
u
Su le Materie utili , e dilettevoli . 305
fa parte di libbra di zucchero . Quando il zucchero
i'-ra ben diicipko , fi palla il liquore per ii cola-
ta jo j e fi fa rinfrelcare , e farà tatto .
Acqua di Agrefto .
Si mettono in mezzo boccale, d' acqua tre parti
di una libbra di Agitilo , ovvero una libbra, quan-
do 1' Agretto non è aliai buono . Dopo in un mor-
ivo fi p Rino lo^ivemente i grani foli ben bi*ne po-
liti , oiicrvando di non rompere li granelli , o vi-
nacci, perchè non comunichino gutto diipiacevole alL*
acqua ; in quella li agitano, e muovono con le ma-
ni per levar via parre della vinaccia , e dopo fi co-
la il liquore per chiarificarlo , perchè non redi nef-
funa feccia , o fedimen-o . Dopo vi fi mettono cin-
que oncie di zucchero piu,o meno fecondo la quan-
tità dell' Agretto . In fine difciolto il zucchero (1
cola il liquore fintantoché divenga aliai chiaro ; il
fa rinfrescare , e bevuta è affai buona .
Orzata ,
Si prenda un' oncia di temi di melone ben maturi ,
e fi mettano in un mezzo boccale d' acqua , vi fi.
aggiungano , fé fi vuole , tre Mandorle amare , ed
altrettanti delle dolci periate : effendo il tutto petra-
tto dentro ad un mortajo , e ridotto in malìa , o pa-
lla , perchè non efea più olio nel peftarlo , s' i-
Iiumidilce con qualche gocciola d' acqua .
Quando non vi farà bi fogno di petlarle più , vi fi
mefcolarà una quarta parte di Libbra di zucchero, e
iubito quella pattati farà feiogliere dentro mezzo boc-
cale d' acqua , e facciati parlare per un panno lino;
comprima bene la feccia , e fi mettano nei liquore
lette , od otto goccie di effenza di fiori di Arancio ;
fi metta nelle bottiglie , e fi rimeni quando fi vo-
glia bevere .
X Nota
%o6 Parte IL Vi Trattenimenti
Nota . V acqua de' Piftacchj , de' Pignoli , del-
le Nocciuole ierve nella fteffa maniera ; coir ecce-
zione , che in quefta non fi mettono Mandorle.
Acqua di Limone .
Si prenda un Limone , e fé gli levi la feorza ; (I
tagli in fette, e quelle fi mettano in un mezzo boc-
cale d* acqua infieme con una quarta parte di libbra
di zucchero , fi dimeni bene nell' acqua votandola
da un vafo in altro, ed avendo prefo il dovuto gu-
iìo , fi coli , e reftarà buona.
Preparare ti Mufc/Ào , e V Ambra col zuc-
chero per fervirfene nei liquori .
Si prendano quattro granì d' Ambra , due grani
di Mufchio , ed una mezza quarta di zucchero . Il
tutto fi pefti in un mortaj.0 , e fi riduca in polve-
re . Si involga quefta polvere entro una carta , che
lì fodera con altre carte . Sarebbe meglio conlervar-
la dentro ad un fiafehetto bene otturato . Quandd
fi voglia dare V odore ai liquori , fi prenderà come
ana prefa di Tabacco della fuddetta polvere colla
punta di un coltello , e fi metterà l'opra due bocca-
li , e mezzo di liquore , o più , o meno feconda
la quantità del liquore .
Quella preparazione fi potrà ancora adoperare pet
dare odore ai Tabacco .
§. IV. Olj diverfi . Olio di Zucchero .
Si piglia un Limone , e fi taglia per di fopra in*
torno drittamente; fi empie con zucchero candito >a
polvere ; fi fofpende nella Cantina fopra una fcodel*
la , e sgocciolarà un* olio eccellente , maraviglio^
pei liquori ,
Altra maniera •
Si tagli la punta di un groffo Limone ,, fi efpre>
ma il fugo , e fi empia di zucchero fina in polvs*
fé;
Su le Materie utili , e dilettevoli» 307
re ; fi copra con la parte tagliata , e fi metta den^
tro ad una pignattina all'ai netta ibpra fuoco di car-
boni ; il zucchero dopo di aver bollito per un quar-
to d' ora fi getta dentro una bottiglia , e mai non
fi congelarà . Quefl' olio ha odore > e gufto affai
gradevole .
Altra maniera .
Si taglia per mezzo , o un pochetto più verfo I*
punta un Limone , o un Melarancio; fi cava il tut»
to dell' interno , cioè il fugo colle borfette lenza
rompere la feorza . Dopo fi empie di zucchero in
polvere , e (ì ibfpende l'opra un vafo di vetro , o
di majolica con un baroncino , o filo pallàio vici-
no all' orlo . Il zucchero fi feioglie , e trapanna L*
olio per il fondo , e cade nel vaio . Ha odore aro*
manco , e grato , da adoprarfi nei liquori > ed an-
che nel Tabacco •
Effenza di Gel/omino .
Una quarta di zucchero , ed una foglietta, o pia
d' acqua . Effendo feiolto il zucchero , e fpumato ,
cioè levata la fchiuma , fi cuoca fintantoché non re-
tti più acqua . Dopo fi levi dal fuoco, e vi fi met*
ti due pugni di Gelfomini . Si copra il vafo , e do-
po una , o due ore fi palli 1' effenza , che fi ha da
confervar in bottiglie • E' di un* odore affai grade-
vole : fi mettono una , o due goccie in tutto ciò t
che fi vuole .
Perchè1 ?ion fumi V Olio .
Faccianfi diftillare Cipolle , e di quefl' acqua di-
ftillata fi metta nel fondo della Lampana , e per di
ibpra i' Olio : fi vedrà , che non efala più fumo .
Secreti &£. p. 424. tcnu 1.
Olio
jo8 Torte IL De* Trattenimenti
Olio , un oncia del quale dura molto pik
d' una libbra d1 altro Olio,
Sì prenda Butirro frefco , Calcina viva , Tartaro
crudo , e fale comune parti eguali , il tutto maci-
nato , e mefcolato infieme; conviene inumidirlo con
buone acquavite , e farla diftillare in Lambicco be-
ne otturato (opra un fuoco graduato , avendo forti-
ficato il recipiente , ed otturate ben bene le giun-
ture . Secret s &c. tom, i. p. 4.
TRATTENIMENTO XIV.
Levare via le Macchie y e varie curiofità.
Macchie d' Olio .
SI prenda Sapone bianco quanto fi crederà necef-
fario ; fi gratti minuto , e fi metta in una bot-
tiglia mezzo piena di Lifciva . Dopo vi fi metta la
groffezza di una noce di Sale Ammoniaco, caie gial-
li di Uovo freichi , fugo di cavoli , e fiele di Bue
a difcrezione ., ed in fine un* oncia di Tartaro in
polvere fotti! e , e ftacciata . Dopo fi ottura la bot-
tiglia , e fi efpone al Sole di mezzo dì per quattro
giorni . Di quefto liquore fi verla fopra le Macchie,
e fi laveranno bene per V avanti , e per di dietro y
e fi lafciaranno feccare. Dopo fi lavaranno in acqua
chiara y e fé fi lavan dopo con fapone , e fi lafcia-
no feccare , non appariranno più le macchie .
Macchie- di Urina .
Si fa bollire dell' Urina , colla quale fi lavaranno
le macchie ; e dopo coli*. acqua limpida .
Macchie di Pece , e dt Terebentina.
Si bagna bene la macchia coli' Olio di Uliva , e
fila-
Su le Materie utili , e Dilettevoli . 309
fi iafeia feccare per un giorno , ed una notte ; do-
po fi prenda dell' acqua calda , e delle faponette ,
che li diranno appretto , e fé gli dà con quefte , e
del tutto andaranno via le macchie .
Saponette per levar via le Macchie .
Si prenda Sapone grattato , fi rr.etcoli con ceneri
di farmenti di Vite , fi palli per ftaccio di feta , e
creta ancora parimente in polvere fottile , il tutto
bene incorporato in un mortajo di bronzo .* dopo fi
formaranno le Saponette > che fi faranno feccare all'
ombra ; e quando fi vogliano ulare fi fregaranno le
Macchie , e dopo fi lavaranno nell' acqua chiara.
Pallotttne per levare Macchie >
Mezza libbra di Sapone , quattro oncie di argil-
la , ed un' oncia di Calce Viva ; il tutto fi feioglie
in un poco d' acqua : fi fanno pallottine , colle qua*
li fi fregano le Macchie 5 e dopo fi lavano*
Sapone proprio per levar via ogni forta
di Macchie »
Si prenda una libbra di Sapone bianco di Vene-
zia , fei gialli di Uova , ed una mezza cucchiarata
di Sale peftato ; s' incorpori il tutto con fugo di
Porri . Dopo fi formino i pani , e fi mettano a fec-
care all' ombra ; per V ufo fi bagna bene la roba
macchiata per le due parti con quello Sapone ; quin-
di fi lava > e la macchia fparirà .
Levare le Macchie dalla Seta bianca 5 0 dal
fottuto Creme/i .
Si inumidifea bene la macchia coli' Acquavite fpi*
litofa ; dopo vi fi metta iopra una chiara di Uovo
frefeo , e Facciafi feccare al Sole , e fubito fi lavi
nelP acqua freica ; comprimafi fra le dita il Tito del-
la macchia > e fé nella prima volta non andarà via
affatto , fi replicherà la ftefla operazione , la quale
riufeirà bene . Per
31© "Parte II. De* Trattenimenti
Levar via le Macchie da una Tela bianca.
Si facciano bollire due oncie di Allume per mez2*
ora in una foglietta , o poco più d' acqua ; quindi
fi metta un pezzo di Sapone bianco iniìeme con un*
oncia di Allume , e lafciato per due giorni raffred-
dare fi lavaranno le macchie di ogni forta di roba
bianca , e fi avrà 1' effetto .
Levare le Macchie di Olio da ogni te-
la , o fia di Seta , o di Lana .
Si prenda Olio di Tartaro , e fi metta fopra la
macchia ; dopo immediatamente fi lavi coir acqua
tiepida , ed in feguito due , o tre volte coir acqua
fredda , e reftarà ben polita .
Levare ogni forta di Macchie fopra Tele di
qualunque Colore.
Si piglia mezza libbra di miele , un giallo di Uo*
vo frefco , e la grofiezza di una noce di Sale Am-
moniaco , fi meftoli il tutto infieme , e mettafi fo-
pra le macchie di tela di feta^ e vi fi lafci per qual-
che poco di tempo; dopo fi lava coli' acqua frefca,
e la macchia non fi vedrà più .
Nota . L' acqua , nella quale Ila fciolto Sale di
Soda , Sapone nero , e Fiele di Bue leva molto be-
ne le macchie di graffo dalle tele di ieta,e di panno.
Lev/ire le Macchie dt Cera dalla Seta ,
e Ciambellotto .
Sopra le Macchie di eera fi metta Sapone minuto
ben eftefo , e vi fi lafci feccare al Sole fintantoché
Ila disfatto , o fciolto : allora fi lava il fito coli'
acqua pura , e disparirà la macchia .
Altra Maniera .
Si piglia un pane di buona pafta , e duro : fi ta-
gli per mezzo , e fi faccia rifcaldare , e quafi arro-
stire fopra una graticola , e quando farà ben caldo
fi met-
Su le Materie utili , e dilettevoli, gii
(1 metta una metà fopra la cera, e dopo P altra me-
tà , fé la prima non ha fatto P effetto , e fi fegui-
ti così fintantoché fia andata via tutta la cera.
Altra maniera . Sopra una Cucchiara di Ottone ,
di Argento , Ferro &c. fi metta un carbone accefo,
e fopra la cera una Carta d' alciugare , e fi palli
fopra quefta carta la cucchiara , il di cui calore dif-
fà la cera , la quale imbevuta nella Carta, laida la
roba polita .
Levare le Macchie d* Inchiofiro fopra la
Tela , e la Seta .
Si bagni fubito la Tela nel fugo di Limone , o
nelP Aceto , nel quale fia fciolto Sapone bianco. Se
la Macchia è nella carta 3 batterà il fugo di Limone,
o Aceto forte .
Levare Macchie di Ferro fopra la Tela.
In un Vafo fi fa bollire dell'' acqua , ed al vapo-
re di quefta fi efpongono le macchie ; dopo vi d
metta l'opra fugo di Limone , e Sale; ed avendo be-
ne penetrata la tela , è neceffario metterla nella
Lifciva .
Nettare , ed imbiancare l* Argenteria .
Si prendano quattro oncie di Sapone bianco , e fi
grattino fopra un piatto ,o fcodella , e vi fi aggiun-
ga una foglietta d' acqua calda .* fi metta in altra,
fcodella nel fondo della feccia di Vino unita come un pane;
con altra foglietta d' acqua calda : in altra fcodella fi met-
tano ceneri gravellate con altra acqua calda come fopra»
Quindi paflarete fopra P Argenteria con un pennel-
lo di pelo temperato prima nel liquore di feccia, do-
po nel liquore delle Ceneri , e nel fine in quello di
Sapone . Allora fi firoffina la robba , la quale dipoi
fi lavarà nelP acqua calda , e fi afeiugarà con uo-
pannolino fecco »
§. %. Ta-
*i2 Vavte IL DJ Trattemmenil
3
§, 2. Tuhncco da na^o a/ai gradevole .
Si prende Tabacco in polvere fina . Dopo fi pe~
itano in un morta jo venti grani di Mufchio infierii!
con un poco di zucchero ; quindi vi fi aggiunge a
poco a poco Tabacco ir.fìno al pèfo di una libbra >
dopo fi pefiano dieci grani di AlgaHa, cioè di Zibet-
to , rimenando il tutto col Tabaccò rrfufchiàto , e
mescolandolo bene . Per V odore foÉhigliantèà quello
di Siviglia , fi aggiungono folo venti grani ( i ) dì
Vaniglia , che fi mette nella Giocolata, in polvere fi-
na . Si avverte , che ie T odore è troppa, fi rilette
meno di Mufchio, di Zibetto, e di Vaniglia fecon-
do il guflo .
Per dare il colore rollò , o giallo al Tabacco fi
piglia la groiTezza di una noce d' Ocra gialla , o
roiìa , come fi voglia , ma preparata . La prepara-
zione fi fa così . Sì dHfciòglie r Ocra polverizzata
in una quantità {ufficiente di acqua forgente.Si mef-
cola bene infieme , e poi fi fa paiìare via T acqua
già carica dell' Ocra in un Vaiò . Vi fi aggiunge 1*
acqua frefea replicatamente , fioche i* Ocra ila affar-
io difciolta , e non vi reili altro, che arena , e pie-
truzze . Si mifchieranno poi infieme tutte le diver-
ie porzioni deli' acqua torbida , e caricata; fi laicia-
ranno pofare , e V Ocra andarà ai fondo . Si trava-
ia poi 1' acqua, e 1' Ocra fi fa feccare per fervirfene.
Di queft' Ocra così preparata iì piglia la quantità
Suddetta , e fi mefcola con un poco di creta fina d-.t
modificare il colore come piaccia . Si macina quefto
colore con tre grotti d' olio , pigliando alcuno di
quelli ferititi nel §. 3. , o ancora di Mandorle dolci,
che
( r ) Venti 'Gravi fanno uno Scrupolo . Un GrofTo fauna Dram-
ma , e contiene tre Scrupoli .
Su le Materie utili , e dilettevoli . 313
che in quantità tanto piccola non è pericolo , che
d' venga rancio . Si macola ancora un poco di goni-
ma pregante , e fi applica al Tabacco, marchiando-
lo'da per tutto .
§ 3. Ca'amajo d* Inchìotyro come pietra.
Si pigliano O ick 14. di Gotti ma Arabica, di Ne-
ro fumo onde i>. , di Carbone di Salice oncie 3 :
fi (ciolga la Gomma in polvere in una fog'ietta d*
acqua comune , la quile fi dimenerà fintantoché la
Gomma Ha iciolta. Ciò fatto s'impittaranno le polve-
ri coli' acqua gommata, cioè con una parte di queft*
acqua , dimodoché lì poiìà fare la patta , e conier-
vando V altra acqua per V ufo , che appretto fi di-
rà . Da q netta patta fi formaranno i Calamaj della
forma , che fi voglia , fopra la quile effendo anco-
ra morbida la materia, (ì faranno alcuni piccoli buchi.
Ciò fatto fi faranno feccare dentro un forno caldo
per lo fpazio di quattro ore , o all' ombra quanto
tempo farà di btfogno . Già fecchi fi piglia 1' acqua
di Gomma contervata di (opra , nella quale fi inu-
midirà una penna , e fi luftrano i Calamaj di fuori ,
e di dentro, dimanierachè reftino luftrati come Diaf-
pro , e duri come pietra .
Quando uno voglia iervirfl di tali Calamij, fi met-
tono alcune gocciole d' acqua in uno de' piccoli bu-
chi , e vi fi mette la penna per prendere 1' inchio-
ftro , come fi fa negli altri Calarmj Se vi fi met-
te poca acqua , 1' lnchiottro non farà affai nero, ma
le fi mefcola bene colla penna farà nero affai bello.
Inchioftro per le IfcYikióni , ed Epitaffj ,
fopra dei marmo .
Quello Inchioftro lì fa col fumo d' Olio di Lino,
o colla Pece nera , mefcolati miieme fopra un fuo-
co foave .
Inchio-
514 Pórre IT. De' Trattenimenti
Inch'ioflro nero per fcrivere fopra Tela 9
Seta , 0 Carta »
Si piglino due oncie di limatura di ferro , un*
oncia di Galla fracaffata ,e di Aceto forte bianco un^ fo-
glietta fi metta il tutto fopra il fuoco per fare , che
(vapori con piccoli bollori fino alla metà del liquore;
il rimanente fi coli , e fi confervi pel bifogno , ag-
giungendofi un poco di Gomma Arabica .
Nota . Non voglio ommettere , che il Zucchero
candito ha virtù ammirabile per riftabilire V Inchio-
llro , e renderlo nero , buono , e luftro , e fare ,
che coli a poco a poco . Nella bottiglia , nella qua-
le fia inchioftro fi mette un pezzo del luddetto Zuc-
chero , ovvero nel Calamajo .
Nota 2. Per dare un bel nero ad una cofa , il dì
cui colore nero abbia perduto il luftro , fi fa bollire
in una pignatta legno Campeccio , e con il liquore
di quello fi dà fopra la robba , come Guanti , Cal-
zette , Cappelli , Pelli &c. . Se vi fia bifogno fi la-
vano prima . Refta un nero affai bello , e che non
brucia la robba .
§. 4. Stucco .
Bifogna per tutte le operazioni da fard collo Stuc-
co feiegliere il GeiTo migliore , e più fino ; quello,
che è trafparente ( 1 ) fembra , che debba elìere ante?
pofto ad ogni altro .
Col Geffo fi può imitare qualunque forta di mar-
mo . Per quefto fi (temperano coli' acqua incollata
dentro a diverfi Vafi il Geffo , ed i Colori , che vi
fono nel marmo : con ciakuno di quefti Colori fi
fìempera un poco di Geffo ; fi fa di ciafeun Colore
una focaccia , o Ichiacciata grande ad un dipreffo co-
me
fi) In Spagnolo Ceffo efpejueh . In Italiano Scagliola .
Su le Materie utili , e dilettevoli . 315
me !a mano . Si mettono Tempre quefte focaccie al-
ternativamente una iopra 1' altra , mettendo quelle
del Colore dominante in maggior numero , o più
fpeffe . Si rivoltano fui lato quefte focaccie, eh* era-
no pofte per diritto , fi tagliano in quella Umazio-
ne in fette , e fi diftendono pofeia prontamente lui
nocciolo dell* Opera , dove fi appianano * Con que-
llo mezzo fi viene a capo di rapprefentare i divertì
Colori , di cui fono penetrati i marmi ♦
E' d' uopo avvertire , che in tutte quefte opera-
zioni 1' acqua incollata effer deve un poco calda, al-
trimenti il Geilo fi rappigliarebbe troppo prefto , e
non darebbe tempo di maneggiarlo , e lavorarlo.
Quando 1' opera è bàftevolmente fecca, fi polifce
ad un dipreilò nella fteffa maniera ,che il vero Mar-
mo . Può fervire per quello la pietra Pomice. Si fre-
ga l' opera colla pietra con una mano , e fi tiene
Bell* altra una f pugna imbevuta d' acqua, colla qua-
le fi rinetta continuamente il luogo , che fi è frega-
to , affine di levar via ad ogni iftante quello , che
è fiato (laccato dalla fuperficie dell' opera; ed a tal
effetto biiògna lavare la ipugna di quando in quan-
do , e tenerla fempre ripiena d' acqua frefea .
Si frega in apprelio con uno flraccio , o pezzo
di panno lino , acqua , creta , o Tripoli . Si ado-
pera in luogo di quello del Carbone di Salcio ma-
cinato , e vagliato finiiìimo ; ovvero dei pezzi intie-
ri di carbone per meglio penetrare il fondo de' fre-
gj , od ornamenti , fé fi abbiano dipinti Paefi , ed
altri tali oggetti , facendo (empre ufo dell' acqua
colla fpugna , che n' è imbevuta .
Si fìnilce fregando V opera con un pezzo di Ca-
pello imbevuto d' Olio , e di Tripoli in polvore fi«
pittima 3 ed in fine col pezzo di Capello imbevuto
d' 0-
5id Farte IL De1 ^Trattenimenti
d'olio folo . Se l'olio è di noce dà più rifalto, e Ju*
flro ai colori.
Ecco in breve la maniera di fare il fuddetto , o
Scagliola .
i. Si parta bene , e fi lìaccia il Getto , il quale
&' impatta coli* acqua incollata, facendo diverfe por-
z/mi , ed a ciafcuna mettendo il colore, che lì pre-
tende , e componendole come focaccie .
2. Con quelle di divertì colori lì riempie il difegno.
3. Quando elfo farà ben lecco vi lì palla lopra
con la pietra Pomice , fintantoché l' opera retti aliai
Jilcia nella fuperficie •
4. Si frega come lopra coli' olio ; e quando farà
ben fecco il tutto, fi luttra, e fi può adoperare an-
cora per quella ultima operazione la pietra di Para-
gone , che adoperano gii Orefici per efaminare l'ar-
gento &c. ( 1 )
Nota . Con acqua calda , ed incollata fi {tempe-
ra il Geffo ; ma poiché la poca folidità del GeiTo ,
particolarmente allora quando non è appoggiato , ri-
cerca , che fi dia una certa groflezza alle opere , fé
jono di grandi tavole , così per diminuire la fpefa
fi fa il corpo dell' opera , o il nocciolo con geffo
ordinario , e fi copre colla corr.pofizione fuddetta di
getto tralparente , dandole due , o tre linee 5 o più
Ìq fi vuole di groffezza .
§. 5. Coltivazione del Tabacco,
Il Tabacco ricerca terra graffa , mediocremente
forte , ed umida , eguale , profonda , e che non fia
foggetta alle innondazioni : le terre nuove gli con-
vengono affai più , che quelle che hanno di già fer*
Vito;
1 1 ) In Spagnolo Piedra de toqut .
Su le Materie utilt , e dilettevoli . 317
Vito ; ancora le terre bene concimate. , ed efpofìe ai
Mezzodì .
Per feminarlo fi mefcola la Temenza con fei vo!t«
altrettanto di cenere , o di fabbia ; perchè fé fi fe-
minaiìe loia , la l'uà picciolezza la farebbe germo-
gliare troppo fpeffa , e farebbe jmpoflibile trapianta-
re la pianta lenza danneggiarla .
Quando la pianta fi è alzata due , o tre pollici
dalia terra , allora è in grado di eifere trapiantata ,
o ancora quando ha fei foglie «,
Si devono con grande attenzione farchiare le ajet-
te , e non lafciarvi crefeere neifuna mal erba, .
Nei noflri chmi fi femina verfo la fine di Marzo.
Può an<he leminarfi per Aprile, oifervando di cu-
•ftodirlo dalle brine , o dalle gelate la notte , ed es-
ponendolo al Sole il giorno , o in fito, caldo .
Rinettato , e mondato il. terreno, fi divìde in via-
li come folchi , dittanti tre piedi uno dall' altro , e
paralleli , fopra i quali fi piantano de' paletti difpo-
fìi , e dittanti gli uni dagli, altri tre. piedi . Locchè
può fard per mezzo di una corda con i fuoi gruppi,
o nodi . L* efperienza ha fatto conofeere, che è me-
glio piantare in quincunce , che in quadrato, e che
le piante hanno a quefto modo più fpazio da fìende-
re le loro radici , e mettere le foglie ..
Il trapiantare bifogna farlo in tempo piovofo , o
talmente folca, e nuvolofo, che la pioggia non deb-
ba molto indugiare a cadere; imperocché trapiantan-
do in tempo afeiutto fi va a rifehio, di perdere la fa-
tica , ed anche le piante . Con una fpecie di pun-
zone fi fa un buco nei luogo, di ciafeun, palicciuolo,
e levato via fi mette una pianta dritta , e colle ra-
dici ben diftefe , e fi affonda fino all' occhio , cioè
fin dove cominciano a nafeere le foglie balle , e Q.
cai-
3iS "Parte IL De3 Trattenimenti
calca , e fi aflbda dolcemente la terra intorno alla
radice , affinchè foftenti la pianta dritta fenza com-
primerla . Le piante collocate in quefta guifa in un
tempo piovofo non patiicono , ed in 24. ore fi ri-
fanno .
Un Campo di cento paffi in quadro contiene da
circa a dieci mila piante che ben mantenute, polio*
no rendere quattro mila libbre di pelo di Tabacco .
Ma fa di meftieri attendere alla bontà del terreno ,
al tempo in cui fi è piantato , ed alla cura , che fi
è prefa .
Arrivate che fono le piante all'altezza di due pie-
di , e mezzo , o all' incirca, e primachè fiorilcano,
fi fcapezzano , cioè fi taglia la iommità di ciafcuna
gamba, perchè non crelca , e fiorìlca ; e nel mede-
lìmo tempo fi fvelgono le foglie più batte , che fo-
no più difpofte a toccar la terra , ed a iporcariì . Si
levano via parimenti tutte quelle , che hanno un
qualche vizio , o fono intaccate , o punte dai Ver-
mi • e le ne lafciano foio da dieci in dodici, o me-
no fopra ciafcuna gamba , perchè quello piccolo nu-
mero ben mantenuto , e coltivato rende aliai più di
Tabacco , e di una qualità molto migliore , che fé
fi laiciaifero tutte crefcere , quante ne potrebbe la
pianta produrre . Si devono levar via tutti gli oc-
chj ai germogli , che nafcono tra le foglie , e la
gamba , perchè tirarebbero a le una gran parte dei
nutrimento delle vere foglie , che non poiiono mai
averne di troppo- .
Dopoché le piante fono {capezzate fino alla loro
perfetta maturità , fi ricercano da cinque in lèi lèt-
ti mane , fecondo che la ftagione va calda , e che il
terreno è efpofto , ed è umido , o alciutto .
ii Tabacco ft£ d' ordinario quattro mefi ali* in-
cir-
Su le Materie utili , e dilettevoli . 319
circa in terra avanti dr poter efler tagliato . Si co*
ficfce proflima la fua maturità , quando le fue fo-
glie cominciano a mutar colore , e che il loro ver-
de vivo , e leggiadro divetita a poco a poco più ca-
rico , e fofco ; allora s' inchinano verfo terra , co-
me fé la coda , che le unifce alla gamba aveffe dif-
ficoltà a foftenere il pelo del fuco , di cui fono ri-
piene : V odore dolce , che avevano diventa più for-
te , fi accrefce , e fi diffonde più da lungi . In ul-
timo quando fi vede , che le foglie fi rompono più
facilmente , quando fi piegano, e fi vedono come pil-
lottine , che tirano al giallo, è un fegno certo, che
la pianta ha tutta la maturità , di cui abbi fogna ,
e che è tempo di reciderla . Alcuni la tagliano tra
due terre , cioè un pollice all' incirca fotto la fu-
perficìe della terra ; altri un pollice , o due di fo-
pra , e quefta ultima maniera è la, più praticata .
Le piante cosi tagliate fi lafciano vicine ai loro
ceppi tutto il rimanènte del giorno , avvertendo di
rivoltarle da tre in quattro volte , perchè il Sole le
rifcaldi ugualmente da tutti i lati , e confumi unsi
parte della loro umidità , e cominci ad eccitare una
fermentazione neceffaria per mettere il loro fugo in
movimento .
Per fare il taglio fi attende , che la rugiada fi^
caduta , e che il fole abbia diseccata tutta 1* umidi-
tà , che quella aveva fparfa fulle foglie .
Innanzi che il Sole tramonti fi tramortirlo nel luo*
go , che fi è apparecchiato per riporvele , lenza fa-
lciar mai , che le piante paffino allo «coperto la not^
te , perchè la rugiada , che è copiofiffima nei climi
caldi , riempirebbe i loro pori aperti dal calore dei
giorno innanzi ; ed arredando il movimento dell*.
fermentazione già cominciata, difporrelsb* te pianta,
alla corruzione ♦ s J?et
3 20 Parte IL De* Trattenimenti
Per accrefcere appunto quella fermentazione , le
piante tagliata , e porrate dentro alla cafa ( lo ftef-
fo fi deve fare colle foglie, quando quatte fi raccol-
gono fenza fvellere le loro piante ; fi difendono
le une iulle altre , e fi coprono con lluore , e fo-
pra con delle tavole, o delle pietre per tenerle com-
prese . Si lafciano così da tre in quattro giorni ,
durante i quali fermentano , o trafugano, ed in ap-
pretto fi lafciano feccare dentro alle cale .
Nelle medefime Cafe fi tanno rinfrefcare, di fenden-
dole fopra il pavimento , o tavole . Già rinfrefcate
per lo fpazio d' ine rea 12. ore , fi palla nel piede
di cialtuna pianta , 0 ne! peciicu'o di ciaicuna fo-
glia una tpfanghetta , o filo , in guila che polla ap-
picariì alle pertiche, e iubito dopo lì fofpendono, av-
vertendo di non premerle 1' una contro l' altra.
Si lafciano le piante , o le foglie così fofpple fin-
tantoché fiano le foglie bene alciutte : allora fi ap-
profitta del primo tempo umido , che foprav;ene, e
che permette di maneggiarle lenza romperle. In que-
llo tempo favorevole fi levano via le piante , o le
foglie , e (ì formano de' un zzi .
Il Sig. Bomare Icrive , che al'ora fi conofee, che
le foglie fono mature , quando effe fi diflaccano fa-
cilmente dalla pianta ; allora fi devono raccogliere
le più belle , infilarle per la tefta, fo.mare dei pac-
cherà ^ e metterle a feccare in un granajo . Si la-
ida il fianco in terra per dar il tempo alle foglie
di maturare s
Si potrebbe di leggieri accrefcere il buon odore al
Tabacco , e procurargli delle qualità fuperiori forfè
anche a quello della Virginia . Siccome quello odo-
re è il prodotto della fermentazione , così farebbe
ballata il Dannare i mutehj del Tabacco con follari-
ze
Su le Materie utili , e dilettevoli. 32 1
ze atte ad eccitare una fermentazione dolce, e eoa*
tinuata per lungo tempo .
Per quefto è eccellente P acqua marina a cagione
del Sale marino, e bafeterrofa, che contiene; aven-
do quefto Sale la proprietà di attraere l* umidità dell*
aria , mantiene lempre umide le foglie del Tabacco,
che ne fono ftate afperfe. Quella è una lalfa appropria*
ta per le foglie del Tabacco . In mancanza dell* ac-
qua del mare può foftituirfi l' acqua, dentro della
quale fi fa feiogliere del Sale marino ; ma V acqua
di mare è migliore . Aggiugnefi a quefte acque un
poco di Siroppo di zucchero . Li Sali difciolti nell'
acqui hanno la proprietà di fviluppare la materia e-
iìmttiva delle piante , quindi fegue , che !a fermen-
tazione deve eccitarli toftochè fi mettono le foglie
del Tabacco in mucchio .
Il firopo di zucchero effendo da per fé capaciffimo
di fermentare , contribuifee non poco a determinare
ancora quella , che fi eccita in quefti mucchj di fo->
glie . Siccome quella fermentazione non dura tanto
da poter paffare alla fermentazione acida , così ne
proviene un' odore , che tiene alcun poco della na-
tura di quello, che hanno le foftanze fpiritofe . QueftT
odore farebbe affai più piacevole , e grato > e fi ac-
coftarebbe ali* odore di Viola, fé fi adoprane il zuc-
chero rozzo , o grezzo difciolto nell' acqua . 11 zuc-
chero grezzo ha il gufto , e P odore della Viola •
Con quefto zucchero grezzo difciolto nel!' acqua fi
prepara il Tabacco della Martinica , noto fotto il
nome di Macuba .
Tabacco particolare .
Ecco quello , che dice il Signor Bomare . Tutte
le fpecie di Bafilico fono (limate cordiali , e cefali-
the : feccate , e ridotte in polvere li mefcolano con
Y al-
3H Parte II. De* Trattenimenti
altre erbe aromatiche , e molte perfone valgonfi me-
glio di quefta polvere , che del Tabacco , il quale
sd effe irrita troppo le fibre nervofe . Vedafi anco-
ra Tames Farmacop. untverf. Lib. VI. Cap. XIII ti*
zol. Pulvis Starnut. alter. Vedi il Tratt. X. §. VI.
§. VI. Aceto fatto in poco tempo .
Si pigli Farina di Segala 5 fi ftemperi in Aceto
forte , e fi faccia una focaccia , che fi farà cuocere
nel Forno .• dopo fi ridurrà in polvere , che s' inu-
midirà con Aceto come prima ; fi fa la focaccia ,
la quale ancora fi metterà nel Forno; ri petafi la ftef-
fa cofa la terza volta , ed avendola fatta cuocere ,
li metta in una botte di Vino, e fi ridurrà in Aceto*
Aceto Secco .
Si pigli mezza libbra di Tartaro bianco , fi la-
vi bene nell' acqua calda ; effendo lavata fi faccia
leccare , e fi riduca in polvere affai fottile ; s' im-
beva quefta polvere con Aceto buono , e lì faccia
feccare nel fuoco , o nel fole ; vi fi aggiunga nuo-
vo Aceto ; fi difecchi ancora , e fi ripeta lo fteffo
per dieci volte ; e per quello mezzo fi otterrà una
polvere , che innaciclirà T acqua, e farà Aceto. Que-
lla polvere fi può portare per fervirfene nei bifogni*
Candele di Sego^ che pajono di Cera.
Si metta della Calce viva in polvere fottile nel
Sego liquefatto : la Calce anderà al fondo, ed il fe-
go reftarà purgato , e tanto bello come la Cera ;
ma farà meglio mettere una parte di quefto fego fo-
pra tre parti di Cera , e fi avranno belle Candele f
e neffuno fi accorgerà , che fiano parte di fego.
Tingere Cordovano in Color Rojfo.
Pigliate Gomma Lacca , fatela in polvere , e con
Urina fracida fatene come una colla , macinandola
molto bene > affinchè tutta la Gomma fia fciolta;ag<
gin-
Su le Materie utili , e Dilettevoli. 323
giugnete altra Urina a difcrezione , e mettetela al
fuoco a (calciare , e con quefta miftura tingerete i
Corami di Cordovano .
Fare mia Pelle macchiata di Colore
di Leopardo .
Si piglia Litargirio d' Argento oncie due , Calci-
na Viva oncie quattro , mefcoìate il tutto coni* ac-
qua , e fatine come una Colla , la quale darete fo-
pra una pelle bianca , facendo una macchia in qua,
e T altra in là, e fate che la materia fia grofla quan-
to una cofta di Coltello, poi lafciatela feccare al So-
le ; e quando farà b^ne alliutta , battetela con una
bacchetta , e compariranno le macchie , dove avrete
meilo la miflura luddetta ; e fé non fofle colorita a
voitro modo , la potrete tingere un* altra volta nei
luoghi di prima .
Tingere le Carte dì un Mejfale , 0 di
altro Libro .
Pigliate Cinabro , o Lacca fina , e con acqua do-
ve fia fciolta Gomma Arabica , ed un poco di fiele
di Bue la diftemperarete , e con un pennello ftan-
do il Libro nel Torchio gli darete fopra due volte,
lafciandolo ogni volta feccare .
Tingere Cere per farne Immagini , e
Lavori fottili .
Se volete , che la Cera fia bianca , macinate fo-
pra il marmo della Biacca , e poi liquefarete la Ce-
ra , e dentro vi mefcolarete la Biacca con un poco
di Trementina chiara . Se la vorrete verde, vi met-
terete del Verderame macinato fottilmente , e della
Trementina . Se la vorrete incarnata , cioè Color di
Game , vi porrete Lacca rotonda , e Biacca con Tre-
mentina t ed il fimile farete d' altri Colori •
Poma*
324 Tarte li. De* Trattenimenti
Tornate odorofe pei Capelli.
Qucfte Pomate fi fatino a bagno Maria , metten-
do in infufione fiori di Arancio , o di Lavanda , di
Gelfomino 8cc. nel graffo di Porco ben preparato .
Con quefto metodo fi poffono preparare tutte le Po-
mate di qualunque Fiore odoro fo .
Le Pomate fenza odore fi compongono di un me-
fcuglio di graffo di Porco ben preparato , che fi fa
ftruggere con un poco di Cera bianca . Per lo piìì
le tornate ordinarie > come quelle di Cedro , di Ber-
gamotto &c. fi fanno con aggiugnere alla Pomata
bianca , di cui abbiamo ora parlato , alcune goccio-
le d* oglio effenziale cavata dalla, corteccia di que-
lle frutta .
Saponetti per far la "Barba .
Si fanno d' ordinario con Sapone della miglior
qualità , e con polvere fìniffima da capelli . La pro-
porzione di quefte materie è di tre libbre di polve-
re fopra cinque libbre di Sapone . Il Capone fi ta-
glia in minutinomi pezzi , e dopoché fi è fatto fon-
dere in una Caldaja lui fuoco , aggiugnendovi un
mezzo Seftiero ( 1) d'acqua perchè non abbruci , vi fi
mettono tofto i due terzi di polvere , mefcolando ili
tutto bene perchè non fi attacchi .
Ridotta la materia in confidenza di Pafta , fi ro-
vefeia fopra una tavola , dove dopo avervi meffo l'
altro terzo di polvere s' impafta , come fi fa colla
pafta di Pane . Subito fi fanno i Saponetti fra le
mani , e fé gli dà una forma rotonda . Quelli , che
vogliono meicolarvi de' profumi , fpargono alcune
goccie d* effenza fulla pafta , quando fono per dar-
le l' ultima mano . 1 Saponetti coloriti a foggia di
mar-
Cx) Seftiero è mezzo boccale . In Francefe Septier,
Su le Materie utili , e diletteteli. 3x5
marmo fi fanno unendo infieme molte mafie di Sa*
pone innanzi colorite , ciafcuna feparatamente .
Polvere pei Capelli .
Quefta non è altro , che Amido ridotto in poi-
Vere in un mortajo , e paiiato per unoftaccio di fe-
ta fommamente riiìretto , e fino .-vi fi aggiugne nel
peftarlo queir odore , che va più a grado .
TRATTENIMENTO XV.
Della preparazione della Canapa , affine di rU
durla bianca , e fina , come è il mi-
glior Lino dt Olanda.
MA cerata > e gramolata la Canapa a dovere per
ridurla tale , che fia atta alle più fine , e
pregiate manifatture fi procederà così .
Formate delle mataffe , che non farete più grofTe
di circa mezza libbra fin a tre quarti di libbra. Non
le ftringete troppo , lafciatele un pò molli , e ben
bene fatele leccare al Sole . Abbiate una Tina affai
grande di legno di Abete , efituate la in luogo co-
perto . Ponetevi dentro le voftre mataffe a ftrati in
croce finché fia piena . Gettatevi fopra dell' acqua
piovana , eppure dell' acqua ben chiara , e mette-
tene tanta , che le matalle fiano tuffate nella mede-
sima . Anzi per tale oggetto vi porrete fopra dei
pezzi di tavole di Abete con delle pietre. Se la Ca-
napa reftaife fuori dell' acqua , 1' aria la guaftareb-
be . Lanciatela ftar immerfa così per lo fpazio di 24.
ore al più , in capo alle quali lafciarete ufeir 1' ac-
qua per io fpinello polio in fondo della Tina . Al-
lora ne riporrete della nuova , e fempre chiara, che
lafciarete altresì per 12. ore , dopo le quali la ca-
vante come la prima , " fcitrae-
%zé Parte It. Dey Trattenimenti
Eftraete tutte le voftre matafte fuori della Tina,
fatele portare al fiume , onde fiano lavate , e con
forza , finché V acqua n' efca chiara , locchè leva
dal filo la materia gommofa , e fporca
Ponete quelle matalìe , come la prima volta nel*
la voftra Tina , ed avendo pronta una compofizio-
ne , di cui tofto ne daremo la ricetta , gliela ver-
iarete fopra, caricando poi effe mataire con tavole ,
e pietre, come fi è detto .
Per far la compofìzione teftè indicata , due gior-
ni innanzi di iervirfene abbiate un martello cóli* ac-
qua necefiaria * Sopra circa cento pirite d* acqua po-
nete tre mifure , o quartarole di femola di frumen-
to , che rimefchiarete bene . Abbiate una fecchia d'
acqua calda , nella quale ftemprarete il valore di
due , o tre libbre di Lievito vecchio di parta di fru-
mento , e quando fia bene (temperato lo verfarete
nei martello, ove avrete riporta la femola.
Ben bene mefchiarete il tutto facendo rimontare
la femola . Bifogna , che il luogo non fia troppo
freddo , anzi coprirete la voftra Tina con una co-I
perta di lana , ponendovi al di fotto . delle tavole .
Tre, o quattro volte per giorno rimoverete il liquo-
re ; ed il quarto giorno dopo averle fatto pattare at-|
traverfo una grolla telaccia, lo verfarete fulle voftre
mataffe , rigettando la Semola nel martello , che
ierbarete per darla meichiata con un poco d' acqua ,
da mangiare ai porci .
Per il corfo di cinque , o fei giorni lafciate im-
merfe le voftre matafle nel detto liquore , oiiervan-
do tutti i giorni di cavarne quattro , o cinque lec-
chie per lo fpinello della Tina . Quella quantità, che
avete in tal modo cavata , la porrete in un piccio-
lo martello , per indi tornar a verfarla fulle mataiie,
Nel
Stt le Materie utili , e dilettevoli . %vy
Nel quarto giorno della operazione farete difcior-
re in una fecchia d'acqua calda due libbre di beli' Al-
lume Carina, o Ponile, ed una libbra di iale ordi-
nario , e meffo quello liquore con quello , che av-
rete tratto dalla Tina per lo fpinello , lo verfarete
così mekhiato lui le mataife nella tina medefima ; il
che andarete continuando per due giorni , come in-
nanzi , offervando però di far tale operazione due
volte ogni dì , e più ancora , fé fia poiìibile .
Eifendo fcorfi fei , o fette giorni, e regnando una
bella mattina, cavarete il liquore dalla Tina per lo
Spinello , avendo frattanto preparato un martello ,
ove vi fia dell' acqua calda, in cui fia fiata difciol-
ta una libbra di Sapone bianco tagliato in piccioli
pezzi . Allora traendo a mano le voftre mataffe dal-
la Tina , le tufTarete nell' acqua di detto martello
deliramente , fregandole , rompendole, e maneggian-
dole pel corto di una mezz' ora .
Indi le farete ben bene lavare nell' acqua chiara %
e corrente del fiume , alcun poco battere , e torce-
re finché 1' acqua fletta n' efea affatto limpida . In
fine le distenderete alquanto fu qualche cofa di pia-
no , ed unito , e le farete afeiugare al Sole. Quan-
topiù prefto la Canapa fi afeiuga , tanto maggior-
mente diverrà bianca , e fina , e rimarrà altresì p b
forte , e più lunga .
Preparata in tal guifa la vortra Canapa , e ripo-
rta al Sole per varj giorni , o in difetto in luogo
caldo , o Stutfa , ove non vi fia polvere , ne fumo
durante 1' operazione, e feccata , che effe farà affat-
to , la farete ipatolare , avvertendo , che la Spato-
la fia affai levigata , piana , e di figura rotonda ,
Mercè di tale operazione la Canapa diverrà morbi-
da, delicata al tatto , e di un color pedino . Al-
lo-
3*3 "Parte IL De' Trattenimenti
fora farà effe in iftato di eiTere confegnata ai Pet-
tinatori .
Pettinatura della Canapa relativamente
a queflo Metodo .
Per ben pettinare la Canapa nel fuddetto modo
preparata , il Pettinatore prenderà prima ogni ma-
tarla per la cima , e la fcuoterà colle dita per ben
diffonderla con efattezza. Indi prendendone poca per
volta la lavori con un Pettine , che abbia i denti
grotti , e non troppo uniti , cominciando a pettina-
re dolcemente fenza il menomo sforzo ogni matafla
da un capo . Avanzarà egli fempre più col fuo pu-
gno il filo , e quando farà pettinato fino alla metà ,
prenderà a lavorare dall' altra eflremità, e continua-
la come ha cominciato , offervando di non lafciare
fotto la fua mano , e nel mezzo parte alcuna non
pettinata . Ciò fatto metterà la picciola mataffa da
una banda *
Un* altro Pettinatore , che lo fegue la riprende y
e la ripettina , parlandola leggermente per un petti-
ne più fino , e ftretto , e di dentatura più unita •
Egli la paffa , e ripaflà per elio , finché il fuo pet-
tine nulla più levi dalla medefima .
Rimette quelli la fua matalfa ad un terzo Oper»-
jo , il cui pettine è ancora più fino , ed opera co-
me il precedente .
Il terzo Pettinatore la fa palTare ad Un quarto ,
le punte del cui pettine non hanno che due pollici;
e mezzo d' altezza , e non maggior groffezza di
mezza linea .
Se fi voglia avere uri filo eftremamente fino, e di-
licato , fi avrà ancora un quinto pettine di un nu-
mero più fino . Quello filo potrà allora elfere impie«
gato a iare del Refe per merletti .
Veda-
Su le Materie utili , e dilettevoli . 329
1 Vedafì Francefco Grifelini Dizionario delle Arti ,
* de* Meftieri compilato Tomo Quarto Art'tc. Can&-
pajuolo , dove mette la coltura della Canapa , e
Je operazioni necelfarie , perchè riefca bene , ed
ottima .
Àwertèiv&ct .
Il detto s' intende parlando di Fabbriche grandi ;
ma fé il numero delle Mataife fotte piccolo , allora
fi dovrà proporzionare la Tina, ed il liquore a ta-
le numero ; ed un Operajo potrà comodamente efe-
guire tutte le predette operazioni , non dimentican-
doli di far palsare la Canapa per i denti fini, come
fi è detto; e per quello mezzo fi avrà filo affai fat-
tile , e fino *
Varj ufi , che fi pojfono fare delle Stoppe
non meno di Canapa, che di Lino.
Tutti fanno , che fé fi adoperano le Stoppe ordi-
narie fenza preparazione , non fi pofsorto fare fé non
delle leb grolsolane ^ e rozze j delle corde poco
buone , e delle miccie.
Ora faremo parola degli ufi , che far fi potrebbe-
ro di quelle , che fi ricavano dalla Canapa prepara-
ta in quefto ultimo modo .
Quella del Pettine primo fi mette da banda , co-
mechè fi trovi paffabilmente lunga . Se ne fa un fi*
lo fino , ripagandola fui pettini , e ponendo da fé
ciò , che n' elee ♦
Le Stóppe del Pettine fecondo fi ripetinano di
nuovo , e fi unifeono al filo della prima , non me-
no che a quella del Pettine terzo, che è la più corta.
Quella del Pettine quarto fi può ancora filare , ma
effa ta un filo cotonofo . I frammenti cortiflimi , che
cadono in codette pettinature fono fini come il Co-
tone . Si potìfon.0 cardare , ed impiegare a farne 0«
vatte.
33<> Parte IT. ZV Trattenimenti
vatte . Peraltro riguardo alla ftoppa del pettine quar-»
to , la quale fa un filo non unito, ma cotonofo co-
me fi è detto , può nondimeno effer filata fina , o
grotta , e fervire a far Fuftagni col pelo , tirato col
cardo , da un lato folo della Tela . Egli non è af-
fai forte per 1' orditura, ma ferve per tramare.
Maniera di far le Ovatte colla Stoppa.
E* noto T ufo di quella fpecie di fodera , e ciaf-
cheduno sa , che tale materia fi mette fra due ftof-
fe di lana , di feta , o di tela , fecondochè fé ne
voglia fervire , come per coperte da letto , per af-
fettare veftiti da uomo, per imbottire gonnolette da
donna &c. Le Ovatte, di cui fin' ora fi è tatto ufo,
erano compofte di ftraccj di follicello , o di (loppe
delle gaiette di feta , che fanno ai fornelli , le qua-
li fpeififlimo avevano un odore sì moleflo , che non
fi poteva forTrire . Se ne facevano altresì con Coto-
ni di Lana , ma quefta materia è affai cara , né fi
può avere fempre facilmente . Ecco la maniera di
lar quefte Ovatte .
Prendete le Stoppe , che deftinate a fare tal for-
ta di fodera , le quali è d' uopo , che (ìano cortif-
fime • Le batterete con lunghe bacchette , affinchè
la materia divenga leggera , fi gonfj , e che la pol-
vere cada in fondo . Avrete di poi due cardi , pri-
ma uno grande ad un banco , come queilo , di cui
fi fervono i Cappella; per la lana . Farete con que-
ilo ben cardare le Stoppe . Poi le farete ripaffare col
fecondo cardo , che farà a mano , o fimile a quel-
li , che s' impiegano per cardare il Cotone deftina-
to alla filatura . Queflo fecondo Cardatore levarà la
frateria dal di fopra del fuo Cardo in falde , e la
porrà leggermente in una cefta .
Un terzo Operajo difporrà quefte lane cotonofc
cn-
Su le Materie utili , e dilettevoli . 33 r
entro un gran Telajo di legno leggero, il cui fondo fìa
d' una tela lifcia , e forte. Il Telajo può elìer lun-
go da fei in fette piedi , e largo circa due pollici ,
e mezzo . Quello , che difpone nel Telajo le falde
di Stoppa deve maneggiarle dilicatamente , affinchè
fi mantengano fempre gonfie , come elcano dal Car-
do . Pelandole deve unirle in maniera , che fi toc-
chino coi loro orli , tanto in lunghezza, quanto in
larghezza , e fempre nel medefimo verlò , finché il
: Telajo fi trovi riempito .
Tale operazione deve effere fatta in una Stanza
chiufa , perchè V aria feompaginarebbe il tutto . Voi
avrete una compofizione , che qui prelfo s' infegna-
rà , di cui vi fervirete per legare interne tutte le
falde , e farne di elle un lolo pezzo grande quanto
è il Telajo . Per tale effetto avrete la volìra com-
pofizione accanto , che è come la Lana battuta , o
la fchiuma. Nel Vafo i in cui farà contenuta tuffa-
rne un' ala d' Oca difpiegata , e raccogliendo con
quella aliai di materia , la ftirarete leggermente, ed
uniformemente fulle dette falde per tutto . Quefta
fthiuma fi fecca , ed incolla la fuperficie della voftra
Ovatta in forma di Coperta . Ponete prontamente
il Telajo al Sole i o in luogo caldo. Quando il tut-
to fi trovi ben feccato , oifervate fé la voftra mate-
ria fia baftevolmente incollata , ed abbia ricevuta
una Vernice affai confidente . In difetto di ciò re-
plicate T operazione .
Elìendo in tal guifa preparata 1' Ovatta da un la-
to , bifogna inverniciare P altro , che trovafi al di
fotto . A tale effetto avrete un' altro Telajo vuoto
della medefima forma , e grandezza . Portolo al di
fopra di quello , ove ftà 1' Ovatta , la rovefeiarete
in elio colla maggior aeftrezza , e leggerezza , in
gui*
332 Varte II. De* Trattenimenti
guifa , che la pezza d' Ovatta non venga per alcun
modo a {compaginarli . Quefta operazione ricerca 1*
impiego di due perfone , i una che tenga i Telaj
da un lato , e f altra nella eftremità oppofta . Ciò
fatto incollarete il rovefcio dell' Ovatta , come face-
Ile riguardo al di fotto , e cosi larà eifa finita.
Circa la compofizione per incollare le Ovatte, pren-
dete primieramente una fufficiente quantità di rita-
gli di pelli bianche di guanti , e le porrete in una
adattata Caldaja con una fufficiente quantità d* ac-
qua chiara . Farete bollire il tutto , finché i detti
ritagli di pelli fiano ridotti in una denfa colla.
Pallate poi quefta colla ancor calda per un pan^
nolino bianco , verfandola in un picciolo martello ,
ove metterete da una mezza fino ad una libbra di
Allume bianco di rocca periato fino come la farina.
Vi aggiungerete mezza libbra di foda fimilmente ri
dotta in polvere fina , che ben dimoverete , ponen
dola dolcemente , ed a poco a poco nel voftro ma
ftello . Allora la materia fi gonfiarà talmente , che
gi ugnerà fino agli orli . Impiegarete quefta colla fui
fatto ancora calda .
Non bifogna perciò farne maggior copia di quan-
ta ne poffa effere impiegata in un giorno , poiché
effa non opera effendo vecchia , e co trae oltre di
ciò un pefììmo odore . Il f opraci tato Autore , che
cita altri .
Oltre di quefto fi avverte , che fi può far mace- I
tare un poco più la Canapa , che fi deitina pei la-
vori fini ; ma non bifogna Iperare d' affinare molto
con tal mezzo un filo , il quale naturalmente foiie
grofìolano , poiché anzi fi farebbe putrefare . Per
aver del filo fino fa di meftieri , che parecchie co
fé vi concorrano ■
j. Il
Su le Materie utili y e dilettevoli, 335
5. Il Terreno ; perchè le Terre troppo forti , O
troppo afciutte non recano mai un filo morbido : Egli
è troppo legnofo , e confeguentemente duro , e fra-
gile ; pel contrario fé il Terreno del Canapajo lìa
troppo acquoib , la corteccia della Canapa , che vi
lì avrà racco ta farà erbacea , tenera , o facile da
rompere , locchè la fa cadere in Stoppa .
2. L* Anno ; poiché quando gì' Anni fono vento-
fi il filo è duro ; ma pel contrario è pieghevole, e
i tal volta tenero ,. quando gì' anni fiano frekhi , ed
umidi .
3. La maturità * perchè (è la Canapa è rimafta
troppo nel campo ,. le fibre longitudinali della cor-
teccia fono troppo aderenti P une all' altre , il filo
, rozzo forma larghe cordelle , c]ie fi dura fatica a di-
videre fpecialmente verfo il piede . Pel contrario fé
! fi fpianta la Canapa troppo verde , la corteccia ef-
fendo ancora erbacea , fi viene ad aver molto difca-
pito , ed il filo non ha forza alcuna .
4. La maniera , con cui è fiata feminata ; mentre quel-
la , la quale fu Cementata troppo chiara ha la fcor-
za grolla , dura , nodoia , e legnofa .* in luogo che
quella , la quale fu feminata aitai riffa, viene a riu-
; lare con fcorza fina ...
$. Finalmente le preparazioni , che fi danno alla
Canapa , le quali confiftono a gramolarla , a fpato-
larla , a peftarla , a ftringerla in matalfe, ed a pet-
tinarla , come già fi è detto .
Per ultimo ti avverte , che P Autore del Tratta*
to della Canapa pretende , che in vece di tenerla al
Sole prima di macerarla , fia meglio metterla nel
Maceratojo fubito (piantata , eifendo allora la gom-
ma più facile a fciorfi , e che baftino foli quattro
giorni ; lopra di che oiTerva , che l' acque calde fol-
leci-
334 "Parte IL De* Trattenimenti
lecitano la macerazione , e che quella macerata nei
Fiumi è fempre più bianca , e meglio condizionata.
Ognuno ancora crederà , che nei Fiumi più lolle-
cita lì faccia la macerazione , e che meglio fi ripur-
ghi , a motivo del maggior calore , e della conti-
nua rinnovazione dell' acque / ma conviene riflette-
re al pericolo , che 1' acqua vi trafporti della rena,
e la danneggi ; che crefcendo per le pioggie il fiu-
me fé ne porti via 14 Canapa , e con 1' acqua tor-
bida la rovini ,
Lo fteifo Autore nel fuo Trattato della Canapa
fa vedere , che 1' ordinaria maniera di cavare il Ti-
glio è un lavoro penofiffìmo , e per fgravarne colo-
ro , che la lavorano, dopo molte replicate efperien-
ze propone il nuovo feguente Metodo.
Metodo .
Ridotta la Canapa , che (i vuole macerare a pic-
cioli mazzetti di venticinque gambi , attortigliati ,
e piegati in mezzo per maneggiarli nell' acqua len-
za che fi mefcolino , conviene metterli in qualche
gran trogolo ripieno d' acqua , la quale non fia di
pozzo , o di vena , ma di Fiume , o almeno ftata
al Sole , laliciarveli inzuppare per tre , o quattro
giorni , maneggiando nell' acqua di tanto in tanto
ciafcun mazzo , ed allorché faranno ripurgati dalla,
vifcofità più graffa , cavarli , torcerli , e lavarli nel
Fiume, e dopo sbattuti un poco fopra un' affé, ften-
dere cialcun mazzo fopra un banco di legno, e bat-
terli per tutta la lunghezza, ma non eccedentemen-
te , con un baftone come quelio delle Lavandaie .
Per ridurre la Canapa a tutta perfezione richiede
qui r autore una feconda macerazione. Si deve dun-
que portar la Canapa al fiume , e rilavare nell' ac-
qua corrente cialcun mazzo , prendendoli ad uno ad
uno,
Su te Materie utili , e dilettevoli . 335
tono , e quando è purgata dalla fua graffezza , la
quale fi conofce dal comparir chiara , fi leva dair
acque , fi torce , e fi fa feccare al Sole .
Propone ancora di utare in vece della feconda ma-
cerazione il ranno ordinario di cenere , perchè il
calor dell' acqua , e I' alcalico della cenere produ-
cono un più pronto difcioglimento dell' acqua fred-
da . Vi fi lalciano inzuppare i mazzi circa una mezz*
ora , poi fi torcono , e fi maneggiano nell' acqua ,
come fi fa della biancheria ; e gettata via queft5 ac-
!qua , quando è fporca , fi mettono in una feconda
Lifciva , e finalmente in una terza , con maneggiar-
li fempre , come fi è detto di fopra .
Aggiugne eifere egualmente neceli'ario il battere la
:Canapa , e lavarla per i' ultima volta nell' acqua
corrente . Rafciutta , e ben feccata fi piega torcen-
dola un poco , per impedire ai fili il meicolarfi , né
altro rimane per cavargli il Tiglio , che leggermen-
te batterla prima di pettinarla ; quella battuta fini-
fce di dividere le fibre della Canapa , che è quel-
lo , che la rende bianca , morbida , arrendevole ,
e fetofa .
Se ridotta in quefto grado fi paffa fopra i petti-
ili , verrà di Tiglio paragonabile al più bel Lino , e
fi cavarà folo poco più di un terzo di Stoppe , 1©
quali faranno fine y e bianche tra farne un bel filo.
Il modo per ridurre la Canapa fomigliante al Li-
no , inferito dal celebre Ludovico Muratori nella
fua Opera della Pubblica Felicità &c. potrà vederli
nella. Parte IL del Trattenimento VL num, VI. % $
nel Trattenimento XILL §. 2»
TRAT-
%l$ Parte IL De' Trattenimenti,
TRATTENIMENTO XVI.
Della maniera femplice , vera , e ftcura di fare
tutti i Colori tn liquido per /' ufo di di-
pingere tn Seta , in Miniatura , per
acquerellare i Difegni , le Piante ,
per tingere la Carta , le Pelli ,
la Paglia , il Crine &c.
Quefti Colori non alterano punto i Drappi , con-
forme è fiat© avanzato da qualcheduno , e
refiftono beniffimo air aria aperta,
ed al Sole .
Num. I.
Tare un bel rojfo liquido più belh
del Carminio,
SI prenda un* oncia di Carminio del più bello, fi
faccia bollire in una pentola , o in una Caffe-
tiera nuova di quelle di terra ofeura , con 9. oncie
di acqua piovana , o di Fiume chiarificata . Quan-
do avrà bollito per quattro , o cinque minuti , fi
verfi dentro un* oncia , e tre denari in circa di fpi-
xito di Sale ammoniaco a poco a poco, perchè que-
fìo fa ufeir fuori il Colore , come efee il Cafre , per
confeguenza bifogna prendere un vafo , che tenga il
doppio della quantità del Colore , che fi vuol fare.
Quando vi farà andato tutto lo fpirito di Sale am-
moniaco , fi lafci bollire ancora per lo fpazio di
due minuti .
Dipoi fi lafcia raffreddare , e deporre nel medefi-
mo vaio per 24. ore , e fi verfi poi per inclinazio-
ne
Su le Materie utili , e dilettevoli . 337
ne in una Boccia polita , finché non fé ne fcorgan©
le feccie . Si con fervi poi diligentemente quefto Co-
lore per quando fi vuole adoprare, e fé ne vedrà la
bellezza , e la forza ; fé ne faccia fubito la prova
fu le dita .
Si oflervi , che nel far quefto Colore bi fogna agi-
tarlo , e mefcolarlo fempre come il Caffé con uri
C'ucchiajo d* argento , o una Spatola di legno bian-
I co . Si fanno ancora ribollir le feccie come fopra con
la medefima quantità d' acqua , e di fpirito di Sa-
! le ammoniaco , e fi tiene la fteffa regola nella ope-
razione •
Quefto Colore viene un mezzo Roffo, vale a di-
re un Color di Rofa così bello , come può farlo la
natura fteffa .
Num. IL
Maniera di fare il Roffo bruno sì raro , e pò*
co conosciuto , di cui fi ferve il Si%. Stou*
pan per fare i fuoi Padelli Rojjì ^ che
nefftAn altro fin qui gli ha fa-
puti fare .
Si prende una libbra di un bel Verzino , o di
F<*rnabuco truciolato fino . Si mette in un Vafo dì
vetro di bocca larga y come fon quelli , che fervo-
no per mettervi delle confetture . Bifogna , che que-
llo Vafo tenga almeno 11. libbre d* umido in circa.
Nel mettervi il luddetto legno fatto in piccìoliflìmi
trucioli, vi fi mette un* oncia di Allume di Roma
pefto , e polverizzato fino, e ftacciato per ogni fuo-
lo di detti trucioli , alto quattro dita , dimodoché
facendo quattro fuoli vi eotraranno 4. oncie di Ai-
lume 9 e T ultimo fuolo deve effere di Allume.
Z S* em-
358 Parte IL De* Trattenimenti
S* empie poi il Vafo con dell' Orina ferbata, ba-
dando bene , che non vi fiano fondi , o depofizio-
ni , perchè quefte farebbero voltare il Colore ■ Si
efpone poi il Vafo bene turato , e non tanto pieno
in un luogo , dove il Sole vi batta ardentemente per
lo fpazio di un Mefe , ed in capo a tal tempo il
Colore farà fatto . Facendone la prova fu la Carta
lo trovarete color di Roia gentile , ed offervarete ,
che imbrunifce nel rafciugarfi .• ciò non ottante que-
llo è un Colore propriiffimo per fare un bel Roffo
pieno , e vellutato .
Per averlo tale fé ne mette un poco in un tondi-
no di majolica , vi fi mefcola la feccia del Carmi-
nio avanzata dal precedente , e fi mette mezzo pie-
no fopra una fineilra , o altro luogo efpofto ali* aria
aperta . Quando fi vede , che il Colore è rafciutto,
vi fé ne mette dell' altro , e così di mano in ma-
no , finché non diventi più pieno . Si gomma-
rà con la gomma Arabica , ed è bene il gommarlo
con farla alci u gare .
Se fi vuole , che detto Colore fia bello, e vellu-
tato , bifogna fempre nell* adoprarlo, che vi fia fot-
to un b-'l Roffo fatto col Carminio ; e reftarete forprefo
della bellezza di quello Colore . Si può farlo egual-
mente quando anche non vi fia punto di fole , con
mettere il Vafo , che contiene il fuddetto Colore al
caldo di un Forno , che fpeffo fi fcaldi.
Num. IH.
Maniera di fare ogni forta di violetto , ed in fpe*
eie il violetto vellutato sì raro y e da
tanti Artidi mercato .
Prendete un Vafo limile a quello del numero pre»
ceden*
Su le Materie utili , e dilettevoli . $\f*
cedente . In vece di Legno Fernabuco prendete del
legno d* India , o legno Violetto fatto in piccioli
trucioli nella iìeffa forma , ed operate appunto co-
m2 al Num II. , a ri ferva però , che in vece di
Allume ci Roma vi fervirete dell' Allume ordinario.
D^po che il Vaio farà ftato per un Mele al Sole ,
o al calor di un Forno , farete parimente fvaporare
il colore in un tondino di majolica , gommandolo
on la gomma arabica . E ficcome molti fono i gra-
li ne' Violetti , fé ne poflòno fare dalla Porpora li-
Eo al Blu . lo infegnerò qui la maniera di farne ai-
uni per mezzo di quefti liquidi .
Quello detto di (opra tutto puro fa un perfetto
, fkhetto fimile ai fiori di pie di Allodola , e alle
[Vedove . Volendolo più Cremifino , vi metterete a
jvoftro piacere del liquido del Numero II. , il quale
jfi accorda perfettamente con quello , e farete fem*
pre un bzì Violetto vellutato .
Se avrete da dipingere qualche cofa in grande, co-
me Drapperie a fiori grandi Scc. , con aggiugnervi
un poco di liquido Blu, potrete fare qualunque for-
ta di Violetto .
Num. IV.
Maniera di fare differenti Gialli rari, che non fi
perdono punto ali* aria , come fogltono
fare comunemente .
Quali tutti fapranno fare del giallo , ma nell'uno
ha trovato il fegreto di farlo durevole, come i Tin-
tori , che tingono in caldo. Si poffono fare dei Gial-
li con molte differenti droghe , come con Gomma
gutta , Grana di Avignone , Luteola , ( 1 ) Zaffera-
no,
[ 2 ) Erba, di cui fi fervono i Tintori per tingere in giallo s
Alcuni italiani la chiamano Erba Baccellina .
34* Torte IL De* Trattenimenti
no , terra Oriana , Curcuma , Fiori di Melagrana,
Fiori di Gineftra tee. Ma eeeo qui come li faccio io.
Limonato . Prendete un Vafo fimile a quello del
Numero II. , (tritolate bene della grana di Avigno-
ne , mettetela nel Vafo , ed empitelo con della O»
lina chiarificata y nella quale ila fiata fciolta avanti
lira mezza libbra di Allume in polvere. Dopo aver-
lo ben bene turato mettetelo al Sole , o al caldo d'
un forno per un Mele ; il Colore è fatro . Quefto
non è neceflario di farlo fvaporare , perchè ©r* ora
v' infegne ò degli altri gialli più pieni . Quello fi
gomma eoa la gomma arabica s e ve ne va molta»
Nur». V.
Color & Oro . Bifogna prendere una Libbra di ter-
ra Oriana (oda , la quale farete {temperare in 18.
libbre d' Orina . Fate bollire quello mefcuglu> rn un
Calderotto di rame per un* ora y e dopo vi gettere-
te dentro una mezza libbra di Allume di feccia. Of-
fervate bene , che il Calderotto Ila grande abbafean-
za , poiché .il Colore darà all' aria, e potrebbe ver*
lari! . Lafciauelo bollire ancora per una mezz* ora ,
cavatela poi dal fuoco , e lafciatelo] ripofare , e de-
porre .
Dopo Io chiarirete per inclinazione , e lo confer*
varete dentro delle bottiglie . Quello Colore dipin*
gendo falla Seta , fa lo fteffo dell' Ocra nella pit-
tura ad olio ; ella però è più bella , e più dorata»
Num. VI.
Altro Colore ó* Oro fuperbo . Prendete un* oncia
di Gomma Lacca in polvere , una mezza dramma
di
fu te Materie tirili 5 e dilettevoli . 34?
èi Sangue di Drago , e mezza dramma di Curcuma 4
F «ina , e V altra in polvere , con 9. oncie di Spi-
rito di Vino . Mefcclate tutto infieme , e lafciatelo
in infdfìone per 24. ore . Mettete poi il fiafco a Ba-
gno Maria , e lafciate , che fi kiolga a dagio a da-
gio rutto quello , che fi può kiogliere . Se nel ca-
lvario dal Bagno , e mettendone una gocciola fopra
la feta , efia lo imbeve , talché non fi pofla con ef-
io punto Scrivere , bi fogna allora lakiare fvaporarc
lo Spirito di Vino finché non korra tanto , e poifa
leggere ad un Tortile tratteggio .
Que'fta dofe replicata per fei volte ptìò fare 6. lib-
bre di Colore . Égli ncm prende altra gomma , che
la Gomma Lacca . Bifogna adoprarlo Tolo , perchè
non ibffre altro mefcaglio . Sperimentato .
Num. VII.
Maniera di fare il Blu liquido rarijjimoì
Prendete dell* Azzurro di Berlino del più bello 9
che potrete trovare ; mettetelo in una Scodella di
! majolica polita , verfatevi fopra dello Spirito di Sai
! Marino fumante , finché egli flia a g^lla ; quello
bolle , e riduce in pafta P Azzurro . Lafciatelo così
per 24. ore , e poi vi verfarete fopra dell' acqua %
e lo metterete in un fìafeo .
Con due Oncie di cjuefto Azzurro potrete fate 3*
libbre di Colore . Egli non vuole altra gomma , che
la Dragante . Quello qui fopradeferitto èpieniflìmo:
I fi può peraltro degradare all' infinito , mettendovi
dell' acqua gommata fatta però col Dragante me*
defimo •
Num*
34*- Parte IL De* Trattenimenti
Num. Vili.
Maniera di fare ogni forta di Verdi bel-
lìjfimt fenza il Verde di Ve/cica .
Primo Verde. Prendete 9. onde di Verde mare *
e mefcolatelo con altrettanta metà di Limonato del
Num. IV. ; quello vi farà un Verde chiaro bellif-
fimo .
Ecco la maniera di fare il Verde mare per quel-
li , che non lo fanno fare . Prendete una mezza lib-
bra di Verde rame afeiutto bene , e la quarta parte
di una libbra di Tartaro di Montpellier , 1' uno , e
F altro polverizzato. Mefcolate ogni cofa in tre lib-
bre d* acqua di fiume , o piovana . Turate bene il
fìafeo ^ ed agitatelo due volte al giorno per lo fpa-
zio di otto giorni . Fatto ciò lo fìl trarete con car-
ta fugante , ed avrete un Verde mare belliflìmo .
Num. IX.
Verde di Prato . Prendete una libbra , e mezza
di Limonato del Num. IV. non gommato , e me-
fcolatevi del liquido Blu del Num. VII. finché non
Io trovate di Colore abbaftanza pieno . Quefto è un
Verde belliflìmo all' eftremo , e non fi eftingue mai .
L' efperienza poi vi farà conofeere, che con la fud-
detta mefcolanza fi poflòno fare dei Verdi all' in*
finito .
Con quefti cinque Colori , cioè RofTo , Violetto ,
Giallo , Blu , e Verde fi poflòno fare generalmente
tutte mai le tinte , che efiftono nella natura . Por-
terò qui in appreflò degli efempj di diverfi effetti ,
che rifultano dalla mefcolanza di quefti Colori, per
met-
Su le Materie utili , e dilettevoli . 343
mettere a portata gli Artifti di poter fare tutte quel-
le tinte , che defideraranno a colpo fìcuro , e len-
za perdita alcuna né di tempo , né di Colori.
Num. X.
Efpericnze fatte /opra i Colori in liquido con
le Tinte , che ne rifultano ..
Mefcolando del Roffo Num. I. con del Violetto
"Num. III. fi fa un Porporino belliffimo . Più o me-
no poi dell' uno , o dell' altro vi darà un Cremili
più , o meno roflò .
Mefcolando un poco di Rolfo Num. I. con il Li-
monato Num. IV. farete un Colore di Arancio, uà
Color d' oro , e di Melagrana .
Mefcolando del Roffo Num. I. col Verde di Pra-
to Num. IX. farete un Color di legno belliffimo
buono per colorir terreni , e tronchi d' alberi .
Mefcolando del Limonato Num. IV. con del Vio-
letto tutto puro del Num. III. voi farete un Color
di fuliggine {temperata fuperbo . Se vi aggiungete
poi del Color d' oro Num. V. lo farete Color d'O-
ro . Aggiugnendovi anche del Verde Num. IX. , lo
farete pieniffimo , e vellutato .
Mefcolando del Roffo Num. II. con il Limonato
Num. IV. farete un Color d' Aurora . Aggiugnete-
vi un poco di Blu Num. VII. , ed avrete un Colo-
re di legno ofcuro belliffimo .
Macinate un poco di Biacca con dell' acqua gonv
mata ben chiara , mefcolatevi un poco di Roffo
Num. I. , voi vedrete un Color ftupendo .
Mefcolate un poco di quella Biacca con del Rof*
fo Num. II. potrete avere un Creme!! fuperbo.
Mefco-
34$ Tarte IL DJ Trattenimenti
Mefcolando un poco di Biacca non gommata con
del Blu Num. VII. farete un Blu , che vi forpren-
derà , e che non fi eftingue giammai .
Se mefcolarete della Biacca gommata con un mis-
cuglio di Rollò Num. I. , e di Limonato Num. IV. ,
voi farete dei Carnicini all' infinito .
Se mefcolarete del Color d' Oro Num. V. con
del Violetto Num. III. voi farete un Color di ter-
ra maravigliofo , e fempre in liquido .
In fomrna fi poffono fare delle tinte in ogni ge-
nere all' infinito : e per mezzo della Biacca fi pof-
fono fare dei Colori più belli , e più brillanti di tut-
ti quelli , che fi fono vidi fin qui .
L'Autore Sig. Delormois dell1 Arte dì fabbricare
le Indiane Part. Seconda non ha fcritto quefta ma-
niera di fare i Colori , fé non che dopo d' averli
fperimentati per lo fpazio di venti anni , effendo e-
gli Difegnatore infieme , e Pittore del Re , e Co-
lorifta a Parigi .
Egli fé n' è fempre fervito con un' ottimo fuccef-
fo , fia per dipingere in Miniatura, o fopra la Car-
ta pecora , fulla Carta , full' Avorio , e fopra di*
vede forte di Drappi bianchi di Seta •
Num. XL
Ricetta per un bellijfimo Blh .
Prendete un' oncia d' un bello Azzurro di Berli-
no , una mezz' oncia d' Olio di Vitriolo , ed una
mezz' oncia d' Aceto ftillato: macinate infieme ogni
cola fopra un Criftallo , o vetro all' ultima finez-
za , perchè piucchè lo macinarete , meglio fi difcio--
glierà il Colore, e mettete poi a fuoco lento il tut-
to
Su le Matèrie utili , e dilettevoli . 345
to in un Vafo di vetro , (temperandolo con dell* ^«
ceto . Bifogna tenerlo fui fuoco mefcolando iempre
finché non li veda , che lafciandone cadere una goc-
ciola in un bicchier d' acqua , quella diventi tut-
ta Blu .
Allora levatelo dal fuoco , e verfatevi a poco z
poco dell' Aceto ftillato quanto può bifognare per
farne in tutto 6. libbre ; mettetelo in un fìafco ,
ed agitatelo a lungo , e fpelfo . Lafciatelo poi ripo-
fare per tre giorni , paffatelo dopo per un panno li-
no , e ierbatelo . Se vedrete , che il Blu non fia
pieno tanto che badi , rimettetelo lui fuoco , facen-
do fvaporar di più V Aceto a discrezione , ed in tal
forma avrete un belliffimo Blu . trovato .
Num. XII.
Per fare il Verde . Dopo aver fatta una forte de-
cozione di legno giallo con dell' aceto fenz* acqua,
lavate con quefto liquido quel panno lino , col qua-
le avrete pailato il Blu detto di fopra , acciò nulla
fi perda . Se ciò non baita per darvi un bel Verde,
rimettetevi un poco di Blu a proporzione , ed av-
rete un Verde bello, e tenace . Paffatelo per un pan-
no lino , e confervatelo in un fìafco . Quefti Colo-
ri fi gommano col Dragante polverizzato fino.
Num. XIII.
Maniera di fare un Giallo folidijfimo .
Prendete un' oncia di Gomma Lacca in polvere ,
due dramme di Curcuma , e 2. dramme di Sangue
di Drago , il tutto polverizzato fino . Aggiugnete-
vi
34<* Par fé IL De* Trattenimenti
vi 9. onde di Spirito di Vino , e mettete ogni co-
ki un matraccio di vetro ben turato . Lafciatelo in
jnfufione per due , o tre ore. 11 matraccio bilogna,
the tenga 6. libbre , altrimenti potrebbe romperli .
Dopo che farà freddo fate con quefto liquido un
poco di prova fu qualche Drappo . Se lo imbeve ,
o fcorre , bi fogna rimetterlo a bagno Maria , Aura-
to , e lalciarlo così fvaporare finché non fcorra più ;
ed allora farà buono per dipingere fui Drappi , e fi
conlervarà in un fiafco .
Num. XIV.
Ricetta per un* altro Giallo fperlmentato .
Mettete in infufione 4. Libbre di Virga aurea in
90. libbre d' acqua di, fiume per quattro giorni ad
un fuoco lento , talché 1' acqua fìa femp^e tiepida ,
e tenete il Vaio , il quale deve elfere di ftagno , o
di rame ftagnato , fempre ben turato . Fatto ciò fil-
trate quefta decozione con la Carta fugante . Fate
bollire dipoi 4. libbre di Curcuma in polvere in una
giufla quantità d' acqua con 6. libbre di grana d' A-
vignone , e una mezza libbra di Sale d* Eplum „
Lafciate ripofare poi quella tinta per 24- ore , de-
cantate il chiaro dalla feccia , e mescolatela con la
decozione detta di fopra .
Fate di poi bollire a parte due libbre di fiori di
melagrana in 60. libbre d'acqua di fiume per tre ore;
filtrate quefta decozione ai folito, e melcolatela eoa
V altre due di fopra . Fate bollire poi ogni cofa in-
fieme con una libbra , e mezza di Allume di rocca
in polvere , fino alla riduzione di 12. libbre. Allo-
ra mettete in quefta tinta una libbra di compolizio-
ne
Su le Materie utili , e dilettevoli , 347
ne per lo Scarlatto , che è dello ftagrio di Corno-
vaglia , detto Stagno d' Inghilterra . Lafciate bolli-
re ogni cola ìnfieme per u >' altro quarto d' ora ion-
iamente , ed avrete un belliiìimo giallo lolido , il
quale poi con dell' Indaco guatimalo fciolto con l'
Olio di Vetriolo , potrà farvi un Verde iolido bel-
liiìimo .
Quello Verde, e quello Giallo fono amendue buo-
ni per le Indiane , come infatti alcune fabbriche d*
Inghilterra le ne fervono .
Dichiarazione di alcuni nomi .
Bianco di Piombo. Non è che Piombo ridotto in
Calce per metà col mezzo dell' Aceto .
Cerujfa . Chiamali anche Biacca . Si fa col Bian-
co di Piombo macinato coli* acqua fopra il Porfido,
al quale fi aggiungono diverie porzioni di una
terra mefcolata di creta , e di Argilla la più bian-
ca . Si macina quella terra col Bianco di Piombo ,
e fi mette quefto melcuglio a Igocciolare , e lecca-
re in piccioli imbuti di legno , quivi fi formano in
mafie , e fi coprono di carta azzurra fina per fare
fpiccar la bianchezza .
Sale di Saturno . Per farlo fi riduce in polvere fi-
na il Bianco di Piombo, e fi fa bollire in Aceto di-
stillato , dove fi dilcioglie con effervefcenza . Quan-
do T Aceto n' è perfettamente impregnato , fé ne
ne fanno f vaporare tre quarti all' incirca , pofcia fi
Altra per la carta bigia ; e per mezzo del raffredda-
mento dà un Sale bianco , rifplendente, ecriftalliz-
zato in piccioli ipilli . Il liquore , che fi è fepara-
to da quefto fale fi mette di nuovo a fvaporare per
la metà incirca ; in apprefio fi filtra , e col mezzo
. del raffreddamento dà nuovamente certa quantità di
Sale j quefto fi adopera dai Tintori , e nelle Ma*
nifat-
^48 Tarte TL XV Trattenimenti
rifatture di Tele dipinte , come mordente per ap»
plicare i Colori .
Mafficot , o Maflichot . Per fare quefto fi fa cal-
cinare il Piombo dentro a dei Crogiuoli di terra piat-
ti , e con una larga apertura . Il Piombo , che fi
calcina fi riduce in una fpecie di Cenere, che viene
a galleggiare fulla fua iùperficie • fi leva via con una
cucchiaja di ferro , « fi continua così fintantoché il
Piombo fia ridotto in cenere, e quello è quello, che
fi chiama Cenere di Piombo . Si calcina allora que-
sta Cenere in forno di riverbero . Se il fuoco è du-
cato poco tempo , la Calcina di Piombo è di un
color giallo fporco , e fi chiama MaiTicot ordinario;
ma ^quando il fuoco è durato tanto , che la faccia
•acquiftare un color cedrino , allora fé le dà il no-
me di Maificot giallo . Sì T uno , che V altro fi a-
doperano nella Pittura per dipingere in giallo.
// Mimo? ed il Litargirio fi fa col Maflìcot calci-
nato tanto , che abbia acquiftato un be! color rollo,
e quello fi chiama Minio . Ma il Litargirio è una
calcina di Piombo , che è fiata ridotta fino ad una
fpecie di fufione , ma non così compita , che fi fia
tramutata in Vetro . Quello di color rollò fi chia-
ma Litargirio d' Oro , perchè è un poco dorato ; e
quello , che ha molttTmea di colore fi dice Litar-
girio (F Argento .
Allume fi dice così , perchè è un fale vitriolicof
la di cui baie è di terra argillofa ,
Allume di Rocca , o di Ghiaccio viene così det-
to , comechè fia tratto da materie minerali , per ef-
fere ordinariamente criftallizzato in gran pezzi traf-
parenti .
Allume Catina è il Sai fiflb tratto dalla cenere di
parecchj vegetabili , ma particolarmente dalle legna,
9 qee&a fi chiama PotafTe • Aliti*
Su le Materie utili , e dilettevoli . 34^
Allume di Feccia : quefto fi prepara facendo al»
bruciare farmenti , e delle feccie di Vino feccase
provenienti dai Fabbricatori di Aceto» Quando qjae-
ile materie fono abbruciate , fi fanno calcinare ad.
un grado di calore , che lì a capace di far fondere il
Sale , ma non tanto violento per vetrificare le ter-
re delle ceneri . Allorché fi trova in tale ftato fidafc
a quefto Sale il nome di Allume di, feccia . < hi vo-
lefie fabbricarlo potrà vedere il Dizionario Chimico v
e Bomare Biziothtrio Ragionato di Storia natwdè 9
parol. Allume . Francelco Giifelini Bizàonario delle
Arti , e di Meftier't compilato •
Potajfe , Cenere Graveliata dai rami degli Alberi •
Zucchera chiarificato ; è Zucchero limpido . Ec-
co la maniera di chiarificarlo , o polirlo . Si pren-
dano per efempio quattro , o cinque libbre di Zuc-
chero per volta . Si faccia liquefare con acqua chia-
ra , e fi ponga fopra il fuoco , battuta prima in efc
fa una chiara d' Uovo ; quando bollirà , e fi alza-
la come per uicire dal vaiò , per impedire P orgo-
glio vi fi verfa fopra un poco d' acqua fredda; quan-
do la feconda volta s! alzarà , fi leva dal fuoco , e
fi lafcia , che ripofi un quarto d' ora , e frattanto
il bollore fi abbaila ; allora fi fpuma dolcemente , e
fi leva via il graffo nero , che è (opra. : fi paffa il
Zucchero per una falvieiu bianca . inumidita , e co*
sì reità chiarificato •
TRATo
350 Parte IL De* Trattenimenti .
TRATTENIMENTO XVIL
Della Coltura , e della Utilità dei Ravizzoni .
Maniera di cavar C Olio dal Raviz-
zone , o Navone .
L' Olio di Ravizzone ha un grande ufo nelle Ar-
ti • Di queft' Olio fi fa un grandiffimo confu-
mo in Francia , in Olanda , ed in Irlanda per tut-
te le Manifatture di lana , cioè Panni , Berette , e
limili . Si adopera ancora per ardere nelle lucerne ,
per condir le vivande , e per farne Sapone da im-
biancare le Tele di Lino .
La Pianta , ( che non bifogna confondere col Ca-
volo Rapa ) , che dà i femi , da cui fi eftrae queft*
Olio , ha molti nomi . Noi qui la chiamiamo con
nome Lombardo Ravizzone , ma propriamente è un
"Navone , ( i ) I furti , i fiori , e le filique , o fia
baccelli del Ravizzone fono quafi limili del Napo
fativo ; ma le fue foglie fono più incife , e lanci-
nate , attaccate ai furti .
Il Navone , o Ravizzone nafee fpontaneamente
nei
,{i,) I Botanici la chiamano Napus Sylveftris , Braflìca ra-
dice caule/cerne fufiformi , Buntas Sylvejlris , Napur flore lu-
teo t Bunium , feu Bunios Ojfìc'marum . t Francefi Navette 9
Raùette , e Naveau , ma fecondo I' Agronome hanno il no-
me Navets , gros Navets , & grojfes Raves , deitinès à la
nourriture des beiliaux pendant 1' hyver e le printems. Igna-
zio Ronconi Fiorentino li nomina Navoni , e Rape groffe .
Gli Spagnuoli Nabo . Gli Olandefi , ed i Fiamminghi Col-
fat . Il Signor Valmont di Bomare gli dà il nome di Ca-
volo Rapa , ed anche il Latino BraJJtca arvenfis ,e 1' Ingle-
se Coolfeet (crive Colfa: ma non fi deve confondere col Ca-
rolo Rapa degli Orti .
fu le Materie utili , e dilettevoli . 35 1
nei luoghi arenofì marittimi della Gotlandia, d* ln<-
ghilterra , dr Irlanda , di Francia &c. Si coltiva ia
varie parti dell* Europa, e particolarmente in Fian-
dra , in Olanda , in Normandia , in qualche altra
parte ancora della Francia , e in Lombardia , non
che in Bologna , ed in Imola nello- Stato Ecclefia-
ftico .
Quanto alla fua coltivazione quella pianta può
feminarfi per due ufi ; uno per ingranare la terra %
1* altro per avere un' abbondante raccolta di Temen-
za da trarne T olio . Volendo fervirfene per ingraf-
l'are i Campi , bifogna feminarla ai primi di Agofto
nella ftefla maniera , che fi feminano le Rape , ma
però molto più fpeffa Crefciute che faranno le Pia§«.
te all' altezza incirca di un piede , ( che farà vedo
la metà di Ottobre ) , fi fotterraranno coir aratro 9
Arata la terra fi lafcia così in ripofo quindici , o
più giorni , affinchè le loro foglie marcifcano ; dì
poi fi ara di nuovo , e pochi giorni dopo vi fi può*
ieminare il frumento , oppure fi può lafeiare in quie-
te fino alla Primavera , per porvi poi il Formento*
ne , od altre biade , e fi avrà un prodotto tanto
bello , quanto fé il terreno foffe fiato concimato.
Fra tutti i modi dr ingranare le terre , quefto è
uno de' più facili , ed economici , poiché con una
quarta di femenza di Ravizzone fi poflòno feminare
al meno tre Campi di Terra lenza altra fpefa , che
quella di ararla, ed erpicarla , e di stararla a fu©
tempo .
Volendo poi feminare il Ravizzone per raccoglier*
ne il feme da cavarne olio , bilogna in prima fce*
gliere la femente di buona qualità . Per effere tale,
bifogna che i granelli fieno ài color lucido , e pe*
fanti ; e che fchiacciati coli' ugna fopra una tavola
di
351 Parte 11 De* Trattenimenti
di legno duro diano molt' olio . Conviene inoltre
avvertire di non valerli di femi vecchj , perchè qne-
fti o non germogliano , o germogliano debolmente.
Per due anni di leguito fi può tare ufo della te-
mente raccolta ne* proprj Campi , ma nel terzo an-
IK> farà bene cambiarla , o comperarne di quella na-
to in altri terreni , regolandoli in quefto come iuoi
fai li per la femina del Frumento , e di altri prodot-
ti , poiché altrimenti degenera facilmente .
Scelta a quefto modo la Semente , bii'ogna prepa-
rare il terreno , che eilere deve di buona natura ,
nel modo feguente . Dopo averlo bene letamato 7 ù
ara , e fi erpica una volta ai primi di Luglio , e fi
replica lo fteflo ai primi di Agofto ; alla metà poi
dello fteflò Mefe fi ara ancora per la terza volta ;
dopo vi lì fparge la femenza , ma non troppo lpel-
fa , affinchè le piante , che ne nalceranno pollano
dilatarli coi loro rami .* ed erpicando coli* erpice a
denti di ferro beniifimo fi copre . Quando fi fa tale
ieminagione il terreno deve elfere umido , e fé non
folle tale , biiognarebbe alpettare il benefizio di qual-
che pioggia , o che almeno fi vedelfe imminente ,
poiché nella terra lecca neppure quella femenza può
tene fvilupparfi , e germogliare .
Ignazio Ronconi icrive così . „ I Navoni amano
„ terreno pelante , ed umido. Alla fine di Giugno,
f, o fui principio di Luglio , fegati i primi Orzi ,
,, fi ara fubito quel terreno profondamente , e do-
„ pò vi fi palla con un grotto, e pelante erpice per
iy romper le zolle , e ftritolar la terra . Fatto que-
j, fto , nei Plenilunio , o nel calar della Luna di
yy Luglio in tempo un poco umido fi feminano i
„ Navoni , che per fpargene ugualmente la lemen-
t5 za fi mekola prima di gettarla con della Sabbia ;
„ quin-
Su le Ma rerì e utili , e dilettevoli . 353
„ quindi fi ricopre leggermente con pattarvi un pic-
„ colo erpice rovelciato , a cui fia attaccato un fa-
„ icio di l'pine . Per far pòi ingrolfare quefte radi-
„ ci, al principio d' Ottobre fi fchiaccino )e foglie, ro-
„ tolandovi iopra un barile pieno d' acqua; e allor-
„ che nel Novembre cominciano ad ingiallir dette
„ foglie , fi poffono cavar di terra , effendo fegno ,
,j che fono mature , e che non ingrolìano più. „
Nel Diario Economico di Parigi li legge un buon
metodo di feminare i Navoni , ed è ieminarli lopra la
paglia , che refta dopo fatta la raccolta del Grano ,
e della Segala , tempo nel quale la terra per le fìef-
fa è buona ; ma fé facilmente fi può , fi deve in-
naffiare abbondantemente o con acqua di fiume , o
con altra . Se dopo fi concia con un poco di leta-
me di animali bovini ben fatto , fi può ficuramen-
te iperare una raccolta di Navoni maggiore , che
quella di frumento dell' anno precedente . ( 1 )
11 Ravizzone frorifee alla fine di Febbrajo , o ai
primi di Marzo , e matura d' ordinario le fue fe-
menze nel Mefe di Maggio. Un Campo di terra fe-
minato di Ravizzone , fé un .qualche acuto freddo
on danneggi i fuoi fiori , o non fòccomba ad un
ualche altro infortunio , fuol rendere ordinariamen-
te il triplo di più di quello , che faccia feminato a
aumento .
Il dotto , e diligente Sig. Pietro Arduini P. P. di
gricoltura nell* Univerfità di Padova ha fatta l'ef-
erienza di feminare un pezzo di terreno ai 4. di
ettembre , ed in poco più di un Mefe le piante dei
Ravizzoni erano crefeiute aU? altezza di circa un pie-
de , e così vegete , e folte , che recavano maravi-
A a glia
i
(1) Journ, Econ. 1661. citato dall' pronome .
354 Torte IL De Trattenimenti
glia a vederle . Ai primi di Gennajo ad onta delle
brine , e de' ghiaccj , che erano flati in Novembre,
erano i Ravizzoni b.lliiììmi , verdi, e vigorofi , che
a mirarli lembravano un prato dei più ubertofi nel
Mefe di Mdggio ; dal che fi vede, che quella pian-
ta relitte al freddo , e che perciò potrebbe eifere
molto utile per darla in cibo ai Beftiami a ftagione
avanzata .
Il Ravizzone è in grado di eifere mietuto nei cli-
mi temperati , o in Maggio , o in Giugno , e in
quelli , che fono alquanto rigidi , ed autteri vicino
a Luglio . Importa moltiiìimo fceglier bene il mo-
mento .- Se fi ha troppa iretta di far la raccolta ,
cioè fé fi faccia quando le Silique , o i baccelli fo-
no ancora verdi , ed i femi bianchi rinchiufi in ef-
fe , fé ne ricavarà pochiiìimo olio ; e cosi all' op-
pofto, differendo la raccolta di troppo finché i bac-
celli fiano del tutto leccati , fi perderà molta fenden-
te , perchè fi apriranno tagliando le piante .
La groiìezza , ed il color giallo , che i baccelli
dopo la caduta de' fiori vanno a poco a poco acqua-
ttando indicheranno il momento opportuno di racco-
gliere il Ravizzone . Si averte però di non attende-
re fino a tanto , che fiano ingiallite , e feccate quel-
le della ettremità dei rami , perchè in tal modo le
inferiori fi potrebbero aprire , e mandarebbero fuori
il feme .
Le piante del Ravizzone non fi fterpano , ma fi
tagliano . Oltre all' eiiere dtftri , ed inteligenti i
Mietitori debbono eifere provveduti di buoni , e ta^;
glianti falcetti . Siccome il loro tronco è robufto >
duro , e grotto , così non ufando V attenzione di :
tagliarlo dolcemente , e fenza fcuoterlo , fi arrifehia
di mandar a male la maggior parte dei femi , e fpq
cial-
Su le Materie v.t'il': , e dilettevoli . 355
«ialmente i più maturi . In alcuni luoghi per evjtr>-
re queffo inconveniente , avvolgono, intanto che la
i-« aliano, ogni pianta in una tela, e così 1 temi, che
tv. dono, rimangono nella medefìma .
Scelta pertanto una buona giornata per la raccol-
ta , (\ leguita a mietere il Ravizzone per tutto il
a -rio di ella , quando non (i fgra.ni , perchè altri-
menti non li deve mietere , che di buon mattino, o
vcrfo fera , nelle quali ore la rugiada inumidilce coli*
altre parti della pianta anche i baccelli , e fa che
non così di legger; lì igranino . Siccome un Campo
non matura tutto per inriero ad una volta , così è
cluopo tagliarlo paratamente .
Di mano in mano , che fi tagliano le piante , fi
sifaftellino fopra Stuoje per non perdere il ieme , e
pofcia fi facciano trai portare da alcuni Opera j full*
aj.i deila Cala di Campagna . Si diffondano quivi i
manipoli , lafciandoveli fintantoché fiano ben lecca-
ti 1 baccelli dell' eftremità , de5 quali non iì è atte-
fa la maturazione , per non perdere la Temente de-
g'i inferiori , fi troveranno in quello mezzo ancor
eiìi maturi , e lecchi . Ailora fi batta fenza indugio
iì Ravizzone alla maniera del frumento , e feparati
i tronchi , le foglie fecche , e le fcorze de' baccel-
li dal grano , fi faccia tolto vagliare , e mondare
con acconci crivelli di pergamena. Vagliato, e mon-
dato che fia , fi riponga nel granajo , dove fi avrà
1' attenzione di moverlo fpelìo colla pala , perchè
non fermenti , e fi lafci quivi fintantoché venga i'
occafione , o di elitario così in natura , o di man-
darlo al Torchio per fpremerne P Olio .
IL' Olio di quella pianta farà tanto più ricercato,
e buono , quantopiu i lenii d'onde fi eftrarrà faran-
no fiati ben mondati , e confervati . L' effrazione
deli'
3 $6 Par fé IL De9 Trattettìmenti
dell' olio pu& fard in ogni tempo ; ed il modo di
operare non è punto diverto da quello , che fi fe-
£ue nel fare gli altri Olj «, Avvertiremo foltanto,che
fé oltre alle altre diligenze fi faccia a meno di ado-
perare il fuoco, nel fpremere queft' Olio , riufcirà tan-
to limpido , e chiaro , che invogliarà chiunque a
valerfeue anche per condire gli alimenti , fpogliato
che fia dell' ingrato , e faftidiofo fapore , che ha na-
turalmente .
Se fi voglia rintracciare la caufa dì quello fapore,
proviene dalla copia degli alcali , che coftituilcono
uno dei principi della pianta dei Ravizzone ; come
chiaramente manifeftano il fuo odore acuto , e nau-
feofo , il fugo latticinofo , ed acre de' fuoi petali ,
e T analifi chimica delie foglie, dei tronchi, fpecial-
mente de' iuoi femi *
Varj fono i mezzi , che fi fono tentati , e prati-
cati per levargli quello fapore . I migliori tra quelli
confiftono nel far friggere queft'' Olio , e poi met-
tervi dentro delle fette di pane , di pero , di po-
mo , del ramerino , ed altre erbe aromatiche. Tut-
ti coloro , che fi vagliono dell' uno , e dell' altro
di quelli mezzi accertano , che 1' Olio di Ravizzo-
ne diventa tale , che i cibi con elfo conditi fembra,
che lo fiano coi più perfetto Olio di Oliva , o col
burro .
Tutte quelle maniere correggono in vero , e ren-
dono men grave il cattivo fapore di queft' Olio, ma
non lo tolgano del tutto , perchè fremano bensì, e
rintuzzano il principio alcalino , donde proviene ,
ma non lo fpengono . E' nota 1' azione degli acidi
fopra gli alcali , e così di quelli l'opra di quelli 9
mercè della quale venendo fcambievolmente ad at-
traevi , e mefchiarfì , ed a cangiare perdo indole ,
e na-
Su le Materie utili -, e dilettevoli . 357
e natura , ne rifulta un fale neutro , che fa perde-
re ai liquori , dove 1' uno ^ <e 1' altro dominavano,
i fapori acri , ed alcalini ^ per pigliarne un' altro
meno difpiacevole , e più grato. Col mezzo appun-
to di quella fcambievole azione degli acidi fopra gli
alcali fi è ottenuto di fpogliare del tutto V Òlio di
Ravizzone dal fuo cattivo fapore .
Per far ciò fi prenda una Marmitta, od altro Va-
io di rame (lagnato , 'O di terra , di quella grandez-
za , che fi giudicherà più comoda , ed oppurtuna ,
e guarnito di manichi per poteTlo trafportare quali
pieno d' Olio bollente fenza alcun pericolo ■ dal fo-
colare in un' altro luogo . Si metta in quello Vafo
tant' olio , che giunga fino a tre dita di diftanza
dall' orlo , e poìcia fi adatti fopra un Fornello baf-
fo , e fi lafci quivi al fuoco inflno a tanto, che co-
| minci a bollire . Allora fi trafporti il Vafo coir O-
lio bollente in un luogo aperto , ed avendo già in
pronto dell' Aceto gagliardo di Birra , o di Vino ,
fi fpruzzi replicatamente fopra 1* Olio , avvertendo
di ftarfene piucchè fia poffibile lontano dal Vafo . Si
vedrà allora follevarfi tigogliofamente fuila di lui fu-
perficie una denfa (puma, non s'indugi a raccoglier-
la , ed a levarla via con un fchiumatojo ; ciò fatto
lì lafci raffreddare , e ripofar F Olio , e farà fpo-
gliato intieramente del fuo fpiacevole , e cattivo
fapore .
Per confervarlo poi fi mette dentro a pile di pie-
tra , o Vafi di terra cotta , ed inverniciata , guer-
niti di coperchj , che efattamente li chiudano : av-
vertendo , che il luogo , dove fi ripongono deve ef-
fere frefco , ed afciutto . Con quelle cautele F Olio
di Ravizzone fi confervarà fano , e perfetto per lun-
go tempo fenza contrarre quei rancidume , a cui va
fog-
35$ Parte IL dey Trattenimenti
foggetto 1' Olio di Oliva a mifura , che invecchia .
Per queli' Olio poi che non è medicato , e che
fi ferba o per far ardere lucerne , o per impiegarlo
nelle Arti , e nelle Manifatture fi può ten^r in bot-
ti , o in tini d- ottimo legno di qaercia , dentro a
Magazzeni , dove regni meno di umidità , che fia
poiiibile .
Avvertimenti .
i. Nella Brettagna, ed in altri Paefi fi fa grande ufo
della radice dei Navoni, o Ravizzoni pel mantenimen-
to delle* Belbe nel!' Inverno, e dove le ne trovano del
pelo di diciotto , e venti libbre .
Ma (ìccome i Navoni fono foggetti a riscaldarli
in quei luoghi , dove 1' aria non ha libero il pailag-
gio , così per conlervarli fi forma vicino alla Caia un
recinto a guila di btanza di una grandezza propor-
zionata alla quantità dei Navoni , comporto di una
ingraticciata un poco rada , acdochè vi palli il ven-
to , e ricoperto con un tetto di pertiche , e paglia
per falvarli nell' Inverno dalle pioggie. Per una aper-
tura , che fi farà lafciata in alto iì gittano dentro i
Navoni fenza le foglie , poiché quelle li farebbero
putrefare ; oifervando di laiciare un poco di fpazio
vuoto nella fommità .
Nel baffo di quello recinto fi fa una piccola por-
ticella , di dove (ì cavano allorché fi vogliono dare
alle Beliie , e principalmente alle Vacche lattanti ,
alle Pecore , ed alle Capre , lavandole prima, e ta-
gliandole in pezzi crude , o cotte che fiano , male
cotte fono migliori , e le ingranano più .
2. Si abbia cura , perchè le Beftie, particolarmen-
te le Suine non entrino nel terreno , dove fono i
Navoni , per motivo 5 che non mangino le radici ,
e va-
Su le Materie utili , e dilettevoli. 359
e vadino a male , o fi perdano le piante , e la fa-
tica , nonché il prodotto dell' Olio da cavarli dai
Semi .
3. Sarà bene leminar i Navoni in folchi dittanti
T uno dall' altro da cinque in fei piedi , e lavora-
re la terra di tramezzo , come in lei pollici di pro-
fondità .
IL FINE.
AP-
%6o
APPROVAZIONI.
A
Ravenna 30. Dicembre 1788.
Vendo io per ordine di Sua Eccellen-
za Revfha Monfig. Antonio Godron-
erà Àrcivefcovo di Ravenna , e Princi-
pe &c. letto 5 ed efaminato attentamente il
Manofcritto , intitolato Trattenimenti fili-
le Vernici , ed altre Materie utili &'c. , non
vi ho trovata nefluna efpreffione 5 che fi op-
ponga alla Religione , e al buon coftume ;
onde Aimo ben fatto , che vada a pubbli-
card colle Stampe a comodo , e vantaggio
de' Profeflòri , e Dilettanti di fintili Materie .
Guido Canonico Poggi Penit. della Metrop. ^
Revifore Smodale *
Imprimatur
JEgtdius Cah. Be%%i Pro-Vie arius Gen.
Die 6, Xmbris 1788.
Imprimatur F. BenediBus Bonini Pro-Vie a-
rius S. 0. Ravenna .
IN-
INDICE
DEI TRATTENIMENTI.
PARTE PRIMA.
TRATTENIMENTO t.
5*
V Ernice legittima , e fua Divifione . . . . Pai
TRATTENIMENTO II.
Ingredienti per fare le Vernici ....... 6
Gomme , e Refine , e loro distinzione .... ivi
Gomma , o Refinà Copale ...... è . 8
Metodi per fcioglierlà .......... io
Gomma „ o Refina Anime . . * . . . . » 12
Gomma Refina Cancamo ........ 13
Gomma , o Refina Lacca » 14
Gomma , o Refina di Curi i ....*. . 15
Maniera di nettare la Gomma Lacca . ." . . . 16
Tintura di Gomma Lacca ........ 17
Altri modi di purgare detta Gomma ..... 18
Modi di fciogliere la Gomma Lacca ivi
Mafiice , e Sandracca ■. V^ * . . 22
Sandaraca , o Sandracca ivi
Gomma Refina Elemi .......... 24
Trementina ...... à ...... . 25
Refina Icica , veggafi Gomma Refina Elemi .
TRATTENIMENTO III.
Altre Gomme > Refine , e Bitumi ..... 26
Sangue di Drago ............ ivi
Gomma Refina del Guaiaco .*....*. 27
Gomma Gutta ivi
Pece Greca .*.... 28
Dell' Ambra , o Carabe 29
Diverfi modi di fcioglierlà ....*.*. ivi
Dello Spalto , 0 Asfalto ......... 31
TRAT-
. §6%
TRATTENIMENTO IV.
Degli OIj , e dello Spirito di Vino 33
Divertì Seccami 36
Olio di Trementina 37
Olio di Copaiva 38
Olio di Lavanda ivi
Olio di Saffo , o Pietra t, ... ivi
Olio di Legto ivi
Preparazione della Pece 30
Dello Spirito di Vino 4t>
Digreffione fu gli effetti dello Spirito di Vino più
purgato ......... „ , 41
Acqua di Ragia 42
TRATTENIMENTO V.
Compcfìzioai di Vernici bianche 43
TRATTENIMENTO VI.
Delie Vertici di Color d' Oro * x0
TRATTENIMENTO VII.
Compofuioni di Vernici Olcaginofe <^
TRATTENIMENTO VIII.
Vernici Nere per coprire fondi ofcuri 62
TRATTENIMENTO IX.
Vernici R©fTe , ed altre per qualfìvoglia Colore . . 66
TRATTENIMENTO X.
Altre Vernici pei Lavori di Legno, di Tela, e fo-
pra Carte 71
%. 1. Pei Lavori di Legno ivi
§. 2. Pei Lavori di Tele 75
§. 3. Vernici per quelli di Carta 75
TRATTENIMENTO XI.
Vernici delle più (limate Refine 70
Vernice d' Ambra , o Carabe ivi
Vernice di Gomma Lacca 80
Vernice di Gomma Copale 8r
Vernice bella di Sandracca 82
TRATTENIMENTO XII.
Vernici da darfi fopra Metalli ....... 83
Vernice per intagliare Rami 88
Acqua Forte 91
TR.AT-
3<*3
TRATTENIMENTO XIIT.
Della Vernice Cinefe 95
TRATTENIMENTO XIV.
Vernice ufata nel Giappone ; 99
TRATTENIMENTO XV.
Compofìzioni di Vernici alla Chinefe J03
fornello * 112
TRATTENIMENTO XVI.
Del modo , con cui fi dovranno cuocere le Vernici 117
Gradi del Fuoco 121
TRATTENIMENTO XVII.
Del modo , con cui fi polifce la Vernice .... ivi
TRATTENIMENTO XVIII.
Modo di ornare con Oro le Vernici , e dei Mor-
denti 124
Dei Mordenti 125
TRATTENIMENTO XIX.
Alcune Compofìzioni di Colori, che potranno ado-
prarfi per ornar le Vernici . . * . « . 129
§. r. Modo di fare il Carmino ivi
Carmino falfo ivi
Come il Carmino venga hello 150
Modo facile , e di poca fpefa * . . 131
Modo di cavare il Colore dal Verzino . . . . 132
§. 2. Colore Verde * . 133
2. Altro Verde affai bello .....* ivi
3. Altro Verde per la Miniatura . 4 . . . ; . 194
4. Altro per lo (ledo (oggetto * . . . ivi
§. 7. 1. Fare la Lacca di Grana 154
2. Lacca di Verzino ....*. . .... . 195
3. Altro modo di fare la Lacca 136
§. 4. 1. Imitare le Macchie di Tartaruca >• . . . ivi
2. Altro modo ^ . 137
3. Altro modo * ... « ivi
§. 5. Azzurro di Berlino ....... * .. . ivi
1. Metodo per fabbricarlo ivi
2. Metodo ... i ....*. 138
3. Metodo 150
4. Metodo t ivi
§. d. 1. Azzurro fenza il Lapislazzoli ....<. 140
1. Imi-
3^4
2. Imitare il Lapislazzoli »..-.. ivi
3. Porfido fìnto -. ivi
4. Color di Bronzo . . ivi
5. Porporina 141
§. 7. Colore Rotto . : ivi
1. Metodo ...... t, ivi
2. Metodo , come fanno in Francia . .... . 141
3. Fare una Lifciva di Sale di Tartaro &c. . . . ivi
4. Dare alla Lacca un Colore belliflìmo ..... 145
§. 8. Colore Nero ivi
Metodo 1. 2. 3. > -e 4. .......... . . ivi
Nero affai bello , e facile , . 144
Nero bello per dipingere . . ivi
Alcuni Inchioftri ivi
1. Modo di farlo . ivi
2. 3. , e 4. modo ........... .... 146
5. 6. , e 7. modo . . . 147
Inchioftro limile al Chinefe . . 148
TRATTENIMENTO XX.
Alcune belle Vernici della China ........ 1 50
Vernice Rofla con Gomma Lacca ........ 151
Vernice bianca fatta cou la Gomma Sandracca . • 152
Preparazione del Legno pei Lavori alla Chinefe . . ivi
Dell' applicazione dei Colori -ciliari .... ... 153
Dell' applicazione dei Colori ofcuri ....... 154
Del Pulimento della Vernice » 157
Altra Vernice della China belliflìma ivi
Difiòluzione dell' Ambra, o Carabe per le Vernici . 158
Vernice di Gomma Lacca 159
Vernice della China di tutti i Colori \6z
Altra Vernice della China per ogni forra di Colore 163
Vernice così bella come quella della China .... 1Ó4
PARTE SECONDA.
TRATTENIMENTO I.
Fare alcune Pitture curiofe -. » t6$
§. 1. Modo curiofo, e facile per dipingere Immagini ivi
§. 2. Dipingere fopra Carta,o Pergamena q ualche figura 1 66
Al-
Altra maniera . . . \6y
Altra maniera lóS
§. 3. Fare , che comparifcano indorate le Figure di
una Stampa 169
Vernice 1. , e 2 : . * 169. 170
§. 4. Per inverniciare un Ritratto , od una Immagine
in Stampa ivi
TRATTENIMENTO II.
§. i. Ripulire , e rinovare Quadri vecchj .... 171
Olio per impedire , che i Quadri annerifcano . . 173
§, 2. Far rivivere ì Colori dei Quadri , levar via tut-
to il ne<T> , e renderli come nuovi *. ivi
2. Pei Quadri, (òpra il Rame ivi
§. 3. Maniera di levare i Quadri dalla loro vecchia
Tela , e di rimetterli l'opra una nuova , e di
raccomodare i luoghi mancanti , e guadi ... 174
Oflervazioni 176
§. 4. Altro modo per nettare- ,, e lucrare i Qua-.
dri , che pareranno nuovi 177
2. Per pulire, e nettare le Cornici, e Tela; indorati 178
3. Per nettare, e luftrare un Lavoro di legno indorato ivi
4. Rinovare una Figura vecchia , o fìa Statua di Marmo 179
5. Imbiancare il Marmo bianco, o Alabaftro .... ivi
6. Incidere il Marmo bianco ,0 nera, e dipinger fu
di elfo 180
7. Dare al Marmo t ed Alabaftro il Colore- az-
zurro , o violato .......... » . . ivi
8. Vernice da dare alli Camini 181
9. Vernice da darfi fopra il Geflb ivi
io. Vernice per impedire , che i raggi del Sole paf-
fino per le Vitriate ivi
TRATTENIMENTO III.
§. 1. Pitture in Vetro , e Libretti di Ricordo ... ivi
radazioni de' Colori di Carne ..... ... 184
Tinte delle Carnagioni di Donne , e Bambini . . ivi
Carne ombrate ivi
Tinte delle Carnagioni di Uomini , e di Vecchi . 185
Occhj Azzurri . Occhj Bruni ivi
Capelli Biondi . Capelli Caftagni . Capelli Bianchi ivi
Ca-
266
Capelli incipriati 186
Biancheria . Panneggiamenti in generale ivi
1 . nneggiamenro bianco. Panneggiamento celere . . ivi
Panneggiamento Violetto . Panneggiamenti Vetdi .
I-. nneggiamento Grigio . Drapperie d' Oro .... 187
Panneggiamento d' Argento. Panneggiamenti Gial-
li. Panneggiamenti Color di Rola . Panneggia-
mento Color di Fuoco . Panneggiamenti Color
di Porpora . 188
Uve Nere . Uve Bianche . Paefi . Foglie verdi chia-
re . Foglie verdi ombrate . Foglie morte . . . , 189
Tronchi degli Alberi . Il Cielo . L' Orizzonte. Le
.Nuvole . Alberi in lontananza. Montagne lon-
tane . L' Architettura , e le Pietre. Stoppia, e
Paglia . Legname 190
Acqua. Acqua tranquilla. Acqua agitata . Acqua lon-
tana. Pavimenti. I Selci. L'Acciajo. Il Rame 191
§. 2. Altro metodo per chi non voglia la bellezza
del luddetto 192
§. 3. Altro metodo ivi
§. 4. Altro metodo . . 193
§. 5. Libretti di Ricordi 194
TRATTENIMENTO IV.
§. 1. Compofìzione di diverfi Colori , che fi ehrag-
gono dai Vegetabili 195
2. Acqua , che cava i Colori da ogni Fiore ivi
3. Cavare il Colore da un Fiore RofTo 196
4. Far Lacca dai Fiori coloriti ,come pure da Foglie &c. ivi
5. Fare Lacca per miniare ivi
6. Altra maniera per cavare il Colore da ogni Fiore 198
7. Maniera di fare il Verde d' Iride, o fia di Giglio ivi
Maniera 2. 3. 4. 5. 6. , e 7. con altri Fiori ... 199
i>. Fare un Color Verdastro ofcuro 20 r
9. Fare un Colore Azzurro affai bello .... ivi
io. Metodo per cavare la parte colorata dai Petali
di alcuni Fiori , per aver un belliffimo Verde,
ed un beilililmo Giallo 202
§. 2. Fare un Colore Azzurro limile all' Indaco . 209
Altra maniera . 204
Ac-.
Acqua di Color <T Azzurro per colorir Carte- , e
Mun ivi
Fare V Indaco ivi
Imitare , e fare altri. Colori ivi
Altra maniera di. fare il Porfido finto « ivi
Far Color Verde belli/fimo .. . 206
Fare una Tintura Rotta . ivi-
Fare un Lapis curiofo eccellente per difegnare &c. . ivi
Olio per macinare i Colori, e dipingere Uccelli &c. 207
Contraffare il Colore dell' Inchioltro Chjnefe . « ivi
Porporina « . . . . . ». 208-.
TRATTENIMENTO V.
Lavori curiofi fatti colla Carta .
§. r. Modo di fare Pafta , o Stucco di Carta per
fare Immagini ... . . . . ivi
Fare Scatole di Carta * 210
§. 2. Fare Piatti ^Baccini,Sottocope, e cofe fiorili ■ . ^ 212
Scultura in Cartone . » 215
Carta vellutata di Venezia ..... ... . 215
Stampe , e Medaglie di Colla di Pefce .... » ivi
Cavare prestamente una Stampa , o Figura ..... 2,16
TRATTENIMENTO VI.
Imbiancare facilmente alcune coiè .
§. 1. Metodo per imbiancare , e far candida la Tela . . 217
Imbiancare il. Lino 2i&-
Preparazione del filo della Canapa .......... 219
Altro metodo per ridurre la Canapa fomigliante al Lino 220.
§. 2. Far bianche , e luflrare le Perle 221
Maniera d' imbiancare Calzette , e Guanti di Seta 221
Imbiancare Merletti di Seta . . .:...... ivi
Imbiancare la Seta . 222
§. 3. Far bianco 1' Avorio , che per vecchiaja foflfe giallo ivi ,
Imbiancare le Offa . . 223
Far bianca la Cera gialla in poca quantità. ... ivi ^
Purgar la Cerufsa , Biacca ,0 Bianco di Piombo ... 224
TRATTENIMENTO VII.
Alcune Operazioni d' Economia .
§^ 1. Maniera di liberare le Botti dall' odore di Muffa ivi
Maniera di mantenere il Vino nella {uà bontà ,,t e fotza 225.
Im-
3^8
Impedire la troppa fermentazione del Vino , e fare ,
che non fi guaiti , ed inacidifca. 226
Avvilo utile intorno al Vino , ed all' Aceto . . - ivi
§. 2. Maniera di fare il Pane di Rifo 227
Pane fano, e grato al palato con la farina dei Cavoli Rapa 2 29
Pane di Patate , dette nel Perù Papa;, ivi
Modo di rendere utile il Torfo della Pannocchia di For-
mentone 230
Fare il Pane più foftanziofo, che F ordinario ... ivi
§. 3. Formaggio. Maniera di migliorarlo, e raffinarlo ivi
Prefervare i Formaggi dalla corottela dei Vermi ... 231
Api • Maniera economica di alimentarle nell' Inverno 232
Ingranare i Caitrati , ed altre Beftie . . 233
TRATTENIMENTO Vili.
§. 1. Gementi , o Stucchi diverfi . Mifcelanea ... ivi
Stucco tinto di quei Colori , dei quali faranno i Mar-
mi 5 che vorrete faldare 234
Stucco , che refirte al fuoco , ed all' Acqua ... 235
Stucco fingolare per aflìcurare le inferriate lenza piombo 23Ó
Stucco durifììmo per fare diverfi Lavori ivi
Altro Stucco duriffimo ivi
Loto detto della Sapienza . Altro perfetti/fimo . Al-
tro Stucco . Altro , o fia Colla 237 238
Colla tenaci/lima . Colla detta da bocca ivi
Mollo Artifiziale : . . , 239
Maniera di confervare il Morto Naturale 240
Maniera di fare le cofe invetriate meno fragili ... ivi
Borrace artificiale 241
Marna artifiziale per concimare i Terreni 242
Avvifo agli Agritoltoii , ed Ortolani ivi
Tabacco da naìb ... 243
§. 2. Fare una Pelle d' affilare i Rafoj 244
Rimedio per ertirpare i Topi ivi
Dare un bel Rotto alle Tele di Lino coi Fiori del
Cartamo 245
Modo facile di fai var gli Alberi dalle Formiche 24Ó
Altro modo ficuro per dirtruggere ie Rughe , o Brucchi 247
Rimedio contro le Cimici ivi
Liberare i granaj dalle Tignuole . • •• • lv'1
Mez-
Me77.q agevole oer efterminare gì' Infetti , che di-
: fuggono le Biade nei Grana) 248
Baometro curiofo , e (ingoiare ...... ivi
Modo per tingere in belliffimo Color d' Oro . . . 249
Fare un' Acqua , che leva ogni Corta di Macchia
dal Panno colorito ivi
Lavare un panno , macchiato cql (udore . . . . 2>o
Ravvivare una Scrittura vecchia ivi
Inchiostro portatile fenza Vitriolo , e fenza Galle. 251
Avere Fiori Semidoppj , e Doppi ...... ivi
Cera Roda di Spagna da fuggellare 253
Cera nera 256
Cera da fuggellare , che non ha bifogna di fuoco . ivi
Lapis per feri vere , o difegnare . ♦ . . , . .257
Ravvivare il Colore d' Oro in un Annello,o Col-
lana ..«,,.,....... ivi
Luftrare , e pulire ogni Lavoro indorato .... ivi
Dare ai Galloni il fuo primo Cqlore. &c. , . . ivi
Fare Sai Nitro fifTo » 258
TRATTENIMENTO IX.
Altri Capi di Economia.
1. Maniera di preparare la Moftarda ivi
2. Maniera di prepararla per conferyarla tutto V anno . 259
Pepe Americano « . ivi
Modo di acconciare i teneri Peperoncini .... 260
Altra maniera ............ 261
Modo di confettare le Olive 262
Maniera di fare V Amido dalle Patate .... ivi
Specie di Liquore fermentato » che fi fa nella China. 265
TRATTENIMENTO X,
Nuovi Capi economici , ed utili .
$. 1. Coltivazione delle Patate 266
Ufi 268
§. 2, Preparazione per feminare il Grano . . . 269
§. 3. Confervar Uova frefche per lungo tempo . . 271
§. 4. Maniera di fare il Ratafià ..... . ivi
Rofolio r». 272
Acqua di Framboè , Fragole , Ciriegie &c. . . ivi
C*eraa di Pane . . . . . ..... • • » . ivi
Bb Cre-
Crema di Rifo .' . . . • 173
Metodo di preparare il Rifo per averlo pronto, vo-
lendolo ufare col Brodo , o col Latte . - • ivi
•$. 5. Modo d' incerar Tele ........ ivi
Altro modo .. . . 274
§. 6. Maniera di conciare il Tabacco .... ivi
Tabacco Maltefe 277
Altra maniera Maltefe .......... ivi
Altra maniera di dare 1* odore dei Fiorì al Tabacco ivi
Confervar luftre le Armi . 278
Acqua di eccellente odore con poca fpefa ivi
Caffè buono con poca fpefa ........ 279
Altro Caffi ivi
Temperare Sega , o Strumento per fegare i marmi. 280
Zanzare , o Zampane ivi
Tignuole ivi
TRATTENIMENTO XI.
Alcuni Rimedj •
Per la Ritenzione d* Orina ivi
Febbri intermittenti .............. 281
Scorbuto 282
Calli de' Piedi ............ ivi
Pietra detta della Vipera ............ 283
Calcolo , o Pietra ............... 284
Balfamo particolare contro il veleno ....... ivi
TRATTENIMENTO XII.
§» 1. Alcune curiofità fatte dr offo^ e di corno.
Fondere , e gettare le offa ....... . . . . 285
Amollire le Offa .........*....... ivi
Altre maniere ............. 286
Imbiancare, e digraffare le Offa 2S7
Altra maniera '. . . . . ivi
Fondere il Corno % e gettarlo nei Modelli ivi
Altra maniera 288
Ammollire la Tertuggine , o Tartaruga ivi
Saldare , e congiungere la Tartaruga 289
Serrare una Scatola di Tahacco troppo ralentata . . ivi
§. 4. Tingere le Offa in Color Roffo ivi
Altra maniera » 290
Colo-
37«
Colore nero . ..;. . . • ipt
Corallo finto ivi
Fare una Parta fomigliante al Marmo 292
Grotta artificiale • . ivi
Saldatura ottima 295
Tempera, che indurifce il ferro , quali come l'Ac-
ciaio . . ivi
TRATTENIMENTO XIII.
Altre Materie profittevoli.
§. 1. Convertir il Ferro in Acciajo ... ..... 294
Altro modo affai buono • 360
Altra maniera di Tempera affai dura 301
Che re(H fleffìbile 1* Acciajo ivi
§. 2. Modo per ridurre la Canapa fomigliante al Lino ivi
Preparare il Lino in un modo , che lo renda limile
al Cotone 302
§. 3. Rofoglio affai durevole 30$
Rofoglio , che pub fervire per altri liquori 304
Rofoglio comune • » * • ivi
Limonata di poca fpefa ivi
Altra maniera ivi
Acqua di Agretto ivi
Orzata , 30$
Acqua di Limone ivi
Preparare il Mufchio , e P Ambra col Zucchero per
fervirfene nei Liquori $o£
§'. 4. Olj diverfi . Olio di Zucchero ivi
Altra maniera . Effenza di Gelfomino . ..... • 307
Perchè non fumi V olio . . . ivi
Olio, di cui un' oncia dura molto più d' una libbra
a" altro Olio 308
TRATTENIMENTO XIV.
Levar via le Macchie > e varie curiofìtà ivi
Macchie d' Olio . D' Urina . Di Pece , e di Terebentina ivi
Saponette per levare via le macchie . Pallottine per lo
fteffo effetto 300
Sapone proprio per levare via ogni forta di Macchia ... ivi
Levare via le macchie dalla Seta , e Velluto cremefi . ivi
Levarle da ogni Tela bianca •• •• 31»
Le-
37*
Levare la Macchia d« Olio da ogni Tela , o dalla (Seta . i\4
Levare ogni forta di Macchie fopra Tela di qualunque
colore ivi
Levare le Macchie di Cera dalla Seta , e Ciambellotto . ivi
Altra maniera . Altra maniera ivi e 311
Macchie d' Inchiollfo ivi
Macchie di Ferro fopra Tela ivi
Nettare, ed imbiancare F Argenteria ivi
§. 2. Tabacco da Nafo affai gradevole 312
§. 3.* Calamaio d' Inchioftro come Pietra 313
Inehioltro per le Ifcrizioni, Epitaffi , e fopra marmo* ivi
Inchioitro nero per feri vere fopra Tela , Seta ,o Carta . 314
§. 4. Stucco ivi
§. s- Coltivazione del Tabacco 316
Tabacco particolare • 321
§. 6. Aceto fatto in poco tempo « 322
Aceto fecco • ivi
Candele di Sego , che pajono di Cera ivi
Tinger Cordovano in Color Rotto ► . . ivi
Fare una pelle macchiata in Color di Leopardo . , 323
Tingere rottele Carte di un Mettale, od' altro Libro» ivi
Tingerla Cera per far Immagini, e lavori fottiii . . ivi
Pomate odorofe, ed altre fenza odore . * 324
Saponette per far la Barba ivi
Polvere pei Capelli 325
TRATTENIMENTO XV.
Della preparazione della C.inapa,afflne di ridurla o/anca t
. e fina come il miglior Lino d' Olanda ivi
TRAf TENIMENTO XVI.
Della maniera femplice, vera , e fienra di fare rutti i Co-
lori in liquido per Tufo di dipingere in Sera, in
Miniatura, per acquerellare i difegni, le Piante,
per tinger la Carta, le Pelli, la Paglia, il Crine &c. 336
Num. 1. Fare un bel Rotto liquido più bello del
Carmino ivi
Num. 2. Maniera di fare il Rotto bruno 337
Num. 3. Maniera di fare ogni forta di Violetto,
ed in fpecie il Violetto vellutato &c 338
Num. 4. Maniera di fare differenti Gialli rari ,
- - ^ - • che
373
che con perdono punto ali* aria 339
Num. <>. Color d' Oro 340
Num. 6. Alrro Color d' Oro fuperbo ivi
Num. 7. Maniera di fare il Blu liquido rariffimo 341
Num. 8. Maniera di fare ogni forta di Verdi bel-
li/rimi fenza il Verde di Vefcica 341
Num. 9. Verde di Prato . . ♦ ivi
Num. io. Efberienze fatte (òpra i Colori in liqui-
do , con le Tinte , che ne rifultano 349
Num. ti. Ricetta per un bel Blu 1 344
Num. 12. per fare il Verde .... » » 345
Nom. 13. Maniera di fare un Giallo folidiflìmo . ivi
Num. 14 Ricetta per un' altro Giallo iperimen*
tato 346
Dichiarazione di alcuni nomi . . . . » . . 347
Bianco di Piompo. Ceruffa , 0 Biacca. Sale di Sa-
turno . MaiTìcot . Minio . Litargirio . Allu-
me di Rocca , di Catina , di Feccia. PotafTe &c. ivi
TRATTENIMENTO XVJI.
Della Coltura, e della Utilità dei Ravizzoni ... 350
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